martedì 13 settembre 2016

Patologie nasali e rino-faringee nel gatto

Le patologie nasali e rino-faringee nel gatto annoverano qualsiasi condizione che colpisca le alte vie respiratorie dalle narici al nasofaringe. Esiste un’ampia gamma di cause inducenti malattia nasofaringea: infettive (virus, batteri, funghi, parassiti), infiammatorie (rinosinusiti croniche, allergiche, polipi infiammatori), neoplastiche (linfoma, adenocarcinoma,sarcoma), corpi estranei, vascolari (epistassi es ipertensione o trombocitopenia), traumatiche, congenite (fessurazioni palatine, brachicefalia) e, ancora, condizioni particolari quali: stenosi nasali o nasofaringee, fistole orali.


Un approccio corretto alle patologie naso faringee presuppone un’attenta valutazione del segnalamento, dell’anamnesi e dell’esame clinico. Per quanto riguarda il segnalamento, l’età gioca un ruolo importante: soggetti giovani vanno frequentemente incontro a forme infettive, invece nei soggetti anziani con scolo e sternuti si tende a dare priorità alle forme neoplastiche. L’anamnesi (ambiente, stile di vita, presenza di altri animali, stato vaccinale, pregresse patologie, modalità di insorgenza e progressione dei sintomi, precedenti terapie) è un altro tassello fondamentale dell’iter diagnostico ancora di più se associato al segnalamento. Esempi possono essere scolo e sternuti in animali giovani successivi a contatto con altri gatti, che orientano verso forme infettive; insorgenza in seguito a vomito e rigurgito che fanno ipotizzare patologie ab ingestis; stertore a distanza di giorni o settimane da episodi di rinotracheite portano ad ipotizzare stenosi rinofaringee.

La visita clinica prende in considerazione la valutazione dei sintomi, l’esplorazione del cavo orale comprensiva della valutazione dentale, l’auscultazione del torace e la palpazione addominale. I segni clinici legati a patologie delle alte vie respiratorie sono piuttosto aspecifici, ma aiutano a localizzare il problema. Scolo nasale, sternuti,  epistassi o epifora indicano di solito problematiche nasali mentre  stertore e disfagia orientano più verso il rinofaringe. Deformità a livello facciale possono indicare riniti croniche o fungine o neoplasie. 


Altrettanto importante è valutare la presenza di sintomi concomitanti, legati a localizzazioni differenti dalle alte vie aeree, ma correlabili ad esse: vomito, rigurgito o dimagramento mettono in relazione con l’apparato gastroenterico. Dispnea e tosse portano a pensare a una patologia diffusa a tutto l’apparato respiratorio; polipi nel rinofaringe sono frequentemente associati a polipi dell’orecchio esterno/medio con pazienti che manifestano stertore, scolo nasale, otite esterna o vestibulopatia. La rinoraggia (scolo di sangue dal naso) è più probabile in corso di patologie neoplastiche o micotiche oppure in gravi forme infettive batteriche in soggetti già debilitati. Lo stertore è associabile ad alterazioni del diametro delle vie aeree quali stenosi o polipi rinofaringei.

Per quanto riguarda la diagnosi di affezioni nasali e rino-faringee, un minimum database (profilo emato-biochimico, esame delle urine e delle feci) raramente fornisce riscontri illuminanti ma rappresenta comunque un approccio corretto, specialmente in soggetti anziani, per valutare le condizioni generali del soggetto; anche l’indagine sullo stato retrovirale (leucemia felina e immunodeficienza felina) risulta importante soprattutto in chiave prognostica. In presenza di epistassi (fuoriuscita di sangue dal naso) è suggeribile procedere con la misurazione della pressione sistemica e della coagulazione, a maggior ragion se si pianifica una rinoscopia. Se si sospetta una forma infettiva, i tamponi nasali seguiti da una PCR possono essere di ausilio diagnostico (calicivirus, herpesvirus, bordetella b., mycoplasmosi), stando molto attenti all’interpretazione dei risultati insufficienti, da soli, a far diagnosi eziologica certa.


La diagnostica per immagini viene frequentemente utilizzata in seconda battuta, dopo terapia medica ex juvantibus, perché necessita di anestesia generale al fine di ottenere un corretto posizionamento del paziente. Lo studio radiografico, in particolare, deve comprendere almeno una proiezione latero-laterale standard ed una dorso ventrale insieme a quelle mirate all’area da indagare. E’ suggeribile eseguire radiografie prima di eventuali lavaggi nasali o rinoscopia e relativi prelievi bioptici, poiché tali indagini potrebbero falsare l’interpretazione radiologica. La tomografia computerizzata (TAC) offre immagini e dettagli ancora più precisi della radiologia, in particolare a livello di turbinati. Infine, laddove la terapia medica fallisca o se si sospettano forme neoplastiche o nei casi in cui lo stertore rappresenti il sintomo principale, l’esame endoscopico del rino-faringe con contestuale prelievo bioptico risulta imprescindibile ai fini diagnostici.



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