venerdì 13 aprile 2012

Shock cardiogeno

Lo shock cardiogeno appartiene alla categoria dello shock ad elevata pressione di riempimento ventricolare.
L’insufficienza sistolica e le aritmie sono le cause più comuni, mentre un impedimento al riempimento ventricolare per patologie pericardiche o un’ostruzione anatomica (sindrome della vena cava, neoplasie o trombi endocavitari) si manifestano meno frequentemente.

shock cardiogeno
Lo shock cardiogeno è suddiviso in due forme: ipocontrattile e ostruttivo.
Lo shock cardiogeno ipocontrattile nel gatto è legato a miocardiopatia dilatativa o ipertrofica in fase ischemica e a cardiomiopatia da doxorubicina; nel cane è legato prevalentemente ad un’insufficienza miocardica associata a patologie determinanti un sovraccarico cronico di volume e a miocardiopatia dilatativa, specialmente se complicata da tachiaritmie.
Lo shock cardiogeno è esacerbato da aritmie, farmaci inotropi negativi o da un’eccessiva deplezione del volume intravascolare per assunzione di diuretici.
Lo shock cardiogeno ostruttivo è determinato prevalentemente da tamponamento cardiaco, da neoplasie cardiache determinanti versamento pericardico o da ostruzione all’eiezione come nell’ipertensione polmonare , nel tromboembolismo polmonare, nelle forme ostruttive di cardiomiopatia ipertrofica, nella sindrome della vena cava e nei trombi o nelle neoplasie endocavitarie.
Lo shock cardiogeno può essere suddiviso in tre stadi:
1° ipotensione compensata , tachicardia compensatoria, ridistribuzione circolo (cuore, cervello)
2° ipotensione scompensata, pressione arteriosa sistolica < 80 mmHg, comparsa segni bassa portata cardiaca
3° shock irreversibile, ipoperfusione prolungata.
I segni clinici dello shock cardiogeno sono quelli classici secondari a bassa portata cardiaca e includono: collasso o debolezza, spesso in associazione a dispnea.
Alla visita clinica sono presenti: ipotermia, estremità fredde, tachicardia, polso ipocinetico, alternante e spesso deficitario, mucose pallide e TRC rallentato, talvolta tachipnea con dispnea e respiro superficiale, livello di coscienza normale con depressione del sensorio o stato comatoso, pressione arteriosa sistemica da normale a diminuita a seconda dello stadio.
Per la diagnosi oltre ai segni clinici, gli esami strumentali definiscono la patologia scatenante ed includono: gli esami di laboratorio ( PVC, proteine totali, funzionalità renale, ect.), l’esame elettrocardiografico ( eventuale presenza di aritmie ) e radiografico forniscono valide informazioni ( cardiomegalia, segni radiografici di ipovolemia, edema polmonare ).
TERAPIA
Gli scopi della terapia includono il miglioramento della performance cardiaca, di massimizzare il flusso caronario, di migliorare la perfusione sistemica, di ridurre il lavoro del miocardio con sostanze inotrope positive.
Le sostanze inotrope utilizzate sono la dobutamina e dopamina, due amine simpatico-mimetiche. La dobutamina aumenta la contrattilità cardiaca, è meglio indicata in pazienti con depressione della gittata cardiaca associata ad un’ipotensione lieve o moderata, soprattutto quando sono presenti tachicardia sinusale o aritmie ventricolari. La dopamina è preferita nei pazienti che richiedono sia un effetto sulla pressione che un supporto inotropo, in assenza, però, di aritmie ventricolari o di grave tachicardia sinusale.
In presenza di grave edema polmonare è indicata anche una terapia con diuretici, da utilizzare a bassi dosaggi in associazione agli inotropi positivi e con controllo pressione arteriosa. Se sono presenti versamento pleurico o pericardico sono indicate toracocentesi e pericardiocentesi. Se lo shock è accompagnato da una grave insufficienza cardiaca congestizia si possono utilizzare anche vasodilatatori per ridurre il lavoro ventricolare e le pressioni di riempimento cardiache. E’ necessario uno stretto monitoraggio pressorio per un eventuale effetto ipotensivo, soprattutto quando la perfusione sistemica è realmente compromessa.
La terapia con sostanze inotrope positive dovrebbe essere preceduta da una fluidoterapia endovenosa o effettuata contemporaneamente.
La fluidoterapia tradizionale è costituita da soluzioni povere di sodio con integrazione di potassio e di magnesio.

Articolo a cura della Dott.ssa Daniela Ferrari, Clinica Veterinaria Borgarello

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