venerdì 13 agosto 2010

La Balena in barca

Luglio 2010 , quando si dice “un atterraggio sbagliato”: no, non si tratta di una notizia sull'ennesima tragedia aerea...Protagonista dell'erronea “manovra” è stata una  balena australe, involontari e malcapitati co-protagonisti della vicenda, invece, due velisti in gita lungo le coste di TableBay, Cape Town!.

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Il primo commento di Ralph Mothes e Paloma Werner, gli occupanti dell'imbarcazione ,è stato: “Per fortuna siamo ancora vivi”...I due istruttori dell'Accademia di vela di Cape Town raccontano:«Abbiamo visto questa balena nuotare intorno alla nostra imbarcazione per circa mezz'ora quando di colpo si è avvicinata e ci è piombata addosso». Il cetaceo, un giovane esemplare di balena australe, lungo circa 14 metri, è letteralmente volato sulla barca distruggendo l'albero prima di atterrare in acqua e allontanarsi in mare. «Grazie a Dio lo scafo era in acciaio, se fosse stato in vetroresina sarebbe affondato e saremmo stati rovinati», hanno spiegato. L'imbarcazione infatti non ha subito danni strutturali.

Scherzi della natura? Magie di photoshop?Invasione di campo (da parte di chi poi, del cetaceo o dei velisti?!)?...Data la singolarità dell'evento, la cui notizia è rimbalzata sui giornali e via internet in tutto il mondo, sono stati molti quelli che hanno ne hanno messo in dubbio la veridicità. Ecco allora che, anche per i più accaniti seguaci di San Tommaso, è spuntato un video prova! 

Al di là delle polemiche, la cronaca della vicenda riporta anche che le autorità hanno doverosamente aperto un'inchiesta per verificare se l'imbarcazione avesse o meno mantenuto la distanza di sicurezza dall'animale, imposta dalla legge. Superato lo stupore per la natura di un simile
“incidente” è bene sottolineare, forse non tutti lo sanno, che le collisioni tra imbarcazioni e cetacei (di solito hanno la meglio i”bestioni inanimati”, non certo i meravigliosi e giganteschi mammiferi marini!)sono un problema diffuso in maniera a dirimage poco allarmante e dibattuto in molte sedi per cercare il modo di arginarne gli effetti devastanti sull'ecosistema marino.

Chi scrive non ha le competenze sufficienti per “aprire un dibattito”, ma solo l'onestà di credere ancora che dietro eventi tanto singolari ci possano comunque sempre essere spiegazioni logiche o semplicemente un “concorso di colpe”...

A cura della Clinica Veterinaria Borgarello

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