giovedì 17 dicembre 2009

Sindrome da ipersensibilità - iperattività

La sindrome da ipersensibilità-iperattività ( IS- IA ) è uno dei più frequenti disturbi dello sviluppo, inizia durante i primi mesi di vita e le conseguenze si prolungano nel tempo.
L’ eziologia e la patogenesi si articolano in due momenti distinti: una disfunzione del filtro sensoriale ( ipersensibilità ) e un deficit del controllo motorio ( iperattività).
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Il filtro sensoriale del cucciolo si attiva, sotto l’ influsso degli stimoli sensoriali presenti nell’ ambiente, nel corso delle prime cinque / sette settimane dello sviluppo, questa attivazione permette al cucciolo di selezionare in modo corretto gli stimoli e di adattare le proprie risposte. Un ambiente povero di stimoli non consente l’ attivazione di un filtro sensoriale efficace: l’ animale reagisce a tutto senza capacità di discriminazione. In questo frangente anche un deficit del controllo motorio ha un ruolo determinante, impedendo all’ animale di esplorare l’ ambiente in modo corretto.
L’ azione educativa della madre per mezzo delle punizioni permette di insegnare al cucciolo a controllare l’intensità del morso e l’ attività motoria. Il problema sorge in assenza di un adulto educatore in grado di insegnare al cucciolo e fargli attivare di conseguenza i meccanismi inibitori, ad esempio in caso di separazione precoce dalla madre prima delle 5 settimane di età, oppure quando i cuccioli vengono sistemati in recinti con altri cuccioli senza adulti, in presenza di una madre troppo permissiva e tollerante o in una cucciolata numerosa., oppure quando con queste condizioni vengono acquistati troppo precocemente e il proprietario non punisce il cane quando mordicchia. Il cucciolo di conseguenza non è in grado di attivare una sequenza di arresto: il confronto con cani coetanei che hanno avuto un corretto sviluppo, permette di constatare un allungamento della fase consumatoria, che sboccia spesso in una nuova fase appetitiva, come se non ci fosse segnale d’ arresto alla fine dell’ azione consumatoria.
I sintomi che si riscontrano sono i seguenti:
- Attività motoria esasperata: non sta mai fermo, corre, salta addosso alle persone e alle cose, le attività non hanno struttura;
- Soglia di reattività molto bassa: reagisce a qualsiasi rumore, a qualunque gesto anche se abitudinari e di entità moderata;
- Incapacità di fermarsi: è sempre attivo, potrebbe giocare tutto il giorno, l’ attività di esplorazione non è organizzata, non completa mai un’ azione iniziata.;
- Mordicchiamenti: non avendo il controllo del morso i mordicchamenti anche se durante il gioco sono dolorosi e possono causare ferite e lacerare i vistiti. Nonostante le difficoltà dei proprietari questi cani vengono descritti come affettuosi soprattutto quando sono piccoli;
- Aggressioni: nei cuccioli solitamente sono assenti ma possono comparire in seguito. Quando sono presenti le aggressioni la loro struttura è difficile da analizzare perché la sequenza è poco o per nulla strutturata. L’ assenza di controllo da parte dell’ animale rende queste aggressioni molto pericolose. Se il cane è trattenuto sono abbastanza frequenti le aggressioni da irritazione che possono strumentalizzarsi con facilità;
- Atti vandalici: ingenti, non specifici e possono verificarsi indistintamente sia in presenza che in assenza dei proprietari, tuttavia possono aumentare quando non vi è sorveglianza;
- Stereotipie: rare ma possono essere presenti i tournis, movimenti di circolo;
- Satirismo;
- Alterazioni del sonno: se presenti consistono in iposonnia, in cane dorme meno di 8 ore al giorno;
- Mancanza di sazietà: può assumere diversi pasti, non sembra mai sazio, arriva a mangiare fino a vomitare per poi ingerire di nuovo quello che ha vomitato.
I disturbi del comportamento, se non corretti precocemente hanno conseguenze durature in diversi ambiti:
- Sull’ apprendimento: sono soggetti difficili da educare, poco concentrati e memorizzano poco;
- Sul comportamento gerarchico: si appropriano di tutto la spazio e, se durante la pubertà li si lascia fare, sviluppano facilmente problemi gerarchici;
- Sulla comparse di stati ansiosi: frequente è l’ ansia intermittente con presenza di aggressività da irritazione che può evolvere ad ansia permanente con comparsa di attività di sostituzione come leccamento e bulimia;
- Sulla comparsa di iperaggressività secondaria intrer o interspecifica molto pericoloso per la mancanza di controllo da parte del soggetto;
- Sulla comparsa di iperattaccamento secondario, molto frequente in quanto aiuta l’ animale a trovare un certo equilibrio, che non bisogna romperlo prima di essere intervenuti sugli altri problemi.
La diagnosi si basa sull’ osservazione dell’ animale durante le visita e su ciò che riferiscono i proprietari. Si distinguono due stadi nella sindrome IS – IA:
· stadio I:
- ritardo nell’ acquisizione del controllo del morso in un cucciolo con più di due mesi;
- incapacità di sospendere una sequenza dopo la fare consumatoria con la ricomparsa della fase appetitiva;
- senso di sazietà normale;
- ipervigilanza associata alla produzione di una sequenza comportamentale con stimoli normalmente presenti nell’ ambiente in cui vive l’ animale.
· stadio II, che comprende tutti quelli presenti allo stadio I, in associazione:
- assenza di sazietà alimentare;
- diminuzione del tempo totale dedicato al sonno, meno di 8 ore nell’ arco di una giornata, senza alterazione dei cicli o ansia ipnagogica.
I motivi per cui l’ animale viene portato alla visita sono rappresenti dai danni causati dal cane, dalle eliminazioni inappropriate, mancanze di obbedienza, morsicature, esasperazioni dei proprietari ad infine nei casi più esasperanti dalla richieste di eutanasia.
Durante la visita i cani con IS – IA spesso sono molto agitati, non si siedono, esplorano in modo disorganizzato, saltano e abbaiano. Attraverso il colloquio e l’ osservazione diretta si devono valutare i seguenti punti:
- controllo del morso: provandolo nel corso della visita ed osservando le mani dei proprietari;
- incapacità di sospendere un’ attività soprattutto durante il gioco;
- vigilanza: reattività a qualsiasi rumore, stato di veglia permanente;
- sazietà: la capacità di smettere di mangiare o al contrario il consumo di più pasti al giorno;
- tempo di sonno reale nelle 24 ore senza reagire al più piccolo stimolo.
Nelle diagnosi differenziale si devono tenere presenti i seguenti problemi legati allo sviluppo del cucciolo:
· sindrome da privazione ( reazioni di paura dovute all’ inadeguatezza dell’ ambiente in cui è vissuto il cucciolo nei primi due / tre mesi di vita): il cane è vigile ed agitato solo in circostanza particolari o sotto l’ effetto della paura, al di fuori di un conteso che genera paura il cane sa controllare il morso e l’ attività motoria;
· desocializzazione primaria ( perdita o assenza di comunicazione sociale nei cani privati precocemente delle regole che permettono loro di imparare i segnali di appagamento e la sottomissione): le morsicature si hanno in qualsiasi contesto e circostanza a differenza della IS - IA che accadono durante il gioco.
La prognosi dipende essenzialmente dall’ età del cane, più è giovane maggiori sono le probabilità di recupero, una volta passata la pubertà si può sperare in un miglioramento in modo da rendere più sopportabile la convivenza. La taglia del cane influisce molto sia sulla pericolosità sia sull’ atteggiamento dei proprietari, in quanto il gesto di ritirarsi di fronte al proprio cane favorisce l’ insorgenza di un’ iperaggressività o di problemi gerarchici. Si deve tenere conto del tipo di vita dei proprietari e delle loro capacità di comunicare con il cane.
Il trattamento è a lungo termine, dai 6 ai 9 mesi, e gli obbiettivi devono essere ben chiariti: nel cucciolo si deve mirare alla guarigione mentre nel giovane ad un miglioramento.
È fondamentale l’ utilizzo di farmaci psicotropi, allo scopo vengono utilizzate molecole come:
- la selegilina , soprattutto nei cucciolo e nei cane allo stadio I ( 0,5 mg/kg in una solo somministrazione al mattino);
- gli inibitori della ricaptazione della serotonina ( clomipramina, gli ISRS ), quando manca il senso di sazietà, in presenza di iposonnia e stereotipie, in presenza di eccessiva impulsività o turbe gerarchiche;
- il ciproterone acetato ( 3-5 mg / kg bid per 15 giorni, poi 1-3 mg/kg al mattino per 4 settimane) nei giovani maschi, in caso di impulsività, di aggressioni, problemi gerarchici e satirismo, ma da evitare nei soggetti molto giovani, per diminuire gli effetti legati alla produzione di steroidi sessuali maschili, utile e l’ associazione alla carbamazepina.
Lo svezzamento dei farmaci viene iniziato non appena viene acquisita l’ inibizione del morso durante i giochi prescritti nella terapia comportamentale, si diminuisce la dose progressivamente per una durata di una settimana ogni quattro settimane di trattamento effettuato. A volte in caso di sospensione possono ricomparire dei sintomi e in tal caso si può procedere alla somministrazione a periodi alterni o per parecchi anni.
La terapia comportamentale, che nel primo mese di trattamento è limitata in quanto si deve attendere che i farmaci facciano il loro effetto diminuendo l’ ipereattività del cane, combina elementi di terapia mediante il gioco e di apprendimento delle inibizioni sociali mediante tecniche derivate dalle terapia di regressione sociale guidata.
Importante è consigliare al proprietario di non rinforzare l’ agitazione del cane, se durante il gioco il cucciolo perde il controllo si deve interrompere l’ attività o immobilizzarlo, evitare le punizioni, consigliare un atteggiamento fermo ma benevolo e nel caso il cane esageri interrompere il contatto ( non guardarlo più, non toccarlo, incrociare le braccia e non parlargli ), favorire l’ apprendimento con il rinforzo positivo.
Le strategie comportamentali da applicare sono mirate all’ acquisizione degli autocontrolli, all’ istituzione di un quadro gerarchico rigido e alla coerenza nella comunicazione tra cane e padrone.
È necessario un primo controllo tre settimane dopo l’ inizio della terapia farmacologia e successivamente visite mensili nel primo periodo di terapia. Gli psicotropi possono essere sospesi nel momento in cui il controllo motorio e lo stato di vigilanza sono giudicato soddisfacenti. È fondamentale ricordarsi di prevenire le digressioni tenendo presente che stimoli troppo intensi, situazioni ansiogene o cambi delle abitudini quotidiane possono far regredire i risultati ottenuti.
Per maggiori informazioni consultare le seguenti pubblicazioni:
“ Patologia comportamentale del cane ” , P. Pageat, Ed. PVT
“ Patologia comportamentale del cane “ , C. Mège et al., Ed. Masson.
A cura della Dott.ssa Monica MANASSERO
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