martedì 29 gennaio 2013

La pseudogravidanza nella cagna

La psudogravidanza nella cagna (conosciuta anche come gravidanza isterica) è una condizione che caratterizza la cagna alla fine del diestro (circa due mesi dopo il calore) dove si verifica uno sviluppo anomalo delle ghiandole mammarie con produzione di secreto da sieroso a latteo. Nei casi più eclatanti si hanno anche modificazioni del comportamento dove la cagna assume l’atteggiamento di una femmina gravida: si apparta, cerca il contatto con il proprietario, scava e protegge piccoli di altri animali o persino peluche o oggetti inanimati.
Dal punto di vista ormonale tale situazione si verifica nel momento in cui si ha un drastico abbassamento del tasso di progesterone ematico. A questo fa seguito un incremento del tasso ematico di estrogeni e prolattina. Il progesterone induce uno sviluppo del tessuto mammario, mentre la prolattina induce la produzione lattea.

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La prolattina nella cagna e nella gatta svolge importanti funzioni, quali mantenere il corpo luteo durante la seconda metà di gravidanza, produzione lattea, regolazione dell’interestro nella cagna, effetti benefici sulla ghiandola mammaria prima e dopo il parto nella gatta.
Qualsiasi riduzione improvvisa dei tassi di progesterone durante il diestro può indurre lattazione. In particolare gli eventi che possono determinare l’insorgenza di tale disturbo sono ovariectomia effettuata in fase diestrale, somministrazione di prostaglandine, trattamenti con antiprogestinici o trattamento progestinico prolungato.
Anche alcune condizioni patologiche possono favorire la comparsa di questa condizione, come ad esempio l’ipotiroidismo, tumori e cisti secernenti dell’ovaio.
La diagnosi si basa sull’osservazione dei sintomi clinici.
Nei casi di lieve entità può essere sufficiente allontanare i peluche dalla cagna e far indossare un collare elisabettiano per evitare il continuo lambimento delle mammelle.
Nei casi più difficili è necessario intervenire farmacologicamente per evitare l’insorgenza di una grave mastite.

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Esistono delle sostanze in grado di modificare i tassi ematici di prolattina (ormone responsabile dell’insorgenza di psudogravidanza). Queste sono la dopamina che inibisce in modo diretto la secrezione di prolattina da parte dell’ipofisi e la serotonina che ha invece un’azione stimolante. Se si desidera diminuire il tasso ematico di prolattina si hanno quindi due possibilità farmacologiche:
-farmaci con azione dopaminergica;
-farmaci con azione anti-serotoninergica.
FARMACI AD AZIONE DOPAMINERGICA

Sono i più efficaci e i principi utilizzati sono Cabergolina (5 µg/kg SID per OS per 5-10 gg) e Bromocriptina (10-30 µg/kg/die da dividere in due somministrazioni per 10-14 gg).
La Cabergolina è la molecola che possiede maggior specificità per i recettori D2 dopaminergici. Inoltre passando pochissimo la barriera emato-encefalica induce raramente vomito. Si è notato che trattamenti prolungati con questa sostanza inducono schiarimento revrsibile del mantello fulvo a causa dell’azione inibitoria sull’ormone melanocita-stimolante.
La Bromocriptina è una molecola umana più economica ma meno efficacie. Passa agevolmente la barriera emato-encefalica, quindi è maggiormente responsabile dell’effetto collaterale del vomito. Per minimizzare questo effetto si può ricorrere a somministrazioni progressive nell’alimento (primo giorno: 1/4 dose, secondo giorno: ½ dose, terzo giorno: dose normale).
FARMACI AD AZIONE ANTI-SEROTONINERGICA

L’unico farmaco riportato è la Metergolina (0,1 mg/kg BID per OS per 7-10 gg). Agisce per blocco post-sinaptico dei recettori della serotonina. Determina un calo veloce dei tassi di prolattina e viene considerato un principio attivo molto sicuro, ma si sconsiglia l’utilizzo nelle cagne nervose e agitate.
Per quanto riguarda la prognosi si consiglia l’ovariectomia come trattamento definitivo.
E’ importante verificare che la cagna abbia terminato la lattazione prima di effettuare il trattamento chirurgico, poiché si rischia di prolungarla. Dati recenti sembrano dimostrare che episodi prolungati e frequenti di pseudogravidanza possano aumentare il rischio di insorgenza di tumori mammari a causa della distensione esagerata degli acini mammari, l’ipossia cellulare, l’aumento dei radicali liberi ossidativi.
Questo aumento del rischio diventa significativo dopo tre episodi di psudogravidanza.
Pertanto si consiglia come trattamento di elezione l’ovariectomia.

A cura della dott.ssa Katiuscia Camboni della Clinica Veterinaria Borgarello.

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