martedì 16 agosto 2016

Cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro del boxer e del bulldog inglese

La cardiomiopatia aritmogena del Boxer è una patologia ereditaria del ritmo cardiaco che viene trasmessa con carattere autosomico dominante. 
La patologia nel cane di razza Boxer è caratterizzata da anormalità del miocardio atriale e ventricolare con particolare coinvolgimento della parete libera del ventricolo destro.


Queste anomalie istopatologiche consistono in variazioni della dimensione delle miofibrille, perdita di miofibrille, fibrosi ed infiltrazione adiposa. 
I soggetti di razza Boxer affetti da miocardiopatia aritmogena del ventricolo destro possono essere suddivisi in tre gruppi che rispettivamente presentano le seguenti caratteristiche cliniche: in una parte di soggetti che non presenta sintomi si rilevano disturbi del ritmo ventricolare quali battiti ectopici ventricolari prematuri o lembi di tachicardia ventricolare. 


Un'altra parte di soggetti presenta episodi di natura sincopale aritmica secondari a tachicardia ventricolare sostenuta oppure morte cardiaca improvvisa secondaria alla degenerazione di un episodio di tachicardia ventricolare in fibrillazione ventricolare.
Un ultimo gruppo di soggetti presenta invece segni riferibili a insufficienza cardiaca secondaria ad ipocinesia del miocardio ventricolare destro e spesso sinistra.
Le caratteristiche elettrocardiografiche dei disturbi del ritmo ventricolare tipici della cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro consistono in battiti ectopici ventricolari prematuri isolati od organizzati in coppie, triplette, o lembi di tachicardia ventricolare monomorfa non sostenuta, iterativa o parossistica. 



La cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro nel cane di razza Bulldog Inglese assume carattere segmentale, ossia le alterazioni istopatologiche sono confinate alla zona  del tratto di efflusso del ventricolo destro.

Ne consegue che i soggetti di questa razza spesso non mostrano i segni di insufficienza cardiaca congestizia destra , ma shock cardiogeno ipocontrattile secondario all'insorgenza di tachicardie ventricolari monomorfe a carattere incessante.

Oltre all' ecocardiografia, le indagini complementari sono annoverati oltre il monitoraggio Holter e dell'elettrocardiogramma ad alta risoluzione, la titolazione del BNP della troponina I, angiografia, risonanza magnetica nucleare, studio elettrofisiologico e biopsia endomiocardica.


La terapia farmacologica è diretta al controllo delle aritmie ventricolari con sotalolo e la terapia per insufficienza cardiaca congestizia.







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