martedì 7 marzo 2017

Embolo Fibrocartilagineo nel Cane: una Causa di Paralisi Acuta

La principale causa di infarto del midollo spinale nel cane è l’embolia fibrocartilaginea (FCE), patologia ad insorgenza acuta caratterizzata da ischemia di un settore della vascolarizzazione del midollo spinale.

L’infarto acuto e la necrosi ischemica possono insorgere come conseguenza della localizzazione di un embolo, che può avere origini diverse (trombo, metastasi tumorale, embolo settico ed embolo fibrocartilagineo), nelle piccolissime arterie e vene che si distribuiscono al parenchima del midollo spinale. Questo fenomeno, sempre acutissimo e non progressivo, può colpire qualsiasi distretto del midollo spinale ed esitare in paresi o paralisi acuta.

Nella maggior parte dei casi il materiale fibrocartilagineo che costituisce l’embolo sembra avere origine dal nucleo polposo del disco intervertebrale.

embolia-fibrocartilaginea-cane

La causa di questa patologia è ancora sconosciuta, e vi è disaccordo fra vari Autori su come questo materiale possa raggiungere i vasi sanguigni del midollo spinale.

L’embolia fibrocartilaginea è maggiormente frequente nei cani appartenenti a razze di media o grossa taglia, ma è stata descritta anche in cani di piccole dimensioni, soprattutto Schnauzer nano, ed in qualche gatto. La maggior parte dei cani colpiti è di media età, generalmente fra i 3 ed i 7 anni; non esiste predisposizione di sesso.

L’insorgenza dei segni neurologici è estremamente improvvisa, spesso si ha un notevole aggravamento nelle prime 2-6 ore dalla comparsa dei segni clinici. Nella metà dei casi l’embolo insorge immediatamente dopo un trauma di lieve entità oppure durante l’esercizio fisico.

L’esame neurologico consente di localizzare una lesione focale al midollo spinale.

I deficit osservati dipendono dalla regione midollare colpita e dalla gravità del coinvolgimento delle strutture nervose: la disfunzione neurologica può essere quindi lieve o grave.

E’ comune la presenza di lesioni asimmetriche, con il lato destro o sinistro colpiti in misura differente. Al momento dell’insorgenza dei segni clinici gli animali si lamentano come se provassero dolore, che tende però a scomparire nell’arco di 2-6 ore. Per questo motivo nella maggior parte dei casi il paziente non manifesta dolore nel corso della visita neurologica, neppure in seguito alla manipolazione della colonna vertebrale.

L’embolo fibrocartilagineo viene sospettato sulla base della visita clinica; per poter effettuare una diagnosi corretta è però necessario escludere la presenza di altre patologie che coinvolgono il midollo spinale come le ernie discali, i traumi, le discospondiliti.

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La diagnosi può essere formulata soltanto per esclusione delle patologie midollari acute di tipo compressivo ed infiammatorio. Per poter emettere il sospetto diagnostico di embolia fibrocartilaginea occorre quindi eseguire un iter diagnostico che comprenda radiografie della colonna vertebrale seguite da Risonanza Magnetica, a volte associata a prelievo di liquido cefalorachidiano.

La prognosi relativa alla guarigione è migliore in caso di presenza di dolore profondo, aumento del tono muscolare degli arti colpiti e riflessi spinali aumentati rispetto ai casi in cui l’animale presenta riduzione del tono muscolare e dei riflessi spinali.

Il trattamento consiste nell’adozione di misure di sostegno aspecifiche e alle cure infermieristiche volte ad evitare le complicazioni legate alla mole dei soggetti colpiti (piaghe da decubito,infezioni vescicali, atrofia muscolare). La maggior parte dei miglioramenti clinici avviene spontaneamente entro 7-10 giorni dall’insorgenza della malattia, anche se possono essere necessarie 6-8 settimane per un completo recupero funzionale. Se non si osserva nessun progresso entro 21 giorni è improbabile che possa seguire un miglioramento.

L’ottenimento di una diagnosi corretta è fondamentale per poter gestire al meglio il caso: se per l’embolia fibrocartilaginea bisogna solo attendere la risoluzione della patologia, per altre malattie che provocano paralisi la tempestività d’azione è invece determinante.

Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello.


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2 commenti:

  1. Salve io ho un chihuahua di 2 anni e mezzo. Due fiorni fa mi sono accorta che non cammimava bene si trascinava la zampetta posteriore destra e camminava sul piede piegato. Son corsa dal veterinario e mi hanno mandata da un veterinario neurologo, di cui ha supposto due teorie ernia del disco e malattia vascolare ( molto provabile) dice. Ma ha consigliato di tenerlo a riposo e fargli far fisioterapia a casa. Con un integratore. Cosa mi consigliate di fare oltre a questo?

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  2. Gli aspetti più da valutare sono la presenza o meno di dolore e l'evoluzione dei sintomi clinici nell'arco di qualche giorno.
    Per maggiori informazioni Le consiglio di contattarci telefonicamente allo 0116471100

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