giovedì 12 maggio 2011

La processionaria: Traumatocampa Pityocampa

Anche quest’anno ritorna il problema processionarie: la Traumatocampa pityocampa.
Con la primavera non è tornato solo il cielo sereno, il caldo del sole e gli alberi in fiore: fra i rami degli alberi si nasconde un insospettabile pericolo per i cani, e talvolta anche per l’uomo. E’ la "processionaria del pino", un fenomeno sviluppato laddove nasce e procrea un particolare tipo di farfalla notturna.
La Traumatocampa pityocampa (questo il nome scientifico) dopo l’accoppiamento depone le uova sulla chioma di alcuni tipi di conifere (come il pino nero, silvestre o marittimo), formando dei caratteristici manicotti attorno ad ogni coppia di aghi. Tra fine luglio e fine agosto si possono trovare le prime larve neonate, che durante l'autunno formeranno i nidi sericei: l’alimentazione di questi “animaletti” sono gli stessi aghi su cui nascono. L’infestazione da processionaria si evidenzia sulle chiome degli alberi, anche piantati in giardini pubblici o privati, sui rami più alti ed esterni a causa dell’esposizione ai raggi solari, che permettono al maggior numero di larve di superare l’incubazione. Visti da fuori, i nidi sembrano grossi bozzoli cotonosi che al loro interno racchiudono centinaia di larve ormai prossime alla maturità.Durante l’inizio della primavera, a seconda delle condizioni climatiche, le larve abbandonano i nidi e si dirigono verso un luogo adatto in cui interrarsi e trasformarsi prima in crisalide e poi in adulto.
Il nome processionaria deriva dal fatto che le larve si muovono, durante questa fase, in lunghe file come se camminassero in processione. Solitamente, esse misurano circa 3-4 centimetri, sono ricoperte di peli urticanti per uomini e animali, di colore scuro con macchie rossastre e una fascia ventrale giallastra.Come detto, oltre ad essere molto dannose per le piante possono essere molto pericolose: i loro peli emettono infatti una sostanza fortemente caustica qual è l'acido formico, e possono causare serie irritazioni della pelle o delle mucose e in soggetti sensibili anche gravi reazioni allergiche.
File:Thaumetopoea pityocampa.jpg
Particolarmente a rischio sono i cani che hanno l’abitudine di annusare, ingerire o leccare ciò che trovano per terra: possono rischiare di inghiottire le processionarie.
Le larve possono provocare gravi irritazioni e necrosi al naso e alle mucose di bocca, lingua, faringe ed esofago. Il cane presenta improvvisa e intensa salivazione, dolore, difficoltà ad ingerire e masticare, ingrossamento patologico della lingua e nei casi più gravi difficoltà respiratorie o shock anafilattico.
La visita dal veterinario è caldamente consigliata per alleviare i dolori e per evitare complicazioni tipo infezioni e necrosi (in alcuni casi si è avuta perdita di parte
della lingua).
Un buon rimedio per contrastare questo fastidioso fenomeno è raccogliere e distruggere i nidi a fine inverno, prima che le larve abbandonino il nido che le ha protette durante la stagione fredda e si disperdano. Se sono facilmente raggiungibili e ben chiusi (il che si verifica solo se la stagione è ancora fredda) possono essere tagliati e bruciati, facendo attenzione a non far uscire le larve dai bozzoli e rischiando di venirne a contatto. Sono consigliabili, per svolgere le operazioni, mascherine, guanti e occhiali protettivi o meglio ancora rivolgersi ad un giardiniere professionista.

La lotta contro le processionarie è prevista per legge (DECRETO 30 ottobre 2007 – Disposizioni per la lotta obbligatoria contro la processionaria del pino Traumatocampa (Thaumetopoea) pityocampa) e molti comuni hanno emanato delle ordinanze su come deve essere combattuta la processionaria.

Riportiamo di seguito alcuni rimedi consigliati:

A fine estate si interviene con trattamenti alla chioma con un insetticida microbiologico a base di Bacillus thuringiensis var. kurstaki. Dosi di 100-150 grammi di prodotto diluiti in 100 litri d'acqua forniscono ottimi risultati nei confronti delle larve di prima e seconda età. Dosi superiori (fino a 300-350 g/hl) si rendono necessarie in caso di larve più grosse. I trattamenti vanno eseguiti in ore serali e in assenza di vento e se non è prevista pioggia nelle successive 48 ore, avendo cura di bagnare la chioma in maniera uniforme. Il prodotto ha un'azione limitata nel tempo ed è facilmente dilavabile. Pertanto, in caso di grosse infestazioni o di piogge dilavanti, è bene ripetere il trattamento dopo alcuni giorni. Il prodotto microbiologico consigliato è del tutto innocuo per l'uomo, i vertebrati e gli insetti utili in genere.
Considerato il ciclo di vita della Processionaria del pino, tali trattamenti devono essere effettuati tra l’1 settembre e il 15 ottobre.

In caso si rilevi la presenza di nidi di Processionaria - che si presentano normalmente in forma di grosse masse sericee: rompere o tagliare o forare i nidi (con tutte le precauzioni del caso, considerati gli effetti urticanti delle setole delle larve contenute nei nidi stessi), al fine di esporre le larve al freddo invernale ed indurne così la morte; in alternativa, tagliare i rami su cui sono presenti i nidi, depositarli a terra sul posto e distruggerli con il fuoco. Considerato il ciclo di vita della Processionaria del pino, tali trattamenti devono essere effettuati tra il 15 novembre e il 28 febbraio.

Mezzi complementari di lotta sono inoltre costituiti dalle trappole a feromoni sessuali per la cattura massale dei maschi adulti. Le trappole vanno installate nella prima metà di giugno, fissandole a un ramo in posizione medio alta e sul lato sud ovest delle piante. In parchi e giardini si consigliano 6-8 trappole per ettaro, distanti tra loro 40-50 metri, mentre nei boschi esse vanno collocate ogni 100 metri lungo il perimetro e le strade d'accesso. Le trappole vanno inoltre posizionate soprattutto nei punti più soleggiati e dove l'infestazione è di solito maggiore.


Volendo attuare interventi con efficacia pluriennale, effettuare trattamenti insetticidi mediante endoterapia con iniezioni al tronco di prodotti specifici (che rendono gli aghi della pianta tossici per ingestione da parte delle larve) documentandone l’applicazione a fronte di eventuali controlli delle autorità competenti. Considerato il ciclo di vita della Processionaria del pino, tali trattamenti devono essere effettuati tra il 15 agosto e il 30 settembre.

In caso di emergenza esistono dei collari da applicare ai pini che impediscono la discesa delle processionarie: vanno utilizzati come soluzione tampone per la stagione in corso.

Articolo a cura della Clinica Veterinaria Borgarello

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