martedì 22 marzo 2016

I calori atipici nella cagna


E’ possibile che nella vita di una cagna alcuni calori si verifichino con tempistiche o modalità anomale.
Questo non significa che il soggetto sia affetto da patologie riproduttive o non sia fertile. Se questi calori anomali si verificano con una certa frequenza allora sarà opportuno programmare una serie di indagini diagnostiche per valutare la fertilità della paziente ed assicurarsi che sia tutto nella norma.
Tra i calori anomali più frequenti ricordiamo i calori silenti e i falsi calori.


Calori silenti.
I calori silenti sono caratterizzati dalla presenza di attività ovarica in assenza di manifestazioni cliniche e comportamentali tipiche della fase estrale.
Quindi la cagna è a tutti gli effetti in calore senza però mostrare i tipici segni del calore. E’ possibile infatti non accorgersi dell’accaduto.
In una cagna impubere non è facile differenziare un calore silente da un calore poco manifesto però ci sono alcuni segni che possiamo valutare per stabilire se una cagna è in estro o meno anche senza i classici segni.
Inizialmente si devono valutare le dimensioni della vulva: questa in una cagna impubere si presenta di piccole dimensioni, e con posizione alta rispetto ad una cagna con calori silenti dove le dimensioni della vulva sono decisamente maggiori .
Sarà inoltre importante effettuare prelievi ematici per valutare la presenza o meno di attività ovarica (assente nella cagna impubere).
Nelle cagne adulte invece questi calori sono infrequenti e comunque solo occasionali, e comportano un anestro prolungato. Il proprietario spesso avrà l’impressione che la cagna abbia “saltato un calore”.
Nelle cagne anziane che hanno più di dieci anni i segni clinici dell’estro possono passare inosservati, ma non si parla di un vero e proprio calore silente.
Falsi calori.
I cosiddetti falsi calori o “split-heats” possono verificarsi nelle giovani femmine in seguito al raggiungimento della pubertà.
Inizialmente presentano un calore normale anche accompagnato da perdite ematiche vulvari per circa 3-10 giorni. Accettano il maschio, poi però il calore si interrompe bruscamente. Nella maggior parte dei casi l’ovulazione non avviene.
Dopo qualche giorno o settimana si possono osservare nuovamente le manifestazioni cliniche dell’estro questa volta associate all’ovulazione.
Questo fenomeno fortunatamente non interferisce con la fertilità e tende a scomparire dopo i 2 anni di vita della cagna.
Esistono poi altri tipi di calore che sono segno di patologie in atto, e tra questi rientrano i calori persistenti.
Calori persistenti.
La presenza di un calore protratto oltre il mese con intervallo interestro breve (inferiore ai quattro mesi), con infertilità e segni dermatologici tipo alopecia, deve quasi sempre far pensare a fenomeni patologici di tipo riproduttivo.
I segni suddetti possono essere conseguenza della presenza di cisti ovariche di tipo follicolare.
Le cisti ovariche sono definite come follicoli anovulatori persistenti a livello ovarico.
Si distinguono in follicolari, luteali e miste. Esistono anche le cisti paraovariche che sono però asintomatiche.

Le cisti follicolari presentano dimensioni, numero e caratteristiche diverse e colpiscono le cagne di qualsiasi età. Sono costituite da una sottile parete e contengono liquido sieroso.
Per la diagnosi il metodo più immediato è l’ecografia dell’ovaio dove si evidenziano delle strutture tondeggianti anecogene.
E’ possibile eseguire dosaggio ormonale di estrogeni ma questo non è un dato attendibile.
La citologia vaginale permette di identificare la fase estrogenica.
Il trattamento medico (con hCG) è sconsigliato ed è spesso un tentativo fallimentare poiché è spesso causa dell’insorgenza di piometra.
Ad oggi il trattamento di elezione consiste nell’ovariectomia per le cagne non destinate alla riproduzione oppure asportazione della sola cisti oppure ovariectomia unilaterale per le cagne destinate alla riproduzione laddove la cisti sia unilaterale e recidivante.
Le cisti luteali invece determinano anestro patologico talvolta associato a piometra.
Queste spesso sono unilaterali e singole.
Si diagnosticano ecograficamente dove si presentano come strutture tondeggianti ipoecogene con parete inspessita.
Il dosaggio del progesterone permette di fare diagnosi.
Il trattamento medico consiste nella somministrazione ripetuta di prostaglandine PGF2a e dosaggio della progesteronemia per verificare che ritorni a livelli basali.

Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.




Bookmark and Share

3 commenti:

  1. Buongiorno,
    Mi chiamo Francesca e sono una studentessa di veterinaria. Stavo leggendo i vostri articoli, e li ho trovati molto puntuali, interessanti ed esplicativi. Leggendo l'articolo riguardo la raccolta del seme, mi si è posta una domanda...nel caso non ci fosse una femmina in calore disponibile, come si può eccitare il maschio per la raccolta del seme?
    Grazie

    Francesca

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buingiorno,dunque per la raccolta del seme, alcuni stalloni sono talmente abituati alla raccolta del seme che non hanno bisogno di nessun ausilio per la fase di eccitamento. Basta infatti iniziare direttamente con la stimolazione manuale.
      Tuttavia talvolta si possono utilizzare dei feromoni che si possono acquistare presso ditte specializzate e realizzati apposta. Oppure può essere molto utile utilizzare dei tamponi vaginali di femmine in calore e conservati in freezer all'interno di bustine di plastica. All'occorrenza si prelevano dal freezer, si estraggono dalla bustina di plastica e si possono far annusare allo stallone durante la pratica.
      Io personalmente li utilizzo spesso e posso garantirne il funzionamento.

      Elimina
    2. Dott.ssa Katiuscia Camboni

      Elimina

Related Posts with Thumbnails

Ultimi 10 articoli pubblicati

Gli autori degli articoli



Inserisci il nostro link nel tuo sito: