mercoledì 14 dicembre 2011

Displasia dell’anca: il test di Ortolani

Continuiamo la disamina delle manovre da eseguire con il paziente in anestesia ed esaminiamo il segno di Ortolani. Ricordiamo che l’anestesia è di brevissima durata e non dannosa per il paziente.

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Il segno di ortolani è un rilievo ottenuto per palpazione e utilizzato in origine in medicina umana come indicatore di displasia. Oggi viene utilizzato rutinariamente in Medicina Veterinaria per valutare la laasità articolare e lo stiramento della capsula.

Il segno, un caratteristico rumore di “CLUNK”, si percepisce quando la testa del femore dalla posizione lussata ritorna nell’articolazione.

Il paziente viene anestetizzato e posto in decubito dorsale (sulla schiena), si posizione una mano a livello del ginocchio e adducendo il femore si ottiene la lussazione della testa dall’acetabolo, si inizia ad abducere (aprire) il femore fino a percepire lo scivolamento o il clunk del ritorno del femore nell’acetabolo.

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Quali possono essere i risultati del test:

Positivo: un test positivo indica la presenza di uno stiramento capsulare che può essere associato a displasia già manifesta o uno stadio in cui si può riscontrare solo la lassità articolare. Tutti gli stadi precoci vanno indagati a fondo perché indicano, soprattutto nei cuccioli, una forte tendenza allo sviluppo di displasia.

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Negativo: la presenza di un test negativo può rappresentare tre situazioni con prognosi e significati diversi. Può essere negativo nel cane che non presenta segni di lassità articolare e displasia. Può essere negativo nell’adulto in cui la fibrosi capsulare non permette di percepire un problema esistente. Può essere negativo nel cucciolo con una gravissima lassità articolare o con riempimento acetabolare o con una completa erosione del DAR (bordo acetabolare dorsale).

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In questa radiografia si vede una gravissima lassità articolare in cui non è percepibile il rientro della testa del femore nell’acetabolo.

Bisogna sempre ricordare che il paziente va valutato nel suo insieme e non è sufficiente un solo test per formulare una diagnosi o una prognosi.

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Articolo a cura del Dott. Bartolomeo Borgarello, Clinica Veterinaria Borgarello

Se vuoi inviare una mail: info@clinicaborgarello.it

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