venerdì 8 aprile 2011

EPI la terapia

Una volta diagnosticata la malattia, come abbiamo trattato in questo articolo, la terapia si basa su 3 punti fondamentali:

-somministrazione orale di enzimi pancreatici

-gestione dietetica a lungo termine

-supplementazione con cobalamina

Gli enzimi pancreatici più utilizzati sono gli estratti essiccati di pancreas bovino o suino che sono disponibili in diverse formulazioni. Dato che gli studi sull’uomo e sul cane hanno dimostrato la maggior efficacia dei prodotti in polvere, è necessario aprire la capsule e mischiare il loro contenuto all’alimento.

La dose iniziale è di 1 cucchiaino di polvere ogni 10 kg di peso in ciascun pasto, mentre il dosaggio iniziale per la capsule è di 3-5 (a seconda della taglia del cane) suddivise tra i vari pasti della giornata.

Nei casi in cui i pazienti non rispondano alla terapia o se rifiutano di mangiare la polvere mischiata al cibo è possibile usare pancreas crudo bovino, suino o ovino alla dose di 30-90 grammi a pasto. E’ necessario suddividere il pancreas in porzioni e congelarlo in modo tale da conservare a lungo la sua attività enzimatica. Purtroppo oggigiorno non risulta semplice reperire in commercio il pancreas, ma rimane un ottima alternativa ai prodotti commerciali.

La dieta ideale dovrebbe essere di buona qualità, altamente digeribile e con un basso contenuto di fibre in modo da ridurre la frequenza e il volume delle defecazioni. Per quanto riguarda l’apporto di grassi i pareri sono contrastanti, ma recenti studi hanno dimostrato che nei cani in terapia con enzimi pancreatici la capacità di digerire i grassi non torna a livelli normali quindi la somministrazione di diete povere di grassi può aumentare il rischio di carenze di vitamine e acidi grassi.

cane-magro

La carenza di cobalamina deve sempre essere indagata perché porta ad atrofia dei villi, diminuzione della funzionalità gastrointestinale, diarrea e perdita di peso. Se gli esami del sangue rilevano ipocobalaminemia (valori di cobalamina, vitamina B12 al di sotto della norma), questa dev'essere corretta somministrando per via parenterale (sottocute) Vit. B12 (cobalamina). Il protocollo prevede una frequenza di una volta a settimana per 6 settimane, poi a settimane alterne per 6 settimane, seguite da un'ulteriore dose dopo un mese e dal controllo dei livelli sierici di cobalamina dopo un altro mese. La dose di vitamina B12 nel cane varia a seconda della taglia da 250 a 1200 ug a iniezione e dev'essere somministrata per via sottocutanea. Se al momento del controllo finale i livelli sierici sono tornati nella norma si può sospendere l’integrazione.

Nel caso in cui non ci sia risposta alla terapia o la risposta sia inadeguata, bisognerà valutare le patologie concomitanti quali IBD (malattia infiammatoria del piccolo intestino), SIBO (sovracrescita della flora batterica intestinale) o diabete mellito. In quest’ultimo caso sarà necessaria la terapia con insulina.

Il trattamento per la SIBO consiste nella somministrazione di antibiotici quali tilosina o metronidazolo per 4-6 settimane e risulta privo di effetti collaterali.

L'insufficienza pancreatica risulta comunque una patologia difficile da trattare e a volte il suo andamento è frustrante sia per il proprietario che per il veterinario, bisogna considerare che nonostante tutti gli sforzi terapeutici un 20% dei pazienti non risponde alla terapia. Solo lo sforzo congiunto di tutti i soggetti coinvolti può garantire una buona qualità di vita al paziente cosicchè la maggior parte dei cani trattati possa avere un’aspettativa di vita normale.

A cura della Clinica Veterinaria  Borgarello

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