giovedì 17 dicembre 2009

PKD: rene policistico del gatto

POLICISTOSI RENALE ( PKD ) La policistosi renale o PKD ( dall’inglese polycystic kidney disease ) è una malattia genetica frequente in diverse razze feline, in particolare Persiano e alcune razze affini. Questa patologia si manifesta con uno sviluppo progressivo di cisti a livello renale con conseguente distruzione del parenchima e insufficienza renale.


Queste cisti sono delle cavità ripiene di liquido originanti dal normale tessuto renale. Nei cuccioli queste cavità sono nella maggior parte dei casi molto piccole (da 1 a 2 mm) e man mano che l'animale cresce diventano sempre più grandi (anche più di 2 cm). In un singolo rene possono esserci da 20 a 200 cisti presenti.La PKD è ben nota come disordine renale anche negli esseri umani e colpisce oltre 5 milioni di persone nel mondo.


La policistosi renale, una malattia ereditaria


La PKD è provocata da un disordine genetico determinato da un gene autosomico dominante che colpisce i gatti persiani e le razze a loro correlati. La causa è la mutazione 307CA nel gene PKD1. "Autosomico" significa che l'anormalità non è fissata sui cromosomi che determinano il sesso. Il sesso del gatto non ha importanza, maschi e femmine possono essere affetti dalla malattia. "Dominante" significa che se il cucciolo ha ereditato il gene anormale da uno dei genitori, svilupperà la malattia. Nel caso di una malattia ereditaria recessiva, entrambi i genitori devono passare l'anormalità per mostrarla nei cuccioli.L'ereditarietà della malattia dipende anche dal fatto che i genitori siano omozigoti, eterozigoti o liberi da PKD. Come detto prima, ogni gene deve essere presente duplicato. Un gene arriva dalla madre, un gene arriva dal padre. Omozigote per la PKD significa che il cucciolo ha ricevuto due geni anormali, uno per ogni parente. Ci sono molti dubbi che un cucciolo simile sia mai esistito. Probabilmente, questi cuccioli muoiono prima del parto o poco dopo. Eterozigote significa che il cucciolo ha ricevuto un gene normale un gene PKD. Questi animali possono sia passare il gene normale, sia il gene PKD ai loro successori. Un cucciolo negativo alla PKD eredita due geni normali e non trasmetterà la PKD ai discendenti. Non esistono "portatori sani" che non mostrano l'anormalità ma la trasmettono.In fatti reali, ci sono solo poche possibilità:


-PKD negativo + un genitore eterozigote: i cuccioli hanno il 50% di possibilità di ereditare la PKD
-Madre eterozigote + padre eterozigote: i cuccioli hanno il 75% di possibilità di ereditare la PKD
-Entrambi i parenti sono PKD negativi: tutti i cuccioli saranno PKD negativi


La frequenza dell'anomalia genetica è stata valutata per queste razze :


• Persiano : 26%


• Exotic : 37%


• British : 12%


• Maine Coon : 1%


Tra i persiani degli Stati Uniti circa il 38% presenta il gene difettivo e sono quindi affetti dalla malattia. In Europa i dati sono forse ancora più preoccupanti dato che secondo alcune indagini si può arrivare sino al 60% di soggetti portatori della mutazione.



Sintomi:

Che un gatto manifesti o meno la PKD dipende dalla dimensione e dal numero di cisti presenti in entrambi i reni. Un gatto mostrerà segni di malattia (insufficienza renale) quando le cisti occupano troppo spazio nel rene e il normale tessuto renale viene alterato. Quando c'è troppo poco tessuto normale rimasto, i reni non sono più in grado di funzionare normalmente e il gatto si ammala. I primi sintomi di malattia si manifestano usualmente tra i 3 e i 10 anni di vita, ma sono stati riscontrati anche in gatti più giovani. All'inizio i sintomi sono piuttosto vaghi. Un gatto berrà e urinerà più spesso del normale, l'appetito diminuirà e il pelo sembrerà meno luminoso di prima. A man mano che l'insufficienza renale peggiora, l'animale inizierà a mangiare meno, perderà peso con, possibilmente, episodi di vomito. A volte, c'è del sangue presente nell'urina e potrebbe essere notata anche una respirazione più difficoltosa. Una volta che la malattia si è manifestata, è incurabile. Con un trattamento adatto questi animali possono ancora raggiungere venerabili età.

È importante sapere che non tutti i gatti con PKD sviluppano la malattia.Animali con molto poche o molto piccole cisti probabilmente non mostreranno mai alcun sintomo di PKD.

Diagnosi

La PKD è più facilmente diagnosticata per mezzo di ultrasuoni (ecografia) che possono identificare la malattia già ad uno stadio iniziale del suo corso. In questo modo, la diagnosi su un animale che abbia circa 10 mesi di età, grazie all'ecografia, risulta essere accurata al 98%. Da poco tempo è disponibile un test sul DNA in grado di dire se il gatto testato è portatore o meno della mutazione genetica responsabile della PKD.

Il test genetico è affidabile, facile da realizzare (con uno striscio orale), realizzabile su soggetti
identificabili (chip o tatuaggio) e viene effettuato solo una volta nella vita del gatto.
Si raccomanda di testare i gatti provenienti dalle famiglie più particolarmente toccate di questa malattia
e di testare i riproduttori ricercati e/o che si riproducono molto, nello scopo d’impedire la propagazione
di questa malattia nella razza.
Anche in Italia vi sono oramai numerosi laboratori veterinari che offrono la possibilità di eseguire l’esame. In caso di esito negativo il gatto non è portatore della mutazione PKD 307CA, ed è dunque geneticamente sano, non può trasmettere l'allele PKD-mutante alla discendenza. La patologia viene determinata dalla mutazione summenzionata solo nelle seguenti razze: gatti Persiani, Himalaya e Siamesi, Ragdoll, European Shorthair, American Shorthair, British Shorthair, Exotic Shorthair, Selkirk , Rex e Scottish
Il test va a ricercare la mutazione nel corredo genetico del gatto; è quindi possibile una diagnosi a qualunque età. Al momento, il test è sviluppato solo per Persiani ed Esotici. Un test del DNA come questo non darà informazioni circa la dimensione o il numero di cisti e il test è utile specialmente per animali particolarmente giovani perché potrebbero avere delle cisti talmente piccole da non essere visibili ad un test ecografico, o per animali con un risultato ecografico sospetto (per esempio, un animale con una sola cisti in un solo rene).

Per verificare se c'è già un'insufficienza renale nel gatto, dovrebbero essere eseguiti un esame del sangue e uno delle urine. I cambiamenti sono visibili solo quando sono ormai coinvolti i 2/3 del tessuto normale. Un test del sangue rileverà un abbassamento del numero dei globuli rossi. Urea, creatina e fosforo saranno sopra livelli normali se i reni non funzionano correttamente. Il test delle urine mostrerà queste concentrazioni (troppo basse in reni che funzionano male) e se non ci sono segni di infezioni nel tratto urinario o perdita di proteine attraverso i reni.

Prevenzione: Poiché la PKD è causata da un gene autosomico dominante, è relativamente facile trovarlo ed eliminarlo dai soggetti da allevamento. Tutti i gatti che vengono usati come riproduttori devono essere sottoposti ad ecografia o test genetico per poter identificare l'eventuale presenza di cisti renali. Il modo più veloce di eliminare il problema è quello di castrare e sterilizzare gatti affetti ed utilizzare come riproduttore solo soggetti PKD-negativi.
Una volta che si allevino solo animali PKD negativi, si possono eseguire dei test casuali e sui discendenti, volta per volta. In questo modo sarete in grado di eliminare la PKD piuttosto in facilmente dal vostro allevamento. Quando i gatti vengono acquistati da altri allevamenti, è importante chiedere un certificato che attesti la negatività dell'animale
Per l’eradicazione è importante la stretta collaborazione Veterinari -Allevatori.

Terapia: Non esiste alcuna terapia specifica che risolva i danni causati dall'insufficienza renale cronica.Quelle che vengono utilizzate sono terapie sintomatiche e di sostegno che consentono un buon funzionamento del tessuto renale rimasto.
Per ora, non si dispone di alcun mezzo per prevenire lo sviluppo della PKD o impedire la crescita delle cisti. A titolo preventivo, la sola cosa da fare è ritirare ogni gatto PKD positivo dai programmi di allevamento. Il trattamento della malattia dovrebbe essere effettuato soltanto nei gatti che presentano segni d'insufficienza renale. Gli animali disidratati e/o che vomitano dovrebbero essere controllati e reidratati per alcuni giorni. Una volta che il gatto si è ristabilito, un'alimentazione specifica per gatti con problemi renali costituisce la parte principale del trattamento. Questi prodotti alimentari veterinari contengono una bassa concentrazione di proteine e di fosforo rispetto a quelli normali.
Il controllo della dieta è importante per i gatti affetti da insufficienza renale cronica.
- Apporto d’acqua
I gatti affetti da insufficienza renale cronica sono predisposti alla disidratazione (dovuta alla ridotta capacità dei reni di conservare l’acqua concentrando l’urina). Mantenere un buon apporto d’acqua è quindi molto importante, e siccome i gatti assumono la maggior parte dell’acqua con il cibo, se possibile i gatti con insufficienza renale cronica dovrebbero essere alimentati con cibo, umido, piuttosto che secco.
-Antiemetici e gastroprotettori
L'ammoniaca che i reni non riescono ad eliminare va a lesionare la mucosa gastrica, esofagea e orale, diminuendo l'appetito e stimolando il vomito, già frequente per lo stato di intossicazione. In caso di IRC oltre che all’acidosi si può incorrere in ulcerazioni dello stomaco che causano dolore al gatto. Inoltre una terapia complessa e prolungata come puo’ essere quella descritta sopra può causare ulteriori problemi allo stomaco. In questo caso e’ opportuno proteggere la mucosa gastrica. Ci sono vari tipi di gastroprotettori (inibitori di pompa e anti-H2)a base di solitamente due componenti: sucralfato (per es. Gastrogel) o magraldato (per es. Gradal). Il Ranidil e il Maalox (che è anche un legante del fosforo) aiutano ad attenuare i dolori allo stomaco.
-Alimentazione
Ormai è prassi comune prescrivere una dieta specifica nel caso di patologie renali, poiché si è constatato che questa può migliorare molto la qualità di vita ed il tasso di sopravvivenza dei gatti colpiti da insufficienza renale cronica, oltre che ridurre il progredire della patologia. Le tipiche diete per questi casi prevedono apporti bassi di proteine ma di alto valore biologico, in modo da limitare la produzione di scorie azotate derivanti dal catabolismo proteico, difficili da eliminare per un apparato renale compromesso. Anche i livelli dei fosfati vengono tenuti sotto controllo, poiché in caso di insufficienza renale cronica succede che vengano comunque trattenuti in eccesso dall'organismo, peggiorando lo stato del paziente. Queste diete presentano invece concentrazioni elevate di potassio e vitamine del gruppo B, che i gatti ammalati tendono ad eliminare in eccesso, ed un aumento delle calorie per ridurre l'eccessiva perdita di peso dovuta allo scarso appetito. Sono previsti poi contenuti di sodio piuttosto bassi, per diminuire il rischio di ipertensione.
Molto spesso i gatti colpiti da insufficienza renale cronica hanno poco appetito e si può rischiare di peggiorare la situazione offrendo alimenti magari adatti per questa patologia ma che sono in effetti poco appetibili. A volte si ricorre all'uso di stimolanti dell'appetito, quali la ciproeptadina (Periactin), un antistaminico od agli anabolizzanti steroidei. Recentemente alcuni veterinari hanno trattato il problema dell'inappetenza applicando un catetere per l'alimentazione direttamente nello stomaco. Questo può essere introdotto anche attraverso un endoscopio e viene chiamato in questo caso PEG, cioè catetere gastrico applicato attraverso gastrostomia endoscopica (percutaneus endoscopically placed gastrostomy tube). Per questo tipo d'intervento è necessaria una leggera anestesia ed un breve ricovero post-chirurgico, una volta sistemato il catetere può essere lasciato in loco per lungo tempo, per somministrare alimenti, liquidi e medicinali.
-Basso contenuto di fosforo
La restrizione del contenuto di fosforo nella dieta sembra avere dei benefici nel proteggere i reni da ulteriori effetti dannosi nei gatti con insufficienza renale cronica. Le diete commerciali per questa patologia contengono infatti, oltre ad un basso contenuto proteico, anche un basso contenuto in fosforo. Se un gatto non si alimenta con una dieta povera in fosforo, o se, nonostante questo, il livello di fosforo nel sangue continua ad essere elevato, è possibile aggiungere alla dieta dei leganti per il fosforo (idrossido di alluminio o calcio acetato), per ridurre la quantità di fosforo assorbita.
Gli elettroliti sono dei sali presenti nel nostro organismo necessari per le normali funzioni cellualri.Gli squilibri elettrolitici più comuni nei gatti con CRF rigiardano il potassio ed i fosfati. Questi gatti facilmente perdono potassio attraverso le urine, con la conseguenza che nel sangue i livelli di questo elettrolita diminuiscono (ipokaliemia). I gatti ipokaliemici possono diventare molto deboli e perdere l'appetito. Sebbene le diete specifche per i problemi renali contengano delle integrazioni per il potassio, alcuni gatti con CRF continuano ad avere forti diminuzioni di questo elmento nel sangue. In questi casi potrebbe essere utile somministrare altro potassio attraverso integratori in polvere o tavolette.
-integrazione di potassio
Alcuni gatti con insufficienza renale cronica presentano basse concentrazioni di potassio a livello ematico, e questa condizione può aggravare la malattia. Quindi un’integrazione di potassio può essere utile.
-ipertensione
I gatti con insufficienza renale cronica che sviluppano ipertensione sono a rischio di ulteriori problemi (come emorragie oculari e distacco di retina che determina cecità, o emorragie a livello cerebrale che possono causare segni neurologici), in aggiunga al fatto che l’aumento della pressione sanguigna stessa determina danni ai reni. E’ quindi importante trattare l’ipertensione.
-trattamento anemia
Nelle forme avanzate di insufficienza renale, l’anemia è molto comune. L’anemia grave può determinare segni clinici quali la letargia e la debolezza. A seconda della causa dell’anemia e della sua gravità, sono disponibili varie opzioni terapeutiche incluso l’uso di steroidi anabolizzanti, integrazione di ferro, trattamento delle ulcere gastrointestinali e in casi molto avanzati, può essere utile la somministrazione di eritropoietina (l’ormone che stimola la produzione di globuli rossi).
-trattamento della nausea e del vomito
Nausea e vomito sono comuni nelle forme avanzate di insufficienza renale cronica,e possono alterare parecchio la qualità di vita e l’appetito del gatto. Si possono utilizzare vari farmaci per controllare questi sintomi.
-L’uso degli ACE-inibitori
Gli ACE-inibitori (es. benazepril) rappresentano una classe di farmaci con azione prevalentemente vasodilatatoria (dilatazione dei vasi sanguigni). Nelle persone con insufficienza renale sono comunemente usati, poiché hanno effetti benefici sulla funzionalità renale e riducono la perdita di proteine attraverso il rene. Questi farmaci sono molto utili anche nel gatto, ma non è ancora ben chiaro se tutti i gatti traggano dei benefici dal loro utilizzo. Sembra che i gatti con elevate perdite di proteine nelle urine abbiano dei benefici maggiori da questi farmaci; comunque in tutti gatti in cui si somministrano è bene tenere sotto controllo gli esami del sangue e delle urine, così come i segni clinici, per capire esattamente che tipo di giovamento si ha dal loro utilizzo.
-vitamina B
L’apporto di Vitamina B nelle diete dei gatti e’ importantissimo. Fare molta attenzione invece alle vitamine A, C e D che invece possono generare rispettivamente tossicità, acidità e calcificazione. La vitamina B e’ solubile all’acqua e quindi attraverso l’urinazione il gatto tende a perderne dosi massicce. Una mancanza di vitamina B può causare o peggiorare la perdita di appetito, deteriorrare il tono muscolare e a volte causare prurito. In casi più gravi e’ causa di anemia. La vitamina B12 e’ di grande aiuto nell’IRC e ha un buon effetto preventivo nei problemi neurologici che possono essere sempre in agguato nelle fasi gravi di questa patologia. Il complesso di Vitamina B e’ contenuto in molti integratori come VPM pasta o Iken UP solitamente usati durante la terapia dell’insufficienza renale, ma nel caso in cui uno di questi integratori contengano un componente a cui il gatto é allergico o che può essere negativo su alcuni valori delle analisi meglio ricorrere al tradizionale Betotal. Si può anche mischiare un integratore di vitamine (Epargriseovit oppure Benexol mezza fiala) con il Ringer lattato in fluidoterapia. In vari casi ho iniettato Benexol con ottimi risultati a livello di ripresa, ma con la causa negativa di infiammazione della zona cutanea dove era stato iniettato.
-Acidi Grassi Essenziali (es. Omega Pet)
Gli acidi grassi essenziali sono un importante integratore nella dieta del gatto affetto da IRC. Questi particolari acidi non vengono sintetizzati dall’organismo e quindi un apporto esterno (cibo o integratori) si e’ dimostrato di grande efficacia. Gli EFA, EPA e DHA sono gli acidi più conosciuti tra cui ci sono gli Omega 3 e Omega 6 solitamente estratti da pesce. Meglio se estratti direttamente dalla carne e non dal fegato. E’ importante che l’apporto di Omega 6 sia maggiore degli Omega 3 possibilmente in un rapporto di 5:1. Gli Omega sono molto ricchi di Vitamina E che se esageratamente presente può causare danni. Tra i prodotti più conosciuti in Italia ci sono Omega Pet e Ribes pet. Il secondo (arricchito dall’antinfiammatorio ribes nigrum) può avere un effetto di apporto basico di acidi e un leggero e naturale antinfiammatorio. Buoni integratori di acidi grassi disponibili in Italia sono anche Resurgen e Linsen ma fare sempre attenzione ai componenti e ai valori delle analisi del sangue e delle urine.
Prognosi: Una volta che si è verificato un danno renale tale da determinare insufficienza renale cronica, le variazioni compensatorie che l’organismo mette in atto per mantenere la funzionalità renale nella norma sono destinate a fallire e la patologia progredisce con il tempo, e può portare all’eutanasia. In ogni caso, la progressione della patologia varia considerevolmente da un individuo ad un altro e un supporto e un trattamento adeguati possono migliorare la qualità di vita del gatto e rallentare la progressione della malattia.
A cura della dott.ssa Daniela Ferrari
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