martedì 12 aprile 2016

Meningoencefaliti nel Cane


Le encefaliti e le meningoencefaliti del cane sono malattie infiammatorie del Sistema Nervoso Centrale frequenti nella clinica neurologica ma, nonostante i grandi progressi compiuti dalla neurologia veterinaria, rappresentano ancora un settore che mantiene numerosi aspetti oscuri.

Le malattie infiammatorie del Sistema Nervoso Centrale sono da ascriversi ad eziologie virali, batteriche, protozoarie, micotiche, parassitarie o a forme infiammatorie non infettive.

Nel cane esiste inoltre una varietà di sindromi per le quali non è nota l’eziologia.

La malattie infiammatorie possono colpire l’encefalo, il midollo spinale e le meningi dando luogo ad encefaliti, mieliti e meningiti. Generalmente l’infiammazione colpisce però sia il parenchima nervoso sia le meningi, dando quindi luogo a meningoencefaliti o a meningomieliti.


In neurologia, la sintomatologia clinica è di norma legata alla regione neuroanatomica colpita. E’ però difficile tracciare un profilo sintomatologico comune delle malattie infiammatorio-infettive in quanto, per la loro stessa natura, possono colpire diverse strutture del SNC. In presenza di malattie infiammatorie del SNC, la localizzazione neuroanatomica della lesione all’esame clinico è quindi di norma una localizzazione multifocale.

Esistono alcuni tratti comuni alle malattie infettivo-infiammatorie del Sistema Nervoso Centrale:

  • Le malattie infiammatorio-infettive possono colpire soggetti di qualsiasi età, ma i cuccioli e gli animali giovani ne sono soggetti con maggiore frequenza rispetto agli adulti per una non completa competenza immunitaria.  
  • Tipicamente le malattie infiammatorie hanno esordio acuto o subacuto e decorso progressivo in assenza di terapie.
  • E’ molto comune la presenza di febbre.
  • I quadri clinici sono molto variabili e dipendono sia dalla localizzazione anatomica sia dalla gravità del processo infiammatorio: possono essere presenti da lievi alterazioni delle funzioni colpite a deficit tali da mettere a repentaglio la sopravvivenza dell’animale.
  • Il coinvolgimento delle meningi è testimoniato dalla presenza di dolore più o meno diffuso, di norma particolarmente evidente a livello del collo.

In presenza di una localizzazione multifocale e del sospetto di una eziologia infiammatoria/infettiva, le dia- gnosi differenziali cliniche devono prendere in considerazione un vasto panorama di malattie più o meno frequentemente segnalate e di non sempre facile identificazione.

Le meningoencefaliti batteriche sono molto rare nella specie canina, come anche le malattie virali, che possono essere sintetizzate nel cimurro, nell’herpesvirus della Malattia di Aujeszky, nei flavivirus della tick-borne encephalitis e nel virus della rabbia.

Più numerose, seppur a incidenza sporadica, sono invece le forme fungine, quali la criptococcosi, l’istoplasmosi, la blastomicosi e l’aspergillosi e quelle protozoarie come la toxoplasmosi e la neosporosi; sporadicamente sono stati segnalati casi di sarcocistosi, encefalitozoonosi e babesiosi.

Accanto a queste forme esistono poi infiammazioni dell’encefalo ad eziologia sconosciuta quali la Meningoencefalite Granulomatosa (GME), le Encefaliti Necrotizzanti quali la Meningoencefalite Necrotizzante (NME) descritta nel Carlino, Maltese, Chihuahua, papillon e West Highland White Terrier e la Leucoencefalite Necrotizzante (NLE) descritta nello Yorkshire e nel Bulldog francese, l’Encefalite Periventricolare, la Meningoencefalite Eosinofilica, la Meningoencefalite Piogranulomatosa del Pointer e la Meningite-arterite sensibile ai corticosteroidi.

Per la conferma del sospetto di malattia infiammatoria del SNC e per cercare di identificarne la causa è necessario eseguire esami del sangue e, soprattutto, l’esame del liquido cerebrospinale (LCS).

L’esame emocromocitometrico ed il profilo biochimico non presentano quasi mai alterazioni significative, in quanto la maggior parte delle malattie infiammatorie del SNC decorre senza un apprezzabile interessamento sistemico.

Gli esami del sangue rivestono importanza soprattutto nel settore della sierologia, dove si possono dimostrare di estrema utilità per rilevare presenza di anticorpi contro agenti eziologici quali, ad esempio, cimurro, toxoplasma, neospora, flavivirus.

Il prelievo e l’analisi del liquido cerebrospinale (LCS) rappresenta uno degli strumenti diagnostici più importanti nell’approccio alle malattie infiammatorie del SNC. Nella maggioranza dei casi, la presenza di un aumento del numero di cellule (pleocitosi) nel LCS, associata di solito anche ad un aumento delle proteine, permette in primis di confermare il sospetto di una malattia infiammatoria del SNC, ed in seguito di orientare ulteriormente la diagnosi verso una specifica malattia.

 Altri ausili diagnostici, quali la Tomografia Computerizzata e, soprattutto, la Risonanza Magnetica Nucleare, sono di grande aiuto nella conferma o nell’esclusione di altre ipotesi cliniche diagnostico-differenziali.


Nonostante i progressi compiuti nel settore, la diagnosi e, di conseguenza, la terapia delle malattie infiammatorie del SNC del cane presenta ancora molti aspetti non chiariti e, per certi versi, frustranti.

In mancanza di adeguata terapia, la progressione dei sintomi clinici è continua e ingravescente.

La prognosi in caso di encefalite di qualsiasi natura è sempre fortemente riservata: la maggior parte delle encefaliti risponde parzialmente alle terapie, che sovente non fanno altro che procrastinare, in modo non sempre sostanziale, l’exitus.

Quando si riesce a raggiungere una diagnosi si può tentare una terapia con antibiotici mirati, ma qualora la diagnosi non sia definita, anche le scelte terapeutiche sono spesso orientate in base ad elementi diagnostici non conclusivi.

Le malattie infiammatorie del SNC possono mostrare una remissione sintomatologica a seguito di terapia con corticosteroidi, somministrati a dosaggi prima immunosoppressivi e, in seguito, antinfiammatori. Questo è particolarmente vero per le infiammazioni “sterili” o “idiopatiche” del SNC. La terapia corticosteroidea deve comunque essere instaurata in base ad un preciso sospetto diagnostico e solo dopo aver effettuato il prelievo e l’analisi del LCS.


         

        
           


                    
               
        
  

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