martedì 23 febbraio 2021

Ecografia Interventistica nel Cane e nel Gatto

L’aspirazione tramite ago sottile FNA ecoguidata è una tecnica semplice di prelievo di materiale per esame citologico, che comporta rischi minimi e può essere realizzata senza complicazioni nella maggior parte delle lesioni intraddominali e nella maggior parte dei pazienti.

Le FNA possono essere realizzate in regime ambulatoriale, dato che i rischi minimi non richiedono un periodo di osservazione, a meno che durante l’esecuzione del prelievo non sia rilevato un sanguinamento.

Se l’animale è tranquillo, non è necessaria sedazione. Se l’animale è agitato, una lieve sedazione è in genere sufficiente.

Non è necessaria nessuna anestesia locale a livello del sito. Negli animali non sospetti di patologie che alterino la coagulazione, per i prelievi citologici tramite ago sottile non è necessario un controllo dei fattori emocoagulativi.

I prelievi tramite FNA si realizzano con un ago sottile di calibro 21-25 G.

Gli aghi più comunemente utilizzati per prelievo di materiale citologico da organi parenchimatosi sono normali aghi senza mandrino di lunghezza da 1 a 3,5 cm.

Gli aghi spinali con mandrino di lunghezza da 9 a 12 cm sono invece utilizzati per il prelievo di lesioni profonde.
Una siringa da 10 cc è utilizzata per l’aspirazione. Per realizzare gli strisci sono necessari vetrini portaoggetto.

Prima di introdurre l’ago in addome, il sito deve essere scelto accuratamente: all’ecografia deve essere identificata la zona in cui la lesione è ben visibile sullo schermo, più vicina possibile alla cute, e in cui non esistano altri organi che si interpongano tra cute e organo bersaglio.

Una volta scelta la localizzazione migliore e dopo preparazione asettica della cute, la punta dell’ago, montato su una siringa, può essere introdotta fino alla lesione.

A questo punto, il materiale può essere prelevato usando tecniche diverse, con o senza aspirazione.
La tecnica senza aspirazione riduce il rischio di contaminazione ematica del campione ed è sicuramente più indicata in organi o masse che tendono al sanguinamento.
La tecnica di prelievo di materiale citologico tramite aspirazione può essere utile per ottenere materiale in quantità sufficiente in alcune masse solide.

L’ago è quindi introdotto in sito e mosso avanti e indietro ( da 3 a 10 volte ). Dopo aver ritirato rapidamente l’ago, il materiale presente al suo interno è “ spruzzato” su un vetrino.

In genere sono realizzati 3 prelievi in siti diversi dello stesso organo affetto in maniera diffusa o all’interno della stessa massa. 

Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello

Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.  

Leggi tutto l'articolo...

martedì 16 febbraio 2021

OSTEOCONDRODISPLASIA DEL GATTO SCOTTISH

L’osteocondrodisplasia del gatto è una patologia che colpisce le ossa (osteo) e le articolazioni (condro), alla base vi è una mutazione genetica caratteristica dei gatti di razza Scottish.

Tutti i gatti Scottish Fold hanno questa mutazione genetica, autosomica dominante, che si manifesta esteriormente con le caratteristiche orecchie piegate di tutti i gatti di questa razza.





Esistono due tipi di gatti Scottish: Scottish Fold, con le orecchie piegate e lo Scottish Straight, senza orecchie piegate.
Ma entrambi sono portatori di questa mutazione genetica.

Quest’anomalia comporta problemi nella calcificazione e nel corretto sviluppo cartilagineo (come appunto le orecchie dello Scottish), ed ha come conseguenza lo sviluppo di forme di artrite, talvolta anche molto severe. 

Segni clinici distintivi di questa patologia sono:
Orecchie piegate
Struttura piccola
Deformità degli arti
Parassitosi Auricolari
Sordità
Osteoartrite

La sintomatologia è caratterizzata da:
Letargia,
Riluttanza al movimento,
Obesità,
Zoppie ricorrenti,
Dolore alle zampe, alla schiena,
Ridotti movimenti della coda

La diagnosi dell’osteocondrodisplasia si basa sull’anamnesi, la sintomatologia clinica e la radiologia.
Durante la visita clinica il Medico Veterinario può osservare difficoltà nei movimenti, andatura incerta, alla palpazione della colonna e degli arti può evocare una risposta di forte dolore.

La radiologia conferma i sospetti diagnostici: deformità scheletriche, esostosi, artrosinoviti.
I gatti affetti da osteocondrodisplasia devono essere sottoposti a controlli periodici dal veterinario, per il monitoraggio dello stato di avanzamento della malattia. 





La terapia può essere di supporto e palliativa del dolore che insorge con l’avanzare della patologia.
Potranno essere trattati a vita con antinfiammatori non steroidei (FANS) e integratori per rafforzare e lubrificare la cartilagine.
La laserterapia ha sortito ottimi risultati nei casi di osteocondrodisplasia lieve.

Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello

Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.  
Leggi tutto l'articolo...

mercoledì 10 febbraio 2021

L' Emofilia A Nel Cane E Nel Gatto

L’emofilia A è la seconda malattia ereditaria più frequente dopo quella di von Willebrand ed è legata alla carenza di uno dei fattori della coagulazione, in particolare al fattore VIII. Vi è una predisposizione di razza sia nel cane (Pastore tedesco, Golden retriver), sia nel gatto ( gatto domestico a pelo corto, Siamese, Himalaiano) ed è di carattere ereditario ma può manifestarsi anche a seguito di una mutazione sporadica. Si manifesta più frequentemente nei maschi (XX) poiché il gene che codifica per la produzione del fattore VIII della coagulazione si trova sul cromosoma X: tutti i maschi con la mutazione sono sintomatici mentre solo le femmine omozigoti hanno deficit emostatici. Sono, invece, portatrici asintomatiche le femmine eterozigoti e rappresentano il primo meccanismo di trasmissione. La maggior parte dei pazienti affetti dalla forma più grave muore in età neonatale, oppure manifesta gravi emorragie entro i primi 6 mesi di vita. I pazienti affetti dalle forme più blande possono non manifestare mai la sintomatologia o mostrare una maggior tendenza al sanguinamento. 


I sintomi più frequenti nei pazienti affetti da emofilia A sono zoppia secondaria a emorragie intrarticolari e muscolari, frequenti ematomi sottocutanei, emorragie ombelicali, sanguinamenti prolungati in seguito a piccole ferite o eruzione dei denti e paraparesi secondarie a emorragie spinali. Un’altra manifestazione tipica è il fenomeno del risanguinamento, ovvero la tendenza di una ferita a risanguinare a distanza di ore dopo una iniziale interruzione dell’emorragia. 
 La diagnosi può essere fatta esclusivamente con esami di laboratorio specifici che mirano alla misurazione quantitativa del fattore VIII della coagulazione. 
 Il trattamento mira alla somministrazione di emocomponenti in grado di integrare velocemente il FVIII come plasma fresco o congelato, sangue intero fresco o crioprecipitato. Sono utili anche altri farmaci come acido tranexemico per permettere una maggior stabilità del coagulo.



Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.

Leggi tutto l'articolo...

martedì 2 febbraio 2021

Interpretazione della concentrazione sierica di Cobalamina e Folato negli animali da compagnia con patologie gastrointestinali

La Cobalamina e il Folato sono vitamine idrosolubili i cui meccanismi e punti di assorbimento specifici possono fornire informazioni sulla mucosa e sulla flora batterica del piccolo intestino

La malattia gastrointestinale può aumentare o diminuire la concentrazione sierica di folato a seconda del tipo di patologia presente. Sia alterazioni mucosali sia malattie intestinali diffuse che coinvolgono il piccolo intestino prossimale possono ridurre l'assorbimento di folato. Molti batteri intestinali inoltre, in particolare quelli presenti nel tratto inferiore, sono in grado di sintetizzare folato. Poichè questi organismi rilasciano nell'intestino il folato in eccesso, l'eccessiva moltiplicazione batterica nel piccolo intestino può portare ad un aumento delle concentrazioni sieriche di folato.
La determinazione della concentrazione sierica di cobalamina e folato è indicata clinicamente durante la valutazione di qualunque paziente con diarrea cronica.
Nella tabella sono riassunte le diagnosi differenziali da considerare in caso di alterate concentrazioni sieriche delle due vitamine

 

COBALAMINA SIERICA

 

 

 

 

 

 

FOLATO SIERICO

 

Elevata

Normale

Diminuita

 

Elevato

Aumento del numero dei batteri nella porzione prossimale del piccolo intestino.

 

 

Considerare una eccessiva moltiplicazione batterica nel piccolo intestino

Aumento del numero dei batteri nella porzione prossimale del piccolo intestino.

 

 

Considerare una eccessiva moltiplicazione batterica nel piccolo intestino

Eccessiva moltiplicazione batterica nel piccolo intestino o malattia della mucosa dell'ileo

 

Determinare la concentrazione sierica di TLI per escludere EPI (Insufficienza pancreatica esocrina)

 

Normale

Elevati livelli sierici di Cobalamina associati a livelli sierici di folato normali non hanno alcun significato noto

Concentrazioni normali di Cobalamina e folato non consentono di escludere una patologia del piccolo intestino

Malattia della mucosa dell'ileo

 

Determinare la concentrazione sierica di TLI per escludere EPI

 

Diminuito

Malattia che colpisce il piccolo intestino craniale

 

Considerare IBD, linfoma o patologia fungina

Malattia che colpisce il piccolo intestino craniale

 

Considerare IBD, linfoma o patologia fungina

Malattia mucosa diffusa

 

 

 

 

Considerare IBD, linfoma o patologia fungina

 


Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.  
Leggi tutto l'articolo...

giovedì 21 gennaio 2021

La comunicazione acustica nel cane

In questo articolo approfondiamo un argomento citato in precedenza nel tgvet che è la comunicazione del cane, cioè come comunica il cane con i suoi simili e con l'uomo attraverso l'emissione di suoni.

Sembra che la selezione fatta dall'uomo abbia favorito animali in grado di esprimere un numero maggiore di vocalizzi.

È possibile suddividere questi vocalizzi in suoni vocali, non vocali, e misti.

Suoni vocali:

  • gemiti: emessi durante i saluti con altri cani del gruppo, durante l'invito al gioco o in situazioni di contrasto.

  • Grida e urla: emesse in situazioni di pericolo; se emesse durante l'aggressione denotano paura.

    grida/urla

  • Ringhi: emessi durante la minaccia (prima fase del comportamento di aggressione). Vengono emessi per far mantenere la distanza ed evitare il conflitto. Possono essere emessi anche durante il gioco, ma in tal caso sono associati ad una postura di inchino. 

    Ringhio

  • Abbai: possono essere emessi come avvisi/allarme, come minaccia, come segnale di eccitazione, come richiesta o come richiamo. La frequenza e il tono indicano lo stato emozionale del cane.

    Abbaio

  • Ululati: indicano al gruppo la posizione di un individuo rimasto isolato o vengono emessi per coordinare la caccia. Possono essere emessi in risposta a vocalizzi di un altro cane.

    Ululato

Suoni non vocali:

  • uggiolii: esprimono desiderio di raggiungere un altro cane, un oggetto oppure possono indicare una richiesta di attenzione. 

    Uggiolii fra cani che si incontrano

  • Ansimi: possono indicare uno stato di stress come paura o eccitazione.

  • Schiocco delle mandibole: viene emesso durante la minaccia o come invito al gioco se associato alla postura di inchino.

Suoni misti:

- costituiti da numerosi vocalizzi di base che si susseguono l'un l'altro e indicano sfumature di linguaggio.


Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.  
Leggi tutto l'articolo...

martedì 15 dicembre 2020

La Medicina Preventiva nei Nuovi Animali da Compagnia

La Medicina Preventiva nei Nuovi Animali da Compagnia è un tema di primaria importanza. Per cani e gatti la prevenzione, ad esempio tramite le vaccinazioni o la profilassi antiparassitaria, evita di ricadere in problematiche gravi e potenzialmente fatali per l’animale. Lo stesso vale per conigli, furetti, piccoli roditori, rettili ed uccelli da compagnia.


Troppo spesso gli animali esotici vengono ancora portati in visita per problematiche correlate ad una gestione scorretta in ambiente domestico. Ad esempio, la temperatura e l’umidità sono corretti per la specie? Sono necessarie lampade UVA o UVB? La gabbia è posizionata nel luogo più adatto? E la dieta risulta essere la migliore per il tipo, l’età e per lo stato riproduttivo dell’animale? Vediamo più nel dettaglio in che cosa consiste la prevenzione nelle specie più diffuse.

Nel coniglio è sempre consigliata una visita dopo l’adozione specialmente se non si ha esperienza pregressa con questo tipo di animale. Somministrare fin dall’inizio una dieta corretta previene problematiche dentali o gastrointestinali. Inoltre, anche quando vivono esclusivamente in casa e non hanno contatto con altri animali, per i conigli è disponibile ed indicata la vaccinazione annuale per la Mixomatosi, la Malattia Emorragica Virale 1 e la Malattia Emorragica Virale 2, malattie drammatiche e spesso con esito letale. Infine, nei soggetti di sesso femminile la sterilizzazione evita la comparsa di tumori uterini e mammari che in questa specie compaiono precocemente, già a quattro anni di età.

Per quanto riguarda le tartarughe ed i rettili in generale è fondamentale una approfondita conoscenza riguardo al tipo di alimentazione più naturale, sana e completa per la specie. Esistono categorie di rettili erbivori, come le comuni testuggini di terra e le iguane, oppure specie carnivore, come le comuni tartarughe d’acqua (o Trachemys) e i serpenti, oppure ancora specie prettamente insettivore, come i gechi leopardini. Inoltre, non tutte le specie hanno necessità di mangiare ogni giorno perché non è un comportamento naturale per quel tipo di animale.

Nell’ampia categoria dei rettili è fondamentale la gestione del terrario che deve avere adeguate dimensioni, temperatura ed umidità. In base all’habitat originario del soggetto si deve ricreare un ambiente ideale. Parallelismi tra specie simili nell’aspetto ma non per provenienza possono essere molto dannosi.

Infine, nelle tartarughe sia di terra che di acqua è fondamentale preparare ed imparare a gestire correttamente il letargo. È credenza comune che una tartaruga tenuta in casa durante l’inverno ad una temperatura media di 10-15°C, poco attiva, che smette di mangiare, sia una tartaruga in letargo. In realtà, durante questa fase fondamentale e fisiologica per queste specie, l’animale dovrebbe dormire costantemente, non mangiare ed essere mantenuto ad una temperatura stabile di circa 4°C.

E per quanto riguarda gli uccelli? La posizione, le dimensioni e il materiale di costituzione della voliera giocano un ruolo importante sullo stato di salute dell’animale. Alcune gabbie sono ancora fabbricate con materiali che possono essere tossici se ingeriti. Ad esempio, una cocorita che a volte becchetta le sbarre di una gabbia zincata può arrivare ad un’intossicazione che nei casi più gravi esita in sintomi neurologici, tremori e morte. Una gabbia troppo piccola per un pappagallo di medie o grosse dimensioni può generare stress e disagio, fino all’insorgenza di problemi comportamentali difficili da eradicare. Come detto per le altre specie, l’alimentazione non può essere trascurata. I pappagalli e gli uccelli in generale sono ottimi selezionatori di alimenti gustosi ed appetitosi e se hanno a disposizione dei semi li sceglieranno sempre a discapito di una dieta varia ed equilibrata.

In conclusione, una visita veterinaria ogni 6-12 mesi, con veterinari esperti di specie non convenzionali, è sicuramente raccomandata per tutte le specie esotiche per consentire ai nostri animali da compagnia di vivere una vita serena ed in salute.


Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello

Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.  
Leggi tutto l'articolo...

martedì 24 novembre 2020

I Camaleonti

 

I camaleonti sono rettili molto particolari ed unici non solo per la loro bellezza, ma anche alcune caratteristiche davvero peculiari …

… il corpo di questi sauri è compresso lateralmente … sono in grado di muovere gli occhi indipendentemente l’uno dall’altro … sono in grado di proiettare in avanti la lingua per catturare le prede … hanno dita unite per riuscire ad avere una miglior prensione!

Questi sauri possono essere detenuti come animali “pet”, anche se molto impegnativi e delicati, ma necessitano obbligatoriamente di documenti all’acquisto che ne attestino la legalità (CITES).

Nell’immaginario collettivo il camaleonte è quell’animale in grado di cambiare colore per mimetizzarsi. In realtà, però, sono alcuni fattori a determinare variazioni di colore:  la temperatura, lo stato emotivo e, nei soggetti in cattività, la selezione artificiale.

Questi rettili non amano molto essere manipolati. Se devono essere contenuti ciò va fatto con la minore forza possibile, lasciandoli camminare  sulle mani. Bisogna fare molta attenzione a non afferrarli per la coda perché in caso di distacco per difesa  non è in grado di ricrescere. 


 

I camaleonti sono animali dall’aspetto docile, ma sono molto territoriali e solitari che sopportano male la presenza dei loro simili (a parte le femmine nel periodo degli accoppiamenti).  

 

Per la gestione in cattività di questi animali sono necessari terrari specifici (comunemente chiamati “camaleontari”), con pareti di rete per facilitare l’aerazione, più ampi possibili.

All’interno, per ricreare l’habitat ideale per questo rettile, andrebbero inserite numerose piante, ovviamente non tossiche. Le foglie permettono di creare dei nascondigli ed aiutano a mentenere l’umidità elevata. I rami devono essere saldamente fissati ed il loro diametro dovrebbe essere leggermente superiore a quello della presa delle zampe in modo da facilitare la prensione.

Il fondo migliore è rappresentato da fogli di carta assorbente (es. carta da cucina o giornali) da cambiare regolarmente. 

Per le femmine, una volta raggiunta la maturità sessuale, sarà necessario anche lasciare a disposizione un recipiente pieno di sabbia per permettere l’ovodeposizione (che si verifica anche in assenza del maschio).

Nel terrario devono essere collocate lampade specifiche che permettano l’emissioni sia di raggi UVA, che forniscono calore, sia di raggi UVB, che sono indispensabili per il metabolismo del calcio. Queste lampade devono essere poste nella parte più alta del terrario, a circa 25-30 cm dal ramo più vicino.

La luce andrebbe tenuta accesa 12-14 ore in Primavera ed Estate e 10-12 ore durante l’Autunno e l’Inverno. 

Per permettere al camaleonte di regolare adeguatamente la propria temperatura corporea bisogna creare all’interno del camaleontario un gradiente di temperatura, ossia un’adeguata differenza di temperatura tra le varie parti del terrario in modo che l’animale scelga quella più adatta alle sue esigenze del momento. I range di T°C variano a seconda della specie di camaleonte.

Un’umidità adeguata si aggira intorno al 50% e può essere monitorata con l’ausilio di un igrometro. 


 

Per quanto riguarda l’alimentazione la base è rappresentata dai grilli (di dimensioni proporzionali a quelle del rettile). I grilli dovrebbero essere nutriti in modo adeguato con anche cibo integrato con calcio carbonato prima di essere somministrati.

La dieta del camaleonte può essere occasionalmente variata offrendo anche insetti stecco, tarme della farina o kaimani.

L’età del camaleonte ha una grande influenza sulle abitudini alimentari: i neonati e i giovani mangiano decine di insetti al giorno; i sub-adulti e adulti, di solito mangiano ogni giorno, ma a volte saltano un giorno senza che ciò abbia un significato negativo.

Per far bere il camaleonte bisogna fornire l’acqua in gocce: spruzzando regolarmente e frequentemente il terrario oppure creando un gocciolatoio.

 

È fondamentale prendersi cura al meglio del proprio animale facendolo visitare dopo l’acquisto/adozione per accertarsi del suo stato di salute ed avere consigli sia sulla gestione che sull’alimentazione ed effettuare eventuali esami come quello delle feci.



Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.  


Leggi tutto l'articolo...

giovedì 19 novembre 2020

Grooming Eccessivo nel Gatto

Il cosiddetto "grooming" è un comportamento normale che il gatto mette in atto diverse volte nell'arco della giornata. Quest'azione gli permette di pulirsi e rimuovere eventuali ectoparassiti dalla cute ma ha anche un importante ruolo nella sua termoregolazione.

In cosa consiste? Nel laccarsi e mordicchiarsi mantello e cute e sfregarsi il muso con le zampe anteriori.



Il grooming eccessivo pertanto coincide con un leccamento tale da causare alopecia.

La perdita di pelo è più frequentemente bilaterale e simmetrica. La riscontriamo a livello dei fianchi ma anche dell'addome e delle zampe posteriori.

Quando il proprietario si rende conto che il suo gatto presenta delle zone alopeciche è bene che lo porti dal medico veterinario di fiducia che prima di tutto indagherà la natura dell’alopecia ovvero se si tratta di grooming eccessivo oppure di alopecia spontanea.

La toelettatura esagerata può avere fondamentalmente tre diverse cause alla base:

- PRURITO
- ALOPECIA PSICOGENA/IPERESTESIA
- DOLORE

(L’alopecia spontanea invece ha come cause più frequenti: endocrinopatie, infezioni/ectoparassiti, neoplasie,…)


Il prurito può essere causato da:

-parassiti (pulci, pidocchi, acari)
-dermatofitosi
-ipersensibilità (al morso di pulce, alimentare, ambientale, reazione farmacologica)
-ipertiroidismo


Il grooming eccessivo causa il diradamento del pelo che apparirà spezzato, debole e ispido. A seconda della causa sottostante potrà essere associato a dermatite miliare, escoriazioni, lesioni del complesso granuloma eosinofilico.

Durante la visita clinica, oltre all’anamnesi accurata riportata dal proprietario, può essere utile l’esame del pelo e del bulbo pilifero per distinguere l’alopecia spontanea dalla toelettatura eccessiva. Nel caso in cui questa analisi confermi il sospetto della seconda ipotesi è fondamentale stabilire la causa al fine di scegliere il trattamento corretto.
Prima di tutto sarà necessario indagare la presenza di ectoparassiti o infezioni (nel gatto la causa più frequente di prurito è l’ipersensibilità da pulci), eventualmente utilizzare la lampada di wood al fine di evidenziare dermatofitosi e, se il caso lo richiede, eseguire citologia cutanea.

Se, dopo queste indagini, non si è ancora ottenuta una diagnosi bisognerà  sospettare possa trattarsi di ipersensibilità alimentare o ambientale (cosiddetta “atopia”, frequente nel gatto).

Queste sono le cause più frequenti di grooming eccessivo ma non sono le uniche, eistono infatti anche forme di alopecia psicogena e di iperestesia felina (entrambe associate a stress sociale o ambientale).

Fate attenzione quindi a non sottovalutare alcuni comportamenti del vostro micio, è sempre meglio fare un controllo dal veterinario!





Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.  
Leggi tutto l'articolo...

Cerca in TGVET.net

Ultimi 10 articoli pubblicati

Gli autori degli articoli