martedì 8 aprile 2014

Herpesvirus felino (II parte)

herpesvirus

Proseguiamo oggi il discorso sull' Herpesvirus felino (FHV-1), agente causale della rinotracheite infettiva felina, parlando di diagnosi e terapia.

La diagnosi di rinotracheite non può basarsi soltanto sulla sintomatologia poiché gli stessi segni clinici possono essere dovuti anche ad altri patogeni appartenenti al complesso URTD (Upper Respiratory Tract Disease). Risulta pertanto necessario ricorrere a test di laboratorio specifici finalizzati all'identificazione dell'FHV-1 quali: isolamento diretto del virus dalle cellule, immunofluorescenza indiretta (IFI) e metodiche di PCR.

tampone

L'isolamento del virus consiste nell'esecuzione di tamponi congiuntivali ed oro-faringei: questa metodica è di facile esecuzione ma può dare origine a risultati falsi-negativi qualora si raccolga materiale insufficiente o siano presenti anticorpi a livello di liquidi extracellulari che rallentano la replicazione del virus. L' IFI è un test eseguito a partire da strisci congiuntivali e/o orofaringei, molto sensibile nelle fasi acute di malattia, mentre risulta poco attendibile in forme cronicizzate. La diagnosi indiretta mediante ricerca di anticorpi è sconsigliata in corso di herpesvirosi per la natura ubiquitaria del virus, per i lunghi periodi di latenza e per la possibile interferenza delle routinarie vaccinazioni.

Il test d'elezione per la diagnosi di rinotracheite infettiva è indubbiamente la PCR, metodica di biologia molecolare ad alta sensibilità e specificità. Questa consiste nel ricercare l' FHV-DNA a partire da campioni congiuntivali, corneali, oro-faringei, sequestri corneali e sangue. I vantaggi derivano dal fatto che basta un'esigua quantità di materiale per rintracciare il DNA virale ed è un metodo di rapida esecuzione, sebbene richieda laboratori specializzati. Bisogna fare però attenzione all'interpretazione dei risultati positivi poiché la semplice presenza del virus non è sinonimo di malattia; in ogni caso aiuta ad identificare anche eventuali portatori sani (virus in fase latente). Un'altro fattore da tener presente è che la PCR riconosce anche i ceppi vaccinali di FHV, è quindi importante conoscere la data delle ultime vaccinazioni a cui è stato sottoposto il paziente.

Per quanto riguarda la terapia, questa dipende dalla gravità dei segni clinici in atto e mira sostanzialmente alla risoluzione dei sintomi più che all'eliminazione reale dell'agente eziologico. Non esistono, infatti, veri e propri agenti antivirali ad uso veterinario anche se l' Aciclovir e altri analoghi ad uso umano sono stati studiati contro FHV-1, risultando però altamente tossici nei felini se usati per via sistemica. Altro discorso è l'utilizzo di pomate oftalmiche antivirali in corso di cheratite erpetica: queste, in effetti, hanno mostrato una certa efficacia nella risoluzione dell'infezione oculare, in particolare l' idoxuridina allo 0,1-0,5% .

collirio

La presenza di gravi forme respiratorie e di ulcere dolorose portano spesso i gatti a non mangiare: la priorità, in questi casi, è reidratarli e supportarli a livello nutrizionale oltre ad intervenire con agenti decongestionanti le alte vie respiratorie o piccole dosi di cortisone. E poi importante utilizzare un antibiotico ad ampio spettro per prevenire infezioni batteriche secondarie. Nei gattini con forme acute potenzialmente mortali si può ricorrere all'utilizzo dell'interferone omega-felino, a cui l' FHV-1 sembra essere particolarmente sensibile proprio in fase di replicazione. Lo stesso farmaco, inoltre, può esser somministrato per via topica, diluendolo con lacrime artificiali, per curare le congiuntiviti. In alternativa si può scegliere l'interferone alpha-2B. Recenti studi hanno dimostrato la potenziale efficacia dell'L-lisina, antagonista dell'arginina necessaria per la replicazione virale, sia nelle forme acute che in quelle di riattivazione per ridurre la secrezione virale. Infine un farmaco molto efficace particolarmente nelle forme croniche è il famciclovir, profarmaco del penciclovir, un antivirale utilizzabile sia in corso di infezioni cutanee erpetiche che oculari.

Concludiamo ricordando che, data l'elevata morbilità del virus e la potenziale mortalità nei gattini, è sempre consigliabile sottoporre il proprio animale a regolari protocolli vaccinali.

A cura della dott.ssa Martina Chiapasco della Clinica Veterinaria Borgarello.

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