martedì 27 novembre 2012

Le fasi del parto nella cagna e nella gatta

Nella cagna e nella gatta il parto si articola in tre fasi principali:
STADIO 1: è lo stadio di preparazione al parto dove si ha un principio di contrazioni uterine che termina con il rilassamento della cervice.
Durante questa fase la futura madre tende ad isolarsi, è nervosa e potrebbe assumere l’atteggiamento dello “scavare”. Alcune si mostrano inappetenti e si possono verificare episodi di vomito e diarrea. Spesso si rilevano tremori sulla superficie corporea e la temperatura inizia ad abbassarsi (sotto i 37,5°C).
Questa fase può durare 6-12 ore ma nelle primipare e nei soggetti molto nervosi può arrivare alle 24 ore.
In questa fase è bene assecondare le esigenze della femmina che potrebbe necessitare della presenza consolatoria del proprio padrone o volersi isolare completamente.
STADIO 2: è la fase di espulsione vera e propria. I feti fuoriescono in modo alternato da un corno e dall’altro. Fisiologicamente il 40% nasce in presentazione podalica (treno posteriore) mentre il 60% nasce in presentazione cefalica (testa).
Il primo elemento che si intravede dalla vulva della madre è il sacco allantoideo che contiene un liquido trasparente. La rottura di questo sacco determina la cosiddetta rottura delle acque. A partire da questo momento il primo cucciolo può impiegare dalle 3 alle 12 ore perché venga espulso.

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I cuccioli sono spesso avvolti dal sacco amniotico che la madre provvederà a rompere con i denti entro 1-2 minuti dalla nascita. Il lambimento vigoroso permette la liberazione delle narici del cucciolo dai liquidi fetali e la stimolazione cardio-vascolare della cassa toracica che facilita il primo atto respiratorio (primo grido).
A questo punto la madre reciderà con i denti il cordone ombelicale e mangerà la placenta. Tra l’espulsione di un cucciolo e l’altro passano circa 20-30 minuti ma può passare anche più tempo a seconda della situazione (massimo 4 ore).
E’ molto importante sapere che se la madre non interviene entro un minuto dall’espulsione del cucciolo è necessario che il proprietario o il veterinario che segue il parto intervenga subito. Ecco un breve vademecum su come intervenire:
1. Rompere il sacco amniotico con le dita estraendo il cucciolo;
2. Liberare subito le narici dai liquidi con carta asciutta e pipette pediatriche;
3. Recidere il cordone ombelicale con forbici sterili dopo aver praticato una legatura riassorbibile a 2-3 cm dall’addome. Disinfettare con Betadine.
4. Asciugare e strofinare vigorosamente il cucciolo soprattutto sul dorso per stimolare gli atti respiratori;
5. Una volta emesse le prime grida far attaccare il cucciolo alla mammella.
L’intera fase di espulsione può durare anche 24 ore.

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STADIO 3: coincide con l’espulsione delle placente che può avvenire con la nascita dei cuccioli o con le successive nascite.
A fine parto la cagna si tranquillizza e si dedica interamente alla prole.
Per essere sicuri che il parto sia realmente terminato si può palpare l’addome o effettuare una radiografia se la cagna/gatta si trovano in clinica.
Infine si somministra una dose di ossitocina per permettere il completo svuotamento dell’utero. Da questo momento si consiglia terapia con derivati della segale cornuta per diminuire la possibilità di emorragie post partum nei quattro giorni seguenti. Si ricorda che la perdita di lochiazioni (secreti uterini) è normale nei trenta giorni seguenti il parto.
A partire dal giorno successivo al parto si somministra inoltre un supplemento dietetico vitaminico e minerale che deve essere protratto fino allo svezzamento dei cuccioli. Questo evita infatti squilibri minerali nella madre che potrebbero aumentare l’incidenza di eclampsia puerperale: condizione patologica determinata da carenza di calcio nell’organismo che viene recuperato dalle riserve ossee e muscolari per poter essere trasferito nel latte.

A cura della dott.ssa Katiuscia Camboni della Clinica Veterinaria Borgarello.

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