mercoledì 23 agosto 2017

I versamenti cavitari

Con il termine di “versamento cavitario” si intende un’anomala raccolta di liquidi in una cavità corporea. Nel cane e nel gatto le sedi più comuni di versamento sono rappresentate dalle cavità pleurica, peritoneale e pericardica. Le cavità normalmente contengono piccole quantità di liquido, in misura variabile a seconda della taglia dell’animale e comunque nell’ordine di pochi millilitri. Questo fluido ha la funzione di lubrificare la cavità, permettendo così i movimenti degli organi contenuti, evitando che si creino attriti tra i visceri stessi o tra i visceri e la parete della cavità, e ha funzione di nutrimento nei confronti delle cellule degli strati superficiali della parete cavitaria. Il meccanismo di formazione del liquido è basato sulla filtrazione di una parte del sangue (plasma) attraverso le pareti dei capillari che si trovano strettamente a contatto con la cavità.

La filtrazione avviene grazie al mantenimento di un equilibrio tra due forze pressorie:

  • la pressione idrostatica (PI) interna al vaso che viene mantenuta dal liquido presente in esso. Si tratta della forza che tende a far fuoriuscire il fluido.
  • la pressione oncotica (PO) che è esercitata da macromolecole presenti nel plasma (proteine di diverso peso molecolare). Questa forza pressoria tende a richiamare il fluido.

In condizioni normali queste due forze si oppongono tra di loro e permettono la formazione di soli pochi millilitri di liquido, mentre se una delle due è alterata si crea uno squilibrio che porterà alla formazione di un versamento cavitario. Più di rado, è possibile che si formino anche per rottura di organi interni (vescica, cistifellea, vasi, ecc.).

Classificazione:

La classificazione dei versamenti prevede la suddivisione in tre categorie principali:

  • Trasudato: liquido quasi del tutto acellulare, contenente sali ed elettroliti, povero di proteine e dal peso specifico basso. Esso si forma nel momento in cui la pressione oncotica si riduce e di conseguenza diminuisce la capacità dei capillari di trattenere liquido al loro interno, mentre non viene alterata la permeabilità della parete dei vasi.
  • Trasudato modificato: liquido contente più cellule e proteine rispetto al precedente e con un peso specifico maggiore. Esso si forma quando la pressione idrostatica aumenta, perciò sangue e/o linfa non vengono drenati provocando così la fuoriuscita di liquido.
  • Essudato: liquido ad alta concentrazione proteica, contenente cellule in quantità variabile ed alto peso specifico.

Esso si forma a causa di una lesione diretta sul vaso o per azione di sostanze che vengono liberate quando vi è un processo infiammatorio in atto. In ogni caso il meccanismo che porta alla fuoriuscita di fluido è un’alterazione della permeabilità del vaso.

i versamenti cavitari

Drenaggio:

Drenare un versamento significa aspirarlo dalla cavità nella quale si è formato. Questa procedura, effettuata dal medico veterinario, ha sempre una duplice funzione: terapeutica e diagnostica. Fisiologicamente, infatti, qualunque sia la cavità in questione non dovrebbero essere presenti più di alcuni millilitri. L’animale può, pertanto, manifestare sintomi variabili, da un lieve disagio fino ad una situazione che richiede un intervento d’urgenza. In seguito il liquido verrà analizzato, dando così importanti informazioni per giungere a una diagnosi circa la patologia che affligge il nostro amico a quattro zampe. Per il drenaggio è sempre meglio utilizzare aghi di piccole dimensioni (ad esempio aghi butterfly) per evitare di ledere organi circostanti e per evitare piccole emorragie. Inoltre il prelievo ecoguidato è sempre preferibile a quello “alla cieca”.

versamenti cavitari

Analisi del versamento:

L’analisi del versamento prevede una serie di passaggi che forniscono informazioni importanti sulla natura del liquido raccolto:

  • valutazione macroscopica del campione: volume, colore, trasparenza/torbidità, viscosità e odore
  • valutazione microscopica delle cellule in esso presenti e del loro conteggio
  • misurazione delle proteine e del peso specifico
  • eventuali analisi biochimiche

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