mercoledì 6 febbraio 2013

Cardiomiopatia restrittiva del gatto

La cardiomiopatia restrittiva rappresenta la seconda forma più comune di cardiomiopatia del gatto.

Nella cardiomiopatia restrittiva non si osserva ipertrofia del setto o della parete posteriore del miocardio, ma include un insieme di condizioni patologiche differenti accomunate dalla presenza di un impedimento al riempimento ventricolare diastolico. La dilatazione atriale è più drammatica di quella osservata nella cardiomiopatia ipertrofica.

Nei primi stadi la funzionalità sistolica è normale, quando la malattia è estensiva , la cavità ventricolare sinistra diviene ridotta nelle dimensioni determinando una fase “obliterativa” della cardiomiopatia restrittiva.

cardiomiopatia restrittiva nel gt

SEGNALAMENTO E SEGNI CLINICI

Vengono colpiti prevalentemente i soggetti adulti e di sesso maschile.
La dispnea da edema polmonare o da versamento pleurico e la paresi da tromboembolia sono i più comuni segni clinici. La maggior parte degli animali presenta soffi cardiaci sistolici lievi.

DIAGNOSI
Nei gatti affetti da cardiomiopatia restrittiva si possono osservare anomalie della conduzione ventricolare e ritmi di galoppo.
Con la radiografia si evidenzia un ingrandimento atriale sinistro e la presenza di vene polmonari ingrandite e tortuose.
L’esame ecografico rileva una marcata dilatazione atriale sinistra o biatriale in assenza di una concomitante ipertrofia miocardica o anomalie valvolari. Aree iperecogene a livello endocardico sono caratteristiche e rappresentano lesioni fibrotiche tipiche della cardiomiopatia restrittiva. Le lesioni fibrotiche, a volte, sono impercettibili; altre volte, invece, sono talmente imponenti da formare ponti di tessuto che collegano aree diverse del miocardio o che attraversano addirittura il lume del ventricolo sinistro. Queste lesioni endocardiche possono talvolta causare obliterazione parziale o totale dell’apice ventricolare.

1cuore gatto

TERAPIA

Non è ancora disponibile una terapia specifica per il controllo della reazione fibrosa del tessuto. L’utilizzo di β-bloccanti o dei calcio-antagonisti non rappresenta una soluzione efficace per migliorare la funzionalità diastolica conseguente alla fibrosi.

PROGNOSI

La prognosi si basa sugli aspetti clinici e sulla risposta alla terapia.
Per questo un buona valutazione clinica e diagnostica permettono una risposta alla terapia migliore ma soprattutto una prognosi a lungo termine favorevole.

Articolo a cura della Dott.ssa Daniela Ferrari, Clinica Veterinaria Borgarello

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