martedì 14 gennaio 2020



Dacriocistite Nel Coniglio

Con il termine di dacriocistite si intende l'infiammazione del dotto naso lacrimale. Il dotto naso lacrimale è un piccolo canale che origina dall'orbita, attraversa l'osso lacrimale, l'osso mascellare e l'osso nasale dove sbocca. La sua funzione è quella di convogliare le lacrime dal punto lacrimale inferiore (un piccolo foro nella congiuntiva della palpebra inferiore a circa 3 mm del margine palpebrale, in prossimità del canto mediale), al naso.
Nel coniglio l'anatomia del dotto naso lacrimale stesso è un fattore predisponente alla dacriocisitite. Infatti l'andamento tortuoso attraverso le ossa lacrimale e mascellare e il restringimento del diametro in più punti, possono favorirne l' ostruzione. Inoltre il suo passaggio vicino alle radici dei denti mascellari e incisivi superiori e la presenza di radici dentarie aperte, fa si che possa venire coinvolto nei processi patologici a carico delle radici dentali.


anatomia del dotto naso lacrimale

La patologia può riguardare conigli di tutte le età e razza anche se è rara in soggetti molto giovani e le razze nane sono più suscettibili, probabilmente per la conformazione brachicefalica del cranio.
Generalmente ha una presentazione monolaterale ma può presentarsi anche bilateralmente. Ha un'insorgenza graduale e il proprietario può notare che un occhio da parecchi giorni è più bagnato o sporco e il coniglio mangia meno. In seguito lo scolo oculare può diventare spesso, biancastro e appiccicoso e può conglutinare il pelo del canto mediale. Il coniglio può presentare contemporaneamente segni di malattia dentale come salivazione eccessiva, anoressia, perdita di peso e ridotta pulizia.
L'esame oculistico conferma la presenza di scolo muco purulento a livello del canto mediale, può essere anche presente iperemia congiuntivale o ulcere corneali. Esercitando pressione sul punto naso lacrimale inferiore può fuoriuscire materiale purulento. Le strutture interne dell'occhio sono nella norma ma può esserci un' uveite riflessa lieve.



aspetto clinico: scolo muco purulento al canto mediale dell'occhio

È importante eseguire anche un esame clinico generale ponendo particolare attenzione al controllo dei denti. Problemi di mal occlusione predispongono a crescita continua delle radici dei denti incisivi e molari che possono in questo modo entrare in contatto con il dotto.
Oltre alle patologie dentali un'altra causa di dacriocistite sono le infezioni batteriche miste: le lacrime che ristagnano nel dotto, a causa di un mancato drenaggio, possono infatti infettarsi.
La terapia prevede una serie di lavaggi ripetuti con soluzione salina sterile del dotto naso lacrimale, previa anestesia locale, finchè non viene eliminato tutto il materiale intrappolato nel dotto. In seguito si associa una terapia antibiotica locale e sistemica ad ampio spettro per 1-2 settimane. È utile eseguire un ulteriore lavaggio a distanza di 2-3 settimane.
In caso di dacriocistite secondaria a patologie dentali potrebbero essere necessarie delle estrazioni dentali.


Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
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lunedì 30 dicembre 2019

365 Giorni Con il Tuo Pet



Prendersi cura di un animale domestico, si sa, regala gioie indescrivibili, ma comporta anche alcune importanti responsabilità. È infatti fondamentale fare attenzione alla salute del nostro amico a quattro zampe non solo quando sta male: agire in maniera preventiva evita spesso conseguenze anche gravi. Per questo motivo ci sono alcuni appuntamenti che è bene non dimenticarsi.



La scadenza più importante riguarda sicuramente la prevenzione dalle malattie infettive coperte da profilassi vaccinale: Cimurro, Herpesvirosi, Leptospira e Parvovirosi nel cane e Calicivirosi, Panleucopenia ed Herpesvirosi nel gatto sono malattie ancora molto diffuse. La regolare stimolazione del sistema immunitario ad opera del vaccino previene che il nostro animale sia privo di difese nel caso in cui venga in contatto con queste patologie. Nel gatto che ha accesso all’esterno, inoltre, è raccomandato eseguire la profilassi vaccinale anche contro il virus della leucemia infettiva, spesso riscontrata nei gatti randagi.


Discorso simile si può fare per il vaccino per la Rabbia, sia nel cane, sia nel gatto. In questo specifico caso, però, bisogna considerare anche le implicazioni legali: quando si effettua il primo vaccino, obbligatorio per i viaggi all’estero, esso diventa valido solo dopo 21 giorni e dunque occorre agire in tempo se si programma un espatrio. Al momento del richiamo, se questo viene effettuato entro la data segnalata sul passaporto, il vaccino rimane valido fin da subito: è quindi molto importante non dimenticarsi di questo appuntamento. Se si vaccina dopo tale scadenza si è obbligati ad aspettare nuovamente 21 giorni perché si possa viaggiare all’estero con il proprio animale.

Nonostante il pensiero comune, è raccomandato offrire ai nostri pet una copertura antiparassitaria durante tutto l’anno. Questo perché alcuni parassiti possono sopravvivere durante l’inverno in ambienti caldi e chiusi e noi stessi possiamo essere veicoli di questi agenti trasportandoli involontariamente in casa. Dalla primavera all’autunno, inoltre, è necessario implementare la profilassi antiparassitaria con dei prodotti repellenti per le zanzare. Nello stesso arco di tempo, infine, è assolutamente raccomandato ai proprietari di cani introdurre dei prodotti attivi contro la Filaria.

Per quanto riguarda i parassiti interni, negli animali adulti è consigliabile effettuare almeno quattro trattamenti svermanti all’anno. Per i cuccioli la profilassi prevede un trattamento contro i parassiti interni ogni mese fino all’età di 6 mesi, a partire dai 45 giorni di età. In alternativa si dovrebbero effettuare degli esami feci periodici per escludere la presenza di parassiti interni.
Ulteriori scadenze da non dimenticare possono riguardare lo specifico stato di salute del nostro amico a quattro zampe. Patologie croniche prevedono infatti dei controlli periodici atti a monitorare la situazione e valutare l’efficacia della terapia. Questi appuntamenti, che spesso hanno frequenza trimestrale, semestrale o annuale, vanno tenuti da conto nonostante la distanza temporale tra essi e un'apparente buona condizione di salute dell’animale che inducono spesso a dimenticarsene.







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martedì 24 dicembre 2019

La visita cardiologica nel cane e nel gatto

La visita cardiologica nel cane e nel gatto è di fondamentale importanza in quanto permette di diagnosticare la patologia cardiaca precocemente, consentendo di instaurare una terapia mirata e pianificare il monitoraggio clinico e strumentale della progressione della malattia, al fine di migliorare l’emodinamica cardiovascolare e ritardare il più possibile lo scompenso cardiaco.
visita cardiaca cane gatto


Le patologie cardiache dei nostri animali sono purtroppo molto frequenti e un ritardo nella diagnosi può determinare la comparsa dei segni clinici di scompenso cardiaco che possono mettere in pericolo la vita del paziente o limitarne la sua qualità. Il cane e il gatto, infatti, possono essere affetti da svariate patologie, acquisite e congenite, per le quali in molti casi la diagnosi è possibile già nella loro fase iniziale, dopo una scrupolosa anamnesi e una mirata visita clinica cardiologica. La Clinica Veterinaria Borgarello è sempre al fianco dei suoi pazienti e per sensibilizzare al check-up cardiologico ha messo a punto un piano di prevenzione della durata di un mese in cui propone visita generale + visita cardiologica + elettrocardiogramma a condizioni molto interessanti. Scopri il mese del controllo cardiaco!
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lunedì 23 dicembre 2019

Patologie dentali dei piccoli mammiferi non convenzionali

Le patologie dentali rappresentano una delle principali e più comuni malattie nei piccoli mammiferi non convenzionali.
Questi animaletti da compagnia sono rappresentati principalmente da coniglio, cavia e cincillà. Essi hanno la caratteristica di avere tutti i denti a crescita continua.
Partiamo dall’anatomia… Conigli (Lagomorfi), cavie e cincillà (Roditori) presentano sia denti incisivi, facilmente visibili scostando le labbra dell’animale, sia diversi altri denti all’interno della bocca noti come denti molariformi (premolari+molari), difficili da visualizzare ma molto importanti ai fini della masticazione.


La più comune patologia dentale prende il nome di malocclusione. La malocclusione può essere congenita oppure acquisita e può coinvolgere i denti incisivi o molariformi od entrambi.
La malocclusione congenita è quella che interessa i cuccioli, ossia è presente fin dalla nascita per alterazioni della conformazione cranica o del posizionamento dei denti incisivi. In questi casi il veterinario dovrà valutare l’eventuale asportazione dei denti incisivi per evitare continue limature in anestesia e problemi anche a carico dei denti molariformi.
La malocclusione acquisita è la più frequente causa di visita: l'animale mangia meno o smette di mangiare, presenta ipersalivazione od addirittura ascessi di origine dentale. In base alla sensibilità individuale ed al grado di patologia i sintomi potranno essere lievi fino a molto gravi.
L'unico metodo per trattare questo tipo di problema, una volta insorto, è la limatura dentale in anestesia. Questo tipo di intervento consiste nel limare eventuali "punte" dentali e nel pareggiare le corone dentali.


Importantissima è la prevenzione! Per evitare l'insorgenza di una malocclusione acquisita è fondamentale fornire innanzitutto un'alimentazione corretta: il fieno è l'alimento principale che va fornito "ad libitum" e permette una corretta masticazione; nella cavia di fondamentale importanza è anche un corretto apporto di vitamina C.

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martedì 10 dicembre 2019

Miastenia Gravis nel Cane

La Miastenia Gravis è una patologia neuromuscolare conosciuta nell'uomo e riscontrata anche nei nostri animali.
Il sintomo principale è rappresentato dalla debolezza, esacerbata dallo sforzo fisico.
Il difetto riguarda il punto di giunzione e comunicazione tra nervo e muscolo.

A questo livello viene rilasciato un neurotrasmettitore: acetilcolina. L’acetilcolina una volta rilasciata deve essere captata dal muscolo e legarsi ai suoi recettori, in questo modo sarà possibile la contrazione muscolare.

Si conoscono due forme di Miastenia Gravis: una congenita e una acquisita. Nella forma congenita mancano i recettori per l’acetilcolina a livello muscolare e i primi segni clinici iniziano a manifestarsi in cani e gatti di circa 6-9 settimane di età.

La Miastenia Gravis è stata maggiormente segnalata in alcune razze come il Jack Russell Terrier, lo Springer Spaniel Inglese e il Fox Terrier a pelo liscio. Più rara nel gatto.

                            

Nel Bassotto è stata evidenziata una forma poco comune di Miastenia Gravis transitoria: i sintomi compaiono in giovane età e scompaiono con il raggiungimento della maturità.

La forma di Miastenia Gravis acquisita invece è a tutti gli effetti una malattia immunomediata infatti gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario agiscono contro i recettori per l’acetilcolina, rendendoli inutilizzabili ed impedendo la normale comunicazione tra nervo e muscolo scheletrico.

La forma acquisita è stata segnalata maggiormente in Retriever (Golden e Labrador), Bassotto e Pastore Tedesco ma si può evidenziare anche in altre razze.

Il sintomo principale è la debolezza della muscolatura che peggiora con l’esercizio e migliora con il riposo.
Spesso nella forma acquisita si evidenziano anche: cambio della voce, difficoltà a deglutire, minor tono della muscolatura facciale.
La Miastenia Gravis può essere generalizzata o focale, nel secondo caso è frequente riscontrare come segno clinico il megaesofago che sintomatologicamente si manifesta con il rigurgito.
E’ stata segnalata anche una forma di Miastenia Gravis acquisita fulminante in cui i sintomi sono molto gravi e la prognosi è sfavorevole.
Se si ha il sospetto di Miastenia Gravis è necessario effettuare un test su un campione di sangue che ricerca gli anticorpi contro i recettori per l’acetilcolina. Questo test è disponibile solo in laboratori altamente specializzati.
La terapia si basa sull’utilizzo di farmaci immunosoppressori e anticolinesterasici.
La prognosi varia da paziente a paziente a seconda della forma di Miastenia Gravis e degli organi coinvolti. Spesso la risposta alla terapia è buona se non è concomitante una forma di polmonite ab ingestis.
Nei pazienti affetti da Miastenia Gravis spesso sono concomitanti altre patologie immunomediate quali ipotiroidismo, ipoadrenocorticismo, polimiosite, per questo motivo è  molto importante eseguire un check-up completo.



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giovedì 5 dicembre 2019

Veterinario Torino

Cari amici questa settimana proponiamo un articolo sulla nostra clinica veterinaria a Moncalieri in Provincia di Torino. La Clinica Veterinaria Borgarello presta molta attenzione ai suoi pazienti e ai suoi clienti: sale di attesa separate per cani, gatti e bambini. Riceve su appuntamento in tutte le 5 sedi per limitare l'attesa e consentire di ridurre lo stress nei pazienti.



Nell'immagine potete vedere i plus: ortopedia, riproduzione, oncologia, laparoscopia, cardiologia, neurologia e tanto altro.
La filosofia:
"Il loro benessere è la nostra missione: tu rendilo felice, noi pensiamo alla sua salute"
Una Clinica Veterinaria al tuo fianco 24 ore su 24 e 365 giorni all'anno, sempre reperibili al 337200200.




5 sedi in Torino e cintura per esserti sempre vicino. L'attenzione al paziente attuata mediante proposte specifiche per tutte le necessità.




Vieni a trovarci o chiamaci per scoprire se possiamo soddisfare le tue necessità!


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martedì 26 novembre 2019

Intossicazione da alimenti

   Esistono molte sostanze alimentari, alcune delle quali presenti in maniera pressoché costante nelle abitazioni domestiche, che possono, con una certa facilità, provocare intossicazione degli animali da compagnia. Spesso tali alimenti sono volontariamente forniti agli animali dai loro proprietari, che, ignari della potenziale tossicità di certi cibi, danno loro gli avanzi dei propri pasti o condividono con essi dolciumi o frutta, molto spesso nell’intento di ricompensarli per una loro prestazione. In altri casi, gli animali trovano all’interno dell’abitazione tali prodotti che, per golosità o curiosità, possono arrivare a consumare. Le sostanze maggiormente incriminate risultano essere la cioccolata, le cipolle,l’uva,e in particolar modo in questo periodo natalizio attenzione a fiori e piante come ad esempio la nota Stella di Natale .


   La sintomatologia di un avvelenamento cambia a seconda del tipo di veleno entrato in circolo nell'organismo dell’animale. Alcune tossine sono a lento rilascio, mentre altre causano sintomi gravi ed evidenti nel giro di pochi minuti dall'assunzione. Il periodo delle feste è particolarmente pericoloso, poiché nelle abitazioni sono facilmente reperibili grandi quantità di dolciumi e cioccolatini. Le sostanze presenti in quasi tutti i tipi di cioccolata, e responsabili degli effetti tossici negli animali, sono due: la teobromina e la caffeina, la cui concentrazione varia a seconda del tipo di cioccolato.
   Gli alimenti contenenti cioccolato, oltre a contenere la teobromina e la caffeina, presentano un tenore lipidico particolarmente elevato. I segni clinici solitamente si presentano tra le 6 e le 12 ore dall’ingestione. Inizialmente la sintomatologia include, vomito, diarrea,irrequietezza, fino a tremori e convulsioni.
   Questo costituisce un ulteriore pericolo per i cani, in quanto l’assunzione di un pasto ricco in grassi può causare pancreatite acuta, evento che, nell’immediato, può mettere in pericolo la vita dell’animale. Per queste sostanze non esistono antidoti,dunque riconoscere tempestivamente l’avvelenamento ed intervenire con la massima rapidità è fondamentale per salvare la vita all’animale
    La terapia è solo sintomatica e di supporto, nell’ottica di stabilizzare il paziente, realizzare la decontaminazione gastrointestinale e fornire una cura di sostegno.
   Le cipolle appartengono alla famiglia delle Liliaceae, genere Allium. Esse possono causare, se ingerite in grandi quantità, delle intossicazioni potenzialmente serie e minacciose per la vita degli animali domestici. Cani e gatti possono ingerire bucce o pezzi di cipolla cruda, rovistando nella spazzatura o rubandoli dalla tavola o dal pavimento, o possono assumere resti di cibi contenenti cipolla che i proprietari, ignari degli effetti tossici, forniscono loro volontariamente. I gatti sono estremamente suscettibili a tale intossicazione, a causa delle particolare struttura dell’emoglobina e della carenza di alcuni enzimi detossificanti.
   Gli effetti tossici provocati dall’ingestione della cipolla dipendono ovviamente dalla quantità ingerita. I sintomi più frequenti sia nel cane che nel gatto sono rappresentati da pallore delle mucose,debolezza, depressione, aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, vomito e/o diarrea, anoressia.
   Uva fresca e uva passa, frutti molto appetiti dai cani per il loro sapore dolce, si possono rendere responsabili di gravi intossicazioni in questa specie animale.
   A seguito dell’ingestione di tali alimenti i soggetti più sensibili manifestano inizialmente turbe gastrointestinali iniziali che possono esitare in insufficienza renale acuta.
   E’ ormai parte della nostra cultura ritenere che il lattice della Stella di Natale sia un potenziale pericolo per la vita in casa dei nostri cani e gatti. Naturalmente non solo per loro, ma anche per i nostri conigli, cavie e piccoli mammiferi in genere, i quali, si sa, sono particolarmente golosi di piante e fiori. I sintomi dell’eventuale contatto ed intossicazione che sono i seguenti:
 -Irritazione delle mucose dell’apparato digerente
 -Gonfiore e bruciore su labbra, lingua e bocca
    -Irritazione degli occhi (più grave)
    -Congiuntivite-lacrimazione
    -Vomito
    -Diarrea
Anche in questo caso non esiste un antidoto specifico, Fondamentale in caso di sintomi è la terapia sintomatica e di supporto,quindi in caso di necessità contattare immediatamente un Medico Veterinario o recarsi tempestivamente presso la Struttura a voi più vicina. 

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martedì 19 novembre 2019

Prima visita cucciolo



La prima visita dal veterinario del proprio cucciolo è un momento di fondamentale importanza, dove oltre a instaurarsi un rapporto di fiducia tra proprietario paziente e veterinario vengono dati preziosi consigli per affrontare questa delicata fase del nuovo arrivato.
Il veterinario durante la prima visita raccoglierà una anamnesi completa che comprenderà segnalamento (età, razza e sesso), origine geografica ed eventuali luoghi visitati, dove l’animale vive se all’interno o all’esterno, ambiente rurale o urbano ed eventuale esposizione ad altri animali.
Durante la visita clinica verranno valutate le condizioni generali del cucciolo soffermandosi in particolare sull’auscultazione cardiaca e toracica (al fine di rilevare eventuali soffi cardiaci), l’ispezione del cavo orale, degli occhi e delle orecchie, la discesa dei testicoli nel maschio e l’esame della vulva nella femmina.
La valutazione dello stato di nutrizione offrirà importanti elementi al clinico per stabilire una prima alimentazione per il corretto sviluppo dell’apparato digerente del proprio cucciolo. 
L’esame delle feci permetterà al medico Veterinario di escludere la presenza di possibili parassiti intestinali e cominciare prontamente la prima sverminazione che nel cucciolo verrà ripetuta con cadenza mensile sino al sesto mese d’età. 
Se il tuo cucciolo non ha ancora un microchip, il Medico Veterinario potrà applicarlo durante la prima visita, il microchip è un dispositivo che consente di identificare i cani in modo rapido, sicuro ed efficace attraverso una banca dati online.
Infine verrà definito insieme al proprietario lo schema vaccinale da seguire nelle visite successive, è molto importante attenersi a questo programma per assicurarsi che il vostro cucciolo sia completamente protetto contro le malattie infettive quali epatite, parvovirosi, cimurro e leptospirosi.
Successivamente nel corso della sua vita sarà opportuno anche da adulto portare il cane almeno due volte all’anno dal veterinario per il richiamo annuale del vaccino e per tenere sempre sotto controllo il suo stato di salute.
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