venerdì 28 settembre 2012

Malattia valvolare mitralica 4° parte

In questo articolo parleremo di terapia in caso di malattia valvolare mitralica.
I cani con la malattia valvolare mitralica presentano una lunga fase asintomatica, solo il 35 % circa dei pazienti progredisce in scompenso cardiaco clinicamente manifesto o muore a causa della malattia. La terapia va quindi impostata in base alla valutazione del singolo paziente e basata su evidenze cliniche e strumentali.
Il trattamento del pazienti asintomatici è da sempre oggetto di discussione.
Al momento non esistono dati riguardanti la possibile efficacia di farmaci nel ritardare la comparsa dei segni di scompenso cardiaco, ne consegue che il trattamento dei cani asintomatici affetti da malattia valvolare mitralica non è supportato da dati sperimentali.
I pazienti sintomatici, invece, necessitano una terapia.

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La terapia dell’insufficienza cardiaca è una terapia “ a vita” che non potrà mai essere interrotta, ma che potrà, e dovrà, subire degli aggiustamenti nel tempo. Il proprietario va informato che, con la giusta terapia e con controlli periodici, il cane con malattia valvolare mitralica può godere di un’ ottima vita per un lungo periodo di tempo. Infatti si è visto che la sopravvivenza media, dopo la diagnosi di insufficienza cardiaca congestizia, sia di circa 2 anni per i soggetti in classe di insufficienza cardiaca moderata.
La nostra raccomandazione è che la terapia d’elezione dell’insufficienza cardiaca congestizia in seguito a malattia valvolare mitralica dovrebbe essere rappresentata da furosemide, pimobendan e ACE inibitore.
Per i pazienti sintomatici, che presentano edema polmonare, il farmaco” salvavita “ è la furosemide. La terapia diuretica riduce il sovraccaricodi volume sia nella fase acuta che nella cronica. Il dosaggio della furosemide dovrebbe essere adattato al singolo paziente e dovrebbe essere il dosaggio minimo in grado di mantenere una condizione clinica stabile. L’utilizzo di diuretici attiva il sistema renina-angiotensina-aldosterone e quindi va associato ad un ACE-inibitore. Inoltre, diversi studi hanno dimostrato che l’utilizzo di enalapril o benazepril, in aggiunta alla terapia standard ( furosemide e/o digossina) non solo migliora la qualità della vita, ma è anche associato ad un prolungamento della stessa.
Nel prossimo articolo continueremo a parlare della terapia nei pazienti affetti da malattia valvolare mitralica.

Articolo a cura della Dott.ssa Daniela Ferrari, Clinica Veterinaria Borgarello

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