Come si ottiene il PRP nel cane e nel gatto?

Il PRP si ottiene con un semplice prelievo di sangue venoso simile a quello che si ottiene con una normale analisi del sangue. Il sangue viene poi, con apposita strumentazione ed in totale sterilità, centrifugato e filtrato fino ad ottenere un’ elevata selezione e separazione delle varie componenti corpuscolate e del plasma.

Si distinguono due grosse categorie di PRP: quello puro o a basso contenuto di leucociti (P-PRP) e il leucocyte and platelet rich plasma (L-PRP), contenente invece tutto il buffy coat e residui di eritrociti.

Il PRP, anche nella medicina veterinaria, può essere preparato sottoforma di gel, quindi più maneggevole, e risulta efficace nel ridurre il sanguinamento postoperatorio e nel favorire la guarigione dei tessuti molli, stabilizzare gli innesti ossei (ai quali infatti viene spesso accoppiato) e indurne la vascolarizzazione.

Qual è la differenza tra il prp e le cellule staminali?

Per capire la reale utilità di queste sostanze (fattori di crescita del prp) è importante ricordare che esse agiscono solo modulando e stimolando un processo naturale di guarigione a differenza delle cellule staminali che sono direttamente responsabili della guarigione stessa. Di qui l’importanza della sede dove vengono iniettate i fattori di crescita. Per agire infatti, i fattori di crescita, devono essere iniettati in un tessuto ricco di vascolarizzazione dove hanno modo di diffondersi e di esercitare il loro ruolo di richiamo e modulazione delle cellule proposte alla guarigione. Le cellule stimolate dal PRP rilasciano fattori di crescita che richiamano le cellule staminali. Queste ultime a loro volta avviano la rigenerazione dei tessuti. Si tratta di un biostimolatore naturale perché deriva da sangue autologo, cioè prelevato e reimmesso nello stesso paziente, in questo modo si evita ogni forma di allergia.

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Cosa si può curare con il PRP?

-Lesioni cutanee: La storia del trattamento con gel piastrinico autologo rivela che i primi utilizzatori sono stati i chirurghi plastici per stimolare la rigenerazione tissutale e la guarigione di ulcere cutanee.

-Procedure cosmetiche: recentemente è stato introdotto l’utilizzo del prp per i trattamenti estetici antirughe.

-Implantolgia odontoiatrica: è stato impiegato dagli odontoiatri nella chirurgia implantologica e nel riempimento di deficit ossei.

-Ricrescita dei capelli: utilizzato dai dermatologi, in quanto gli studi evidenziano una capacità del PRP di stimolare la vascolarizzazione e la formazione di nuovi vasi a livello del follicolo con una concomitante stimolazione del capello a passare in fase anagen (la fase di crescita) e a rimanervi più a lungo, il tutto grazie all’attivazione di particolari vie di stimolo alla proliferazione e alla differenziazione cellulare (Wnt beta catenine, protein kinasi) esercitata dai fattori di crescita piastrinici.

-Ortopedia: Relativamente più recente è l’impiego nel trattamento di patologie ortopediche anche se oramai si impiegano anche in questo campo da oltre un decennio.

Attualmente il PRP trova la sua indicazione ortopedica ambulatoriale in due principali gruppi di patologie:le tendinopatie e le artrosi iniziali.

Le tendinopatie

Con questo termine si intendono le patologie del tessuto tendineo sia a livello dell’inserzione sull’osso sia nel corpo del tendine. Si utilizza il termine tendinite quando, nelle fasi inziali della sintomatologia, il problema è di tipo infiammatorio. Si parla invece di tendinosi quando il processo si cronicizza e si riscontra un vero e proprio danno strutturale del tendine che appare in alcune zone ingrossato e necrotico.

Artrosi iniziale

L’artrosi è una malattia degenerativa della cartilagine articolare che riconosce una origine multifattoriale. Colpisce prevalentemente le articolazioni esposte al carico da parte dell’organismo e con particolare frequenza l’anca e il ginocchio. E’ caratterizzata dalla degradazione progressiva della superficie articolare con alterazione dell’osso sottostante. Ha sempre un’ evoluzione peggiorativa nel tempo anche se la velocità di progressione ha una grande variabilità e può essere influenzata e rallentata da un opportuno approccio terapeutico. Il trattamento delle fasi iniziali dell’artrosi è conservativo e consiste nella fisioterapia, nell’esercizio terapeutico, il calo ponderale, l’uso di condroprotettori e/o di farmaci anti infiammatori e la terapia infiltrativa. Quest’ultima può essere eseguita con cortisonici che, tuttavia, pur avendo una potente azione antinfiammatoria ed analgesica, possono avere un effetto negativo sulla struttura della cartilagine residua e quindi condrolesivo.

In questo ambito, sono stati sviluppati e proposti prodotti “biologici” come il prp con il proposito e l’ambizione di indurre ed accelerare la rigenerazione tissutale anche in ambiente articolare e quindi per la “guarigione” dell’artrosi iniziale.

Presso la Clinica Veterinaria Borgarello troverete due Dottoresse formate specificatamente sulla preparazione del Concentrato Piastrinico (PRP) per il cane e per il gatto.

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