mercoledì 1 settembre 2010

Io posso entrare

Germania 2009 279

In un’epoca in cui sempre più persone hanno scelto di condividere la propria quotidianità con uno o più “amici a quattro zampe”, ecco emergere un dato sorprendentemente positivo: secondo una ricerca dell’Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente) negli ultimi cinque anni è aumentato sensibilmente il numero di esercenti che ammettono l’ingresso dei cani nei propri negozi.

Per gli amanti dei numeri e delle statistiche si stima che il 76% dei negozi da libero accesso ai nostri paladini a quattro zampe: la ricerca dell’Aidaa,  effettuata su 3500 negozi di varie tipologie e 500 supermercati, ha infatti evidenziato che se nel 2500  il divieto di accesso ai cani era esteso a 2600 esercizi pubblici, oggi sono solo più 694 i negozi che espongono il cartello “io non posso entrare” (versione  “diplomatica” dell’originario: “divieto di accesso ai cani”!!). Si tratta, tra l’altro, soprattutto di negozi di alimentari o simili (bar, fruttivendoli, ecc) in cui, onestamente, può essere giustificata tale scelta.

Discorso leggermente diverso per i supermercati e centri commerciali: sui 500 presi in esame (cinque anni fa il divieto di accesso era praticamente totale) sono 206 quelli che ammettono animali e quasi tutti limitatamente alla parte dove non ci sono generi alimentari, mentre per gli altri 294 centri commerciali permane il divieto assoluto di introdurre i cani. Un dato sottolineato dall'Aidaa: i cani sono ammessi molto spesso nei centri commerciali appartenenti a gruppi esteri!!.

Riguardo ai bar, dei 443 visitati dall'Aidaa, solo 124 non ammettono i cani mentre cinque anni orsono i cani non potevano entrare in ben 412. Ultimo dato, i ristoranti: 76 quelli visitati. Di questi 32 ammettono i cani rispetto ai 21 di cinque anni orsono. Bisogna comunque ricordare che il cane che entra negli esercizi commerciali dove è ammesso deve sempre essere tenuto al guinzaglio corto e con la museruola al seguito pronta ad essere indossata su richiesta del gestore dell'esercizio o su richiesta di un cliente.

Tra le città dove è ancora forte la presenza dei negozi con il divieto di accesso ai cani spiccano Roma, Venezia, Firenze e a sorpresa Rimini mentre va decisamente meglio nel resto d'Italia.

Le ragioni che hanno portato a tale risultato non sono onestamente sindacabili: qualcuno potrebbe attribuire il fatto ad un aumento della “sensibilità animalista” i più cinici, invece, all’effetto della crisi economica che costringerebbe gli esercenti a non fare più di tanto gli “schizzinosi” in fatto di clientela…Al di là delle motivazioni, ognuno è libero di pensarla come vuole, il dato dell’Aidaa rappresenta un indubbio passo in avanti nel discorso della convivenza “uomo-animale”. Ci si augura che i proprietari contribuiscano ad un’eventuale e ulteriore diffusione di un siffatto atteggiamento positivo verso i “quadrupedi” , gestendo con civiltà e buon senso la conduzione del proprio animale in locali pubblici.

A cura della Clinica Veterinaria Borgarello

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