venerdì 16 dicembre 2011

I linfociti: seconda parte

Oggi riprendiamo a parlare di linfociti, concentrandoci sulle loro funzioni: si tratta delle principali sentinelle difensive dell'organismo.

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Ricordiamo, per chiarezza, che i linfociti hanno la particolare capacità di passare dal sangue ai tessuti (e viceversa) in seguito a stimoli specifici, di cui parleremo a breve, che li inducono a replicarsi in sedi anche differenti dal midollo osseo (organi linfoidi) ed ad intraprendere un percorso (via linfatica) mirato a riversarli nel sangue. Esistono diverse classi di linfociti: T, B, natural killer (NK) e cellule dendritiche linfoidi derivanti tutte da un'unica cellula progenitrice comune, di provenienza midollare, che può andare incontro a differenti tipi di trasformazioni.

linfocita gatto

I linfociti B sono i principali responsabili della cosiddetta risposta immunitaria umorale (risposta antigenica) a cui partecipano, in realtà, anche i T, le cellule dendritiche e i macrofagi (quest'ultimi non trattati nel nostro percorso ematologico). Per immunità umorale si intende quel processo “difensivo” dell'organismo messo in atto nel momento in cui viene rilevata la presenza di organismi (virus, batteri ecc) o sostanze considerate “estranee”: il sistema immunitaria riconosce come “non-self” i suddetti perché espongono delle proteine sulla membrana chiamate antigeni differenti da quelle di appartenenza dell'ospite “invaso”. Contro questi antigeni, dopo una serie di complicati meccanismi in cui vengono coinvolte secondo precise sequenze le cellule sopra nominate, i linfociti B , trasformatisi prima in immunoblasti poi in plasmacellule, producono gli anticorpi (immunoglobuline) che si legano agli antigeni estranei con l'obbiettivo di “eliminare o rendere innocuo” l'intruso!. I linfociti B non si limitano soltanto a tale azione immediata ma, per così dire, sono in grado di “ricordare” gli antigeni contro cui hanno agito in passato e, ogni volta che li incontreranno, reagiranno replicandosi e producendo nuovi anticorpi contro questi.

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I linfociti T, invece, sono i protagonisti di un altro meccanismo difensivo denominato: risposta immunitaria cellulo-mediata. In questo tipo di reazione i linfociti non producono immunoglobuline che a loro volta devono essere trasportate contro gli antigeni estranei, ma migrano essi stessi al sito da difendere. L'intervento dei linfociti T e di questo tipo di risposta avviene in seguito a reazioni di citotossicità, di ipersensibilità ritardata o in casi di rigetto dopo trapianti (i nuovi organi vengono riconosciuti come estranei e contro di essi si scatena tale forma di difesa).

I linfociti NK, infine, possono intervenire anche senza aver identificato precedentemente antigeni estranei e lo fanno andando esse stesse contro la cellula bersaglio, provocandone la morte.

Finisce qui il capitolo riguardante i linfociti. Tra due settimane affronteremo l'altra classe di leucociti mononucleati: i monociti.

A cura della Dr.ssa Martina Chiapasco

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