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Il coniglio si vaccina?

“Il coniglio si vaccina?” Questa è una domanda che spesso noi veterinari ci sentiamo chiedere quasi con stupore. La risposta è assolutamente sì!!!
Per quali malattie bisogna vaccinare il coniglio?
Le due malattie virali per cui bisogna vaccinare il coniglio sono la mixomatosi e la MEV.
Queste patologie possono essere trasmesse sia per via diretta da conigli malati o portatori a conigli sani, sia per via indiretta tramite vettori come zanzare, pulci e zecche.
Entrambe, inoltre, sono malattie denunciabili secondo il Regolamento di Polizia Veterinaria, che prevede l’eutanasia degli animali infetti.
La mixomatosi è causata da un Orthopoxvirus. Ha un’incubazione variabile tra i 5 ed i 15 giorni. Il suo andamento può essere acuto, subacuto o cronico; alcuni conigli possono essere portatori asintomatici. I sintomi sono rappresentati da abbattimento, congiuntivite, scolo oculare e da caratteristiche tumefazioni a livello di testa, arti ed organi genitali. L’animale può anche andare incontro a morte a causa di infezioni batteriche secondarie.

La MEV è la malattia virale emorragica, causata da un Calicivirus. Questa patologia interessa conigli di età superiore ai 50 giorni di vita e ha un’incubazione molto breve, di sole 36-72 ore. Si manifesta nella maggior parte dei casi in maniera improvvisa con emorragie diffuse, fino alla morte nell’arco di poche ore. A volte il coniglio muore improvvisamente senza manifestare sintomi clinici. In casi più rari si presentano ittero, letargia, anoressia, dimagramento e morte in un paio di settimane.
vaccino coniglio - 1

Da che età si può vaccinare il coniglio?
In generale a partire dai 2 mesi, 2 mesi e mezzo di età. In base alla situazione ed alla tipologia di vaccino, però, sarà il veterinario a valutare il momento migliore per la vaccinazione.

Anche un coniglio che vive solo in casa dovrebbe essere vaccinato?
Assolutamente sì perché entrambe le malattie possono essere trasmesse anche da insetti, non solo attraverso il contatto diretto.

Esistono delle terapie per queste malattie?
No, non esistono terapie efficaci per nessuna delle due malattie, motivo in più per vaccinare assolutamente.

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Che cosa è il duprasi?

Il duprasi è un piccolo roditore dal temperamento molto docile.

Il suo nome scientifico è Pachyuromys duprasi ed è originario del nord Africa, dove vive in zone aride con scarsa vegetazione e scava gallerie profonde fino ad un metro.

La particolarità del duprasi è la sua coda: è quasi completamente priva di pelo, ha la forma di una clava e misura circa 5 cm. Essa rappresenta per il duprasi un importante deposito di tessuto adiposo (nei soggetti sani ed in buono stato di nutrizione è ben arrotondata).

Il suo corpo misura una decina di centimetri, è tozzo e rotondeggiante con una folta e soffice pelliccia, color agouti (grigia e marrone) dorsalmente e bianca ventralmente e dietro le orecchie. Il musetto è appuntito e dotato di lunghi baffi e grandi occhi. Il peso è di circa 60 grammi nelle femmine e di 80 grammi nei maschi.

Che cosa è il duprasi - 2

In natura il duprasi ha abitudini notturne, ma in cattività ha periodi di attività sia di giorno che di notte.

E’ un animale insettivoro, cioè si nutre principalmente di invertebrati. La sua dieta, però, è integrata anche dall'assunzione di vegetali. In cattività l’alimento ideale è rappresentato da pellet per roditori insettivori contenente il 18% di proteine. Si possono inoltre somministrare piccole quantità di vegetali, grilli e farfalle notturne. Le larve di insetti vanno somministrati solo in piccole quantità, ed integrate con il calcio. Gli alimenti per criceti, a base di semi, cereali e frutta secca, sono da evitare.

I duprasi sono sempre più diffusi come animaletti da compagnia. In casa andrebbero tenuti in ampi alloggi (preferibilmente a pareti lisce, senza sbarre) con il fondo pieno e un substrato abbondante di segatura o truciolato. La lettiera può essere pulita una volta alla settimana perchè i duprasi, essendo adattati ad un clima arido, producono scarsa urina e quindi tendono a sporcare poco il fondo. È indispensabile che siano presenti dei nascondigli come una casetta che può essere imbottita con del fieno morbido e sottile o della carta da cucina a pezzetti. L’ambiente può essere arricchito con tubi di cartone od altri giochini ed una ruota piena (quelle con le sbarrette sono pericolose per le loro zampette!) grazie alla quale l‘animale potrà svolgere attività fisica e "tenersi occupato". Il duprasi adora rotolarsi nella sabbia, facendo dei veri e propri "bagni”. In commercio è presente una sabbia specifica per roditori adatta proprio a questo utilizzo.

La temperatura ambientale ideale è di 24°C e l’umidità di 35-50%. 

I duprasi possono essere tenuti anche singolarmente perché non soffrono la solitudine.

Cosa è il duprasi - 1

Per distinguere i maschi dalle femmine, a parte il peso maggiore nei maschi, bisogna osservare la distanza ano-genitale, maggiore nel maschio. Inoltre nei maschi adulti sono visibili voluminosi testicoli, mentre nella femmina dopo i 4 mesi di età sono visibili 4 paia di capezzoli.

I duprasi raggiungono la maturità sessuale a circa 3 mesi di età. Per far riprodurre questi roditori il maschio e la femmina vanno messi insieme in un ambiente nuovo per entrambi, e osservati con attenzione per parecchi minuti per assicurarsi che non si azzuffino. Se la coppia si accetta, maschio e femmina vanno lasciati insieme per una settimana. In cattività i duprasi sono in grado di riprodursi tutto l’anno.

La gravidanza dura all'incirca una ventina di giorni. La femmina costruisce un nido in cui alleva i piccoli, che sono in media 3 per parto (tra 1 e 7). Alla nascita i cuccioli sono molto immaturi, ciechi, sordi e privi di pelo, con un peso di circa 2,5 g. Poi, però, crescono velocemente, raddoppiando le loro dimensioni dopo la prima settimana di vita. A due settimane circa aprono gli occhi, a tre settimane di vita iniziano già a consumare cibo solido a 21 giorni di vita ed a quattro settimane sono svezzati. Dopo lo svezzamento è importante separare i figli dalla madre formando due gruppi di sesso opposto.

La vita media di questo piccolo roditore è di circa 4 anni. Durante questo lasso di tempo è fondamentale effettuare dei controlli veterinari per prendersi cura al meglio del proprio duprasi: una prima visita per farsi dare tutti i consigli sulla gestione e per verificare la salute del nuovo arrivato e poi almeno un controllo all’anno.

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La carenza di vitamina C nella Cavia

La carenza di vitamina C nella cavia rappresenta una grave patologia per questo piccolo animaletto domestico.

La cavia, infatti, è uno dei pochi mammiferi incapaci di sintetizzare autonomamente la vitamina C. Per questo motivo risulta indispensabile fornirgliela dall’esterno, tramite l’alimentazione o prodotti specifici farmacologici.

Il fabbisogno giornaliero di vitamina C per una cavia in salute è compreso tra 10 e 30 mg/kg. In alcune condizioni, patologiche o fisiologiche, però il fabbisogno aumenta: in corso di gestazione, crescita, lattazione, stress o malattie concomitanti.

Cavie e cuccioli

E’ necessario fornire quotidianamente un’integrazione di vitamina C. Questa può essere fatta assumere alla cavia tramite un’alimentazione molto varia con verdura e frutta ricche di questa vitamina, come le brassicacee (cavoli, verze, broccoli e simili), ravizzone, peperone (rosso soprattutto), tarassaco, erba di campo, prezzemolo ed agrumi (arance e mandarini). Altri alimenti come mele, carote ed insalata ne sono, invece, poveri.

Una corretta alimentazione è assolutamente fondamentale per la salute delle cavie. Errori alimentari, come la carenza di vitamina C, possono predisporre questi delicati animaletti a svariate problematiche.

Cavia e peperone (2)

La patologia data dalla carenza di vitamina C (od acido ascorbico) prende anche il nome di scorbuto ed è caratterizzata da sintomi di diversa gravità legati all’apparato gastro-enterico, articolare, dermatologico e sanguigno.

La vitamina C ha un ruolo fondamentale nella sintesi del collagene, proteina presente nei vasi sanguigni, nella pelle, nei muscoli e nelle ossa. Proprio per questo, una sua carenza può provocare:

- alterazioni all’integrità dei vasi sanguigni con possibili emorragie soprattutto articolari e gengivali;

- degenerazione della mucosa intestinale ed infezioni batteriche secondarie, con conseguenti stasi gastro-intestinale, diarrea ed anoressia (riduzione od assenza di appetito);

- problemi dermatologici, come pelo opaco ed ispido, arruffato e pododermatiti (infiammazioni a carico delle zampe posteriori);

- disturbi articolari con tumefazioni o dolore a livello delle articolazioni soprattutto degli arti posteriori e riluttanza al movimento;

- alterazioni nello sviluppo di ossa e denti con instabilità dentale e conseguenti problemi di malocclusione.

In caso di carenze parziali i sintomi possono essere vaghi e poco specifici, come zoppie, diarrea e scarso appetito. In caso, invece, di gravi carenze si può arrivare addirittura alla morte.

E’ molto importante quindi essere informati correttamente sulle esigenze nutrizionali di questi roditori e fornire quotidianamente vitamina C con un’ottima alimentazione o con specifici preparati farmaceutici secondo il consiglio del proprio veterinario!

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La feromonoterapia

  • Che cosa sono i feromoni?

I feromoni sono sostanze chimiche utilizzate come mezzo di comunicazione sia nel mondo animale che vegetale. Nel mondo animale questa tipologia di comunicazione viene utilizzata da insetti,pesci ,rettili e mammiferi. I feromoni vengono escreti nell'ambiente esterno e sono in grado di modificare il comportamento di un altro animale ricevente appartenente alla stessa specie. Tra i mammiferi i carnivori possiedono il maggior numero di strutture adibite alla produzione di feromoni. Nonostante i numerosi studi a riguardo è ancora in parte sconosciuto il meccanismo fisiologico attivato dalle secrezioni feromonali.


Nei mammiferi sono secreti in maniera involontaria ed escreti da ghiandole distribuite nell'epidermide e dalle mucose attorno agli orifizi (bocca,ano ecc).
Nel cane e nel gatto i feromoni vengono escreti principalmente dalle ghiandole periorali, dalle ghiandole sebacee del solco intermammario, dalle ghiandole ceruminose del padiglione auricolare, dalle ghiandole anali, dalle ghiandole sottocaudali e sopracaudali della coda e dalle ghiandole podali. Oltre alle ghiandole citate è possibile trovare feromoni anche nella saliva, nelle urine,nel liquido amniotico e nelle feci.
I feromoni possono essere trasmessi attraverso l'aria e l'acqua oppure depositati su superfici o sul suolo. La percezione nel cane avviene attraverso un comportamento denominato flehmen o lip-curl ,che consiste nel sollevamento del labbro superiore a bocca leggermente aperta in fase inspiratoria con successivo leccamento e arricciamento del tartufo. Nel gatto si manifesta con movimenti della lingua.




  • La feromonoterapia

L'idea che i feromoni potessero essere utilizzati nella terapia comportamentale nacque negli anni novanta con gli studi sul comportamento di marcatura facciale e urinaria del gatto. In seguiti a questi studi sono stati creati feromoni di sintesi per cani e gatti contenuti nei più famosi prodotti in commercio sotto forma di diffusori,collari,vaporizzabili.



La feromonoterapia può svolgere un ruolo importante in cane e gatti che presentano uno stato patologico ansioso,fobico o depressivo ed è da utilizzare sempre in associazione ad un progetto riabilitativo e in alcuni casi ad altri strumenti terapeutici (farmacologici ad esempio). In particolare nel gatto è molto importante la valutazione del territorio in cui vive e la sua ristrutturazione oltre al riequilibro delle relazioni familiari.



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L’Ancistrus

L’Ancistrus è un pesce osseo di acqua dolce appartenente alla famiglia Loricaridae ed alla sottofamiglia Ancistrinae. E’ originario dei fiumi del Sud America, dove vive in gruppi su fondali principalmente ghiaiosi sopravvivendo anche in acque povere di ossigeno.

Presenta un corpo allungato ed una grande testa dotata di una bocca a ventosa rivolta verso il basso. Comunemente ha una colorazione scura con macchie o striature più chiare. Esistono numerosissime specie e varietà che si distinguono per le dimensioni, da 10 fino a 19,5 cm, e per i colori differenti, tra cui l’albino. L’Ancistrus può anche cambiare colore, presentando macchie marmorizzate più chiare o più scure. Questo non è un segnale di malattia, ma è solo conseguenza di normali variazioni a causa di stress, dominazione o semplicemente di mimetismo.

Acistrus 2             Ancistrus 1

I maschi si distinguono facilmente dalle femmine per la presenza di escrescenze carnose sulla testa che possono diventare molto lunghe nei soggetti più anziani.

Ancistrus 6

Gli Ancistrus sono pesci molto comuni negli acquari d’acqua dolce tropicali. Hanno un carattere tranquillo e convivono serenamente con altri pesci anche di piccole dimensioni. Vivono bene in acqua con pH compreso tra 6 e 8, durezza di 6-15 GH e temperatura compresa tra i 23 ed i 27 gradi. L’acquario dovrebbe avere una capacità di almeno 100 litri per ospitare una coppia e dovrebbe essere dotato di grotte, legni o pietre accatastate che possano fungere da nascondigli durante la giornata. Questi pesci infatti vengono fuori solo la sera o la notte, momento in cui cercano il cibo. Oltre alle alghe ed ai comuni alimenti specifici presenti in commercio possono essere alimentati talvolta con insalata, spinaci, fette di patate, cetrioli, zucchine e piselli. Le verdure vanno lessate e messe sul fondo impedendo loro di galleggiare.

Per quanto riguarda la riproduzione gli Ancistrus formano coppie fedeli nel tempo. La femmina depone le uova in fessure o cavità e le “incolla” alle pareti. Il maschio sorveglia le uova (fino a 200, di colore leggermente arancione e con un diametro di pochi millimetri) e poi si prende cura degli avannotti nei loro primi giorni di vita.

Ancistrus 5              Ancistrus 7

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Axolotl: un anfibio particolare

L’Axolotl (nome scientifico Ambystoma mexicanum) è un anfibio molto particolare. Può essere detenuto nell’acquario di casa con documentazione specifica (CITES appendice II, reg. UE 338/1997, allegato B). E’ una salamandra originaria del Messico (lago di Xochimilco). Ormai in cattività si trova facilmente, invece in natura risulta quasi estinto.

La sua principale peculiarità è la neotenia, ossia la possibilità di diventare adulto senza trasformarsi in animale terrestre, cioè quasi mai da girino si trasforma in salamandra. La metamorfosi si verifica solamente in condizioni di stress ambientale (poco ossigeno, scarsità di acqua, sovraffollamento). L’axolotl, infatti, può trascorrere la sua intera vita come animale esclusivamente acquatico respirando sott’acqua con branchie molto sviluppate.

Un’altra caratteristica interessantissima è la capacità di rigenerazione di parti del corpo. Se danneggiato, infatti, è in grado di rigenerare senza cicatrici gli arti ed alcuni organi. Le sue cellule sono molto simili a quelle staminali adulte dei mammiferi.

L’Axolotl può raggiungere la lunghezza di circa 30 cm e vivere fino a 20 anni. E’ un animale più crepuscolare e notturno. La sua testa è grande e gli occhi sono privi di palpebre. La coda è lunga ed appiattita lateralmente e funge da organo propulsore per il nuoto. Gli arti sono sottosviluppati e possiedono dita lunghe e sottili. Gli axolotl sono in grado di respirare sott’acqua grazie alle branchie, ma possiedono anche i polmoni per cui riescono a respirare anche l’ossigeno atmosferico, ingoiando aria dalla superficie esterna.

Axolotl - 1

Normalmente il colore della pelle è marmorizzato marrone o grigio scuro (marrone/grigio con macchioline dorate), di tonalità più chiara sul ventre, ma esistono quattro diverse pigmentazioni:

  • Leucistico (rosa pallido con occhi neri);

  • Albino (dorato o rosato con occhi rossi);

  • Assantico (grigio con occhi neri);

  • Melanoide (completamente nero).

Oltre a queste varianti c’è un’ampia diversità anche nella grandezza, nella frequenza e nell’intensità delle macchioline dorate.

Immagine correlata

Per la detenzione è necessario disporre di un acquario grande (per una coppia almeno 80x40x40 cm) con fondale a granulometria fine (sabbia o ghiaietto), fornito di nascondigli (legni, rocce e grotte) e robuste piante acquatiche. E’ importante fornire una buona qualità ed ossigenazione dell’acqua, il pH e la temperatura corrette. L’acquario, infine, dovrebbe rimanere illuminato per circa 10-12 ore al giorno.

Per quanto riguarda la dieta gli axolotl si nutrono di larve, pesciolini, piccoli crostacei, molluschi, lombrichi ed insetti. In cattività possono essere alimentati con mangimi in pellet e prede vive.

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Alimentazione delle tartarughe terrestri

Un’alimentazione corretta è alla base della salute delle tartarughe terrestri. Errori alimentari e diete sbagliate sono in grado di causare svariate patologie, anche mortali.
La dieta migliore dovrebbe rispecchiare il più possibile quella “naturale”.

Alimentazione tartarughe terrestri - 2

Ci sono tartarughe di terra esclusivamente vegetariane ed altre onnivore.
Le tartarughe vegetariane dovrebbero mangiare solamente vegetali, in particolar modo dovrebbero nutrirsi di erbe di campo e vegetali in foglia come dente di leone, brassicacee, trifoglio, ravizzone, insalata romana, lattuga, radicchio, prezzemolo, foglie di carota, cardi e fiori.
Frutta ed ortaggi possono rappresentare una piccola percentuale nella dieta.
Sarebbero da preferire alimenti con un elevato contenuto in calcio, come dente di leone, trifoglio, erba medica, fichi e fichi d’India.
Errori e squilibri nella dieta possono provocare alterazioni metaboliche gravi, con crescita alterata od eccessiva oppure deformazioni del carapace come la “piramidalizzazione” degli scuti.
Sono assolutamente controindicati: proteine animali, fagioli, piselli, avocado, banane, pane, pasta e latticini.

Alimentazione tartarughe terrestri - 1

Altre specie di tartarughe, invece, sono onnivore, cioè si nutrono principalmente di vegetali, ma anche di alimenti di origine animale (in bassa percentuale).
Per quanto riguarda la componente vegetale la dieta è analoga a quella delle tartarughe terrestri vegetariane; per quanto riguarda le proteine animali, si possono fornire pezzetti di carne, lombrichi, larve della farina, lumache, chiocciole e grilli.
E’ consigliabile, per tutte le tartarughe terrestri, completare la dieta con integratori minerali-vitaminici di buona qualità, facendo molta attenzione però all’apporto di fosforo. L’ideale sarebbe usare un integratore soltanto a base di carbonato di calcio (ossi di seppia o gusci d’uovo polverizzati).
Infine è fondamentale l’apporto di acqua, che deve sempre essere lasciata a disposizione.
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Il Comportamento della Cavia

La cavia è un animaletto noto per la sua docilità e dolcezza, ma scopriamo qualcosa in più sul comportamento di questo amato pet!!!

Innanzitutto la cavia è un animale sociale, ossia ama stare in gruppo, in compagnia. In natura verrebbero formati dei gruppi costituiti da un maschio dominante e da un harem di femmine con i loro piccoli. I soggetti svolgono insieme ogni attività stando sempre vicini. Essendo animali preda, infatti, trovano beneficio nello stare in gruppo per poter individuare più facilmente la presenza di un eventuale predatore. Essendo molto socievoli hanno bisogno sempre di compagnia, soprattutto dei loro simili: sarebbe meglio tenere le cavie in cattività in piccoli gruppi, di 2 o 3 animaletti.

Comportamento cavia - 1

La cavia è un animale molto abitudinario. Cambiamenti nella vita di questo roditore possono determinare stress più o meno forti.

La cavia è un animale particolarmente pulito. Dedica molto tempo, infatti, alla propria “igiene personale” leccandosi il mantello e pulendosi il muso. Queste attività spesso sono anche indice di buona salute.

La cavia in natura sarebbe un animale preda, motivo per cui ha un carattere molto timido ed attento ed è sempre pronta alla fuga in caso di sospetto pericolo. Un altro comportamento possibile in caso di paura è il cosiddetto “freezing”, ossia “congelamento”, l’immobilizzazione completa anche per alcuni minuti. In ambiente domestico le cavie necessitano di un ambiente tranquillo e di modi delicati e gentili. Sono molto docili se trattate con amore.

Comportamento cavia - 2

Le cavia è un animale molto comunicativo sia tramite atteggiamenti del corpo che tramite suoni. Ciò si osserva maggiormente quando convivono più cavie.

Le giovani cavie possono avere un atteggiamento particolare ossia quando sono contente, eccitate o spaventate eseguono rapidi salti verticali in aria sgroppando (“popcorning”).

Quando due cavie si toccano la punta del muso lo fanno per riconoscersi e salutarsi.

Può capitare che la cavia dia spinte decise con la testa: se lo fa con noi può significare necessità di attenzioni oppure di essere lasciata in pace a seconda della situazione; se lo fa con i suoi simili può essere un segno di dominanza od un invito al gioco.

Un segno di allerta delle cavie è rappresentato dal tendersi in avanti con la testa, immobile e pronta a fuggire.

Si possono osservare anche comportamenti meno carini, come i segnali di dominanza o di minaccia che possono avvenire tra maschi interi soprattutto: irrigidirsi sulle zampe, sbattere i denti, emettere sibili, rizzare il pelo del dorso, mostrare i testicoli, montarsi a vicenda.

Le cavie comunicano molto anche con i suoni, emettendo dei vocalizzi simili a squittii con significati precisi. Degli esempi sono: squittio acuto ripetuto più volte per contentezza o per salutare o come richiesta di cibo; grido acuto di allarme quando sono spaventate o vogliono segnalare un pericolo; suono basso emesso dalla madre per confortare i piccoli; “purring”, suono simile a fusa per contentezza od interesse verso qualcosa; “chirping”, suono simile ad un cinguettio forse in occasione di cambiamenti.

 

 

 

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Arriva un cucciolo in casa, come comportarsi?



L’arrivo di un cucciolo in famiglia è sempre un grande evento, ma quali sono le regole per una corretta gestione e gli errori da non commettere?
Scopriamoli insieme !
  • Come comportarsi il giorno dell’adozione del cucciolo?
Per prima cosa è possibile applicare in casa diffusori di feromoni di sintesi collegati alla presa elettrica qualche ora prima dell’arrivo del cane . I feromoni sono sostanze chimiche rilasciate a scopo comunicativo nel cane e che questo caso avranno il fine di calmare e rassicurare il cucciolo.
cane-cuccia
Per la prima notte è necessario preparare una cuccia accogliente e posizionarla nella camera del proprietario in modo che il cucciolo riesca a riposare tranquillamente e che il proprietario possa rincuorarlo se dovesse piangere o trovarsi in difficoltà.

  • Come gestire il comportamento eliminatorio nel modo corretto?
Nelle prime settimane il cucciolo dovrà imparare ad urinare e defecare nel luogo designato dal proprietario. La metodologia di insegnamento non dovrà avvalersi di punizioni ma sarà basata sul rinforzo positivo. Per prima cosa bisogna designare un luogo per le deiezione che potrà essere il giardino,un giornale o una traversina. Dopodiche bisognerà accompagnare il cucciolo frequentemente in questo luogo e soprattutto in alcuni momenti della giornata come ad esempio dopo il pasto,dopo il sonnellino,dopo il gioco. Infatti questi sono i momenti in cui il cucciolo avrà più necessità di sporcare e quindi potremo utilizzarli per insegnargli il comportamento corretto da seguire. Ogni volta che il cucciolo sporcherà nel luogo designato dovrà essere premiato e gratificato.

  • Come gestire i comportamenti desiderati e quelli indesiderati?
Ogni volta che il cucciolo mette in atto un comportamento desiderato (ad esempio sporca sulla traversina,in giardino o per strada) dovrà essere premiato e gratificato.
Spesso i cuccioli “ rubano “ o mordicchiano oggetti in casa,in questi casi non bisognerebbe sottrarre l’oggetto in questione o sgridare il cane ma proporre uno scambio con un suo giocattolo o un bocconcino a lui gradito. L’atteggiamento corretto da adottare è quello di proporre un’alternativa gradevole in modo da favorire questo agli altri oggetti di casa o dei nostri calzini.
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  • Come favorire la socializzazione e la costruzione di un buon bagaglio di esperienze?
Nei primi mesi di vita è essenziale che il cane abbia la possibilità di socializzare correttamente con diverse specie animali( cani,gatti,uomini,) e di costruirsi un bagaglio di esperienza adeguato al fine di diventare un adulto equilibrato e in grado di risolvere i problemi che incontrerà nel corso della sua vita.
Per favorire la conoscenza del mondo che lo circonda è importante portare il cucciolo in città per imparare a riconoscere i rumori e favorire il contatto controllato con uomini donne e bambini. Inoltre bisogna permettere al cucciolo di giocare in libertà con i suoi conspecifici (cuccioli e adulti sia maschi che femmine) selezionando soggetti disponibili,non aggressivi e molto pazienti. Il gioco libero tra cuccioli dovrebbe sempre essere supervisionato da un cane adulto moderatore o dal proprietario per evitare che i cuccioli “esagerino”. Anche il contatto con altre specie animali dovrebbe essere favorito in questo periodo della vita del cane ( ad esempio con gatti molto tranquilli).
Appena possibile bisognerebbe portare il cucciolo a fare passeggiate per scoprire luoghi e situazioni diverse tra loro.

  • Cos'è una Puppy Class e perchè è importante parteciparvi?
puppy-class
La “Puppy Class” è paragonabile ad un asilo per cuccioli, un luogo dove questi possono apprendere, in un clima sereno e gioioso, i primi rudimenti della convivenza, del gioco e dell’ubbidienza. Un luogo in cui i proprietari possono acquisire semplici strumenti per educare il proprio amico a quattro zampe, divertendosi e garantendo un sereno equilibrio nella famiglia e, conseguentemente, nella società in cui entrambi vivono, condividendone le dinamiche.
Il principale scopo di questa scuola è guidare il cucciolo nella fase critica della socializzazione dopo il distacco dalla madre.


Per maggiori informazioni o per iscriverti alla puppy Class visita il nostro sito http://www.puppyschool.it/2011/08/la-puppy-class.html , oppure contatta la Clinica Veterinaria Borgarello al numero 0116471100 oppure via mail all’indirizzo info@clinicaborgarello.it .
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Età gatto uomo, uomo gatto

Come calcoliamio l'età del gatto espressa in anni umani?
I felini sono creature “a sé stanti” e, come per molti altri aspetti del loro essere, riescono a mascherare i segni dell'invecchiamento con una maestria invidiabile!. Chi non si è mai chiesto :”quanti anni ha il mio gatto, paragonati ai nostri?”. In realtà una risposta precisa è difficile da dare, ma per gli amanti dei numeri basti sapere che i gatti vengono considerati:

bambini(kitten): fino a sei mesi (equivalenti ai 10 anni dei bipedi)
adolescenti (junior): dai sei mesi ai 2 anni (dai 12 ai 24 anni di un uomo)
giovani adulti (prime): dai tre ai sei anni (i nostri 28-40)
adulti (mature): dai sette ai dieci anni (dai 40 ai 55 anni)
anziani (senior): dagli undici ai quattordici anni ( i nostro 60-70)
geriatrici (geriatric): dai quattordici in avanti ( dopo i 75 in avanti!)

Non bisogna stupirsi del fatto che pochi mesi di vita dei nostri amici felini
eta gatto-uomo uomo-gatto
corrispondano a molti anni in un uomo:
la spiegazione risiede nell'aspettativa di vita totale dei pets, decisamente breve se paragonata alla nostra, per quanto i gatti risultino comunque più longevi di altri animali da compagnia.

Invecchiare non è un granché, anche per i nostri amici a quattro zampe, diviene pertanto fondamentale imparare a riconoscere i segni dell'età che avanza per aiutarli a vivere una vita serena e, perché no, più lunga possibile. L'invecchiamento è un naturale processo nella vita di ciascuno e per ognuno ha modalità differenti a cui bisogna aggiungere diversi fattori che ne influenzano l'evoluzione: la razza, lo stile di vita, l'alimentazione, le malattie sono tra i più importanti. I problemi maggiormente riscontrabili nel gatto anziano sono: patologie della bocca e dei denti, renali, endocrine (diabete e ipertiroidismo), riproduttive, articolari, cardiache,gastro-intestinali, neoplasie e demenza senile.

età gatto-uomo


Grazie al progredire della medicina veterinaria e ad una maggiore consapevolezza e attenzione nei confronti delle esigenze dei nostri amici a quattro zampe, la vita media dei pets è aumentata.
Conoscere e riconoscere i segni di invecchiamento del nostro gatto e, ancor prima, le sue necessità a seconda della fase di vita che sta affrontando, lo aiuterà a trascorrere un'esistenza serena e longeva al nostro fianco. Di fronte alla vecchiaia non bisogna “cedere le armi” ma, piuttosto, “attrezzarsi” per affrontare al meglio l'ultima fase di vita: in questo la medicina preventiva , unita ad una crescente consapevolezza e informazione da parte dei proprietari, giocano sicuramente un ruolo fondamentale.

La Clinica Veterinaria Borgarello, attenta al benessere animale e sostenitrice della medicina preventiva, ha messo a punto il “Programma Terza Età”, per aiutarvi a garantire al nostro amico buone condizioni di salute fino in tarda età. Clicca e scopri il: Programma Terza Età, e.. condividilo con in tuoi amici.
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Età cane-uomo


Almeno una volta nella vita, guardando il nostro amico Fido, ci siamo chiesti:” quanti anni avrebbe se fosse un uomo?”. La risposta non è così semplice come sembra ed esiste ancora grande confusione sull'argomento: il nostro cucciolone di un anno è paragonabile ad un bambino di 10 o ad un adolescente di 18?; un cane di 10 anni equivale ad un sessantenne oppure ad un novantenne con acciacchi annessi e connessi?. Cerchiamo di far chiarezza.

In linea generale un cane può dirsi:
cucciolo entro 1 anno
adulto dai 1,5 a 5 anni
senior dai 6 ai 10 anni
geriatrico dopo gli 11 anni

Lo schema sopra descritto, però, è solo una generalizzazione perché esistono diversi fattori che influenzano i processi di invecchiamento:



eta cane uomo- la taglia: tanto più un cane è piccolo, tanto prima raggiungerà il completamento del suo accrescimento e tanto più lentamente tenderà ad invecchiare rispetto ad un pari età di taglia grande/gigante. 
Lo sviluppo scheletrico di un Chihuahua, ad esempio, termina molto prima del raggiungimento dei 12 mesi di vita, mentre un alano ci metterà sino a 2 anni; in questa fase, a parità d'età, il piccolo chihuahua è considerabile “più grande” rispetto al gigantesco alano ma, col trascorrere del tempo, il suo organismo si deteriorerà molto più lentamente quindi invecchierà più lentamente rispetto al cane di grossa taglia.

- le predisposizioni genetiche: alcune razze si portano dietro alcune “tare”, per così dire, che le predispongono a determinate patologie talvolta logoranti e che rischiamo di abbreviarne l'aspettativa di vita.

- le malattie: come in umana, le malattie mettono spesso a dura prova l'organismo animale e, talvolta, possono portare ad un invecchiamento organico più precoce di quello fisiologico.

- alimentazione e stile di vita: una corretta alimentazione ed uno stile di vita adeguato alla razza e alla taglia del cane possono assicurare al nostro amico a quattro zampe una vita serena e longeva, preservandolo il più a lungo possibile da patologie legate all'invecchiamento.


età cane-uomo


Nonostante quanto sopra raccontato, bisogna esser consapevoli che la longevità di un cane è decisamente più limitata rispetto alla nostra, pertanto le varie fasi della vita vengono raggiunte e superate in un tempo relativamente breve se paragonate ai canoni umani.
Grazie al progredire della medicina veterinaria ,però, e ad una maggiore consapevolezza e attenzione nei confronti delle esigenze dei nostri amici a quattro zampe, la vita media dei pets è aumentata.
Sapere in quale fase della vita si trova il nostro Fido è davvero la chiave di volta perché ci permette di provvedere correttamente ai suoi bisogni, garantendogli una vita serena e felice al nostro fianco.

La Clinica Veterinaria Borgarello, attenta al benessere animale e sostenitrice della medicina preventiva, ha messo a punto il “Programma Terza Età”, per aiutarvi a garantire al nostro amico buone condizioni di salute fino in tarda età. Clicca e scopri il: Programma Terza Età, e.. condividilo con in tuoi amici.
Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici oppure posta un commento.

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Cani e attività fisica

Ci sono tanti motivi per effettuare esercizio fisico, almeno una volta al giorno, con il vostro cane. Nella nostra “top five” troviamo:
1. Durata della vita più lunga. Sia l'uomo sia il cane hanno maggiori probabilità di vivere più a lungo se sono in forma ed effettuano esercizio fisico regolarmente. Alcuni studi hanno dimostrato che cani che praticano regolarmente attività fisica vivono circa due anni di più rispetto ai fratelli della stessa cucciolata che non hanno lo stesso stile di vita. Per mettere questo in termini umani, una vita più lunga del 10-15% significa un extra di 10 anni circa (ipotizzando una durata di vita media di un essere umano di 73 anni).
2. Più attività fisica, una vita più completa. Esercitandovi quotidianamente con il vostro cane sarete entrambi più forti ed i vostri corpi più reattivi; portandovi a vivere una vita più attiva e più “piena”. Un cane in forma sarà in grado di gestire al meglio tutti gli ostacoli che incontrerà durante il suo percorso di vita.
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3. Famiglia più unita. Una famiglia che si esercita insieme, resta unita (almeno quando si tratta di voi e il vostro cane). Esercitandovi con il vostro cane si viene a creare un legame. I due motivi principali: 1) il semplice atto di fare qualcosa insieme rafforza il legame e 2) l'esercizio fisico genera in voi e nel vostro cane una sensazione di gioia ed euforia venendo a rafforzare il rapporto.
4. Cane intelligente, più intelligente dell'uomo. L'esercizio fisico quotidiano ha un impatto positivo sulla funzione del cervello: aumento degli stimoli cerebrali e delle capacità di conservare i ricordi più a lungo. Tutto ciò può arricchire la qualità della vostra vita e quella del vostro cane.
5. Divertimento. Ultimo, ma non meno importante, l'esercizio fisico con il vostro cane è più divertente che da soli. Sicuramente vi sarà già capitato per i sentieri in montagna con il vostro cane di sorridere nel vederlo felice e spassoso mentre corre e gode della passeggiata insieme a voi.
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Questi sono i “nostri” cinque buoni motivi che vi stimoleranno ad effettuare esercizio fisico con il vostro cane, ma sappiamo molto bene che ce ne sono altri.
Quali sono i tuoi motivi preferiti? Postali nei commenti, facci conoscere il tuo punto di vista!
Se ti siamo stati utili ti chiediamo cortesemente di commentare l'articolo e/o di condividerlo sui tuoi social con i tuoi amici.
A cura della Clinica Veterinaria Borgarello
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Le domande più frequenti in riproduzione canina

Ho deciso di raccogliere in questo articolo le domande che i clienti mi porgono più frequentemente sul tema della riproduzione canina. Lo scopo di questa raccolta è quello di aiutare anche i proprietari profani della materia a capire meglio la fisiologia riproduttiva del proprio amico a quattro zampe.

domande frequenti in riproduzione canina

- A CHE ETÀ SI VERIFICA IL PRIMO CALORE?
L'età di insorgenza del primo calore nella cagna dipende da molti fattori, uno tra tutti la taglia dell'animale. Le razze più piccole sono infatti più precoci per cui il primo calore potrà insorgere tra i 6-7 mesi. Mentre le razze più grandi sono più tardive per cui il primo calore comparirà con più probabilità tra l'8° e il 10° mese.

-A CHE ETÀ SI PUO FARE ACCOPPIARE UNA CAGNA PER LA PRIMA VOLTA? E IL CANE MASCHIO?
Il primo accoppiamento dovrebbe essere eseguito ai 24 mesi di età per la cagna per permettere il completamento dell'accrescimento corporeo e il raggiungimento della maturità sessuale adeguata. Il cane maschio per gli stessi motivi dovrebbe eseguire il primo accoppiamento non prima dei 20 mesi.

-A CHE ETÀ SI CONSIGLIA DI NON ESEGUIRE PIÙ L'ACCOPPIAMENTO?
Il maschio può essere impiegato come riproduttore entro e non oltre i 10 anni di età dopodichè non ci sono garanzie che il seme sia sempre di buona qualità. La femmina dovrebbe terminare la sua carriera riproduttiva verso i 7 anni se non è mai stata fecondata prima; verso i 6 anni se ha affrontato già altre gravidanze.

-COME SCEGLIERE IL MOMENTO GIUSTO PER L'ACCOPPIAMENTO?
Normalmente si esegue un monitoraggio del calore presso un medico veterinario esperto in riproduzione canina che saprà indicarvi esattamente i giorni più fertili.

-QUANTE MONTE SI DEVONO FARE?
Si devono eseguire delle monte a giorni alterni fino al momento in cui la femmina non accetta più il maschio.

-LA FEMMINA DEVE ESSERE PORTATA DAL MASCHIO?
Assolutamente si. Questo facilita il ruolo di dominatore territoriale del maschio che lo porterà ad essere dominante anche dal punto di vista sessuale.

-PER QUANTO TEMPO RESTANO ALLACCIATI DUE CANI DURANTE L'ACCOPPIAMENTO?
Il cosiddetto “nodo” rimane in atto per circa 15/20 minuti. Durante questo periodo non bisogna disturbare i due riproduttori e si deve attendere che si “sciolga” spontaneamente.

-COSA FARE SE I DUE CANI NON SI ACCOPPIANO o NON RIMANGONO ALLACCIATI?
Esistono diverse cause di mancato accoppiamento, una fra tutte la cattiva gestione del calore della cagna per cui spesso non si concede al maschio semplicemente perché non è il momento giusto. A volte però quando il momento è quello giusto e il maschio o la femmina non mostrano interesse per l'atto sessuale si può optare per l'inseminazione artificiale una volta escluse le cause patologiche (rottura peniena, difetti anatomici della vagina, patologie ormonali etc).

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-L'INSEMINAZIONE ARTIFICIALE È MIGLIORE DELL'ACCOPPIAMENTO NATURALE?
No. Bisogna sempre preferire e dare precedenza all'accoppiamento naturale che è più efficacie sotto ogni punto di vista. Solo se esistono ostacoli psicologici, geografici o patologici si può optare per l'inseminazione artificiale.

-COME CI SI ACCORGE DELLA GRAVIDANZA?
Le modificazioni fisiche della cagna si hanno solo dopo 30 giorni di gravidanza e comprendono aumento del peso, aumento del volume mammario, a volte temperamento più tranquillo. L'unico metodo infallibile però è l'ecografia eseguita dopo il 26° giorno di gravidanza.

-QUANTO DURA LA GRAVIDANZA?
Dura dai 62 ai 64 giorni a partire dal giorno di ovulazione che può essere facilmente individuato tramite il monitoraggio del calore.

-COME CAPISCO QUANDO LA CAGNA DEVE PARTORIRE?
24 ore prima del parto la cagna diventa nervosa e cerca un luogo a appartato dove poter partorire. Circa 12 ore prima del parto potrebbe vomitare o avere episodi di diarrea. Avvicinandosi al momento del parto il respiro si fa affannoso. La rottura delle acque è segno che il parto è iniziato.

-QUANDO È OPPORTUNO CHIAMARE IL VETERINARIO?
È opportuno chiamare il medico veterinario se dopo 3 ore dalla rottura delle acque non è nato nessun cucciolo. Oppure se tra un cucciolo e l'altro passa più di un ora. È sempre indicato informare il veterinario dell'ora di inizio del parto. Inoltre è importante richiedere l'intervento del veterinario se la cagna partorisce cuccioli morti o disvitali o se non si occupa della prole. In questo caso sarà il proprietario a dover intervenire per gestire il neonato grazie all'aiuto del veterinario che lo guiderà nell'impresa telefonicamente fino al suo arrivo.

-DURANTE IL PARTO DEVO AIUTARE LA MADRE?
No quando questa è pronta ed accorta ad occuparsi di tutto. Se invece non si mostra interessata chiamate subito il veterinario.

-COME MI ACCORGO DELLA FINE DEL PARTO?
Alla fine del parto la cagna si tranquillizza e accudisce i cuccioli. In ogni caso è bene informare il medico veterinario che valuterà lo stato dell'utero tramite un esame palpatorio. Inoltre ne approfitterà per prescrivere degli integratori alla madre ed eseguire una prima visita di ogni cucciolo.

-QUANTO DURANO LE PERDITE DOPO IL PARTO?
Le perdite post-partum si chiamano lochiazioni e sono di colore scuro. Normalmente possono presentarsi anche per un mese intero.

-QUANTO DURA L'ALLATTAMENTO?
L'allattamento dura 2 mesi, dopodiché i cuccioli devono essere completamente svezzati e la madre deve essere trattata con prodotti antigalattogeni.

-QUANDO DEVE INIZIARE LO SVEZZAMENTO?
Lo svezzamento deve iniziare ad 1 mese di età con la somministrazione di un alimento morbido e specifico per questa delicata fase. Contemporaneamente i cuccioli continuano a ricevere latte materno. Questa fase deve terminare a 2 mesi di età.

Purtroppo non è possibile ricordarsi e annotare tutte le domande ricevute ma spero di avervi donato un valido strumento di valutazione e di aiuto per l'interpretazione di alcuni dei numerosi aspetti del meraviglioso mondo della riproduzione canina.

Se volete approfondire alcuni di questi aspetti non esitate a lasciare un commento.

A cura della dott.ssa Katiuscia Camboni della Clinica Veterinaria Borgarello.

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L’arrivo a casa del gattino

Il gatto è l'animale domestico per eccellenza, è pulitissimo e tra tutti i mammiferi è il più indicato per la vita in appartamento visto che, a differenza dei cani, non ha bisogno di passeggiate all'aperto per mantenersi in forma. Un gatto in buona salute è sempre pulito e non emana nessun odore.
La scoperta del nuovo ambiente da parte del gattino deve essere fatta gradualmente e senza forzature. Affinché il gattino si senta a suo agio fin dal suo arrivo, deve trovare tutti gli accessori indispensabili per la sua comodità: cesta, lettiera, giocattoli, ciotole ecc....

L'organizzazione del territorio
Il gattino organizza il suo territorio intorno a 4 attività principali:

-l'alimentazione: la ciotola deve essere sistemata lontano dalla lettiera e non troppo vicina a dove i proprietari consumano i pasti. Non bisogna abituare il gattino a ricevere cibo dalla tavola altrimenti le sue richieste si faranno via via più insistenti.

-il riposo: il gattino tendenzialmente cerca il caldo per riposare e si accontenta di una cesta o un cuscino la cui posizione può variare a seconda delle fonti di calore. Non è comunque consigliabile lasciar dormire i gatti sopra al termosifone perchè questo può provocare eccessiva secchezza delle vie aeree. Di solito il gatto “sceglie” un luogo tranquillo e rialzato.

-la pulizia: la lettiera deve essere sistemata in un posto appartato e lontano dalla confusione, dove il micio si senta protetto e dove possa ritirarsi senza essere osservato. La collocazione è molto importante in quanto nessun gatto mangia vicino a dove sporca e molto spesso i problemi di eliminazione inappropriata sono causati dalla poca conoscenza da parte dei proprietari della specie felina. La sabbia andrebbe ripulita almeno due volte al giorno e la cassettina svuotata e lavata almeno una volta alla settimana. Nella scelta della sabbia sono da tener presenti anche i “gusti” del gatto e una volta trovata quella adatta alle vostre e alle sue esigenza è consigliabile non cambiare tipo. In commercio ve ne sono di ogni genere da quelle a base di argilla a quelle fatte di trucioli, da quelle assorbenti a quelle che una volta usate diventano concime per le piante. Esistono anche lettiere profumate al pino o alla lavanda ma bisogna tener presente che non sempre il gatto le gradisce. 

-il gioco: per il vostro gattino qualsimageiasi cosa può trasformarsi in un gioco. Tappi di plastica o di sughero, palline di carta stagnola, borse di ogni genere in cui poter entrare e uscire. Esistono poi nei negozi specializzati topini di pelo o altri accessori che potrebbero far scatenere la vivacità del vostro gatto. Un altro accessorio immancabile, sopratutto se il gatto non ha un giardino a sua disposizione, è il tiragraffi. Ne esistono di diversi tipi e di molte dimensioni. In alcuni la superficie da graffiare è  orizzontale, in altri è un tronchetto posto in verticale. Con questa importante attività sostitutiva eviterete che il gatto si faccia le unghie su tappeti, divani o tende.

Il gattino appena arrivato a casa esplorerà con calma e di sua iniziativa tutte le zone e le cose messe a sua disposizione. Per i primi giorni non bisogna disturbarlo continuamente e, soprattutto se ci sono bambini, è importante ricordare che il gatto non è un gioco e che ha bisogno dei suoi spazi e di riposo per inserirsi correttamente.

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Il gatto nella storia

Lo straordinario viaggio del gatto, dalle terre selvagge egiziane al comodo divano di casa nostra, ha inizio 5000 anni fa con il gatto africano, che mostrava la curiosità tipica dei gatti che conosciamo oggi come l'interesse verso i topi e i serpenti. La possibilità di avere abbondante cibo sempre a disposizione ha soppresso nel gatto l'istinto aggressivo nei confronti dell'uomo, favorendo la strada alla convivenza. Già nel 1500 AC in Egitto il gatto era considerato un animale sacro: la sua capacità di proteggere i granai era molto apprezzata ed in seguito venne considerato, grazie ai suoi magnifici occhi, come manifestazione terrena di importanti divinità, per questo fu consacrato prima alla dea Iside poi a Bast (la dea gatto) quindi venerato, coccolato, nutrito con cibi raffinati e ornato con pietre preziose. Chi osava ucciderlo rischiava molto, era prevista la pena di morte. E quando abbandonava la vita terrena veniva addirittura imbalsamato e sepolto come una persona. Intorno al 1850 fu scoperto un cimitero che ospitava oltre 3000 mummie feline. Nel corso dei 2000 anni successivi ha avuto luogo il processo di addomesticamento: i gatti più mansueti si sono insediati nei centri abitati. Il gatto è passato da semplice cacciatore di roditori a divinità, come viene spesso raffigurato sui resti archeologici. Questo lungo percorso di insediamento nella civiltà è durato nel tempo. storia del gatto

Tuttavia alla fine del XIV secolo l'ignoranza ha causato la persecuzione dei gatti, tanto da rischiare l'estinzione del gatto domestico; infatti il gatto veniva considerato come strega tramutato in animale. L'istinto di sopravvivenza prevalse le persecuzioni e, quando la peste nera colpì l'Europa, furono proprio i gatti a contribuire allo sterminio dei roditori, che fruivano da vettori pestilenziali.

Nel XVIII e XIX secolo con la diffusione delle fabbriche, il processo di urbanizzazione e la crescita delle città hanno favorito la riproduzione massiccia di roditori; anche in questo contesto il gatto è tornato ad essere utile all'uomo. Le mogli dei pescatori usavano tenere un gatto nero in casa per scongiurare i disastri in mare. Di conseguenza, questi animali divennero preziosi e oggetto di furto.image

Nel periodo tardo vittoriano l'adorazione verso i felini è al suo apice; infatti si è cominciato ad apprezzare il gatto al di là delle sue capacità di cacciatore e si iniziò a registrare i pedigree degli esemplari di pura razza, come si continua a fare oggi. Il 13-07-1871 fu organizzata a Londra la prima esposizione.

Da allora il gatto diventa vero e proprio animale domestico, diventando parte della famiglia.

A cura di Romina Zallio

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Il Capovaccaio – Egyptian Vulture

Il Capovaccaio (Neophron percnopterus) è un rappresentante degli Aegypiinae. È il più piccolo avvoltoio africano. Vive anche in tutta l'Europa mediterranea. (In Italia è presente in Sicilia e qualche esemplare viene segnalato in Calabria, Basilicata e Puglia.) In tutta la penisola si contano meno di 15 coppie. Il suo piumaggio è bianco, con penne remigatorie nere, cosa che si nota in modo particolare durante il volo. Nell'area della gola le penne sono di colore giallastro. Il capo è privo di piume, grinzoso e giallo chiaro, con penne per il volo di planata a volte rosso-arancia, come pure la base del becco che è stretta ed ha la punta nera. Le zampe sono giallo chiaro come il becco. L'iride è di colore brunastro. La coda è di forma conica. Per distinguere i sessi si guarda la striscia scura, a volte persino nera, nel muso davanti agli occhi. Gli uccelli giovani hanno il piumaggio inizialmente ocra, un po' maculato e diventa sempre più bianco fino all'età adulta (circa 5 anni) ad ogni muta. Il muso, privo di piume, è grigio e l'iride è nera. L'altezza del capovaccaio è di 60-70 cm, il suo peso di 1,5-2,2 kg. L'apertura alare raggiunge i 165 cm. Sono lunghi da 60-100 cm.

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The Egyptian Vulture; Wikimedia Commons

I capovaccai delle Isole Canarie sembrano fornire la prova che il cambiamento ambientale causato dall’uomo  può portare a dell'evoluzione animale in tempi relativamente brevi. Ma i cambiamenti dovuti all’urbanizzazione hanno fatto calare drasticamente il numero degli uccelli nel mondo. L’avvoltoio egiziano ( Neophron percnopterus ), può avere seguito l’uomo nelle migrazioni sulle isole Canarie circa 2500 anni fa. Le popolazioni berbere del Nord Africa portarono con sé le capre, che poi divennero una fonte di cibo abbondante per gli avvoltoi. A differenza dei casi in cui le specie recentemente introdotte possono  entrare in competizione con gli animali nativi per le fonti di cibo, gli avvoltoi sembrano essere stati nutriti per lo più dalle carcasse delle capre domestiche morte. L’espansione umana è spesso causa di estinzione degli animali, ma in questo caso gli avvoltoi hanno trovato un nuovo habitat e mostrano segni di sviluppo  in  sub-popolazioni geneticamente distinte.

Gli avvoltoi delle Isole Canarie sono più pesanti del 16 per cento e del  3 per cento più grandi di quelli della Spagna e del Portogallo. I ricercatori hanno osservato che i cambiamenti ambientali provocati dall’uomo possono portare a una diversificazione degli animali in circa 200 generazioni (valore stimato per questi uccelli).
Attualmente, gli esseri umani stanno facendo poco per salvaguardare la diffusione e la sopravvivenza delle popolazioni del Capovaccaio. L'uccello è indicato come in via d'estinzione (lista rossa) dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

Sembra che in India, l'uso del farmaco veterinario Diclofenac potrebbe essere in gran parte responsabile della diminuzione del numero di avvoltoi e di altre specie che si nutrono di carogne. La popolazione di Capovaccaio è diminuito del 90 per cento in India negli ultimi dieci anni. Il farmaco anti-infiammatorio, Diclofenac, si accumula nei corpi degli avvoltoi dopo aver mangiato carcassa di bovini trattati con il farmaco. Gli uccelli giungono poi a morte per probabile insufficienza renale. Questo ha causato numerosi problemi, tra cui l’aumento dei cani selvatici e quindi della rabbia che veicolano. La perdita dell’ avvoltoio ha anche implicazioni religiose per la comunità Parsi: la sepoltura avviene in “torri del silenzio” e gli avvoltoi si nutrono dei cadaveri.
Fortunatamente il diclofenac per i bovini viene abbandonato in India ma sembra che alcune società vogliano distribuirlo in Africa.

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