martedì 8 gennaio 2019

Cimurro nel Cane

Il cimurro del cane è una malattia estremamente contagiosa causata dal virus del cimurro canino.

Il virus è strettamente imparentato con quello che causa il morbillo, ma la malattia non si trasmette all’uomo.

Nonostante non presenti più la diffusione di una volta grazie alla maggiore diffusione delle vaccinazioni, il cimurro rappresenta comunque una patologia infiammatoria del sistema nervoso centrale piuttosto diffusa. La malattia è più frequente nei cuccioli, ma può colpire anche gli adulti.

Il cimurro colpisce principalmente il cane, ma può interessare in modo grave anche i canidi selvatici, la volpe, il lupo ed altre specie di carnivori come il furetto.

cimurro-cane

Il virus non resiste nell’ambiente esterno, ma si diffonde rapidamente per contatto diretto con cani infetti o può essere trasportato a una certa distanza sugli indumenti delle persone a contatto con i cani infetti.

Nei soggetti colpiti dalla malattia il virus è presente per diversi mesi nello scolo nasale e oculare, che va a formare goccioline disperse nell’aria: la diffusione avviene quindi molto rapidamente nei gruppi di cani, specialmente nei canili e nelle mostre canine. Per questo motivo in queste situazioni è obbligatoria la vaccinazione.

Il virus penetra per via respiratoria ed interessa gli organi linfoidi prima di diffondersi per via ematogena. Generalmente si notano segni aspecifici come inappetenza e febbre, seguiti da sintomi più o meno marcati relativi alle vie respiratorie, all’apparato digerente ed oculare, con il classico scolo oculare mucopurulento.

La sintomatologia ed il grado di interessamento del sistema nervoso centrale variano a seconda del ceppo virale e dallo stato immunitario dell’ospite, che dipende dall’età, dalle vaccinazioni eseguite o dalla presenza di malattie concomitanti. I soggetti più colpiti sono molto giovani (poche settimane o pochi mesi di vita) o con basse difese immunitarie. La mortalità tra i soggetti colpiti è molto alta, e può arrivare all’80%.

Molti cani possiedono una protezione immunitaria parziale, derivante dagli anticorpi materni oppure da una precedente vaccinazione di cui non è stato più effettuato il richiamo, e possono mostrare solo un lieve malessere, a volte con scolo oculare, nasale e tosse.

cane-cimurro

Questi cani sono i principali responsabili della diffusione della forma grave della malattia ad altri cani non vaccinati presenti nel gruppo.

Esistono diverse forme della malattia:

· Forma respiratoria: si manifesta con difficoltà respiratorie, scolo nasale e tosse. È possibile lo sviluppo di un’infezione batterica secondaria.

· Forma digerente: gastroenterite con vomito e diarrea.

· Forma cutanea: dermatite con ispessimento della cute del naso e cuscinetti plantari (da cui deriva il nome in inglese di “hard pad disease”). Questa forma può essere associata a sintomi del sistema nervoso centrale.

· Forma nervosa: La sintomatologia neurologica può verificarsi 2 o 3 settimane dopo l’esordio dei sintomi respiratori o digerenti, la maggior parte così lievi da passare inosservati. Molti animali soccombono in pochi giorni dopo aver manifestato sintomi vestibolari, cerebellari, atassia, paresi, convulsioni e deficit visivi. Uno dei sintomi più caratteristici del cimurro è il mioclono, cioè continui episodi di contrazioni dello stesso muscolo o gruppo muscolare, spesso negli arti o nel capo. Pochi animali, dotati di una buona risposta immunitaria, manifestano lievi sintomi neurologici che regrediscono, altri tendono a cronicizzare la sintomatologia, che può regredire per varie settimane e non presentare necessariamente esito fatale.

· Forma oculare: sintomi di congiuntivite, cioè scolo oculare.

La diagnosi in vita è difficile e, a volte, non è possibile conseguirla.

Gli esami del sangue non forniscono particolare aiuto nella diagnosi, ad eccezione della grave linfopenia che si può riscontrare all’esame emocromocitometrico. L’esame del liquido cefalorachidiano può essere di grande aiuto, anche se non sempre consente di avere una diagnosi certa.

La terapia è di sostegno e sintomatica per le forme respiratoria, digerente ed oculare, ma non esiste praticamente per la forma nervosa: il mioclono non è trattabile, mentre sequele convulsive devono ricevere lo stesso trattamento sintomatico dell’epilessia idiopatica.

Il cimurro nervoso presenta alta percentuale di mortalità spontanea, per cui la prognosi è sempre riservata.

Da tempo esistono vaccini attenuati che proteggono egregiamente i cani dal cimurro e che hanno portato la drastica riduzione del numero di casi. La protezione vaccinale non sembra però essere così valida nei confronti della forma nervosa, poiché quest’ultima viene segnalata anche in soggetti immunizzati.

Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello

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lunedì 24 dicembre 2018

La diarrea dello svezzamento nei cuccioli

la diarrea dello svezzamento nei cuccioli

La diarrea dello svezzamento nei cuccioli è un fenomeno complesso con origini multifattoriali.
Lo svezzamento è una fase critica per i cuccioli perchè:

- Si verificano importanti variazioni nell'architettura della mucosa intestinale
- Persistono gli anticorpi materni per cui i cuccioli sono refrattari alla vaccinazione e sono già suscettibili alle infezioni.
- E’ un momento stressante per il cucciolo, poiché viene separato dalla madre e questo può influire negativamente su metabolismo, il sistema immunitario e la funzione intestinale

I disturbi digestivi nei cuccioli devono essere trattati rapidamente sia perché possono peggiorare improvvisamente, sia perché alcune patologie gastrointestinali sono trasmissibili all’uomo (Giardia duodenalis, Toxocara canis).

La prima cosa da valutare in un cucciolo con diarrea è lo studio della qualità delle feci che viene eseguito grazie alla tabella del “Fecal score”. Questa scala prevede l’assegnazione di un punteggio che va da 1 a 13 dove 1 corrisponde a feci liquide e 13 corrisponde a feci formate molto secche.
Ricordiamo che i cuccioli di grossa taglia producono feci che sono più molli rispetto a quelli di piccola taglia e i cuccioli di 4-5 settimane di età producono feci più molli rispetto ai cuccioli di età superiore.

diarrea dello svezzamento nel cucciolo 2

Le cause della diarrea dello svezzamento
Come abbiamo visto precedentemente, la diarrea dello svezzamento è un fenomeno multifattoriale.
In primo luogo spesso i cuccioli sono colpiti da infezione da parte di uno o più agenti enteropatogeni (batteri, virus, parassiti intestinali).
Anche i sintomi sono vari: diarrea e vomito, e sintomi ben più seri come anoressia, abbattimento, disidratazione, shock, morte.

Sono diversi gli aspetti da considerare in caso di diarrea nel cucciolo e devono comprendere:

Valutazione nutrizionale
Consiste nel raccogliere dati anamnestici riguardanti:
- I prodotti alimentari consumati per poterne valutare la qualità ( per es. ingestione di carne cruda contaminata da Salmonella)
- Il numero di pasti al giorno (nei giovani aumentare il numero di pasti/die diminuisce l’insorgenza di diarrea)
- La quantità di cibo fornito (evitare la sovralimentazione e somministrare cibo ad alta digeribilità)

Valutazione infettiva
Parte dallo studio della qualità delle feci che può darci importanti informazioni.
Alcuni esempi:
Diarrea da Giardia: feci gialle con elevato contenuto di grassi che può portare alla coprofagia
Diarrea da coccidi: feci con muco e sangue
Diarrea parassitaria: feci con parassiti visibili
Diarrea da parvovirus: feci liquide con muco, sangue, molto maleodoranti. A volte morte improvvisa.

Purtroppo la regola generale dell’aspetto macroscopico non è sempre applicabile, per cui bisogna affidarsi ai sintomi, al quadro clinico, all’esame microscopico delle feci, a test fecali, all’esperienza del medico veterinario e a metodiche ben più avanzate quando la disponibilità economica del proprietario lo consente.
I test fecali per la parvovirosi sono abbastanza attendibili ma c’è una certa variabilità.
I falsi positivi possono comparire solo se il test viene eseguito pochissimi giorni dopo la vaccinazione. Inoltre, se la carica virale escreta nelle feci è bassa, è possibile avere dei risultati falsi negativi.
Pertanto come metodica di laboratorio di elezione per la ricerca di parvovirus si consiglia la PCR.
La coltura batterica è raramente consigliata poiché spesso si rinvengono batteri causanti diarrea anche in soggetti sani.
Si consiglia qualora si sospetti infezione da Salmonella, Campylobacter jeujeni, Clostridium perfringens, Clostridium difficile.

Valutazione dell’ambiente
Sempre da comprendere nella nostra valutazione soprattutto quando si tratta di allevamenti.

diarrea dello svezzamento nel cucciolo

Cosa fare in caso di:
1. Diarrea senza segni sistemici:
- Alimento altamente digeribile
- Aumento del numero dei pasti al giorno e riduzione delle quantità
- Fermenti lattici
- Antiparassitario in caso di parassitosi
- Toeletta e pulizia della zona anale
- Pulizia frequente degli ambienti
- Antibiotico solo in caso di febbre, leucocitosi o segni clinici sistemici

2. Diarrea e altri segni clinici:
Si adottano tutte le misure precedentemente descritte ma il cucciolo deve essere ospedalizzato per ricevere fluidoterapia ed eventuali integrazioni. I cuccioli si disidratano molto facilmente, vanno subito in ipoglicemia e perdono elettroliti

3. Cucciolo in allevamento da riproduzione:
Sverminazione dei cuccioli: a partire dalle 2 settimane di età ogni 15 giorni fino ai due mesi poi ogni mese fino ai sei mesi
Esame feci: tre volte all’anno da diversi pool di soggetti (cagne in anestro, cuccioli alla nascita, cuccioli di pochi mesi)
Vaccinazioni: da valutare in base ai casi di infezione da parvovirus, ambiente, sovraffollamento etc
Igiene: rimozione delle deiezioni costante. Utilizzo di un detergente alcalino 6 giorni su 7 (per le incrostazioni degli escrementi) e un detergente acido 1 giorno su 7 (per le incrostazioni minerali), poi disinfettare tutte le superfici.

Punti chiave da ricordare in caso di diarrea da svezzamento

- La diarrea da svezzamento è una patologia multifattoriale
- Il parvovirus canino 1 è uno dei principali agenti coinvolti
- Suddividere il pasto in 4 razioni giornaliere
- Somministrare alimento facilmente digeribile
- Curare l’igiene del cucciolo e dell’ambiente
- Eseguire esame feci e test rapidi fecali
- Ricovero dei pazienti con segni clinici sistemici
- Norme igienico-sanitarie da rispettare soprattutto negli allevamenti da riproduzione

Il nostro consiglio è di contattare subito il proprio veterinario di fiducia in caso di comparsa anche di un solo episodio di diarrea nel cucciolo poiché in questa fase della vita è più facile assistere ad un aggravamento improvviso del quadro clinico.

Lo staff della Clinica Veterinaria Borgarello
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giovedì 20 dicembre 2018

I tumori testicolari

I tumori testicolari sono abbastanza frequenti nel cane mentre sono rari nel gatto.
I tipi istologici più rappresentati nel cane sono il seminoma, il sertolioma e l’interstizioma e a volte possono anche essere presenti contemporaneamente nello stesso testicolo.



Il sertolioma interessa più spesso i testicoli ritenuti addominali o inguinali, può essere bilaterale e ha un tasso metastatico di circa il 15%.
I cani con sertolioma vengono spesso portati a visita per tumefazione addominale o inguinale ma anche per segni da femminilizzazione come alopecia, assottigliamento della cute, ginecomastia, galattorrea e prepuzio pendulo

Il seminoma colpisce solitamente i testicoli in sede scrotale e spesso è monolaterale. Il tasso metastatico varia tra il 4 e il 10%.

L’interstizioma è spesso un reperto occasionale e colpisce i testicoli in sede scrotale.
Può essere bilaterale e ha un tasso metastatico piuttosto basso <1 o:p="">

Il paziente con neoplasia testicolare può essere portato a visita per tumefazione scrotale o inguinale o per segni da femminilizzazione ma molto spesso capita che queste neoplasie vengano palpate dal veterinario nel corso di una visita di routine.
L’iter diagnostico prevede:
-citologia testicolare e degli eventuali linfonodi aumentati di volume
-esami del sangue per evidenziare eventuali alterazioni provocate dell’iperestrogenismo quali anemia, piastrinopenia e pancitopenia
-ecografia serve per i testicoli ritenuti in addome o per lesioni di piccole dimensioni.
Permette anche di diagnosticare processi non neoplastici come orchiti o torsione testicolare
-esplorazione rettale per escludere problemi prostatici o perianali concomitanti

La stadiazione del paziente con neoplasia testicolare prevede lo studio radiografico del torace in diverse proiezioni e l'ecografia addominale con eventuale campionamento di organi o linfonodi  alterati.

La terapia d’elezione è la chirurgia che, a meno che non siano già presenti metastasi, risulta essere curativa.
Dopo chirurgia è sempre necessario l’esame istologico dei testicoli che devono essere esaminati in toto in quanto in uno stesso testicolo possono essere presenti più tipi istologici.


I segni legati all’iperproduzione di estrogeni regrediscono solitamente nell’arco di alcuni mesi.

Nei casi in cui siano presenti metastasi le aree colpite possono essere irradiate o esistono protocolli di chemioterapia che forniscono però risultati variabili


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martedì 11 dicembre 2018

Inseparabili: guida alla riproduzione

COPPIA

La maturità sessuale negli Agapornis viene raggiunta verso l’anno di età, ma ci può essere una certa variabilità di specie.

La coppia può necessitare di più o meno tempo per diventare affiatata. È più facile un accoppiamento precoce quando la coppia è stata formata da subito.

Possono anche capitare situazioni di ostilità fino ad aggressioni anche molto gravi. Per questo motivo l’inserimento di un nuovo soggetto deve sempre essere fatto gradualmente.

Quando due soggetti decidono di “scegliersi” e di formare una coppia le manifestazioni sono rappresentate da stazionamento sullo stesso posatoio, atteggiamento complice, fino poi all’accoppiamento vero e proprio.

Inseparabili Riproduzione - 1

ALLOGGIO

La gabbia dovrebbe essere più ampia possibile per permettere agli animali di volare anche al suo interno, meglio se con una maggiore estensione in senso orizzontale. Questa dovrebbe essere di acciaio, non di altri materiali che potrebbero causare intossicazioni se ingeriti.

La voliera dovrebbe essere posta al riparo da correnti d’aria od eccessive temperature e contro una parete in modo che un lato sia chiuso e che quindi i pappagallini abbiano un maggior senso di sicurezza.

Di notte l’ambiente dovrebbe essere buio e silenzioso per poter permettere 10 ore di sonno continuo ed evitare stress agli inseparabili.

All’interno vanno posti diversi posatoi (meglio rami di legno naturale, es. salice, pioppo, acacia) di diametro variabile per evitare patologie alle zampe ed una crescita eccessiva delle unghie, contenitori del cibo e dell’acqua (in numero almeno pari a quello degli animali; vicino ai posatoi) ed eventuali giocattoli.

Un altro elemento molto importante è una vaschetta per il bagno.

Per il fondo si possono tranquillamente utilizzare dei fogli di giornale da sostituire quotidianamente.

Una temperatura troppo alta o troppo bassa oppure un tasso di umidità elevato possono influire negativamente sulla fertilità.

NIDO

Gli inseparabili iniziano a produrre uova solo in presenza di un nido.

Il nido dovrebbe essere sviluppato orizzontalmente e dotato di uno sportellino in alto.

Sul fondo del nido si può mettere del tutolo di mais o della segatura, mentre sul fondo della voliera si può lasciare a disposizione del materiale utile per permettere alla coppia di preparare il nido, come rametti sottili (es. di salice od olivo), fogliame o fieno senza polvere.

ALIMENTAZIONE

Un’alimentazione corretta è fondamentale per favorire la riproduzione.

Durante il periodo della cova e dell’allevamento dei piccoli gli inseparabili necessitano di un maggior apporto calorico, di proteine e di calcio.

Molto importante è anche l’apporto di minerali, come calcio e fosforo, e vitamine (in particolare A, E e D).

ACCOPPIAMENTO

Durante il corteggiamento il maschio si gratta, fa delle piroette e rigurgita cibo predigerito alla femmina.

Quando la femmina decide di accettare il maschio quest’ultimo si pone sopra di lei.

L’accoppiamento si ripete più volte durante la giornata, fino alla deposizione delle uova.

DEPOSIZIONE

Le uova vengono deposte ad intervalli di circa 48 ore, praticamente a giorni alterni.

Il numero di uova per covata può variare da 4 a 6.

La schiusa avviene dopo circa 23 giorni ed i piccoli lasciano il nido intorno al 42° giorno di vita.

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CHERATITE EOSINOFILICA DEL GATTO

La cheratite eosinofilica è una patologia a carico della cornea, abbastanza comune nel gatto, colpisce generalmente un solo occhio ma può interessare anche anche entrambi gli occhi. L' età media di insorgenza è 5-6 anni .

Clinicamente si manifesta con la formazione di placche corneali superficiali, rilevate, grigio-biancastre, con superficie irregolare, vascolarizzate, a carico del quadrante dorso-laterale dell'occhio.


Le cause sono da imputare a stimoli infiammatori cronici come per esempio cheratiti da Herpes virus felino di tipo 1 (FHV-1), tuttavia non è ancora stata dimostrata una correlazione certa tra le due patologie.

La diagnosi si basa sull'aspetto clinico tipico e sull'esame citologico del materiale prelevato dalla superficie corneale mediante raschiato o cytobrush. Quest'ultimo è caratterizzato dalla presenza di eosinofili e cellule tipiche di un quadro infiammatorio cronico quali, mastociti, linfociti e plasmacellule.
La terapia consiste nell'applicazione topica di colliri o pomate contenenti corticosteroidi, come il desametazone fosfato allo 0,1%; è risultata anche efficacia l'uso topico della ciclosporina all'1,5%.
La patologia può avere tempi di guarigione piuttosto lunghi e richiede il monitoraggio da parte del medico veterinario.

Talvolta sono possibili le recidive e in alcuni casi è necessario continuare la terapia per tutta la vita del paziente.


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martedì 13 novembre 2018

Inseparabili: guida alla gestione

Gli inseparabili, o Agapornis (nome scientifico), sono pappagallini molto frequenti come pet perchè veramente belli e colorati, vivaci ed abbastanza facili da gestire.
Vengono chiamati così perchè questi uccelli formano coppie stabili molto unite.
Sono originari di Africa e Madagascar.



FISIOLOGIA
Gli inseparabili sono pappagalli di piccole dimensioni, tra i 14 ed i 18 cm in base alla specie, con il corpo tozzo e la coda corta.
E’ assolutamente consigliabile tenerli in coppia per il forte legame che creano con il compagno. Un pappagallino tenuto da solo necessiterebbe di moltissime attenzione e risulterebbe più predisposto a sviluppare patologie comportamentali.
Non andrebbero tenuti insieme ad altre specie di uccelli perché sono particolarmente territoriali.
Gli inseparabili emettono dei gridolini per comunicare, solo raramente riescono ad imitare la voce umana.
La loro vita media si aggira tra i 10 ed i 15 anni.

SPECIE
Al genere Agapornis appartengono diverse specie. Tra queste le più diffuse come animali da compagnia sono:
- A. roseicollis 

- A. personatus

- A. fischeri

Per ogni specie, poi, esistono moltissime varietà di colorazioni.

RICONOSCIMENTO DEL SESSO
Il riconoscimento del sesso degli inseparabili è impossibile sulla base delle sole caratteristiche fisiche esterne.
La determinazione del sesso può essere effettuata mediante tecnica endoscopica oppure genetica con esami di laboratorio effettuati su sangue o penne.
ALLOGGIO
La gabbia dovrebbe essere più ampia possibile per permettere agli animali di volare anche al suo interno, meglio se con una maggiore estensione in senso orizzontale. Questa dovrebbe essere di acciaio, non di altri materiali che potrebbero causare intossicazioni se ingeriti.
La voliera dovrebbe essere posta preferibilmente in una stanza dove spesso ci siano persone per stare in compagnia (NO in cucina per pericolo di intossicazioni), al riparo da correnti d’aria od eccessive temperature e contro una parete in modo che un lato sia chiuso e che quindi i pappagallini abbiano un maggior senso di sicurezza.
Di notte l’ambiente dovrebbe essere buio e silenzioso per poter permettere 10 ore di sonno continuo ed evitare stress agli inseparabili.
All’interno vanno posti diversi posatoi (meglio rami di legno naturale, es. salice, pioppo, acacia) di diametro variabile per evitare patologie alle zampe ed una crescita eccessiva delle unghie, contenitori del cibo e dell’acqua (in numero almeno pari a quello degli animali; vicino ai posatoi) e giocattoli, es. funi, oggetti di legno, ecc.
Un altro elemento molto importante, soprattutto nella stagione calda, è una vaschetta per il bagno.
Per il fondo si possono tranquillamente utilizzare dei fogli di giornale da sostituire quotidianamente.
FUORI DALLA GABBIA
Ovviamente gli inseparabili possono essere anche liberati in casa al di fuori della propria voliera, facendo però molta attenzione a tutta una serie di pericoli. Questi possono essere rappresentati da fughe, traumi, annegamento, ustioni, folgorazione, avvelenamento, aggressioni da parte di altri animali.
ALIMENTAZIONE
Un’alimentazione corretta è fondamentale per la salute degli inseparabili.
La dieta ideale è rappresentata da mangimi formulati per questa specie, frutta e verdura fresche, come carote e broccoli (ricchi di vitamina A), vari tipi di insalata, radicchio, mela, pera, mango, fichi, agrumi, ciliegie, albicocche, kiwi, pesche, frutti di bosco, ecc.
La frutta e la verdura possono essere fatti a pezzetti o appesi nella voliera.
Possono anche essere dati pane o pasta integrali, patate cotte o crude, cereali cotti.
Non vanno assolutamente somministrati alimenti salati o troppo ricchi di grassi, miscele di semi sbilanciate, avocado, parti verdi di pomodoro e patate e cachi.
Un’altra tipologia di alimento è il pastoncino, per integrare le proteine (soprattutto nel periodo di cova ed allevamento dei piccoli). Esistono delle formule già pronte in commercio oppure si può provvedere a prepararlo in casa con cereali bolliti (miglio decorticato, avena, riso, riso integrale, riso basmati, grano saraceno, mais) oppure con pane grattugiato, fette biscottate sbriciolate, farina di mais e di riso. La quota proteica viene aggiunta sbriciolando nell’impasto uovo sodo oppure mangime per uccelli insettivori.
Per integrare calcio e sali minerali bisognerebbe mettere sempre a disposizione un blocchetto di sali e l’osso di seppia.

RIPRODUZIONE
Gli inseparabili iniziano a produrre uova solo in presenza di un nido.
Il nido dovrebbe essere sviluppato orizzontalmente e diviso all’interno in due parti.
Nella gabbia si possono lasciare a disposizione rametti sottili e fogliame o fieno senza polvere per poter permettere la creazione del nido da parte della coppia.
Durante il periodo della cova e dell’allevamento dei piccoli gli inseparabili necessitano di un maggior apporto calorico, di proteine e di calcio.
Le uova vengono deposte ad intervalli di circa 48 ore.
Il numero di uova per covata può variare da 4 a 6.
La schiusa avviene dopo circa 23 giorni ed i piccoli lasciano il nido intorno al 42° giorno di vita.

CURE
Sarebbe consigliabile effettuare una visita presso un veterinario specializzato in animali non convenzionali dopo l’acquisto per accertarsi dello stato di salute degli animali, eseguire un esame coprologico ed avere consigli su alimentazione e gestione.
Poi è sufficiente sottoporre i propri inseparabili ad una visita all’anno per un controllo generale.

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martedì 6 novembre 2018

La Malocclusione Nel Cane (Parte II)

Per un'attenta valutazione dell'occlusione del cane bisogna conoscere l'occlusione normale della razza in esame che viene descritta sempre dallo standard di razza. Per i cani meticci ci si basa sulla conformazione del cranio (mesocefalo, dolicocefalo, brachicefalo). Le caratteristiche tipiche dell'occlusione normale di un cane mesocefalo sono descritte nella Parte I dell'articolo.
Nel caso vi siano alterazioni rispetto all'occlusione “tipo” dello standard di razza, potremmo classificare la malocclusione secondo le classi I-II-III.

Malocclusione di prima classe: il rapporto tra le arcate dentarie mascellare e mandibolare è normale, ma uno o più elementi dentali sono mal posizionati (malocclusione dentale).
  1. Morso crociato anteriore: uno o più incisivi inferiori sono posizionati davanti agli incisivi superiori.
  2. Morso crociato posteriore: uno o più denti premolari o molari inferiori sono posti all’esterno rispetto ai premolari molari superiori.
  3. Morso a tenaglia (level bite o testa a testa): le superfici occlusali degli incisivi superiori sono a contatto con quelle degli incisivi inferiori (in alcune razze è un'occlusione normale). Il contatto testa a testa determina una rapida abrasione dello smalto e della dentina, con possibili patologie endodontiche e parodontiche degli elementi interessati.
  4. Vestiboloversione degli incisivi o dei canini inferiori: incisivi o canini mandibolari sono in posizione corretta ma con un'angolazione sbagliata.
  5. Linguoversione dei canini mandibolari: i canini mandibolari risultano perpendicolari e vanno a prendere contatto con il palato duro (palatizzazione) causando lesioni alla mucosa palatale. L’instaurarsi della linguoversione dei canini è correlabile a cause genetiche o alla persistenza dei canini da latte, ed è spesso riscontrabile in soggetti con enognatismo mandibolare (mandibola corta) o con base stretta della mandibola.
  6. Rotazione dentale: questo tipo di malocclusione è contraddistinta da una rotazione dei denti sul loro asse ed è frequente nei soggetti brachicefali (soprattutto il terzo premolare superiore).


Le malocclusioni di seconda e terza classe riguardano alterazioni della conformazione e/o della crescita delle ossa mandibolari e mascellari (malocclusioni scheletriche).

La malocclusione di seconda classe è determinata da alterazioni delle ossa mascellari, che possono risultare più lunghe (prognatismo mascellare) e/o mandibolari che risultano più corte. (brachignatismo mandibolare, o enognatismo). Tali anomalie morfologiche portano conseguentemente ad un alterato rapporto tra gli elementi dentali, gli incisivi superiori non entrano in contatto con quelli inferiori e i premolori mandibolari sono spostati distalmente rispetto a quelli mascellari.

La malocclusione di terza classe è determinata da alterazioni delle ossa mascellari che possono risultare più corte (enognatismo mascellare) e/o mandibolari che risultano più lunghe (prognatismo mandibolare), con dislocazione in avanti dei premolari e molari inferiori rispetto ai superiori.

Esistono anche malocclusioni inclassificabili, che non rientrano nelle tre classi già elencate, come il morso aperto (monolaterale o bileterale) e il morso deviato.

La valutazione della malocclusione fa parte dell'esame obiettivo della cavità orale: bisogna conoscere l'occlusione normale riferita alla razza in esame e comprendere le cause e la patogenesi del problema per poter valutare attentamente l'iter preventivo/terapeutico, anche da un punto di vista etico, proponendo eventuali trattamenti solo in animali che presentino alterazioni funzionali con malessere e lesioni dolorose, e non per soli motivi estetici.


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mercoledì 31 ottobre 2018

La Comunicazione del Coniglio



I conigli sono animali sociali e fortemente territoriali ed è quindi molto importante conoscere la maniera corretta di comunicare per evitare di rovinare la relazione coniglio-famiglia umana.
In natura i conigli selvatici vivono in gruppi di massimo 10 soggetti. All’interno del gruppo ognuno ha il suo ruolo: i maschi perlustrano il territorio per difenderlo da eventuali intrusi (soprattutto durante la stagione riproduttiva)  e il compito di gestire le interazioni tra i vari membri del gruppo sedando le “discussioni” prima che mi trasformino in liti aggressive.
Bisogna ricordare che il comportamento di difesa del territorio è strettamente legato agli ormoni sessuali.




I conigli domestici vivono in un ambiente in cui le ore di luce sono  molte anche d’inverno e per questo motivo la loro stagione riproduttiva spesso non termina in autunno (come in natura) ma prosegue per tutto l’anno. Per questo motivo difendono il  loro territorio allo stesso modo tutto l’anno.
La maggior parte dei conigli (sia maschi che femmine)  dopo la pubertà cominciano a marcare con l’urina persone e oggetti. Questo comportamento può essere interrotto con la sterilizzazione (soprattutto se è passato poco tempo dall’inizio dell’emissione di marcature urinarie).
A volte il comportamento può persistere se esistono conflitti con persone o altri animali all’interno del gruppo famigliare, se la sterilizzazione è stata tardiva o se sono presenti altre patologie comportamentali.
Le marcature sono una modalità di comunicazione molto utilizzata dai conigli (come in altre specie) e possiamo distinguerle in:

·         Marcature urinarie: su oggetti, luoghi, persone e animali.
·         Marcature fecali: feci depositate in luoghi ben visibili in determinati luoghi.
·         Marcature attraverso le secrezioni della ghiandola inguinale: escrete con le feci.
·         Marcature attraverso le secrezioni della ghiandola del mento: oggetti, luoghi, membri del gruppo.




Essendo i conigli animali fortemente territoriali è molto difficile inserire un nuovo coniglio in casa quando ne è presente già uno. Bisogna infatti stare attenti a valutare con attenzione l’adozione di un altro coniglio.
Un’altra caratteristica del coniglio è quella di essere un animale crepuscolare ( anche se spesso si adattano ai ritmi circadiani della famiglia umana) e possono avere dei picchi di attività soprattutto al mattino presto e alla sera.
Molto importante è insegnare al coniglio che esiste la possibilità di allontanarsi quando non gradiscono l’interazione e il proprietario deve essere in grado di capire quando il coniglio esprime disagio.
La comunicazione verbale nel coniglio è molto scarna.
La loro comunicazione si basa prevalentemente sulla prossemica e sulle posture ( comunicazione non verbale).
La comunicazione del coniglio è molto complessa e si basa su segnali sottili e difficilmente percepibili  per l’essere umano ma è fondamentale che il proprietario impari a cogliere i suoi segnali per evitare l’instaurarsi di patologie comportamentali legate alla relazione uomo-coniglio.


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