martedì 18 marzo 2014

La Cistinuria nel Cane

La cistinuria del cane è una malattia genetica autosomica recessiva caratterizzata dal difettoso riassorbimento di cistina e di altri aminoacidi dibasici a livello dei tubuli renali con conseguente formazione di calcoli a carico delle vie urinarie. La cistina è un aminoacido filtrato dal glomerulo e riassorbito per il 99-100% dal tubulo prossimale mediante un meccanismo di trasporto attivo. 

 
 
EZIOLOGIA E PATOGENESI
Si definisce “urolitiasi” la formazione nel tratto urinario di un sedimento costituito da uno o più cristalloidi scarsamente solubili. Il sedimento microscopico viene indicato col nome di “cristalli”, mentre i precipitati macroscopici di maggiori dimensioni sono detti “uroliti” o calcoli. L’urolitiasi è un problema comune nel cane. Gli uroliti si possono formare in qualsiasi punto del tratto urinario, anche se per la maggior parte si riscontrano nella vescica. I calcoli vengono generalmente definiti in base al tipo di minerali che contengono. I dati raccolti presso il College of Veterinary Medicine of the University of Minnesota hanno messo in evidenza come circa il 50% sia costituito da struvite, il 33% da ossalato di calcio, l’8% da urati, l’1% da silicati, l’1% da cistina ed il 7% sia di natura mista (il calcolo contiene meno del 70% di ogni tipo di minerale). Gli aggregati di cristalli costituiscono circa il 95% del peso del calcolo mentre la restante parte è rappresentata da una matrice organica formata da proteine e complessi mucoproteici. Negli animali affetti da cistinuria, oltre alla cistina, anche altri aminoacidi, definiti dibasici (cisteina – l’immediato precursore della cistina – glicina, ornitina, carnitina, arginina e lisina) vengono persi con le urine, senza che però ne derivino ulteriori specifiche conseguenze clinicamente evidenti. Nei cani cistinurici le concentrazioni plasmatiche di cistina sono normali, mentre possono risultare elevate quelle della metionina, un altro precursore della cistina. La cistina presente nel plasma viene liberamente filtrata dai glomeruli e, nei cani sani, è attivamente riassorbita dall’epitelio dei tubuli prossimali. La cistina è molto solubile nelle urine alcaline, per cui sarà necessaria la presenza di urine acide perché si formino suoi calcoli. Questi ultimi non compaiono in tutti i cani con cistinuria, fattore che costituisce pertanto una causa predisponente piuttosto che primaria.
 
SEGNALAMENTO
La cistinuria è una malattia conosciuta anche nell'uomo, dove viene suddivisa in due forme, tipo I e non-tipo I. Nella specie canina è stata riscontrata in diverse razze. Terranova, Bulldog, Bassotto, Bassethound, Yorkshire, Chihuahua, Mastini e Rottweiler sono le razze più predisposte alla calcolosi da cistina. Se il vostro cane appartiene ad una delle razze sopracitate…… I calcoli di cistina vengono riscontrati più frequentemente nei maschi (>90%) sia a causa della maggiore difficoltà ad espellere calcoli di una certa grandezza attraverso l'uretra maschile che, essendo delimitata dall'osso del pene, ha minore possibilità di espansione rispetto a quella della femmina, sia perché nelle femmine la presenza di cistinuria, oltre ad essere rara, è anche caratterizzata dall’assenza di urolitiasi. I calcoli di cistina, per ragioni ancora non note, tendono a non formarsi nei cani molto giovani, e la prevalenza decresce con l’aumentare dell’età. L’età media degli animali cistinurici è compresa tra i 3 ed i 6 anni.

 
 
CAUSE 
I cani cistinurici riassorbono una percentuale di cistina minore di quella filtrata dal glomerulo ed alcuni possono perfino avere una secrezione netta di cistina. La cistinuria è di solito l’unico segno rilevabile della loro perdita aminoacidica, a meno che non venga attuata una grave restrizione dell’assunzione di proteine. Inoltre, la presenza di condizioni favorevoli, come il pH acido dell'urina, porta la cistina ad organizzarsi prima in cristalli e poi in calcoli.
 
SINTOMATOLOGIA 
Il cane presenta disuria (alterazioni della produzione di urina), stranguria (difficoltà ad urinare) ed ematuria (presenza di sangue nelle urine).
 
TERAPIA
La terapia medica ha come obiettivo la riduzione della concentrazione della cistina nell’urina e l’aumento della sua solubilità.
La terapia medica comprende:

  • • dieta alcalinizzante a ridotto tenore proteico 
  • • aumento del volume urinario 
  • • alcalinizzazione dell’urina (pH intorno a 7,5) 
  • • somministrazione di farmaci 



Dieta calcololitica


La riduzione delle proteine della dieta può diminuire l’escrezione di cistina, tuttavia, il grado ottimale di restrizione proteica è controverso a causa dell’aumento del rischio di cardiomiopatia dilatativa associata a carenza di carnitina e riportato in cani cistinurici alimentati con diete low-protein. Pertanto alcuni autori consigliano di effettuare un’integrazione sia di carnitina sia di taurina nei cani cistinurici che consumano una dieta a ridotto tenore proteico. La dieta ideale è composta da cicli di 20 giorni con u/d (Hill’s) oppure Urinary u/c low purine (Royal canin) alternati a cicli di 30 giorni con s/d (Hill’s) per evitare la formazione di calcoli di ossalato di calcio.

Alcalinizzazione dell’urina

La solubilità della cistina dipende dal pH urinario ed è marcatamente superiore quando questo è pari a 7,5-7,8. L’alcalinizzazione dell’urina si può ottenere utilizzando una dieta alcalinizzante del commercio con contenuto proteico moderato o basso. Se il pH urinario non diviene sufficientemente alcalino con la sola terapia dietetica, si può ricorrere ad un’aggiunta di citrato di potassio o di bicarbonato di sodio per mantenerlo a circa 7,5. Questa operazione deve essere effettuata con cautela, dato che l’alcalinizzazione può essere un fattore di rischio per l’urolitiasi da fosfato di calcio.

Farmaci

Il farmaco più comunemente utilizzato nella terapia della cistinuria è la Tiopronina N-(2-mercaptopropionl)-glicina (2-MPG), alla dose di 20 mg/kg BID (due volte al giorno) per via orale. Le proprietà fondamentali del farmaco sono da ricondurre alla presenza nella molecola di un gruppo tiolico (SH) che, perdendo un idrogeno, può formare legami chimici con altre molecole. La Tiopronina rende la cistina più solubile permettendo la formazione di legami disulfurici tra il gruppo tiolico presente nella molecola e quello dell'aminoacido. Il composto si è dimostrato efficace per determinare la dissoluzione degli uroliti di cistina, in particolare quando viene utilizzato in associazione con una dieta calcololitica. Il tempo necessario per la dissoluzione varia da 1 a 3 mesi. Gli studi riguardanti l’uomo riportano una scarsa incidenza di effetti collaterali; sono stati descritti aggressività, miopatia, anemia e/o trombocitopenia risolte in seguito all’interruzione del trattamento. Va però sottolineato che i dati riguardanti la medicina veterinaria sono molto scarsi. La D-penicillamina è un vecchio farmaco che è stato utilizzato con una certa efficacia in passato, ma non viene più impiegato a causa di un numero inaccettabile di effetti indesiderati, come le frequenti reazioni di ipersensibilità. I farmaci a base di tioli e nello specifico a base di Tiopronina non sono attualmente disponibili in Italia e, con difficoltà, bisogna procurarli in Francia.

 
MONITORAGGIO
La dissoluzione degli uroliti va monitorata ad intervalli di 30 giorni mediante analisi dell’urina (pH, peso specifico, sedimento) e radiografie o ecografie in serie per valutare la localizzazione, il numero, le dimensioni, la radiopacità e la forma dei calcoli. Per gli uroliti radiotrasparenti possono essere indicati gli esami radiografici con mezzo di contrasto. La dieta calcololitica, la somministrazione di Tiopronina e l’eventuale terapia alcalinizzante devono continuare per almeno un mese dopo la scomparsa radiografica o ecografica degli uroliti.
 
PREVENZIONE
La terapia preventiva è importante perché la cistinuria è un difetto metabolico ereditario; per questa ragione nella maggior parte dei cani si hanno recidive entro 12 mesi dalla  rimozione chirurgica dei calcoli. Le recidive sono più probabili se il cane effettua l’escrezione di elevate quantità di cistina. Una dieta con contenuto proteico moderato o basso che promuove la formazione di urina alcalina può essere efficace per prevenire le recidive degli uroliti di cistina nei cani con cistinuria bassa o moderata. Se necessario, la terapia dietetica può essere associata a quella alcalinizzante per aumentare il pH urinario e prevenire l’urolitiasi di cistina. In alcuni cani, la gravità della cistinuria può diminuire con l’avanzare dell’età; di conseguenza, il dosaggio della 2-MPG può essere ridotto o persino sospeso.
 
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3 commenti:

  1. Salve io ho il mio cagnolino che soffre di questo problema.l'abbiamo fatto operare perché purtroppo si bloccava ogni 2 settimane,ha dovuto subire sull'intervento molto difficile e doloroso la vasectomia.alimentazione :/ Hills e antibiotico adesso.Però lui soffre ancora e gli devo dare sempre l' antibiotico.vorrei chiederle un consiglio.grazie mille

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  2. Salve il ho un bulldog con lo stesso problema e fino ad oggi era in cura assumenti acadione o captimer ma purtroppo questi farmaci non sono più reperibili voi potete aiutarci per questo problema o sapere un farmaco alternativo grazie mille

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  3. Buongiorno, purtroppo non sono a conoscenza di ulteriori terapie specifiche. Si potrebbe provare con l'erba spaccapietra, che funziona molto bene per la dissoluzione di diversi tipi di uroliti.

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