giovedì 26 maggio 2011

Ittiosi del Golden Retriever

L’ittiosi è un difetto della corneificazione caratterizzato da ipercheratosi diffusa su tutta la superficie cutanea. Pubblicazioni recenti segnalano nei cani di razza Golden retriever una malattia dermatologica non pruriginosa con iperpigmentazione ed esfoliazione abbondante. A questa malattia sono stati assegnati nella letteratura più recente diversi nomi: difetto di corneificazione del Golden retriever, ittiosi del Golden retriever o ittiosi non epidermolitica del Golden retriever. L’evidente predisposizione di questa razza supporta il fatto che questa sia una malattia su base genetica anche se restano ancora da chiarire completamente le modalità di trasmissione in quanto i cani colpiti possono essere figli di genitori normali e l’incrocio tra animali affetti e sani genera sia cuccioli sani che malati. Sono allo studio test genetici per individuare il gene responsabile e identificare i soggetti sani ma portatori che dovrebbero essere esclusi dalla riproduzione.

golden retriever

Da quando diversi articoli hanno descritto la patologia in Europa e negli Stati Uniti, anche in Italia la casistica dei veterinari liberi professionisti sembra essere in aumento anche se spesso la diagnosi viene fatta per “esclusione” e non è sempre supportata da un esame istopatologico.

L’ittiosi si osserva nei cani giovani, solitamente entro l’anno di età, e spesso i proprietari riportano che il cucciolo presentava già la malattia all’età di 2-3 mesi quando l’hanno acquistato. I soggetti presentano solitamente abbondante esfoliazione soprattutto nella regione ventrale associata a iperpigmentazione. La testa e le zampe sono solitamente risparmiate. Le scaglie sono sottili, di colore biancastro o più scure e dimensioni variabili fino a 10 mm; possono essere adese o libere sul pelo. Gli animali affetti non hanno solitamente alcun fastidio e il problema viene notato dal proprietario per l’eccessivo rilascio di “forfora” nell’ambiente o durante la spazzolatura.

ittiosi golden retriever

L’esame obiettivo generale degli animali affetti non mostra solitamente alterazioni e gli approfondimenti dermatologici (raschiati, esame tricoscopico, esami colturali) risultano negativi. L’esame citologico eseguito con nastro adesivo mette in evidenza numerosi corneociti anucleati.

La diagnosi viene fatta attraverso l’esclusione delle altre patologie che possono avere una sintomatologia simile (ipotiroidismo, cheyletiella, leishmaniosi, etc.) anche se di solito la giovane età di comparsa dei sintomi associata alla razza permettono già di sospettare la malattia. L’esame istopatologico non è patognomonico ma se compatibile (strato corneo compatto e costituito da lamelle cheratiniche) può dare un’ulteriore conferma della diagnosi.

 ittiosi iperpigmentazione

Non esiste ad oggi una terapia specifica e risolutiva per l’ittiosi del golden retriver ma attraverso terapie di supporto è possibile gestire il quadro clinico e migliorare o risolvere la sintomatologia a seconda della gravità. La terapie utilizzate si basano sull’utilizzo frequente di shampoo con proprietà cheratomodulatrici e cheratolitiche e di prodotti idratanti e integratori di acidi grassi. In molti casi con queste terapie è possibile avere la temporanea risoluzione del problema che tende però a ripresentarsi non appena queste vengono sospese.

Data l’aumento della diffusione del problema il Royal Veterinary College in Inghilterra ha istituito un gruppo di studio sull’ittiosi del golden retriver che raccoglie casistica e cerca di individuare il problema genetico che sta alla base della malattia. Molti casi lievi di ittiosi non vengono diagnosticati in quanto la presenza di una leggera desquamazione è ritenuta fisiologica e spesso imputata a intolleranze alimentari o allergie. E’ molto importante quindi sensibilizzare gli amanti della razza e gli allevatori nei confronti di questa patologia in modo da non favorirne ulteriormente la presenza negli animali destinati alla riproduzione.

Articolo a cura della Dott.ssa Francesca Costanzo


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