mercoledì 4 febbraio 2015

Aspetto Ecografico Patologico della Prostata

 

prostata cane

Grazie all’ecografia è possibile mettere in evidenza in maniera migliore rispetto alla radiologia alterazioni minime della prostata.
Dal punto di vista ecografico possiamo distinguere lesioni focalizzate e lesioni interessanti tutto il parenchima ghiandolare.
Lesioni focali: comprendono cisti, ascessi e lesioni neoplastiche. Le cisti appaiono come strutture liquide semplici a contenuto omogeneo e di solito presentano il rinforzo di parete posteriore.
Importante ricordare che sia gli ascessi che le forme neoplastiche possono presentare una componente cistica. La diagnosi specifica deve essere effettuata solo sul prelievo biopti
co.

Lesioni diffuse: comprendono i fenomeni infiammatori ( prostatiti acute e croniche ) e le neoplasie.
Le prostatiti determinano un ingrandimento dell’organo.
Le prostatiti acute provocano generalmente un decremento della normale ecogenicità, quelle croniche un aumento. E’ importante in questi casi osservare sempre l’integrità della capsula prostatica, essa infatti nei processi infiammatori non viene mai ad essere interessata a differenza di quanto avviene in quelli di tipo neoplastico.
Anche le neoplasie provocano un aumento di dimensioni dell’organo che ecograficamente appare come una struttura solida disomogenea a margini non ben definiti e di forma irregolare.
I tumori della prostata colpiscono più frequentemente i cani anziani e non castrati, ma è possibile osservarli anche in animali castrati. Le neoplasie più frequenti sono l’adenocarcinoma e il carcinoma indifferenziato.
Anche in questo caso il ricorso all’esame bioptico è necessario al fine di differenziare dalle forme infiammatorie croniche.
Nei cani l’iperplasia benigna è la patologia prostatica più frequente. Può essere sintomatica o meno a seconda del grado di rimaneggiamento della ghiandola e della prostatomegalia.
L’aspetto più tipico delle lesioni dell’iperplasia ghiandolare cistica è quello di una ghiandola di dimensioni aumentate, dal contorno in genere conservato. Nelle forme gravi il solco mediano può scomparire. Sono visibili piccole immagini multiple ovali o circolari, disseminate nel parenchima prostatico, che corrispondono ad altrettante piccole cisti. L’ecostruttura rimane relativamente omogenea nei casi lievi, ma può diventare eterogenea nei casi gravi.
In generale, in caso di lesioni iperplastiche, la capsula viene conservata e non si osserva ipertrofia dei linfonodi regionali ( iliaci mediali e ipogastrici ).
Lesioni paraprostatiche: sono costituite principalmente dalle cisti paraprostatiche.
Dal punto di vista ecografico si presentano generalmente come strutture liquide multiloculate con setti o pareti sottili e limiti ben definiti. Queste ultime sono frequenti e spesso voluminose al momento della diagnosi. Le dimensioni elevate le rendono spesso difficili da distinguere dalla vescica. Le cisti paraprostatiche si sviluppano a partire dal polo craniale della ghiandola, al quale sono fissate mediante un sottile peduncolo o un’ampia zona di attacco. La prostata è in questi casi normalmente evidenziabile come una struttura separata.
Per definire l’eventuale natura neoplastica delle cisti paraprostatiche è necessario ricorrere al prelievo bioptico con ago sottile.

Articolo a cura della Dott.ssa Daniela Ferrari

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