Ruolo dell’Alimentazione nel Monitoraggio del Gatto Allergico

In caso di sospetto di un allergia alimentare l’unico modo affidabile di diagnosi e di prevenzione nei confronti di recidive è un ‘trattamento alimentare’.

L’ identificazione di un‘allergia alimentare richiede 3 fasi essenziali:
1- valutazione nutrizionale consistente nell’oggettivare lo stato fisiologico, l’attività, il peso, e le eventuali patologie dell’animale. Questo permette di conoscere le abitudini alimentari e l‘anamnesi nutrizionale del gatto: alimenti già consumati, modifiche recenti, associazione del consumo di un certo alimento con la comparsa di prurito o di diarrea, ecc. Questo primo passo di valutazione nutrizionale consente di determinare le esigenze degli animali e di controllare che i fabbisogni siano coperti.
2- la messa a fuoco di una dieta a eliminazione. Lo sviluppo di una dieta a eliminazione si può effettuare scegliendo tra:
- Dieta casalinga. Se ben formulata permette di coprire tutti i fabbisogni nutrizionali tra cui minerali, vitamine e acidi grassi essenziali
- Dieta industriale
Indipendentemente dalla scelta, da valutare accuratamente con il proprio Veterinario è fondamentale garantire una copertura delle esigenze nutrizionali del paziente. Le carenze sono spesso sotto diagnosticate e possono portare a vari disturbi (cutanei, renali, digestivi, urinari). Una volta stabilita la dieta a eliminazione si dovranno organizzare dei monitoraggi. Qualsiasi alimento venga ingerito, anche in piccole quantità, deve essere preso in considerazione.
3- la realizzazione di un test di provocazione che consente di ricercare alimenti ai quali il gatto è allergico.

allergia-gatto

Una volta stabilita la causa dell’allergia e identificato l‘allergene a lungo termine è necessario scegliere un alimento equilibrato e tollerato che non contiene l’ingrediente o gli ingredienti a cui l ‘animale è allergico.
L’ allergia si può dimostrare solo con il test di provocazione. Nutrire il gatto in forma accettabile e coprire tutte le esigente nutrizionali sono la regola. Le transizioni alimentari devono essere sempre graduali. Il valore aggiunto del veterinario è dato dalla prescrizione che indica la quantità giornaliera, il numero dei pasti, la necessità di eventuali integratori alimentari minerali o vitaminici e i nomi degli alimenti. La gestione del singolo deve essere globale: talvolta un gatto affetto da un‘altra malattia potrebbe avere la necessità di un aggiustamento della razione ed è per questo motivo necessario chiedere consiglio ad uno specialista.



Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
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