mercoledì 7 febbraio 2018

L’esame delle urine: i cristalli

Un esame delle urine per essere definito completo e attendibile deve comprendere, oltre all’esame fisico e chimico, la valutazione del sedimento urinario e di conseguenza dei cristalli che possono essere presenti. Con il termine sedimento urinario si intende la porzione corpuscolata dell’urina che si deposita sul fondo della provetta in seguito a centrifugazione.

I cristalli sono normali costituenti dell’urina; la loro formazione dipende soprattutto dal pH urinario, dalla temperatura e modalità di conservazione del campione e dalla concentrazione delle urine. Tuttavia certi tipi di cristalli, oppure un numero elevato di essi possono assumere un significato patologico. Alcuni di essi, ad esempio, si formano in seguito a patologie che inducono la produzione di metaboliti secreti nelle urine, che formano cristalli precipitando insieme ad altri elementi di origine renale, altri sono indice di calcoli urinari.

Vediamo adesso insieme le principali tipologie e il loro significato:

  • Struvite (fosfato triplo): si trovano nelle urine con pH alcalino o lievemente acido. Presentano un tipico aspetto definito a “coperchio di bara”, appaiono come prismi con lati ed estremità appiattite. I cristalli di struvite si riscontrano spesso in pazienti affetti da infezioni del tratto urinario da stafilococco o con calcoli vescicali o renali. In questi casi si registra una concomitante reazione infiammatoria e un aumento del numero di globuli bianchi valutabili nel sedimento urinario.

esame urine cristalli

  • Ossalato di calcio: possono presentarsi sotto due diverse forme ovvero ossalato diidrato ed ossalato monoidrato. I primi hanno forma definita a “busta di lettera”, piccoli e quadrati. Sono caratteristici di urine acide o neutre e in piccole quantità si riscontrano in urine di cani sani. Un numero elevato indica che il soggetto è fortemente a rischio di sviluppare calcoli. La seconda forma è caratterizzata da strutture piatte ed allungate con estremità appuntite. In caso di avvelenamento da glicole etilenico (anticongelante) i pazienti presentano spesso un elevato numero di cristalli di ossalato di calcio nelle urine, specie nella forma monoidrato.

cristalli esame urine (2)

  • Fosfato amorfo: questi cristalli si trovano comunemente nelle urine e appaiono in forma di precipitato granulare amorfo, ovvero senza una precisa forma. Anche se presenti in grandi quantità non hanno significato clinico.
  • Urato d’ammonio: sono di colore marrone scuro, di forma rotondeggiante e con protrusioni irregolari. Sono un reperto frequente in pazienti affetti da patologie epatiche, soprattutto in quelli con shunt-portosistemici. Solamente nei cani di razza Dalmata questi cristalli non hanno un significato patologico in quanto essi presentano un’alterazione congenita del metabolismo delle purine (basi azotate) che quindi si accumulano dando origine ai cristalli.
  • Bilirubina: questi cristalli sono simili ad aghi di colore giallo- brunastro. Si osservano nelle urine molto concentrate di cani sani ma, se il loro numero è elevato, dovrebbero indurre il sospetto di un disturbo del metabolismo della bilirubina.
  • Cistina: sono esagonali, incolori, simili a lamine piatte. Non si riscontrano in soggetti sani ma in quelli affetti da una disfunzione metabolica (cistinuria), ovvero un difetto metabolico che interessa il trasporto della cistina e di altri aminoacidi attraverso i tubuli renali. Questi animali sono soggetti alla formazione di uroliti di cistina, essendo questa l’unica manifestazione clinica della
  • Xantina: sono cristalli sferici giallo-marroni che si formano in seguito alla terapia con allopurinolo, uno dei farmaci che in medicina veterinaria viene utilizzato per controllare il decorso della Leishmania.
  • Colesterolo: sono strutture piatte, voluminose e con angoli retti ben definiti. La loro presenza nel sedimento urinario non è frequente e non chiaro il significato di tale riscontro. Possono comparire in seguito ad emorragie del tratto urinario o malattie degenerative.

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