martedì 16 febbraio 2016

Problemi di Vista nel Cane e nel Gatto Anziano

“Non vedo bene..starò invecchiando!”..Chi di voi, teen-ager a parte, non ha mai detto, o pensato, questa frase?

Gli anziani sono infatti maggiormente predisposti rispetto ai giovani a vari problemi oculari per diverse ragioni: alcuni disturbi sono il risultato dell’invecchiamento cellulare, ed alcune malattie sono il risultato di condizioni sistemiche come il diabete, l’ipertensione, i tumori etc, la cui frequenza è maggiore in età avanzata.

Come per gli esseri umani, anche nei cani e nei gatti anziani le patologie oculari ed problemi di vista sono situazioni frequenti.

Quando un animale perde la vista, assume un comportamento molto particolare, che difficilmente sfugge all’occhio del proprietario attento: si dimostra timoroso, quando cammina avanza con cautela per paura di urtare contro qualche ostacolo e mantiene il naso rasente al suolo al fine di scoprire anticipatamente il sia pur minimo odore che gli permetta di guidare il proprio passo.

Questo influenza sensibilmente le abitudini quotidiane dell’animale, e fa sì che la cecità sia facilmente riconoscibile dalle persone che con lui convivono.

Spesso però, le modificazioni nel comportamento e nell’andatura sono molto evidenti solo fuori casa: i cani ed i gatti possiedono infatti un'elevata capacità adattativa che li porta a sviluppare maggiormente gli altri sensi (olfatto e udito) per compensare il calo di vista. Molti animali, seppur ciechi o ipovedenti, sono in grado di muoversi con assoluta disinvoltura nel proprio ambiente.

Inoltre alcune patologie iniziano con una difficoltà di visione in particolari momenti della giornata: in questi casi si noterà, ad esempio, maggiore difficoltà quando la luce è scarsa, come di notte.

Esistono malattie oculari talmente evidenti da essere notate con facilità dai proprietari, mentre altre sono più subdole, e possono passare inosservate a lungo: l’animale può addirittura arrivare alla cecità senza che il padrone se ne sia accorto.

L’esame dell’occhio permette di scoprire molte anomalie che possono far divenire cieco un animale.

Gli occhi “sani” devono essere luminosi, limpidi e privi di sporcizia, secrezioni anomale o infiammazioni. I principali sintomi di malattia oculare sono il rossore, l’infiammazione degli occhi o delle palpebre, l’aspetto appannato od opaco della superficie oculare, l’eccessiva lacrimazione o la presenza di secrezioni anomale, la sporgenza della cosiddetta “terza palpebra” e la presenza di macchie sul pelo che circonda gli occhi.

gatto-anziano-occhi

Molto più complesso è risalire alla causa della cecità quando essa è secondaria ad una qualsiasi altra malattia: in tal caso occorre procedere per gradi partendo dall’esame clinico supportato da alcuni esami di laboratorio.

Molte sono le patologie che possono colpire le diverse strutture dell’occhio durante la terza età:

• Palpebre: neoformazioni, ectropion senile.

• Cornea: cheratite superficiale cronica, cheratocongiuntivite secca.

• Uvea: cisti iridee, neoplasie, uveiti, atrofia iridea.

• Cristallino: cataratte, lussazione della lente, atrofia senile del cristallino.

• Retina: atrofia progressiva della retina, emorragie retiniche, processi inifiammatori.

L’insorgenza delle neoformazioni palpebrali è in genere lenta e graduale.

Le neoplasie delle palpebre sono piuttosto comuni nei cani, mentre più raramente vengono osservate nel gatto.

Per fortuna, la maggior parte delle volte si tratta di forme benigne, e anche quelle maligne metastatizzano sporadicamente.

Dal punto di vista ottico, la cornea è la struttura più importante: essa deve apparire liscia e perfettamente trasparente per assicurare il passaggio della luce; la minima opacità può infatti compromettere la visione.

La cheratite superficiale cronica (CSK) è anche conosciuta come cheratite cronica immunomediata o panno corneale. I sintomi sono scolo mucoso lieve nell’angolo mediale dell’occhio, soprattutto al mattino, e l’ arrossamento.

La cheratocongiuntivite secca del cane è dovuta a un’insufficiente produzione della parte acquosa delle lacrime. Lesioni traumatiche ed infiammazioni croniche a carico delle ghiandole lacrimali ed alterazioni della loro innervazione possono causare una alterata lacrimazione. Tutto ciò, a lungo andare, può provocare un’infiammazione cronica sia della congiuntiva sia della cornea. I sintomi sono rappresentati da congiuntivite mucopurulenta in assenza di lacrimazione oppure presenza di pelo bagnato nell’area perioculare. La cornea e la congiuntiva perdono la lucentezza ed hanno aspetto opaco.

L’atrofia dell’iride è una lesione degenerativa che comporta uno spontaneo e progressivo assottigliamento dello stroma irideo o del margine pupillare.

L’uvea è uno degli strati di cui è composto l’occhio. Fanno parte dell’uvea l’iride, il “diaframma” dell’occhio, i corpi ciliari, che producono il liquido presente all’interno dell’occhio, e dalla coroide, che “nutre” la retina.

A causa del suo imponente afflusso sanguigno, l’uvea è un facile bersaglio di patologie che possono avere origine in altri distretti dell’organismo, facendo si che l’uveite, cioè l’infiammazione dell’uvea, possa essere uno dei primi segni di una malattia sistemica.

L’uveite non è quindi una malattia in sé, ma solo una infiammazione causata da una patologia.

I segni clinici possono essere molto variabili, da lievi (ammiccamento frequente, lacrimazione abbondante, occhio chiuso) ad estremamente gravi (emorragia intraoculare, intenso dolore, etc).

E' importante sapere che questa patologia può dare molto dolore al cane e può incidere sulla sua vista. In ogni caso l’animale tende a mostrare segni di fastidio localizzato agli occhi associato o meno a segni di nervosismo.

I tumori dell’uvea che colpiscono il gatto più frequentemente sono il melanoma dell’uvea, forma che colpisce l’iride specialmente sopra i 5 anni generalmente è maligno e rapidamente metastatizzante alle varie parti del globo, con una mortalità elevata.

Ci sono poi forme secondarie cioè derivanti da tumori in altro sito che si diffondono per via sanguigna, il più frequente è il linfoma intraoculare metastatico, generalmente colpisce la parte anteriore dell’occhio, di solito bilaterale.

Il cristallino, anche detto lente, è una struttura trasparente e biconvessa che permette la messa a fuoco delle immagini sul fondo dell’occhio.

occhi-cane-anziano

L’atrofia senile del cristallino, anche detta sclerosi nucleare o lenticolare è un disturbo legato all’invecchiamento, e consiste nell’indurimento del cristallino.

Con l’invecchiamento, il cristallino inizia a perdere la sua flessibilità, con conseguente difficoltà di mettere a fuoco.

Nei cani questo fenomeno è visibile, perché la pupilla appare come schiarita e appannata.

Questo processo inizia generalmente a circa 7 anni di età, ma non tende a diventare evidente fino ai 10 o 11 anni.

L’opacizzazione del cristallino è invece definita cataratta, mentre il suo spostamento è detto “lussazione”.

I sintomi della lussazione del cristallino dipendono da dove si è posizionato il cristallino dislocato e da quanto è grave la situazione.

La lussazione del cristallino provoca molto dolore, ed in alcuni casi viene considerata un'emergenza perché provoca un effetto diretto sui fenomeni ottici, nonché un considerevole aumento della pressione intraoculare, anche detto glaucoma.

Il glaucoma è spesso accompagnato da dolore e sintomi locali, tra cui l’edema della cornea e la compressione della papilla del nervo ottico, che impedisce la trasmissione al cervello delle informazioni ricevute tramite la retina.

La retina è lo strato sensibile dell’occhio. Essa deve essere perfettamente posizionata, poiché il suo spostamento dà origine ad uno scollamento retinico. Anche se gli scollamenti retinici non conducono necessariamente alla cecità, negli animali purtroppo, per ovvi motivi, la diagnosi risulta essere sempre tardiva, quando ormai l’ animale non vede più niente.

Il nervo ottico ha il compito di mettere in collegamento l’occhio con i centri visivi. Ogni affezione che si determini durante questo tragitto è in grado di compromettere la vista del cane. In tal caso ci si trova di fronte a lesioni infiammatorie od infettive del nervo ottico (nevrite ottica), oppure ad una compressione dello stesso causata da una frattura, o ancora da un tumore o da un ascesso che impediranno la trasmissione delle informazioni sensitive dall’ occhio al cervello.

Visite periodiche dal Veterinario possono consentire di individuare precocemente molte patologie legate all’invecchiamento, consentendo di mettere in atto misure terapeutiche che migliorano notevolmente la prognosi…come spesso si dice in Medicina “prevenire è meglio che curare”!

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