lunedì 25 gennaio 2010

Malattie Lipidiche Corneali

Gli infiltrati lipidici corneali sono abbastanza frequenti nel cane:i meccanismi che portano alla formazione di depositi lipidici a livello corneale possono essere vari e non ancora del tutto chiari.
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Innanzitutto occorre distinguere le forme spontanee ( la cui base è presumibilmente ereditaria) e le forme degenerative.
-La forma spontanea viene anche indicata con il nome di distrofia lipidica cristallina stromale: di solito coinvolge la parte centrale della cornea e non è caratterizzata da neovascolarizzazione. Tale distrofia sembra avere una base ereditaria e alcune razze sembrano essere predisposte alla sua manifestazione, come siberian husky ( in questa razza è stata dimostrata un’ereditarietà autosomica recessiva), beagle, border collie, dalmata, airedale, yorkshire e barbone. Colpisce animali giovani o adulti e tendenzialmente non è progressiva.
Questo genere di distrofia corneale si manifesta con opacità cristalline rifrangenti nella zona centrale della cornea. I depositi possono assumere una forma anulare o ovalare, anche se variazioni di aspetto non sono infrequenti. Tali opacità sono spesso bilaterali e simmetriche (fatta eccezione per la distrofia nell’husky).
I depositi si localizzano nello stroma corneale e sono costituiti da fosfolipidi e colesterolo non esterificato.
La distrofia lipidica stromale cristallina non è accompagnata da sintomi e di solito la presentazione del caso al veterinario è motivata dal fatto che il proprietario si accorge dell’opacità biancastra.
Dal momento che la base di questa patologia sembra essere ereditaria, non esiste una terapia specifica.
In ogni caso è consigliabile effettuare un controllo ematologico adeguatamente approfondito per escludere la concomitanza delle lesioni corneali con alterazioni sistemiche del metabolismo lipidico.
-Accanto alla forma spontanea esistono anche due forme cosiddette degenerative: una forma geografica ed una forma di tipo infiltrativo.PA050004
La cheratopatia lipidica geografica consegue a qualsiasi causa che induca neovascolarizzazione a livello corneale (episcleriti, traumi, ulcere, malattie immunomediate, uveiti, difetti palpebrali o del film lacrimale). La formazione di vasi corneali predispone la deposizione di lipidi nello stroma corneale. La manifestazione clinica della patologia è costituita da opacità biancastre a morfologia geografica piuttosto varia, localizzate o diffuse, mono o bilaterali.
L’elemento fondamentale che permette di distinguere questa patologia da un distrofia lipidica è appunto la presenza di neovascolarizzazione. Occasionalmente, nelle aree circostanti il deposito lipidico può essere presente del tessuto infiammatorio.
La cheratopatia lipidica geografica, qualora non vengano controllate e corrette la cause predisponenti, tende generalmente a progredire.
L’approccio clinico prevede perciò l’esecuzione di esami ematologici approfonditi ( soprattutto per ciò che riguarda il profilo lipidico) e nelle femmine va presa in considerazione anche la situazione ormonale. Molti pazienti possono avere valori di colesterolo e trigliceridi nel range normale-alto. Tali soggetti andrebbero considerati affetti da dislipidemie borderline.
Secondo alcuni studi, diete a basso contenuto di lipidi sembrerebbero avere l’effetto di rendere l’infiltrato lipidico meno denso. Tali miglioramenti sono visibili dopo almeno 5-6 mesi di dieta ipolipidica.
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Questa forma di cheratopatia raramente si manifesta nel gatto e generalmente è associata a livelli elevati di colesterolo circolante.
La seconda forma di cheratopatia lipidica avviene con deposito spontaneo (infiltrato) di lipidi localizzati per lo più in sede perilimbare. Generalmente è associata a dislipidemie sistemiche con iperlipidemia. Il deposito assume una forma arcuata nelle porzioni periferiche della cornea, con uno spazio di circa 1 mm di cornea normale che separa il deposito dal limbo. Solitamente non viene interessata la porzione centrale della cornea.
E’ sempre presente vascolarizzazione ma in quantità inferiore rispetto alla cheratopatia lipidica geografica.
La deposizione è bilaterale anche se la distribuzione può non essere perfettamente simmetrica.
In presenza di tali lesioni andrebbero indagate patologie quali ipotiroidismo, iperadrenocorticismo, diabete mellito e sindromi nefrotiche.
L’obesità nel cane non sembra stranamente essere associata ad aumenti della lipemia e della lipoproteinemia.
La terapia mira al controllo delle condizioni metaboliche e /o endocrine associate.
A cura della Dott.ssa Valentina Declame
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