sabato 23 gennaio 2010

Uomo-cane: convivenza “secolare”.

Il 2010 è appena iniziato, ma si leggono già “allarmanti” notizie riguardanti il mondo animale, quale: “Muratore salva una bimba dall’aggressione di un pittbull”.

Siamo alle solite, vediamo però di affrontare la questione in maniera più scientifica e razionale e meno ridondante.

Avere un cane è la cosa più normale e naturale del mondo, bisogna però ricordare che il proprietario non è soltanto il "capo branco" agli occhi del suo amico a quattro zampe, ma è anche Responsabile sotto il profilo civile e penale, in accordo con le regole della società in cui entrambi vivono.

Il cane domestico è il frutto del lunghissimo processo di domesticazione del lupo, attraverso cui il profilo comportamentale del "cane-in-divenire" ha subito importanti modifiche quali: aumento della docilità, tolleranza e giocosità e diminuzione dell'aggressività, combattività e reattività. Oltre a ciò, bisogna tener presente che i cani hanno imparato a condividere con l'uomo emozioni, a decodificare alcuni segnali della comunicazione verbale e non verbale, a rendersi utili nelle varie attività umane. Sono diventati collaboratori socievoli verso le persone, perdendo la caratteristica diffidenza, tipica dell'animale selvatico. Nonostante questo "patrimonio evolutivo privilegiato", il carattere del singolo cane viene influenzato anche dalle esperienze, strategie comportamentali, "memorie" e rinforzi che si sviluppano durante la sua vita, sin dai primissimi giorni: è su questo aspetto che l'uomo può e deve giocare un ruolo chiave per garantire una corretta e serena convivenza interspecifica.

uomo e cane

Il cane ha "bisogno"di regole da seguire proprio per la sua natura sociale; quasi tutti i cani sviluppano naturalmente legami affettivi coi loro proprietari, diventando "parte della famiglia", sentendosi membri effettivi. Il loro ruolo è quello di "gregari", cioè soggetti che seguono spontaneamente le indicazioni dei loro compagni umani. Il cucciolo nei primi giorni di vita viene "educato"dagli adulti (madre, eventuali altri cani conviventi) e dalle esperienze che condivide coi suoi fratelli; una volta adottato, è il proprietario colui a cui spetta il ruolo di educatore. In generale vale la regola di premiare i buoni comportamenti e ignorare quelli sgraditi. Il messaggio deve essere trasmesso non tanto con un atteggiamento rigido ed intransigente, quanto piuttosto con coerenza nello stabilire ciò che è consentito e ciò che non lo è. Esiste tutta una serie di atteggiamenti del cane, appartenenti al suo bagaglio genetico specie-specifico, che mal si adattano alla convivenza con l'uomo: il cane, ad esempio, può ringhiare in presenza di cibo, di un giocattolo o se qualcuno si avvicina al luogo di riposo. Questo è un segno di "possessività" e spetta al proprietario "insegnare" all'animale che sono le persone e non lui a "gestire" le risorse: il cane deve imparare ad aspettare il permesso dell'uomo per avere il cibo, giocattoli, carezze, attenzione. Anche la territorialità è un retaggio della specie canina, ma talvolta rischia di divenire un ostacolo nella gestione dei normali rapporti sociali umani: è il proprietario a dover assumere il ruolo di controllo dei "confini" e, ove non sia possibile attenuare il temperamento territoriale, bisognerà tener sotto controllo il cane, sempre, soprattutto nel caso in cui arrivino estranei. Alcuni cani, poi, tendono a manifestare un comportamento predatorio, che si esplicita soprattutto in risposta a stimoli in movimento quali biciclette, motorini, gatti, bambini che corrono: sarebbe importante "prevenire" tali manifestazioni, abituando l'animale sin da cucciolo a questi stimoli e a contenersi in loro presenza. Laddove non sia possibile reprimere totalmente certi istinti, è indispensabile mettere in atto una contenzione adatta, quale ad esempio la museruola ed il guinzaglio in luoghi pubblici. Un'altra cosa a cui bisognerebbe abituare il cane è ad incontrare altri soggetti conspecifici, evitando comunque di far avvicinare i due animali frontalmente, perchè in natura questo può essere interpretabile come atto di sfida. Nel caso in cui inizino ad interagire, i proprietari dovrebbero allontanarsi leggermente e lasciar fare, secondo modi e tempi propri dei cani: non intervenire tirando uno dei due dal collare, perchè potrebbe rendere innaturale la comunicazione.

La comunicazione è un punto fondamentale per stabilire una relazione stabile anche tra cane e uomo. Per evitare di interpretare i segnali comunicativi dei cani usando solo parametri propri della comunicazione umana, è molto importante che l'uomo impari a riconoscere ed interpretare il significato dei sistemi comunicativi canini. Per ridurre la fonte di incomprensioni, spesso all'origine di diversi problemi comportamentali, è molto importante non attribuire emozioni e pensieri umani al cane!. La conseguenza di ciò, infatti, potrebbe essere una risposta inappropriata, dal nostro punto di vista, da parte dell'animale. Atteggiamenti quali sbadigliare se ricevono un comando non vuol dire "presa in giro ", noia o "mancanza di rispetto", così come  l'avvicinarsi lentamente se chiamati o urinare rappresentano tentativi di pacificazione da parte dell'animale. Evitare quindi, di associare "intenzioni" ed "emozioni" a comportamenti del cane che hanno delle loro specifiche finalità. Ricordare, infine, che esistono casi in cui i comportamenti "problematici"del cane non sono il frutto di una cattiva gestione da parte del proprietario, ma possono essere legati ad eventi traumatici precoci quali malattie, incidenti, distacco precoce dalla madre e dalla cucciolata: tutto ciò può influire negativamente sullo sviluppo del carattere del cane. Anche il dolore fisico e, più in generale, lo stato di salute sono fattori che "pesano" sulle reazioni del cane: non tralasciare mai la possibilità che il nostro cane sia in una situazione di disagio che lo rende più nervoso, difensivo e reattivo. Non sempre "l'aggressività" è sinonimo di dominanza, al contrario può essere legata a paura, stress o disagio fisico; è perciò indispensabile riconoscere le diverse situazioni per poter assumere un atteggiamento appropriato nel correggerle.

Non tutti i cani sono uguali ed è DOVERE del proprietario informarsi sulle caratteristiche fisiche e comportamentali del soggetto che vuole adottare. Un proprietario attento conosce il carattere del proprio cane: gli eventi imprevedibili attribuibili ad un  cane "impazzito" sono rarissimi.

Ricordiamo, riassumendo, queste semplici regole (dal: "corso formativo per proprietari di cani: il patentino") a cura della FNOVI e del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

- Adottare un cane implica occuparsi del suo benessere e salvaguardare la serena convivenza tra uomo e cane.

-Alcuni doveri dei proprietari sono sanciti da leggi internazionali, nazionali, regionali e comunali.

- E' scorretto attribuire sempre e solo ad una cattiva gestione la causa dei problemi comportamentali.

- E' importante saper distinguere il comportamento indesiderato da quello patologico.

- Il Medico Veterinario è nella posizione ottimale per far la diagnosi e ha la responsabilità della cura del paziente malato

- La collaborazione tra i diversi professionisti ed il riconoscimento dei limiti di ciascuna professione rappresentano la combinazione vincente per il proprietario del cane.

Alcuni doveri basilari dei proprietari sono sanciti da leggi, decreti, regolamento ed ordinanze.

In Italia, tra questi, annoveriamo:

- Obbligo per il detentore, anche temporaneo, del cane farlo identificare mediante microchip e, conseguentemente, iscriverlo all'anagrafe canina regionale.

- Il proprietario del cane è Responsabile del benessere, del controllo e della conduzione del suo animale e risponde civilmente e penalmente dei danni o lesioni a persone, animali e cose provocate dal proprio animale.

-In luoghi pubblici i cani devono essere condotti con guinzaglio di lunghezza non superiore al metro e mezzo e i detentori devono avere al seguito la museruola, da applicare in caso di rischi.

- Coloro che conducono cani in luogo pubblico devono adottare ogni cautela per evitare che sporchino il suolo e dotarsi di appositi mezzi per rimuovere le deiezioni.

-Divieto di maltrattare gli animali e utilizzarli per combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate, nonchè di addestramento volto ad esaltarne l'aggressività.

A cura della Dr.ssa Martina Chiapasco

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