venerdì 15 febbraio 2013

Terza età nel cane

Ogni volta che si fa riferimento all'età anagrafica del proprio cane viene subito da pensare a quanto corrisponda in termini umani e, spesso, si parte col conto alla rovescia per capire quanto tempo ancora il proprio amico a quattro zampe resterà con noi.
Capita frequentemente di sentire frasi del tipo: “Come vorrei che il mio cane vivesse più a lungo!” oppure “Non c'è niente che si può fare per farlo vivere di più?”. La risposta è sì..qualcosa si può fare!

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L'aspettativa di vita dei nostri animali domestici negli ultimi anni è notevolmente aumentata grazie ai progressi della medicina veterinaria e, soprattutto, alla migliore capacità di gestione da parte del proprietario. Molti, infatti, hanno raggiunto una consapevolezza ed un livello di informazione tale da riuscire ad adattare le attenzioni quotidiane alla fase di vita del proprio cane: cucciolo, adulto, anziano.
Un sondaggio recente, però, ha messo in evidenza che un terzo della popolazione statunitense non sa quando il proprio cane diventerà anziano. Questo significa che negli Stati Uniti milioni di famiglie non sanno quale sia il momento reale per iniziare a considerare e, quindi, a gestire il cane come un “anziano”.
Sapere quando il proprio amico a quattro zampe entrerà a tutti gli effetti nella terza età è un aiuto fondamentale per il proprietario perché lo mette nelle condizioni di adattare lo stile di vita del cane al suo naturale invecchiamento. Talvolta basta semplicemente un cambio di alimentazione, variare l'esercizio fisico e, soprattutto, la frequenza delle visite mediche per assicurargli una vita lunga e sana.

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Come regola generale un cane si considera anziano quando supera i sette anni di età. Agli estremi della media si trovano, da un lato, le razze grandi-giganti definibili vecchie dopo i 5 anni; dall'altro le razze piccole-toy, senior a partire dai 9 anni. Da ciò si può capire che non esiste una precisa linea di demarcazione tra l'età adulta e quella senile : ecco quindi l'utilità di imparare a cogliere piccoli “segnali” nel comportamento del nostro cane che rappresentano un vero e proprio campanello d'allarme di invecchiamento.
Uno dei primi segni dell'avanzamento di età è la maggior tendenza all'affaticamento e la riluttanza al movimento. Spesso i proprietari sono convinti che questo sia un atteggiamento del tutto naturale, privo di complicanze. In realtà, frequentemente, nasconde patologie ossee particolarmente dolorose e debilitanti (osteoartrite) oppure problematiche cardiache piuttosto serie. Tutto questo è ovviamente dovuto all'età che avanza ma dev'essere diagnosticato in tempi brevi se le si vuole tenere sotto controllo e garantire al cane una qualità di vita dignitosa.

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Un altro segno da non sottovalutare è la variazione di peso. E' pensiero diffuso che invecchiando un cane possa diventare obeso o, all'opposto, dimagrire semplicemente per età. L'aumento o la diminuzione del peso, in realtà, possono essere campanelli d'allarme di condizioni patologiche quali: disturbi alla bocca o ai denti, malattie endocrine ( diabete, ipotiroidismo, morbo di Cushing), patologie epatiche croniche, neoplasie. Quindi un controllo costante del peso aiuta anche a monitorare lo stato di salute.

E' inoltre importante fare attenzione a qualsiasi variazione nelle abitudini del nostro cane: un aumento o una diminuzione della sete, ad esempio, può essere sinonimo di patologie renali, endocrine, riproduttive

In alcuni casi il cane anziano sembra “cambiare carattere”. Si apparta, appare confuso, non risponde più ai comandi, è apatico, a volte emette delle strane vocalizzazioni. Attenzione a non sottovalutare questi segni poiché spesso sono indice di insorgenza di problemi di vista, mancanza di udito, demenza senile o altre patologie che, se riconosciute in tempo, possono essere affrontate con protocolli terapeutici adeguati.

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Non dimentichiamoci infine delle volte in cui il nostro cane appare debole o spossato: esistono infatti forme infettive acquisite dovute proprio ad un indebolimento progressivo del sistema immunitario. Questo fattore comporta un aumento della sensibilità alle malattie virali e giustifica la vaccinazione annuale degli animali anziani fino alla fine della loro vita.

Quanto detto ci fa capire che, benché la senescenza sia una fase naturale della vita di un cane, può diventare problematica laddove non si agisce in termini di prevenzione. Un'alimentazione adeguata, un buon esercizio fisico, uno stile di vita consono e la diagnosi ed il trattamento precoce di alcune malattie possono garantire al nostro amico il dovuto benessere anche in tarda età e, talvolta, allungargli la vita.

Il modo più indicato per pianificare le sue nuove esigenze prevede l'aiuto del veterinario di fiducia, colui che da sempre è stato vicino al nostro pet e che ha condiviso con noi l'avventura di un cucciolo che è diventato adulto e che si prepara ad affrontare al meglio una tappa fondamentale della vita: la terza età.

A cura della dott.ssa Katiuscia Camboni della Clinica Veterinaria Borgarello.

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