martedì 15 dicembre 2009

Spiaggiamento di massa di capodogli nel medio adriatico

centrostudicetacei(Foto del Centro Studi Cetacei)
Il 10 Dicembre 2009 si è verificato presso la Laguna Varano (FG), lungo le coste del medio Adriatico, lo spiaggiamento di sette capodogli,tra cui maschi di più di 10 metri di lunghezza,  a cui probabilmente se ne aggiungono altri 2 ingrado però di riprendere il largo (notizia non confermata). Il fatto risulta di portata eccezionale: lo spiaggiamento di questa specie di cetacei sulle coste del Mediterraneo,infatti, non era mai stato documentato se non in epoche passate (Sicilia, 1734, 16 soggetti e Nord Adriatico, 1853, 6 soggetti).
Il giorno successivo lungo la stessa costa, più a nord, Alba Adriatica (TE), è stata inoltre rinvenuta la carcassa  di una Stenella striata in apparenti buone condizioni di salute.
L’evento ha determinato la messa in moto di una serie di interventi in supporto del Ministero dell’Ambiente, coordinati dal CSC (Centro Studi Cetacei), la rete nazionale italiana per gli spiaggiamenti, e di altri enti tra cui l’Università di Padova nella figura del Dott. S. Mazzariol, incaricato delle successive analisi e necroscopie volte a cercare di stabilire la causa di tale fenomeno.
Un grande dilemma è stato sollevato dal fatto che due dei sette animali sono rimasti per tre giorni ad agonizzare in uno specchio d’acqua poco profondo, per poi morire di asfissia a causa dello schiacciamento del diaframma dovuto al loro stesso peso (si stima una media di 13 tonnellate per animale). Nel frangente era stata proposta l’eutanasia per i suddetti animali, esclusa per dal Ministero dell’Ambiente: “Purtroppo non esistono in Italia dosi del farmaco indicato” afferma il Ministro Stefania Prestigiacomo, che prosegue dicendo: “Ho ritenuto e continuo a ritenere inumano farli uccidere a colpi di arma da fuoco pesanti”. Un’ulteriore e non meno complessa problematica  è ora rappresentata dalla rimozione e smaltimento delle carcasse, nonchè la messa in sicurezza igienico-sanitaria della zona coinvolta.
Data l’eccezionalità del fatto e le difficoltà insorte nell’affrontarlo e gestirlo, Il CSC ha segnalato al Ministero dell’Ambiente la necessità di un tavolo tecnico ministeriale per definire chiaramente linee di intervento atte a ridurre la possibilità che eventi di questa gravità si verifichino in futuro nonché a gestire lo spiaggiamento di esemplari vivi con velocità e professionalità anche quando l’eventuale esito infausto suggerisca interventi mirati alla riduzione di inutili sofferenze . Il Ministro Prestigiacomo, dal canto suo, concorda sulla necessità di costituire in futuro una task force in grado di garantire un intervento adeguato per la salvaguardia dei grandi cetacei.
Articolo a cura della Dr.ssa Martina Chiapasco
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