mercoledì 9 settembre 2020

Leishmaniosi canina: Nuove molecole disponibili nel trattamento ed Immunoterapia


Nuovi approcci terapeutici, in tema di Leishmaniosi canina, si sono basati sulla modulazione selettiva della risposta immunitaria dell'animale, per ottenere un favorevole risultato profilattico e/o terapeutico. In corso di Leishmaniosi, questa modulazione consiste nella stimolazione della risposta immunitaria protettiva contro il parassita con una predominanza della risposta Th1. In questo modo è possibile controllare la diffusione del parassita e quindi l'andamento dell'infezione.

L'impiego dell'immunoterapia e l'esistenza di un farmaco immunomodulatore come il Domperidone, ha permesso di sviluppare un nuovo approccio terapeutico. Infatti, quest'ultimo farmaco, sembrerebbe in grado di attivare le cellule fagocitarie, che rappresentano la risposta innata, favorendo una risposta cellulare di tipo Th1. Pertanto, il suo utilizzo è stato suggerito nelle prime fasi delle malattia, per il controllo della progressione della Leishmaniosi (per esempio cani con basso titolo anticorpale e sintomi clinici lievi, come linfoadenomegalia periferica o dermatite papulare).

Recentemente è stato registrato un nuovo prodotto contenente una formula specifica di nucleotidi ed Active Hexose Correlated Compound, proveniente da Lentinus edodes (AHCC). Il primo è un composto che svolge una potenziale attività immunomodulatoria, mentre l'AHCC stimola la risposta immunitariadi tipo Th1. Questa combinazione sembrerebbe in grado di modulare la risposta immunitaria. Pertanto, è stata valutata l'efficacia a breve termine di questa associazione in cani con Leishmaniosi clinica. In uno studio recente sono stati messi a confronto il protocollo terapeutico classico (antimoniato ed allopurinolo) con un nuovo protocollo terapeutico rappresentato da antimoniato e l'associazione con nucleotidi+AHCC. Dai risultati dello studio, l'utilizzo di queste molecole sembrerebbe aumentare il livello dei linfociti CD4+ ed il rapporto dei linfociti CD4+/CD8+, marcatori della risposta immunitaria di tipo cellulare. Questo prodotto rappresenta una valida alternativa per i cani malati che hanno sviluppato complicazioni associate alla terapia con allopurinolo. Infatti nessuno dei cani che ha ricevuto questa associazione ha sviluppato xantinuria, a differenza di quelli trattati con allopurinolo (Segarra et al.; 2017).

L'associazione di farmaci convenzionali per il trattamento della Leishmaniosi, con molecole in grado di modulare la risposta immunitaria, è destinata a diventare una combinazione terapeutica sempre più utilizzata in futuro.
Ad ogni modo, si tratta di argomenti che andranno approfonditi con ulteriori studi scientifici.


Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
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