venerdì 14 giugno 2013

Portare il gatto dal veterinario

 

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Andare dal dottore non piace quasi a nessuno, meno che mai al gatto, animale per natura indipendente, territoriale, ossessivamente sensibile agli odori e costantemente bisognoso di avere un totale controllo su ciò che gli sta intorno. Ecco spiegato perché per molti gatti (e padroni!) la visita dal veterinario risulta spesso un'esperienza decisamente stressante di cui, per altro, portano memoria a lungo.

Una corretta gestione del proprio animale presuppone, quantomeno, uno o due controlli sanitari annui: per evitare veri e propri “cataclismi” un primo e importante passo è quello di sensibilizzare ed informare il proprietario sull'importanza del suo ruolo prima, durante e dopo la visita dal veterinario. Esistono vere e proprie linee guida a riguardo (International Cat Care) da cui prendiamo spunto per dare qualche dritta utile e alla portata di qualsiasi possessore di gatto.

Un primo aiuto deriva dalla consapevolezza che il gatto è per natura estremamente sensibile agli odori: sfruttando questa caratteristica si suggerisce di riempire il trasportino, prima di metterci l'animale, con una coperta o quant'altro il gatto usa normalmente per coricarsi in casa. A questa si può poi aggiungere un indumento appartenente al membro della famiglia con cui va più d'accordo e di cui si fida di più. Per quelli che tendono a “sporcare” per la paura, va bene anche mettere un po' di sabbietta da lettiera.

 

Ricordate che il trasportino non dovrebbe essere un oggetto che compare soltatrasportinovetborgarellonto quando bisogna andare dal veterinario: meglio lasciarlo sempre a vista in casa, magari aperto con dentro qualcosa di familiare, anche un giochino. Bisognerebbe procurarsene uno solido, con poca visuale sull’esterno e dalla chiusura sicura; i più pratici sono quelli con apertura sul tetto, perché consente di porvi il gatto con maggior delicatezza. La grandezza è altresì importante: l'animale non deve rischiare di “rotolarci” dentro durante il trasporto, quindi non eccedere con le dimensioni!.

Quando è ora di “infilare” il gatto nel trasportino, se lo si vede “terrorizzato” dalla questione, levarglielo da sotto gli occhi. Poi, con calma e tono rassicurante, avvolgerlo in un asciugamano (ricordate la questione degli odori familiari?) e velocemente ma con delicatezza metterlo all'interno del trasportino.

Il viaggio in macchina è un momento altamente stressante e la prima e imres120_TR_casamobilecatprescindibile regola dovrebbe essere: mai lasciare il gatto libero in automobile!. Il trasportino va fissato bene , così da impedirne eccessivi movimenti; lo si può inoltre coprire con un asciugamano preso in casa per limitare la stimolazione visiva e per trasmettergli odori familiari. Bisogna cercare di non essere troppo “rumorosi”, il mondo esterno è già sufficientemente debilitante per un felino! e può essere d'aiuto provare a parlargli con tono rassicurante. Evitare, poi, di guidare come foste all'autodromo di Monza!.

All'arrivo in ambulatorio/clinica sollevare e maneggiare il trasportino con delicatezza, cercando di non farlo ciondolare qua e là e stando attenti a non  sbattere le portiere. In sala d'aspetto, se la struttura lo consente, l'ideale sarebbe trovare un posto lontano da eventuali altri pazienti, magari sollevato ci fossero dei cani. Nel caso di eccessivo sovraffollamento, meglio aspettare il proprio turno in macchina. Un'ottima consuetudine è quella di continuare a parlare al gatto con tono rassicurante in maniera tale da concentrare la sua attenzione su di voi.

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Una volta entrati in sala visita è sempre bene lasciar tranquillo il gatto per qualche minuto così da aiutarlo a “digerire” tante novità tutte insieme: buona consuetudine sarebbe iniziare a parlare col veterinario valutando cosa c'è da fare, ignorando temporaneamente l'animale. Quando è ora di tirar fuori il gatto dal trasportino si può provare semplicemente ad aprirlo per vedere se decide di uscire da solo. Nel caso in cui appaia particolarmente titubante o timoroso, meglio sollevarlo con delicatezza dall'alto, magari avvolto nella sua coperta, evitando di prenderlo dalla collottola. A seconda di cosa bisogna fare e della confidenza che il proprietario ha col proprio animale, si può aiutare il veterinario a tenerlo sul tavolo, sempre accompagnandolo con toni e gesti delicati e rassicuranti. Una volta finita la visita è bene consentirgli di rientrare nel trasportino, coprendolo e lasciandogli il tempo di ritornare ad uno stato di calma accettabile prima di intraprendere il viaggio di ritorno a casa.

A cura della dott.ssa Martina Chiapasco della Clinica Veterinaria Borgarello.

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