mercoledì 13 febbraio 2019

La Muta





La Muta



Durante i cambi di stagione i nostri animali sono soggetti ad una maggiore perdita di pelo. La primavera e l’autunno sono le stagioni in cui assistiamo a questo evento fisiologico in quanto il mantello “vecchio” si rigenera a favore di uno più adatto alla situazione climatica imminente: in primavera il nostro animale avrà un manto corto e poco folto e in inverno un manto fitto e folto.
Tale processo viene notevolmente accelerato dalla luce del sole; al contrario, la luce artificiale determina il prolungarsi del processo. Per questo motivo occorre rendere accessibili gli spazi esterni (giardino, terrazzo, balcone).
I peli sono costituiti da filamenti di cheratina e sono annessi alle ghiandole sebacee che producono sebo, una sostanza con azione impermeabilizzante.
I peli assolvono a numerose funzioni:

  • Regolano la temperatura corporea
  • Permettono di comunicare gli stati emotivi attraverso la pilo erezione

       Rappresentano organi tattili (vibrisse)

I peli sottostanno ad una ciclicità che prevede la nascita, la crescita e la caduta durante la muta. Come gli animali selvatici, anche gli animali domestici hanno un mantello adatto all’estate e uno adatto all’inverno. I cani hanno un mantello costituito da un doppio strato: quello di copertura, più superficiale, che fornisce protezione e il sottopelo che costituisce uno strato lanuginoso con la funzione di fornire isolamento termico. Il sottopelo non è presente in tutte le razze. I cuccioli hanno notoriamente un mantello più morbido perché costituito solamente da sottopelo.
La muta varia per intensità e per durata a seconda della razza e dello stile di vita. In ogni caso i peli non cadono tutti contemporaneamente,ma progressivamente dalla parte caudale dell’animale verso la parte craniale. Il fattore principale che determina l’inizio della muta è il fotoperiodo, ovvero la durata delle ore di luce rispetto a quelle di buio. In primavera, l’allungamento delle giornate scatena l’inizio della muta ed ecco spiegato perché un cane che vive in giardino subirà una muta più regolare e breve rispetto ad un cane che vive in appartamento con luci artificiali. In quest’ultimo caso, i peli vengono persi durante tutto l’arco dell’anno, con due periodi in cui il fenomeno è più accentuato. La variazione di temperatura incide soprattutto sulla densità e sulla velocità di rinnovamento del pelo, ma non è il fattore che innesca la muta. Con l’arrivo dell’autunno diventa fondamentale la spazzolatura per aiutare il turn over del mantello. Nel caso del pelo raso è sufficiente una spazzolatura due volte a settimana. Nel caso del pelo corto si consiglia di spazzolare ogni due giorni. In entrambi i casi si consiglia un primo passaggio con un cardatore per staccare i peli, le cellule desquamate e per sfoltire la lanugine del sottopelo, per poi eseguire un secondo passaggio con una spazzola di setole nella direzione di crescita dei peli. Spazzolature quotidiane sono d’aiuto per i mantelli lunghi. Le operazioni di spazzolatura devono essere eseguite partendo dalla testa per arrivare fino alla coda, seguendo la direzione di crescita dei peli per evitare di stressare i bulbi piliferi.
La spazzola deve permettere di sciogliere i nodi in modo delicato evitando di far male all’animale. Se prova dolore durante questa manualità, sarà restio in futuro ad accettarla nuovamente quindi evitiamo qualunque genere di trauma e facciamogli associare questa esperienza ad una bella ricompensa durante e dopo la manualità (gioco, snack, lodi da parte del proprietario).
Sul mercato esistono spazzole per ogni mantello.
Come alternativa ci si può rivolgere a toelettatori professionisti per avere un trattamento specializzato, indispensabile per alcune razze. I gatti mostrano una meticolosa tendenza all’igiene, infatti passano più della metà della loro giornata a toelettarsi. Mentre lo fanno, ingeriscono costantemente peli che formano boli di varie dimensioni nel tratto gastroenterico. Potrebbero verificarsi ripercussioni dalla più lieve all’emergenza medica. Si tratta di tosse, vomito, stipsi e, nella peggiore delle ipotesi, segni da occlusione e blocco intestinale. 
I proprietari di gatti che vivono in appartamento dovrebbero: 1. spazzolare il proprio animale regolarmente; 2. lasciare a disposizione l’erba gatta che facilita, tramite l’induzione al vomito, l’espulsione di boli di pelo; 3. utilizzare con continuità paste al malto, alimenti complementari che hanno azione lubrificante per favorire la progressione e l’espulsione dei boli di pelo.
 Associando questi tre accorgimenti si ottengono ottimi risultati, riducendo drasticamente gli inconvenienti inevitabilmente generati dall’ingestione di pelo!

Se la muta è eccessivamente lunga/intensa, se non avviene in maniera omogenea (aree di alopecia) oppure se il pelo appare spento, fragile, spezzato, allora questo potrebbe esulare dalla fisiologica muta stagionale ed essere il campanello d’allarme di qualche problematica. 
Il medico veterinario inquadrerà la natura di questo fenomeno che potrebbe essere alimentare, parassitaria, micotica, dermatologica, metabolica o comportamentale.
 In situazioni fisiologiche o patologiche, un supporto nutrizionale formulato per aiutare la crescita del manto è da valutare, rivolgendosi ad un veterinario nutrizionista che, in base al soggetto, integrerà alla dieta: acidi grassi omega3-omega6, vitamine del gruppo B,E,A, minerali come zinco o amminoacidi solforati.



Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
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