venerdì 23 agosto 2013

L’esoftalmo nel cane e nel gatto

 

L’esoftalmo è la protrusione del globo oculare (di dimensione normale) oltre la rima palpebrale. E’ causato da una lesione retrobulbare, solitamente una neoformazione (la cui natura può essere varia) che, occupando spazio, spinge l’occhio verso l’esterno. La più comune causa di esoftalmo è dovuta ad una cellulite o un ascesso retrobulbare: la differenza tra i due è minima, anche se è verosimile che in presenza di un ascesso il paziente abbia più dolore e l’esoftalmo sia forse più pronunciato. Entrambi possono essere causati da un corpo estraneo nello spazio retrobulbare , come un frammento di legno o un seme d’erba, e si osservano più comunemente nei cani giovani. Molto spesso il corpo estraneo è ipotizzato piuttosto che riscontrato, dal momento che spesso anche esami diagnostici approfonditi non riescono a visualizzarli. In alternativa, la presunta infezione batterica può raggiungere l’orbita per via ematogena. Anche una malattia dentale può causare un esoftalmo infiammatorio ed è più comune nei cani e nei gatti anziani. Anche le cause neoplastiche di esoftalmo sono più comuni nei soggetti anziani (di età superiore ai 9 anni). L’insorgenza è, di solito, più graduale e lo strabismo è molto più comune in presenza di casi di neoplasia che con cause infiammatorie. Inoltre, la direzione dello strabismo può aiutare a localizzare la massa: uno strabismo dorso-laterale può essere dovuto a una massa che si estende attraverso la camera nasale caudale nell’orbita, spingendo il globo verso l’alto e lateralmente. Masse che originano nel cono muscolare ( ad esempio, direttamente dal nervo ottico), causano invece una dislocazione in avanti del globo senza strabismo. La varietà di neoplasie che possono svilupparsi è dato dalla molteplicità di tessuti esistenti nell’orbita e nelle aree limitrofe.

La forma più grave di esoftalmo è la proptosi con prolasso anteriore del globo fuori dall’orbita. Questa è più comune nelle razze brachicefaliche (queste razze presentano infatti un’orbita poco profonda), molto spesso nei giovani adulti, ma può essere osservata dopo un grave trauma in qualsiasi razza di cane o gatto.

Le cause immunomediate di esoftalmo, come la miosite dei muscoli masticatori o extraoculari sono rare. Queste si verificano nei cani giovani, in particolare nel Pastore Tedesco, nel Weimaraner e nel Golden Retriever fra le altre razze di grande mole.

esoftalmo da miosite muscoli masticatori

All’esame oftalmologico l’animale, di solito, ha un aspetto anomalo. Nei casi monolaterali, il muso è asimmetrico. E’ importante differenziare un aumento di volume del globo oculare (presente ad esempio in un occhio glaucomatoso) da una deviazione verso l’esterno dello stesso (senza però un’alterazione nel volume dell’occhio).

La terza palpebra è, di solito, sollevata ed è frequente un certo scolo oculare, anche di tipo mucopurulento. E’ presente una resistenza alla retropulsione, e questo tipo di manualità, in alcuni animali, potrebbe risultare dolorosa. L’occhio colpito può esser infiammato, con iperemia congiuntivale e chemosi, cheratite da esposizione con eventuali ulcere corneali e una tumefazione periorbitale. In alcuni casi si può arrivare ad avere anche un distacco di retina o seri danni al nervo ottico.

Occorre esaminare il cavo orale per identificare eventuali patologie dentali, ferite o corpi estranei. Molti pazienti manifestano dolore all’apertura della bocca. Può essere presente scolo nasale, soprattutto nei casi di neoplasie nasali.

Oltre all’esame oftalmologico, ulteriori indagini sono necessarie per giungere alla diagnosi: uno degli esami più importanti è l’ecografia orbitale che permette di visualizzare le anomalie presenti nello spazio retrobulbare. La radiografia può essere invece utile nelle patologie che coinvolgono le strutture nasali e le radici dentali. La risonanza magnetica o la TAC rappresentano il “gold standard” per la visualizzazione dello spazio retrobulbare e devono essere prese in considerazione se si sta contemplando di ricorrere alla chirurgia, per delineare gli esatti margini di una neoplasia o per esempio per stabilire l’esatta localizzazione tridimensionale di un corpo estraneo. Tutte queste indagini mediante la diagnostica per immagini sono molto utili anche per l’eventuale prelievo di campioni di tessuto (citologici o istologici) in tutti quei casi in cui può risultare complesso distinguere una forma neoplastica da una forma infiammatoria. Ovviamente, in base al tipo di diagnosi si instaura un protocollo terapeutico dedicato: dal semplice trattamento medico nei casi di cellulite orbitale fino all’intervento chirurgico nei casi di patologie dentali o neoplastiche.

A cura della Dott.ssa Valentina Declame

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