sabato 19 dicembre 2009

Vivere con il gatto

La relazione con un gatto ci dona relax, armonia, intimità, grazia, creando nel nostro mondo una sorta di rifugio che ci permette di staccare la spina e goderci un po’ di tranquillità domestica.
Il gatto è affettuoso ma non asfissiante, è presente ma nello stesso tempo discreto.
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Non è affatto vero che il gatto non si affeziona all’ uomo e molte delle dicerie che vedono il gatto come egoista, approfittatore, traditore, sornione e soprattutto autonomo sono pregiudizi che derivano dal fatto che viene sempre utilizzato come modello positivo di relazione il cane, per questo non ci si accorge di quanto il gatto si affidi alle cure del proprietario e a quanto vi sia legato: per il gatto vivere con l’ uomo significa rimanere in famiglia per tutta la vita. Ha bisogno di una presenza discreta, fatta di abitudini e rituali, vuole la certezza di poter contare su di noi, ci chiama ogni volta che si trova in difficoltà. La sua tendenza esplorativa è sempre indice della nostra capacità di aver creato una situazione complessiva che infonde in lui sicurezza e benessere. Avere un gatto significa dedicargli del tempo e delle attività e non solamente dargli cibo e coccole: è indispensabile intervenire sull’ ambiente domestico per farlo sentire in una condizione di perfetta integrazione con il suo mondo e con noi, è indispensabile dar vita a dei rituali che consentano al gatto di regolare il proprio bioritmo al nostro.
Nel mondo felino non ci sono giochi di squadra , schemi di concentrazione, dinamiche di comando e ubbidienza come per i cani, esiste solo il piacere di stare insieme tra amici: per il gatto il padrone rappresenta un compagno di giochi, la preda, il predatore, l’ oggetto posseduto, il luogo da abitare.
Adottarne uno significa accettare la sua visione tridimensionale della casa, per questo non bisogna innervosirsi del fatto che salterà sui mobili, sui ripiani e visiterà qualsiasi apertura accessibile. Quella con il gatto è una vera e propria convivenza, fatta di momenti di incontro e di momenti in cui preferisce stare solo e vive a modo suo la casa.
Necessità primarie Il gatto cerca la sua sicurezza nel luogo in cui vive , a differenze del cane che la ricerca nel rapporto con il proprietario, per questo bisogna fare attenzione ogni volta che si decide di modificare l’ ambiente in cui vive, come ad esempio spostare un divano, rivoluzionare la destinazione d’ uso di una stanza, il cambio di deodoranti.
Prima dell’ ingresso in casa del gatto è necessario preparale nel modo giusto, togliendo tutti gli oggetti in bilico che potrebbero essere pericolosi per lui e impostando una compartimentazione della casa in zone adibite alle sue diverse attività:
· zona di toeletta: sempre accessibile ma tranquilla e non disturbata,
· un’ area per il bere e il mangiare: distante dalla toeletta,
· una zona di riposo: il più possibile decentrata.
Il gatto ha necessità comportamentali molto semplici ma di fondamentale importanza, come la riservatezza, la libertà di avere una via di fuga in situazioni per loro non piacevoli e la possibilità di avere facile accesso alle risorse primarie.
Preferisce fare piccoli pasti durante tutto l’ arco della giornata, perciò ha bisogno di una zona della casa in cui sia sempre presente cibo e si consiglia quindi di utilizzare le crocchette.
Per soddisfare la seta necessita di acqua a disposizione che sia sempre pulita , fresca e abbondante, a volte alcuni gatti prediligono abbeverarsi dal getto dei rubinetti della casa perché attratti dal movimento dell’ acqua e per assumerne sempre di fresca, per ovviare si possono installare in alcuni punti della casa della piccole fontanelle-abbeveratoio, ideate appositamente per loro, che garantiscono un continuo ricircolo dell’ acqua fornendo una valida alternativa al dover aprire il rubinetto del lavandino.
Il nascondersi e cercare rifugio in luoghi alti è tra le principale strategie feline per ridurre lo stress, per questo è necessario concedere l’ opportunità al gatto di rintanarsi e arrampicarsi se lo desidera. Dal momento che nella nostre case , a causa dell’ arredamento, l’ accesso alle zone di riposo collocate in alto è limitato, si possono adottare alcune soluzioni: installare dei ripiani su cui il gatto possa salirvi senza arrecare danni oppure munirsi degli arrampicatoi studiati appositamente per loro nei quali ci sono zone per il gioco, per il relax , per il cibo e il graffiatoio, queste strutture sono ideate per essere non solo apprezzate dal gatto, sulle quali si diverte, ma anche dal proprietario in quanto possono essere facilmente adattabili all’ arredamento di casa.
Un altro elemento fondamentale da introdurre in casa è la cassetta igienica che deve essere collocata in un logo tranquillo e appartato e lontano dalla zona cibo. Si deve scegliere una lettiera adatta ovvero che fornisca uno strato soffice e facilmente rastrellabile. Lo strato della lettiera deve essere tale da permettere al gatto di scavare un buco nel quale poi farà i suoi bisogni per poi ricoprirli. È importante all’ inizio comprendere quale sia il modello di lettiera che preferisce il gatto, per evitare che si cerchi luoghi alternativi per sporcare, per questo l’ ideale sarebbe avere almeno due modelli, quello aperto e quello chiuso, collocati in luoghi diversi per far scegliere al gatto quale preferisce.
I sistemi di comunicazione Il gatto vive in un universo di odori: il suo modo di attribuire famigliarità all’ ambiente è proprio quello di apporvi dei marchi chimici, i feromoni, che vengono prodotti in diverse regioni della cute: guance, mento, dorso, base coda e polpastrelli.
Il graffiare rappresenta un importante strumento di comunicazione, sia come segnale visivo, con le graffiature verticali in zone visibili della casa come i mobili, la zona dell’ ingresso, i divani, sia come segnale odoroso lasciato sulla superficie graffiata, dato dai feromoni emessi dalle ghiandole poste sotto le zampe, per questo è fondamentale che abbiano a disposizione una zona adatta a tale scopo: in commercio vendono graffiatoi di diverse tipologia in base alle esigenze.
Altri sistemi di comunicazione tipici dei felini sono: lo strofinamento, che serve per identificare un oggetto, una persona o un altro gatto come appartenente allo stesso gruppo sociale, sempre attraverso il rilascio di feromoni dalle ghiandole poste sul muso, sui fianchi e sulla coda; la marcatura urinaria con spruzzi di urina, come delimitazione territoriale e per ricercare un compagno. Alla marcatura si può ovviare facendo sterilizzare il gatto, sia femmina che maschio, prima che raggiunga la maturità sessuale che si aggira intorno ai 6 mesi.
La socializzazione Le esperienze vissute dal gattino sono in grado di influenzare il suo comportamento da adulto: attraverso il processo di socializzazione imparano a relazionarsi con le persone e con gli altri animali. Devono abituarsi a vedere, sentire e conoscere tutto ciò che offre la vita in casa con tutti i suoi rumori e oggetti strani; tutto deve essere fatto con calma, tranquillità: deve sentirsi al sicuro quando incontra nuovi stimoli.
È importante che si abituino fin in tenera età al contato fisico con le persone: devono venire sistematicamente manipolati in ogni parte del corpo come nelle orecchie, nella bocca, tra le dita nonché ad essere spazzolati, per far sì che diventino adulti socievoli ed avvezzi a essere coccolati e anche visitati dal veterinario al momento del bisogno. Anche per il gatto esistono problemi legati ad un eccessivo attaccamento al proprietario, per questo bisogna favorire il distacco intorno al quarto mese di vita dandogli spazi e la possibilità di giocare in autonomia, in questo modo il gatto diventerà socievole ed avrà piacere di stare in compagnia del proprietario, ma sarà anche in grado di stare da solo a casa senza distruggere ciò che lo circonda.

Il gioco
Il gioco rappresenta una sorta di apprendistato alla vita: i gatti imparano dai genitori a diventare formidabili giocolieri, per questo non ci si deve stupire se dopo aver fatto le fusa al proprietario il gatto assumerà atteggiamenti aggressivi o di fuga, perché rappresentano quasi sempre un seguito all’interazione tranquilla delle coccole come farebbero con la propria madre per imparare le tecniche più abili di caccia.
Il gatto è un predatore che caccia non solo per procurarsi il cibo ma anche solo ed esclusivamente per il gusto di cacciare: in natura occuperebbe circa un quarto della sua giornata cacciando, per questo è fondamentale fornirgli la possibilità di intrattenersi in casa in attività ludiche che possano mimare l’ arte venatoria, come ad esempio rincorrere una semplice pallina di stagnola fino a fornirgli i giochi appositamente studiati, palline, pendagli colorati, rocchetti di legno ecc.., altrimenti potrebbe rivolgere il suo comportamento predatorio a qualsiasi altro oggetto in movimento come mani, piedi, tende ed altro ancora., oppure in giochi allucinatori, in genere al crepuscolo quando l’ attività di caccia in natura prenderebbe il sopravvento.
Il modo migliore per dare fantasia al proprio rapporto con il gatto e conoscerlo meglio è proprio dato dal gioco che rappresenta anche un ottima base per educare il nostro gatto: l’ interruzione del gioco nel gatto così come nel cane, ha un forte potere didattico e ci permette di moderare atteggiamenti come mordere e graffiare. Attraverso il gioco con gli oggetti possiamo indirizzare il suo interesse verso determinate tipologie di cose, evitando di usare pezzi di stoffa o di spugna che incentiverebbero la sua distruttività, così come il classico gomitolo che può essere molto pericoloso se ingoiato. In commercio esistono un gran numero di giocattoli per gatti: dai topolini di pezza alle palline con i sonagli, dalle penne con la corda al sacchetti di erba gatta. Ci sono delle vere e proprie palestrine con diversi stimoli su cui possono indirizzare la loro vena predatoria e affinare le loro doti acrobatiche, in quanto riuniscono l’ opportunità di arrampicarsi, stare in equilibrio e farsi le unghie oltre ad avere vari giochi appesi che permettono di esercitare le abilità predatorie.
L’espressività corporea La gestualità del gatto si differenzia sostanzialmente da quella del cane e questo può essere fonte di incomprensione da parte dei proprietari abituati al cane che vogliono adottare un gatto:
- la coda alta nel gatto è un segnale di benvenuto, nel cane di superiorità;
- lo scodinzolare bassa nel gatto è un segnale di irritazione mentre nel cane di socievolezza;
- porsi sul fianco con le orecchie abbassate nel gatto è segnale di un’ imminente aggressione, mentre nel cane è segnale di sottomissione.
La posizione del corpo è importante per capire lo stato d’ animo del gatto:
· rilassato: posiziona la testa al di sopra del resto del corpo;
· impaurito o in posizione difensiva: si accuccia, con la testa reclinata verso la minaccia o si mette laterale pronto a colpire con le zampe;
· interessato o pronto a dar il via al suo comportamento predatorio: si mette orizzontale al terreno;
· aggressivo: è saldo sulle quattro zampe, incurva la schiena verso l’ alto e la testa al di sotto del corpo;
· impaurito: si mette sulla punta della zampe con una gobba molto accentuata.
Le movenze tipiche dell’ invito al gioco sono date dal balzo laterale, ma anche dalle movenze a scatti, il balzo orizzontale in avanti seguito dalla fuga.
La minaccia facciale è realizzata con la posizione dei padiglioni auricolari, il contorno degli occhi, le pupille, gli angoli della bocca, la posizione dei baffi:
· quando il gatto è rilassato le orecchie sono verticali, gli occhi semisocchiusi, le pupille più o meno dilatate a seconda della quantità di luce, gli angoli della bocca spinti verso l’ alto o semiaperta con la lingua che esce, i baffi laterali;
· quando è spaventato i padiglioni auricolari sono appiattiti di lato, gli occhi spalancati, le pupille dilatate, la bocca aperta con gli angoli rivolti verso il basso, i baffi all’ indietro;
· aggressivo o in situazioni di eccitazione, irritazione o durante il gioco offensivo, le orecchie sono erette all’ indietro, gli occhi spalancati e i baffi in avanti, le pupille dilatate e la bocca aperta che mostra i denti.
Altro elemento fondamentale per comprendere la gestualità è il movimento della coda:
· il saluto amichevole e di pacificazione è rappresentato dalla coda eretta;
· l’ atteggiamento rilassato è dato dalla coda ripiegata posteriormente formando con il corpo un angolo acuto, mentre un gatto spaventato tiene la coda sotto il corpo;
· l’ agitazione è rappresentata da movimenti orizzontali della coda di ampiezza proporzionale al livello di agitazione o conflittualità. La velocità dell’ ondeggiare indica l’ imminenza di una possibile aggressione.
· durante il gioco assume una forma di “U” capovolta mentre nelle situazioni di conflitto o di aggressività dà luogo a una sorta di “L” capovolta.

Il trasportino
Uno dei principali problemi nella vita del gattino è rappresentato dal trasportino. Questo oggetto in genere compare nella vita del gatto solo quando deve essere portato da qualche parte, in genere non molto piacevole come dal veterinario. Per fare in modo che non sviluppi un’ associazione negativa con il trasportino è necessario educarlo fin da subito che questo oggetto è parte integrante della sua vita: deve poterlo utilizzare quando vuole anche durante le fasi di gioco e di relax, deve diventare per lui famigliare. Nasconderlo tra un viaggio e l’ altro serve solo ad accrescere la sua risposta negativa, al contrario lasciandolo a sua disposizione potrà rendere il viaggio molto più piacevole e sicuramente meno stressante e spaventoso.
Il primo passo è la scelta del trasportino che deve essere:
facile da pulire
di semplice accesso e uscita per il gatto
sicuro per il gatto stesso.

Si consiglia di evitare quelli totalmente in rete metallica e quelli con tanti tasselli da inserire per la chiusura, ma di acquistare quelli in plastica che offrono al gatto la possibilità di guardare fuori dalla portina a rete oppure di rintanarsi sul fondo in un ambiente semibuio se spaventato.
E’ consigliabile dopo ogni viaggio di lavarlo con acqua e sapone neutro e poi spruzzare all’ interno il “ Feliway ”, i feromoni appaganti del gatto, così da togliere quelli rilasciati durante il trasporto, corrispondenti alla paura, e renderlo di nuovo confortevole e rassicurante.

Il benessere Il “ Feliway” , nella versione di diffusore ambientale, può essere utilizzato in casa, nelle zone frequentate dal gatto, per creare un ambiente a lui famigliare e soprattutto per aiutarlo nell’ inserimento nella nuova dimora e quindi prevenire forme di ansia e stress.
Infatti bisogna fare molta attenzione ai segnali che ci invia perché anch’ esso può soffrire lo stress se i suoi bisogni non sono soddisfati o se prova paura o dolore, se ci sono cambiamenti o se perde il padrone; questi segnali sono rappresentati dalla marcatura al di fuori della cassetta igienica, dall’ aggressività, ansia, ossessiva e maniacale ripetizione di alcuni comportamenti come il leccarsi.
Infine per il benessere del gatto è fondamentale anche la cura del suo pelo grazie alla toelettatura: è necessario abituarli ad essere spazzolati almeno tre volte a settimane e per i gatti a pelo lungo anche quotidianamente, oltre ad essere un rituale molto gradito dal micio in quanto si eliminano nodi e pelo morto, serve a rinsaldare il rapporto con il proprietario, così come la pulizie di occhi, orecchie e taglio delle unghie, proprio come una mamma si prenderebbe cura dei sui micetti.

Riferimenti bibliografici:
R. Marchesini, “Randagio a chi?”, Fabbri Editore 2007;
S. Heath, “ Perché il mio gatto fa così”, Alberto Perdisa Editore 2005;
K. Overall, “ la clinica comportamentale del cane e del gatto”, C. G. Ed. medico scientifiche 2001.
A cura della dott.sa Monica Manassero

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