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giovedì 21 gennaio 2021

La comunicazione acustica nel cane

In questo articolo approfondiamo un argomento citato in precedenza nel tgvet che è la comunicazione del cane, cioè come comunica il cane con i suoi simili e con l'uomo attraverso l'emissione di suoni.

Sembra che la selezione fatta dall'uomo abbia favorito animali in grado di esprimere un numero maggiore di vocalizzi.

È possibile suddividere questi vocalizzi in suoni vocali, non vocali, e misti.

Suoni vocali:

  • gemiti: emessi durante i saluti con altri cani del gruppo, durante l'invito al gioco o in situazioni di contrasto.

  • Grida e urla: emesse in situazioni di pericolo; se emesse durante l'aggressione denotano paura.

    grida/urla

  • Ringhi: emessi durante la minaccia (prima fase del comportamento di aggressione). Vengono emessi per far mantenere la distanza ed evitare il conflitto. Possono essere emessi anche durante il gioco, ma in tal caso sono associati ad una postura di inchino. 

    Ringhio

  • Abbai: possono essere emessi come avvisi/allarme, come minaccia, come segnale di eccitazione, come richiesta o come richiamo. La frequenza e il tono indicano lo stato emozionale del cane.

    Abbaio

  • Ululati: indicano al gruppo la posizione di un individuo rimasto isolato o vengono emessi per coordinare la caccia. Possono essere emessi in risposta a vocalizzi di un altro cane.

    Ululato

Suoni non vocali:

  • uggiolii: esprimono desiderio di raggiungere un altro cane, un oggetto oppure possono indicare una richiesta di attenzione. 

    Uggiolii fra cani che si incontrano

  • Ansimi: possono indicare uno stato di stress come paura o eccitazione.

  • Schiocco delle mandibole: viene emesso durante la minaccia o come invito al gioco se associato alla postura di inchino.

Suoni misti:

- costituiti da numerosi vocalizzi di base che si susseguono l'un l'altro e indicano sfumature di linguaggio.


Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
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martedì 11 agosto 2020

Girotondo: Gioco O Problema?

Capita molto spesso di vedere su internet video di animali che attuano comportamenti “strani”, inconsueti, in quanto i proprietari sono divertiti da questa situazione bizzarra. Parliamo sia di cani, sia di gatti e le manifestazioni in questione sono numerose, ma, facendo un esempio, soffermiamoci sul “girotondo” o “acchiappa-coda”.

«Quindi se il mio peloso gira su sé stesso ha un problema comportamentale?» Dipende!

Il girare in tondo, infatti, pur essendo definito un “comportamento” non sempre coincide con un problema comportamentale. Innanzitutto può esserefisiologico se avviene prima di evacuare o prima di dormire o ancora in momenti di eccitazione, ma se si verifica in altre circostanze andrebbe indagata l’eventuale causa.


Con l’aiuto del veterinario si andrà a capire se il paziente si gira perché ha male a un distretto posteriore del corpo (es: la coda), se è effettivamente un problema comportamentale o se può trattarsi di un problema neurologico. Queste, infatti, sono le principali diagnosi differenziali per tale atteggiamento.

È fondamentale riconoscere a casa una serie di indizi che saranno utili al vostro veterinario per emettere una corretta diagnosi, ossia:

  • come viene portata la coda;
  • presenza di lesioni;
  • traumi o risse effettuate precedentemente;
  • il paziente cerca di raggiungere una parte del corpo o gira senza mostrare   interesse per il posteriore;
  • in che occasione si verifica il comportamento (sempre, solo in determinate   occasioni, ogni tanto senza associazione con altri eventi etc…);
  • il giro avviene sempre verso lo stesso senso;
  • compresenza di altri atteggiamenti strani come camminare verso muri e angoli oppure vocalizzazioni afinalistiche.

È importante riconoscere ed analizzare questi atteggiamenti con il proprio veterinario in quanto se si trattasse di un problema neurologico potrebbe essere un campanello d'allarme per problematiche più importanti come ad esempio crisi convulsive.

Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
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martedì 3 settembre 2019

Sindrome Vestibolare Idiopatica Benigna

Questa sindrome può colpire qualsiasi cane, di qualsiasi età ma più frequentemente colpisce animali anziani (nel cane l’età media rilevata è circa di 12 anni) e per questo motivo spesso si parla di “Sindrome Vestibolare Idiopatica Geriatrica”.



L'apparato vestibolare fa parte del sistema nervoso ed è responsabile del controllo dell' equilibrio e dell'orientamento.
I sintomi vestibolari insorgono velocemente e progrediscono nel corso dei 2-3 giorni successivi fino a stabilizzarsi e poi migliorare. Il proprietario nota solitamente il sintomo più caratteristico ed evidente: "head tilt", cioè la rotazione del capo da un lato.
Tra i segni clinici possono essere presenti anche la nausea e il vomito.

Solitamente l’unico altro sintomo neurologico presente è rappresentato dall’atassia (incoordinazione) più o meno marcata che  migliora con il risolversi della fase acuta della patologia.
Altri segni neurologici quali ad esempio il nistagmo (movimento rapido, ripetuto e involontario del globo oculare), la rotazione su se stessi, lo strabismo sono infrequenti e ci possono aiutare a diagnosticare correttamente la patologia.

Questo disturbo non necessita di terapia (antibiotici e corticosteroidi non hanno dimostrato di velocizzare la fase di recupero del paziente) e si risolve spontaneamente nell’arco di qualche giorno o settimana anche se possono persistere segni neurologici quali la rotazione permanente del capo.

Essendo una sindrome la cui causa è sconosciuta è importante, anche se si sospetta questa patologia, portare l’animale in visita dal proprio veterinario così da poter escludere che si tratti invece di altre patologie, come ad esempio l’otite media-interna per la cui cura è necessaria la somministrazione di antibiotici oppure ancora i corpi estranei (es. forasacchi) per la cui risoluzione è necessaria un'otoscopia in sedazione.











Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello

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martedì 16 gennaio 2018

Che cosa è il duprasi?

Il duprasi è un piccolo roditore dal temperamento molto docile.

Il suo nome scientifico è Pachyuromys duprasi ed è originario del nord Africa, dove vive in zone aride con scarsa vegetazione e scava gallerie profonde fino ad un metro.

La particolarità del duprasi è la sua coda: è quasi completamente priva di pelo, ha la forma di una clava e misura circa 5 cm. Essa rappresenta per il duprasi un importante deposito di tessuto adiposo (nei soggetti sani ed in buono stato di nutrizione è ben arrotondata).

Il suo corpo misura una decina di centimetri, è tozzo e rotondeggiante con una folta e soffice pelliccia, color agouti (grigia e marrone) dorsalmente e bianca ventralmente e dietro le orecchie. Il musetto è appuntito e dotato di lunghi baffi e grandi occhi. Il peso è di circa 60 grammi nelle femmine e di 80 grammi nei maschi.

Che cosa è il duprasi - 2

In natura il duprasi ha abitudini notturne, ma in cattività ha periodi di attività sia di giorno che di notte.

E’ un animale insettivoro, cioè si nutre principalmente di invertebrati. La sua dieta, però, è integrata anche dall'assunzione di vegetali. In cattività l’alimento ideale è rappresentato da pellet per roditori insettivori contenente il 18% di proteine. Si possono inoltre somministrare piccole quantità di vegetali, grilli e farfalle notturne. Le larve di insetti vanno somministrati solo in piccole quantità, ed integrate con il calcio. Gli alimenti per criceti, a base di semi, cereali e frutta secca, sono da evitare.

I duprasi sono sempre più diffusi come animaletti da compagnia. In casa andrebbero tenuti in ampi alloggi (preferibilmente a pareti lisce, senza sbarre) con il fondo pieno e un substrato abbondante di segatura o truciolato. La lettiera può essere pulita una volta alla settimana perchè i duprasi, essendo adattati ad un clima arido, producono scarsa urina e quindi tendono a sporcare poco il fondo. È indispensabile che siano presenti dei nascondigli come una casetta che può essere imbottita con del fieno morbido e sottile o della carta da cucina a pezzetti. L’ambiente può essere arricchito con tubi di cartone od altri giochini ed una ruota piena (quelle con le sbarrette sono pericolose per le loro zampette!) grazie alla quale l‘animale potrà svolgere attività fisica e "tenersi occupato". Il duprasi adora rotolarsi nella sabbia, facendo dei veri e propri "bagni”. In commercio è presente una sabbia specifica per roditori adatta proprio a questo utilizzo.

La temperatura ambientale ideale è di 24°C e l’umidità di 35-50%. 

I duprasi possono essere tenuti anche singolarmente perché non soffrono la solitudine.

Cosa è il duprasi - 1

Per distinguere i maschi dalle femmine, a parte il peso maggiore nei maschi, bisogna osservare la distanza ano-genitale, maggiore nel maschio. Inoltre nei maschi adulti sono visibili voluminosi testicoli, mentre nella femmina dopo i 4 mesi di età sono visibili 4 paia di capezzoli.

I duprasi raggiungono la maturità sessuale a circa 3 mesi di età. Per far riprodurre questi roditori il maschio e la femmina vanno messi insieme in un ambiente nuovo per entrambi, e osservati con attenzione per parecchi minuti per assicurarsi che non si azzuffino. Se la coppia si accetta, maschio e femmina vanno lasciati insieme per una settimana. In cattività i duprasi sono in grado di riprodursi tutto l’anno.

La gravidanza dura all'incirca una ventina di giorni. La femmina costruisce un nido in cui alleva i piccoli, che sono in media 3 per parto (tra 1 e 7). Alla nascita i cuccioli sono molto immaturi, ciechi, sordi e privi di pelo, con un peso di circa 2,5 g. Poi, però, crescono velocemente, raddoppiando le loro dimensioni dopo la prima settimana di vita. A due settimane circa aprono gli occhi, a tre settimane di vita iniziano già a consumare cibo solido a 21 giorni di vita ed a quattro settimane sono svezzati. Dopo lo svezzamento è importante separare i figli dalla madre formando due gruppi di sesso opposto.

La vita media di questo piccolo roditore è di circa 4 anni. Durante questo lasso di tempo è fondamentale effettuare dei controlli veterinari per prendersi cura al meglio del proprio duprasi: una prima visita per farsi dare tutti i consigli sulla gestione e per verificare la salute del nuovo arrivato e poi almeno un controllo all’anno.

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lunedì 30 ottobre 2017

La feromonoterapia

  • Che cosa sono i feromoni?

I feromoni sono sostanze chimiche utilizzate come mezzo di comunicazione sia nel mondo animale che vegetale. Nel mondo animale questa tipologia di comunicazione viene utilizzata da insetti,pesci ,rettili e mammiferi. I feromoni vengono escreti nell'ambiente esterno e sono in grado di modificare il comportamento di un altro animale ricevente appartenente alla stessa specie. Tra i mammiferi i carnivori possiedono il maggior numero di strutture adibite alla produzione di feromoni. Nonostante i numerosi studi a riguardo è ancora in parte sconosciuto il meccanismo fisiologico attivato dalle secrezioni feromonali.


Nei mammiferi sono secreti in maniera involontaria ed escreti da ghiandole distribuite nell'epidermide e dalle mucose attorno agli orifizi (bocca,ano ecc).
Nel cane e nel gatto i feromoni vengono escreti principalmente dalle ghiandole periorali, dalle ghiandole sebacee del solco intermammario, dalle ghiandole ceruminose del padiglione auricolare, dalle ghiandole anali, dalle ghiandole sottocaudali e sopracaudali della coda e dalle ghiandole podali. Oltre alle ghiandole citate è possibile trovare feromoni anche nella saliva, nelle urine,nel liquido amniotico e nelle feci.
I feromoni possono essere trasmessi attraverso l'aria e l'acqua oppure depositati su superfici o sul suolo. La percezione nel cane avviene attraverso un comportamento denominato flehmen o lip-curl ,che consiste nel sollevamento del labbro superiore a bocca leggermente aperta in fase inspiratoria con successivo leccamento e arricciamento del tartufo. Nel gatto si manifesta con movimenti della lingua.




  • La feromonoterapia

L'idea che i feromoni potessero essere utilizzati nella terapia comportamentale nacque negli anni novanta con gli studi sul comportamento di marcatura facciale e urinaria del gatto. In seguiti a questi studi sono stati creati feromoni di sintesi per cani e gatti contenuti nei più famosi prodotti in commercio sotto forma di diffusori,collari,vaporizzabili.



La feromonoterapia può svolgere un ruolo importante in cane e gatti che presentano uno stato patologico ansioso,fobico o depressivo ed è da utilizzare sempre in associazione ad un progetto riabilitativo e in alcuni casi ad altri strumenti terapeutici (farmacologici ad esempio). In particolare nel gatto è molto importante la valutazione del territorio in cui vive e la sua ristrutturazione oltre al riequilibro delle relazioni familiari.



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martedì 19 settembre 2017

L’Ancistrus

L’Ancistrus è un pesce osseo di acqua dolce appartenente alla famiglia Loricaridae ed alla sottofamiglia Ancistrinae. E’ originario dei fiumi del Sud America, dove vive in gruppi su fondali principalmente ghiaiosi sopravvivendo anche in acque povere di ossigeno.

Presenta un corpo allungato ed una grande testa dotata di una bocca a ventosa rivolta verso il basso. Comunemente ha una colorazione scura con macchie o striature più chiare. Esistono numerosissime specie e varietà che si distinguono per le dimensioni, da 10 fino a 19,5 cm, e per i colori differenti, tra cui l’albino. L’Ancistrus può anche cambiare colore, presentando macchie marmorizzate più chiare o più scure. Questo non è un segnale di malattia, ma è solo conseguenza di normali variazioni a causa di stress, dominazione o semplicemente di mimetismo.

Acistrus 2             Ancistrus 1

I maschi si distinguono facilmente dalle femmine per la presenza di escrescenze carnose sulla testa che possono diventare molto lunghe nei soggetti più anziani.

Ancistrus 6

Gli Ancistrus sono pesci molto comuni negli acquari d’acqua dolce tropicali. Hanno un carattere tranquillo e convivono serenamente con altri pesci anche di piccole dimensioni. Vivono bene in acqua con pH compreso tra 6 e 8, durezza di 6-15 GH e temperatura compresa tra i 23 ed i 27 gradi. L’acquario dovrebbe avere una capacità di almeno 100 litri per ospitare una coppia e dovrebbe essere dotato di grotte, legni o pietre accatastate che possano fungere da nascondigli durante la giornata. Questi pesci infatti vengono fuori solo la sera o la notte, momento in cui cercano il cibo. Oltre alle alghe ed ai comuni alimenti specifici presenti in commercio possono essere alimentati talvolta con insalata, spinaci, fette di patate, cetrioli, zucchine e piselli. Le verdure vanno lessate e messe sul fondo impedendo loro di galleggiare.

Per quanto riguarda la riproduzione gli Ancistrus formano coppie fedeli nel tempo. La femmina depone le uova in fessure o cavità e le “incolla” alle pareti. Il maschio sorveglia le uova (fino a 200, di colore leggermente arancione e con un diametro di pochi millimetri) e poi si prende cura degli avannotti nei loro primi giorni di vita.

Ancistrus 5              Ancistrus 7

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martedì 18 luglio 2017

Axolotl: un anfibio particolare

L’Axolotl (nome scientifico Ambystoma mexicanum) è un anfibio molto particolare. Può essere detenuto nell’acquario di casa con documentazione specifica (CITES appendice II, reg. UE 338/1997, allegato B). E’ una salamandra originaria del Messico (lago di Xochimilco). Ormai in cattività si trova facilmente, invece in natura risulta quasi estinto.

La sua principale peculiarità è la neotenia, ossia la possibilità di diventare adulto senza trasformarsi in animale terrestre, cioè quasi mai da girino si trasforma in salamandra. La metamorfosi si verifica solamente in condizioni di stress ambientale (poco ossigeno, scarsità di acqua, sovraffollamento). L’axolotl, infatti, può trascorrere la sua intera vita come animale esclusivamente acquatico respirando sott’acqua con branchie molto sviluppate.

Un’altra caratteristica interessantissima è la capacità di rigenerazione di parti del corpo. Se danneggiato, infatti, è in grado di rigenerare senza cicatrici gli arti ed alcuni organi. Le sue cellule sono molto simili a quelle staminali adulte dei mammiferi.

L’Axolotl può raggiungere la lunghezza di circa 30 cm e vivere fino a 20 anni. E’ un animale più crepuscolare e notturno. La sua testa è grande e gli occhi sono privi di palpebre. La coda è lunga ed appiattita lateralmente e funge da organo propulsore per il nuoto. Gli arti sono sottosviluppati e possiedono dita lunghe e sottili. Gli axolotl sono in grado di respirare sott’acqua grazie alle branchie, ma possiedono anche i polmoni per cui riescono a respirare anche l’ossigeno atmosferico, ingoiando aria dalla superficie esterna.

Axolotl - 1

Normalmente il colore della pelle è marmorizzato marrone o grigio scuro (marrone/grigio con macchioline dorate), di tonalità più chiara sul ventre, ma esistono quattro diverse pigmentazioni:

  • Leucistico (rosa pallido con occhi neri);

  • Albino (dorato o rosato con occhi rossi);

  • Assantico (grigio con occhi neri);

  • Melanoide (completamente nero).

Oltre a queste varianti c’è un’ampia diversità anche nella grandezza, nella frequenza e nell’intensità delle macchioline dorate.

Immagine correlata

Per la detenzione è necessario disporre di un acquario grande (per una coppia almeno 80x40x40 cm) con fondale a granulometria fine (sabbia o ghiaietto), fornito di nascondigli (legni, rocce e grotte) e robuste piante acquatiche. E’ importante fornire una buona qualità ed ossigenazione dell’acqua, il pH e la temperatura corrette. L’acquario, infine, dovrebbe rimanere illuminato per circa 10-12 ore al giorno.

Per quanto riguarda la dieta gli axolotl si nutrono di larve, pesciolini, piccoli crostacei, molluschi, lombrichi ed insetti. In cattività possono essere alimentati con mangimi in pellet e prede vive.

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martedì 14 febbraio 2017

Arriva un cucciolo in casa, come comportarsi?



L’arrivo di un cucciolo in famiglia è sempre un grande evento, ma quali sono le regole per una corretta gestione e gli errori da non commettere?
Scopriamoli insieme !
  • Come comportarsi il giorno dell’adozione del cucciolo?
Per prima cosa è possibile applicare in casa diffusori di feromoni di sintesi collegati alla presa elettrica qualche ora prima dell’arrivo del cane . I feromoni sono sostanze chimiche rilasciate a scopo comunicativo nel cane e che questo caso avranno il fine di calmare e rassicurare il cucciolo.
cane-cuccia
Per la prima notte è necessario preparare una cuccia accogliente e posizionarla nella camera del proprietario in modo che il cucciolo riesca a riposare tranquillamente e che il proprietario possa rincuorarlo se dovesse piangere o trovarsi in difficoltà.

  • Come gestire il comportamento eliminatorio nel modo corretto?
Nelle prime settimane il cucciolo dovrà imparare ad urinare e defecare nel luogo designato dal proprietario. La metodologia di insegnamento non dovrà avvalersi di punizioni ma sarà basata sul rinforzo positivo. Per prima cosa bisogna designare un luogo per le deiezione che potrà essere il giardino,un giornale o una traversina. Dopodiche bisognerà accompagnare il cucciolo frequentemente in questo luogo e soprattutto in alcuni momenti della giornata come ad esempio dopo il pasto,dopo il sonnellino,dopo il gioco. Infatti questi sono i momenti in cui il cucciolo avrà più necessità di sporcare e quindi potremo utilizzarli per insegnargli il comportamento corretto da seguire. Ogni volta che il cucciolo sporcherà nel luogo designato dovrà essere premiato e gratificato.

  • Come gestire i comportamenti desiderati e quelli indesiderati?
Ogni volta che il cucciolo mette in atto un comportamento desiderato (ad esempio sporca sulla traversina,in giardino o per strada) dovrà essere premiato e gratificato.
Spesso i cuccioli “ rubano “ o mordicchiano oggetti in casa,in questi casi non bisognerebbe sottrarre l’oggetto in questione o sgridare il cane ma proporre uno scambio con un suo giocattolo o un bocconcino a lui gradito. L’atteggiamento corretto da adottare è quello di proporre un’alternativa gradevole in modo da favorire questo agli altri oggetti di casa o dei nostri calzini.
cane-calzino
  • Come favorire la socializzazione e la costruzione di un buon bagaglio di esperienze?
Nei primi mesi di vita è essenziale che il cane abbia la possibilità di socializzare correttamente con diverse specie animali( cani,gatti,uomini,) e di costruirsi un bagaglio di esperienza adeguato al fine di diventare un adulto equilibrato e in grado di risolvere i problemi che incontrerà nel corso della sua vita.
Per favorire la conoscenza del mondo che lo circonda è importante portare il cucciolo in città per imparare a riconoscere i rumori e favorire il contatto controllato con uomini donne e bambini. Inoltre bisogna permettere al cucciolo di giocare in libertà con i suoi conspecifici (cuccioli e adulti sia maschi che femmine) selezionando soggetti disponibili,non aggressivi e molto pazienti. Il gioco libero tra cuccioli dovrebbe sempre essere supervisionato da un cane adulto moderatore o dal proprietario per evitare che i cuccioli “esagerino”. Anche il contatto con altre specie animali dovrebbe essere favorito in questo periodo della vita del cane ( ad esempio con gatti molto tranquilli).
Appena possibile bisognerebbe portare il cucciolo a fare passeggiate per scoprire luoghi e situazioni diverse tra loro.

  • Cos'è una Puppy Class e perchè è importante parteciparvi?
puppy-class
La “Puppy Class” è paragonabile ad un asilo per cuccioli, un luogo dove questi possono apprendere, in un clima sereno e gioioso, i primi rudimenti della convivenza, del gioco e dell’ubbidienza. Un luogo in cui i proprietari possono acquisire semplici strumenti per educare il proprio amico a quattro zampe, divertendosi e garantendo un sereno equilibrio nella famiglia e, conseguentemente, nella società in cui entrambi vivono, condividendone le dinamiche.
Il principale scopo di questa scuola è guidare il cucciolo nella fase critica della socializzazione dopo il distacco dalla madre.


Per maggiori informazioni o per iscriverti alla puppy Class visita il nostro sito http://www.puppyschool.it/2011/08/la-puppy-class.html , oppure contatta la Clinica Veterinaria Borgarello al numero 0116471100 oppure via mail all’indirizzo info@clinicaborgarello.it .
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martedì 17 gennaio 2017

La shampoo terapia negli animali

L'uso della shampoo terapia negli animali domestici trova indicazione terapeutiche in molte affezioni cutanee oltre che avere un benefico effetto cosmetico.
Ovviamente il solo uso di questo tipo di terapia non può guarire una patologie dermatologica ma permette a volte di utilizzare meno farmaci e di tenere sotto controllo patologie croniche.
Gli unici svantaggi di questo tipo di terapia possono essere l'impegno richiesto in termini di tempo al proprietario e raramente reazioni avverse ai prodotti che vengono utilizzati.

Tutte le case farmaceutiche fanno grandi investimenti per formulare nuovi prodotti che siano efficaci e specifici per alcune patologie. Proprio per questo motivo gli shampoo non sono tutti uguali e la scelta del prodotto deve essere ponderata a seconda del problema. Deve inoltre essere precisato che non vanno mai usati sui nostri animali domestici shampoo ad uso umano perchè il pH del mantello è diverso da quello della cute dell'uomo.
Oltre ai principi attivi  un altro importante fattore su cui il proprietario deve essere informato è la corretta modalità di utilizzo, soprattutto per quanto riguarda la frequenza dei bagni e il tempo di contatto tra shampoo e cute. La maggior parte dei prodotti richiede un tempo di posa di circa 10 minuti e non sempre per il proprietario questo è possibile. Nel caso in cui lo shampoo sia prescritto a fini terapeutici spesso risulta più facile far eseguire il bagno da personale specializzato presso una toeletta.
Se il proprietario decide di fare il bagno a casa gli si può consigliare di tenere un timer a portata di mano per controllare effettivamente il tempo di posa e di far scorrere il tempo massaggiando delicatamente la cute, gesto che l'animale di solito apprezza.


Gli shampoo possono essere classificati a seconda della loro azione in:
- antisettici, vengono utilizzati per diminuire la popolazione di batteri e miceti presenti sulla cute. Appartengono a questa categoria la clorexidina con concentrazione 0.5-2% e il benzoile perossido che agisce più in profondità nel follicolo pilifero esercitando un'azione di flushing. Il benzoile perossido ha però un'azione irritante se utilizzato per lunghi periodi in quanto provoca disidratazione cutanea. Ad oggi sembra che la clorexidina sia il miglior antisettico, ben tollerata, agisce anche in presenza di detriti cutanei e sembra che la sua azione perduri fino a 7 giorni dopo il bagno. Altri antisettici sono l'etil lattato e il triclosan
Tra i principi attivi attivi nei confronti dei miceti ci sono il miconazolo, l'econazolo e la clorexidina
- antiparassitari, sono a base di piretrine e piretrodi ma sono ormai in disuso data l'ampia disponibilità di prodotti spot-on o sistemici che hanno maggior efficacia e minori effetti collaterali
- antiseborraoici, trovano indicazione nelle seboree primarie e secondarie e sono spesso presenti negli shampoo in associazione a principi emollienti e idratanti. Appartengono a questa categoria l'acido salicilido, lo zolfo, il perossido di benzoile e lo zinco gluconato
- idratanti e emollienti, hanno la funzione di ammorbidire e idratare lo strato corneo della cute aumentandone la quantità di acqua. Rientrano in questa categoria l'urea, la glicerina, gli acidi grassi, il glicole propilenico, l'acido lattico e i ceramidi

- antiprurito, trovano largo impiego nella gestione delle patologie allergiche. Sono a base di avena colloidale, un composto naturale ottenuto dal cereale che ha proprietà idratanti, antinfiammatorie e detergenti

Oltre che come terapia lo shampoo è molto spesso usato a fini estetici e di pulizia degli animali con cui conviviamo. Anche in questi casi è comunque importante scegliere uno shampoo adatto al pH della cute dell'animale per cui è sempre bene chiedere consiglio al Veterinario 

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martedì 23 agosto 2016

Tricobezoari o boli di pelo nel gatto

I tricobezoari nel gatto vengono comunemente chiamati "boli di pelo" e si presentano come ammassi di materiale abbastanza compatto di forma cilindrica.
Fisiologicamente tutti i gatti ingeriscono piccole quantità di pelo durante le normali operazioni di pulizia del mantello.



Ci sono però patologie, ad esempio dermatologiche, che portano all'ingestione di grandi quantità di pelo che il gatto non riesce ad eliminare. Lo stesso problema può avvenire anche per alterazioni del normale transito intestinale.

Le indagini diagnostiche dovrebbero quindi sempre essere mirate all'individuazione della patologia sottostante e dove possibile alle sua cura.
Per quanto riguarda il trattamento sintomatico dei tricobezoari esistono in commercio numerosi prodotti appositamente studiati (alimenti o integratori sotto varie forme) per ridurre l'eliminazione del pelo con il vomito.


Prima di aver individuato la causa è fondamentale mantenere o ripristinare il normale stato di idratazione dell'animale attraverso tecniche per aumentare l'assunzione di acqua/liquidi o con integrazione di fluidi per via sottocutanea o endovenosa a seconda della gravità.
Nella fase "acuta" le paste per il pelo dovrebbero essere somministrate in gran quantità tutti i giorni per poi proseguire con una frequenza adatta successivamente.
Fondamentale è la spazzolatura del mantello che dovrebbe essere fatta in maniera costante durante tutto l'anno e che diminuisce notevolmente la quantità di pelo che il gatto ingerisce.



Esistono anche spazzole apposite per rimuovere il pelo più sottile ma queste devono essere usate con cautela perchè risultano più "aggressive".



La ricerca della causa sottostante dovrebbe essere rivolta verso diversi apparati;
-disturbi dell'apparato digerente
-cause comportamentale/stress
-cause dermatologiche con alla base prurito
-patologie scheletriche-patologie addominali e urinarie
Solo dopo aver presto in considerazione tutte le possibili cause si procederà al trattamento sintomatico della patologia.



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giovedì 1 ottobre 2015

Il cincillà


Il cincillà per via del suo carattere docile e la tenerezza del suo aspetto è un piccolo roditore oggi molto diffuso come animale domestico.
Questo animaletto è un eccellente arrampicatore e ha una longevità media di 10 anni. E’ originario della fascia andina di Bolivia, Perù e Cile. Oggi è presente in natura solo nel Cile settentrionale, dove vive in gruppi familiari o colonie da 10 a 100 individui organizzati contro l’attacco dei predatori con segnali sonori. Venne importato in Europa ad opera dei conquistadores castigliani con lo scopo di allevarlo, inizialmente, per la sua pregiata pelliccia.
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Il cincillà ha un mantello lungo e folto originariamente di color grigio-ardesia (anche se tra gli esemplari allevati attualmente esistono diverse varietà di colore) e molto morbido, tranne che sulla coda dove si presenta più scuro ed ispido. Le zampe anteriori sono ridotte, mentre quelle posteriori sono ben sviluppate e con evidenti adattamenti alla corsa. La lunghezza del suo corpo arriva a 25-30 cm con una coda molto lunga, fino a 15 cm. Le orecchie sono larghe e rotondeggianti. Il maschio pesa circa 500 g, mentre la femmina risulta più grande, raggiungendo anche gli 800 g.
Per quanto riguarda le abitudini di vita, il cincillà è un animale ad attività crepuscolare e notturna. Nonostante questo è in grado di adattarsi bene alla vita diurna dei suoi proprietari.
I cincillà necessitano di in una gabbia molto spaziosa, di 80x50x100 cm come minimo e con molti piani. Come lettiera si possono utilizzare fieno in strato spesso, trucioli di legno o segatura (la lettiera da gatto in sabbia va evitata perché potrebbe essere mangiata!). E’ necessario anche mettere a disposizione un nido in legno in alto su uno dei lati della gabbia e grandi rami per assicurare l’esercizio fisico.
Per quanto riguarda l’alimentazione, il cincillà è un roditore strettamente erbivoro. La sua dieta è composta essenzialmente da un’alimentazione secca: alimento completo sottoforma di pellets con un livello di proteine pari al 18-20% e fieno di buona qualità distribuito ad libitum.
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Questo roditore è abbastanza delicato, infatti può essere affetto da svariati disturbi. Le principali patologie riscontrabili interessano le vie respiratorie e gastro-enteriche.
I fattori predisponenti più comuni che possono provocare disturbi a carico dell’apparato respiratorio sono: correnti d’aria, ventilazione insufficiente, igrometria inadeguata, trasporto e qualsiasi stato di stress. Diversi possono essere gli agenti responsabili: Pasteurella multocida, Bordetella bronchiseptica, Klebsiella pneumoniae, Diplococcus pneumoniae, Staphylococcus spp. e Streptococcus spp.
I disturbi più comuni a carico dell’apparato digerente sono:
- anomalie dentarie e malocclusioni;
- affezioni gastroenteriche di origine nutrizionale (meteorismo: per eccesso di verdura nella razione; costipazione: soprattuto per mancanza di abbeveramento, talvolta per atonia intestinale in soggetti anziani o per mancanza di esercizio; enteriti: per cambiamento improvviso del regime alimentare o per razione inadatta);
- enteriti batteriche (da Yersinia, Salmonella, Listeria, Pseudomonas aeruginosa, Proteus mirabilis ed Escherichia coli);
- enteriti iatrogene (possono insorgere in seguito a terapia antibiotica inadeguata);
- enteriti parassitarie (coccidiosi, criptosporidosi, giardiasi ed elmintiasi);
- prolasso rettale (possibile conseguenza di diarree, intensi sforsi espulsivi o stress);
- affezioni legate all’ingestione di peli (tricobezoari, costipazione, occlusione intestinale).
Anche il cincillà quindi, come tutti gli animali domestici, necessita oltre che dell’amore da parte del proprietario anche di molta attenzione e controlli veterinari.
Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
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martedì 4 agosto 2015

Il criceto dorato

Il criceto dorato, o siriano, è una delle specie di criceto più diffuse.
Il suo nome scientifico è Mesocricetus auratus, è originario delle zone desertiche del Medio Oriente ed è considerato come animale domestico dal 1839.
Questo piccolo roditore può raggiungere al massimo il peso di 130-150 grammi, con una mole somatica superiore nelle femmine rispetto ad i maschi; la lunghezza totale del corpo è di 15-17 cm e quella della coda di 1,2 cm.
 criceto dorato - 1
Rispetto ad altre specie di criceto più piccole, questa ha una longevità media maggiore, che si aggira tra i 2 ed i 3 anni e mezzo.
Come tutti i criceti anche quello dorato ha attività principalmente notturna.
Gli adulti tendono ad avere vita solitaria, motivo per cui dopo il raggiungimento della maturità sessuale, verso il primo mese di vita, manifestano forte aggressività verso i loro simili, sia dello stesso sesso che di sesso opposto.
Il criceto dorato è un animaletto molto pulito e poco esigente, però è molto importante che sia gestito nella maniera corretta.
L'habitat più adatto sarebbe un terrario grande e profondo dove il criceto possa scavare delle gallerie proprio come farebbe in natura. Vanno bene, però, anche le gabbie con le sbarre orizzontali, preferibilmente con le misure di almeno 50x30x30 cm. Sono sconsigliate, invece, le gabbie di plastica perchè non consentono un'aerazione adeguata.
La gabbia andrebbe poi posizionata in un luogo fresco e lontano da rumori o fonti di stress.
Come lettiera possono essere usati trucioli di abete, segatura di legno o carta e sarebbe opportuno cambiarla 1 o meglio 2 volte alla settimana per tenere sempre l'ambiente bello pulito ed evitare infezioni dermatologiche.
Elementi indispensabili nella gabbietta sono il beverino o biberon verticale ed una o più mangiatoie. Accessori invece possono essere ruotine, scale, gallerie di tubi o ramificazioni per far divertire il nostro piccolo amico.
criceto dorato - 2
Per quanto riguarda l'alimentazione bisogna ricordarsi che il criceto è un roditore onnivoro. Possono essere date miscele preconfezionate o pellets per criceti contenenti il 16% di proteine, o razioni casalinghe composte da semi, fiocchi d'avena, pane secco, verdure, frutta fresca, proteine animali.
Il criceto dovrebbe essere manipolato regolarmente fin dal primo giorno in casa in modo da abituarlo alla nostra presenza ed a sviluppare un carattere dolce e socievole nei confronti delle persone. La condotta più adeguata per prenderlo consiste nel racchiudere l'addome tra pollice ed indice, posando il criceto sul palmo dell'altra mano; si può prendere anche con due mani unite a formare un incavo. Se non è necessario si può tranquillamente evitare di afferrarlo per la collottola.
Il criceto dorato non ha bisogno di vaccinazioni, ma è meglio che sia portato regolarmente dal veterinario per fare dei controlli dal momento che può essere soggetto a diverse patologie.
Tra le patologie più comuni al primo posto ci sono quelle dermatologiche, che possono essere causate da parassiti (acari come Demodex, pulci o funghi) o batteri, od ancora avere origine neoplastica (i tumori nei criceti soprattutto anziani sono molto comuni) od endocrina.
Altre patologie sono quelle dell'apparato digerente, come la malocclusione degli incisivi (è sempre molto importante il controllo dei denti durante la visita!), l'ileite proliferativa (o malattia della coda bagnata, che può colpire soggetti giovani), altre enteropatie di origine batterica o parassitaria.
Altre patologie ancora sono quelle respiratorie (es. rinite, polmonite) e legate alla riproduzione (es .metrite, infezione dell'utero nelle femmine).
Il criceto dorato è un simpaticissimo animaletto da compagnia che, nonostante le sue poche esigenze, deve essere trattato con molta cura e dolcezza in modo da far vivere bene lui e noi insieme a lui.
Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
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martedì 9 giugno 2015

Convivenza con il coniglio

In questo articolo parleremo della possibilità di convivenza tra un coniglio ed altri animali, domanda molto frequente. Ormai, infatti, il coniglio è sempre più diffuso come animale da compagnia.
CONVIVENZE POSSIBILI
- CONIGLIO-CONIGLIO
Il coniglio è un animale sociale che ama la compagnia dei suoi simili.
Formare una coppia od un gruppo di conigli, però, non è sempre una cosa semplice, dipende molto dal carattere di ciascuno, dall’età, dallo spazio a disposizione e dal tempo che viene dedicato per l’inserimento.
E’ possibile formare una coppia costituita da maschio e femmina sterilizzati, di varie età e di varie razze e dimensioni. E’ difficile, se non impossibile, invece, formare una coppia di conigli dello stesso sesso (in realtà la convivenza è possibile se due maschi o due femmine sono cuccioli e crescono insieme ed al raggiungimento della maturità sessuale vengono sterilizzati per evitare territorialità e conseguenti litigi), non sterilizzati, o che vivano in spazi ridotti (gabbie o piccoli recinti).
Per formare un gruppo i soggetti dovrebbero essere tutti sterilizzati. In questo modo viene facilitato l’inserimento perché risultano meno aggressivi e territoriali. Per la buona riuscita sono comunque necessari un buon carattere di ogni coniglio e spazio adeguato.
Coniglio-coniglio
- CONIGLIO-CANE
Per la convivenza tra cane e coniglio bisogna fare molta attenzione perché il cane, per suo istinto naturale, è un predatore. Cani anche di buon carattere potrebbero inseguire il coniglio spaventandolo o vederlo come un gioco fino ad aggredirlo.
Se si vuole affiancare un cane ad un coniglio si deve usare molta prudenza e pazienza per abituarli gradualmente alla presenza l’uno dell’altro. Molto dipende dal carattere del singolo soggetto, però, in linea generale, sono sconsigliati cani da caccia (per il loro spiccato istinto predatorio) o cani di taglia grande (vista la notevole differenza di peso) o cuccioli molto irruenti.
Cane-coniglio
- CONIGLIO-GATTO
Anche con il gatto bisogna fare molta attenzione dal momento che, come il cane, è un animale predatore. E’ sempre importante introdurre il nuovo animale con gradualità ed inizialmente fare approcciare i due sempre solo stretta sorveglianza.
Coniglio e gatto possono diventare molto amici soprattutto se il gatto è di buon carattere o è ancora cucciolo.
Gatto-coniglio
- CONIGLIO-CAVIA
Di solito quella tra cavie e conigli è una buona convivenza dato che la cavia è un animaletto tranquillo e poco territoriale. Vale sempre, però, la regola dell’inserimento graduale.
Cavia-coniglio
CONVIVENZE NON SEMPLICI
- CONIGLIO-CINCILLA’
Viste le differenze di comportamento, la convivenza tra coniglio e cincillà non è l’ideale. Il cincillà si potrebbe spaventare molto facilmente anche di fronte ad un coniglietto.
- CONIGLIO-CRICETI/GERBILLI/TOPINI
La convivenza tra questi piccoli animali è possibile anche se bisogna fare molta attenzione alla diversa mole somatica.
CONVIVENZE IMPOSSIBILI
- CONIGLIO-FURETTO
La convivenza del coniglio con il furetto, in natura un grande nemico del coniglio poiché suo predatore, è praticamente impossibile.
Articolo a cura della Dott.ssa Elisa Balocco
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martedì 17 marzo 2015

L’obesità nel cane

L’obesità è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una condizione patologica caratterizzata dall’eccessivo deposito di grasso che porta a modificazioni di varie funzioni corporee.

cane obeso
Ad oggi questo problema è ampiamente diffuso nei nostri animali domestici, sia cani che gatti e infatti recenti studi sostengono che una percentuale variabile tra il 24% e il 44% dei cani portati a visita per diversi motivi sia obeso.

I fattori di rischio per lo sviluppo di questa patologia sono:
-razza: esistono sicuramente delle razze predisposte ma la casistica è molto diversa a seconda dei paesi e della maggior diffusione di alcune razze. Per quanto riguarda il nostro paese le razze sicuramente più predisposte sono rappresentate da labrador, golden retriever, beagle e cocker
-età: la frequenza dell’obesità aumenta con l’età del cane e del proprietario
-sesso: le femmine sono maggiormente predisposte rispetto ai maschi
-sterilizzazione: sia la sterilizzazione della femmina che la castrazione del maschio aumentano il rischio di obesità
-stile di vita: la mancanza di esercizio è uno dei fattori primari nello sviluppo dell’obesità
-tipo di cibo: molto importante risulta essere la quantità di cibo ingerito, la sua composizione e i vari “extra” che vengono somministrati al cane come premio/ricompensa. Risulta invece ininfluente il numero di pasti giornalieri
Esistono poi altri fattori di rischio il cui ruolo però non è ancora ben chiarito.

Fat Beagle, 3 years old, sitting against white background

Come abbiamo detto l’obesità è una vera e propria patologia che può portare ad altre patologie estremamente gravi e invalidanti.

Tra queste ricordiamo:
-minor durata della vita: nel cane come nell’uomo
-patologie osteoarticolari: non solo per quanto riguarda i cani anziani ma a tutte le età. I danni spesso sono irreversibili e l’animale entra in un circolo vizioso da cui è difficile uscire
-intolleranza allo sforzo e problemi cardiorespiratori: il primo miglioramento che i proprietari notano in seguito alla perdita di peso del loro animale è che il cane risulta più vivace e gioca di più. La frequenza delle malattia cardiovascolari aumenta con l’obesità
-diabete mellito
-riduzione dell’immunità
-neoplasie
-malattie dermatologiche
-tecniche esplorative e difficoltà chirurgiche: aumento del rischio anestesiologico, del rischio operatorio e delle complicanze post operatorie

Semplificando possiamo dire che l’obesità è la conseguenza dello squilibrio energetico in cui l’assunzione di cibo supera il dispendio energetico per un periodo di tempo più o meno protratto.
L’assunzione energetica è l’insieme di tutti gli alimenti ingeriti, che vengono digeriti e metabolizzati. Il dispendio energetico è costituito da 3 componenti: metabolismo basale, termogenesi post prandiale e attività fisica.
Il metabolismo basale nel cane rappresenta circa il 55-70% del dispendio energetico totale ma ci sono notevoli differenze ad esempio tra le varie razze. Risulta quindi difficile stimare il fabbisogno energetico di un cane basandosi solo sulla sua “grandezza”.
La quantità di energia spesa durante l’attività fisica nel cane risulta invece difficilmente quantificabile in quanto non è possibile dire quanto consumi un cane in un’ora di corsa o di passeggiata.

Dopo aver visto cause e complicazioni dell’obesità torneremo a parlare dell’argomento nel prossimo articolo vedendo come prevenire e/o gestire il problema.

Articolo a cura della Dott.ssa Costanzo Francesca

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