sabato 24 ottobre 2015

I tumori nel cane anziano

Nel corso degli ultimi trent’anni, il trattamento del cancro negli animali ha compiuto progressi considerevoli grazie a numerosi fattori significativi.
Il miglioramento dell’assistenza sanitaria per gli animali ha aumentato la durata della loro vita e pertanto ha aumentato anche la probabilità di contrarre il cancro. I proprietari inoltre sono più informati sulle scelte terapeutiche e si è assistito ad un notevole miglioramento nei successi terapeutici.
Molte neoplasie colpiscono più frequentemente animali di una certa età. La frequenza relativa delle neoplasie tende ad aumentare molto regolarmente con l’età dei pazienti.

i tumori nel cane anziano 1

La maggior parte delle neoplasie qualunque sia l’organo coinvolto primitivamente presenza questo indice di distribuzione in funzione dell’età dei pazienti. Soltanto il gruppo delle neoplasie linfoemopoietiche si sottrae a questo tipo di andamento. Infatti l’incidenza delle leucemie non linfoidi del cane, in particolare, è più elevata nei soggetti di età inferiore ai 2 anni rispetto a quelli più anziani.
Se il rischio tumorale globale aumenta con l’avanzare dell’età, la percentuale di neoplasie maligne è significativamente superiore a quella delle forme benigne a partire dai 7 anni di età in su.
Si può quindi affermare con sicurezza che le neoplasie sono patologie tipiche del cane anziano.
Questo si spiega con il fatto che l’aumento della durata della vita prolunga anche il tempo di esposizione di ogni singolo soggetto agli agenti oncogeni responsabili di quelle alterazioni del genoma cellulare che sono alla base della nascita di una cellula neoplastica.
Nel cane non si conoscono neoplasie di sicura eziologia virale, ma è probabile che questi fattori oncogeni svolgono un ruolo importante nello sviluppo dei processi neoplastici in questa specie animale.
Tra gli agenti estrinseci che conosciamo meglio figurano i raggi ultravioletti per quanto riguarda alcuni tipi di tumore cutaneo. Per quanto riguarda tumori alla vescica e oro-faringei si è notato un aumento dee casi nelle zone particolarmente industrializzate.
Anche gli ormoni hanno un ruolo determinante, sono infatti i diretti responsabili dell’insorgenza di tumori mammari e delle ghiandole circumanali soprattutto nel cane maschio.
In oncologia la precocità della diagnosi è un fattore determinante ai fini prognostici.
Per questo motivo è importante sottoporre il paziente anziano a controlli periodici che prevedano una visita accurata e degli esami più approfonditi.
L’esame fisico si usa per identificare la presenza di masse evidenti a carico dell’apparato tegumentario, o a carico dell’addome tramite esame palpatorio.
Dopo un attento esame fisico sarà necessario eseguire esami del sangue completi e analisi delle urine.
Inoltre è bene eseguire delle radiografie toraciche per rilevare la presenza di metastasi polmonari. Le radiografie toraciche dovranno essere eseguite nelle tre proiezioni canoniche: latero-laterale destra, latero-laterale sinistra e dorso-ventarle o ventro-dorsale per evitare di lasciarsi sfuggire lesioni metastatiche.
L’ecografia inoltre è utile per ottenere immagini dei visceri addominali. E’ in grado di determinare con precisione la natura parenchimale di una massa la vicinanza del tumore ai grandi vasi e valutare la presenza di metastasi intraddominali ai linfonodi o agli organi. E’ poi possibile utilizzarla per guidare l’ago-aspirato con ago sottile o le procedure bioptiche minimamente invasive.

i tumori nel cane anziano

In medicina veterinaria la prognosi di molte forme tumorali resta purtroppo infausta proprio per il fatto che le neoplasie vengono diagnosticate quando ormai hanno raggiunto uno stadio clinico troppo avanzato.
A parte la diagnosi della neoplasia in se, la medicina preventiva applicata all’oncologia prevede la conoscenza e la prevenzione di altri fattori di rischio che ormai sono sconosciuti bene, come nel caso della sterilizzazione precoce nella cagna per la prevenzione dei tumori mammari.
Anche le dimensioni della massa influenzano la prognosi. Infatti per quanto riguarda i tumori mammari della gatta, più sono di grandi dimensioni e minore sarà il tempo di sopravvivenza.
E la stessa teoria è applicabile ai fibrosarcomi nel gatto.
Per questo motivo nella specie felina si consiglia sempre l’asportazione di qualsiasi massa rilevata anche se di piccole dimensioni.

Molti proprietari esitano quando si tratta di fare operare il proprio animale visto che è anziano. Bisogna insistere allora su due aspetti importanti:
1: il rischio di un incidente operatorio durante l’anestesia dipende più dalla durata di quest’ultima e dalle condizioni cliniche del paziente. Quindi è preferibile operare un cane anziano quando le sue condizioni cliniche sono buone.
2: in chirurgia veterinaria in anestesia si sono compiuti notevoli passi avanti sia per quanto riguarda nuove molecole e più moderni protocolli di somministrazione sia per quanto riguarda il monitoraggio e le tecniche di rianimazione.
Un certo numero di neoplasie può essere associato ad una serie di scompensi biologici che possono allora orientare il veterinario verso una diagnosi di tumore.
Queste anomalie biologiche correlate allo sviluppo della massa neoplastica rientrano nella nozione di sindrome paraneoplastica. Con questo termine si intende definire quell’insieme di squilibri del metabolismo causati dalla crescita nell’organismo di una neoplasia ma non direttamente provocati dalla massa neoformata o dalle sue metastasi.

i tumori nel cane anziano 2

Il veterinario deve poter proporre al proprietario un iter diagnostico ma anche terapeutico adeguato al tipo di problema del soggetto. Il ruolo del professionista è quello di informare il cliente sulla natura dell’affezione morbosa, sulla sua possibile evoluzione naturale e sulle possibilità terapeutiche esistenti. Egli svolgerà il suo compito senza omettere i vari rischi possibili, compresi quelli legati all’età avanzata dell’animale. Di fronte ad un paziente che ha ormai raggiunto o addirittura superato la speranza media di vita tipica della sua specie, si dovrà insistere sull’imperativo categorico di tutelare il più possibile la qualità di vita del soggetto.

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