lunedì 20 dicembre 2010

Il Capovaccaio – Egyptian Vulture

Il Capovaccaio (Neophron percnopterus) è un rappresentante degli Aegypiinae. È il più piccolo avvoltoio africano. Vive anche in tutta l'Europa mediterranea. (In Italia è presente in Sicilia e qualche esemplare viene segnalato in Calabria, Basilicata e Puglia.) In tutta la penisola si contano meno di 15 coppie. Il suo piumaggio è bianco, con penne remigatorie nere, cosa che si nota in modo particolare durante il volo. Nell'area della gola le penne sono di colore giallastro. Il capo è privo di piume, grinzoso e giallo chiaro, con penne per il volo di planata a volte rosso-arancia, come pure la base del becco che è stretta ed ha la punta nera. Le zampe sono giallo chiaro come il becco. L'iride è di colore brunastro. La coda è di forma conica. Per distinguere i sessi si guarda la striscia scura, a volte persino nera, nel muso davanti agli occhi. Gli uccelli giovani hanno il piumaggio inizialmente ocra, un po' maculato e diventa sempre più bianco fino all'età adulta (circa 5 anni) ad ogni muta. Il muso, privo di piume, è grigio e l'iride è nera. L'altezza del capovaccaio è di 60-70 cm, il suo peso di 1,5-2,2 kg. L'apertura alare raggiunge i 165 cm. Sono lunghi da 60-100 cm.

Egyptian_Vulture

The Egyptian Vulture; Wikimedia Commons

I capovaccai delle Isole Canarie sembrano fornire la prova che il cambiamento ambientale causato dall’uomo  può portare a dell'evoluzione animale in tempi relativamente brevi. Ma i cambiamenti dovuti all’urbanizzazione hanno fatto calare drasticamente il numero degli uccelli nel mondo. L’avvoltoio egiziano ( Neophron percnopterus ), può avere seguito l’uomo nelle migrazioni sulle isole Canarie circa 2500 anni fa. Le popolazioni berbere del Nord Africa portarono con sé le capre, che poi divennero una fonte di cibo abbondante per gli avvoltoi. A differenza dei casi in cui le specie recentemente introdotte possono  entrare in competizione con gli animali nativi per le fonti di cibo, gli avvoltoi sembrano essere stati nutriti per lo più dalle carcasse delle capre domestiche morte. L’espansione umana è spesso causa di estinzione degli animali, ma in questo caso gli avvoltoi hanno trovato un nuovo habitat e mostrano segni di sviluppo  in  sub-popolazioni geneticamente distinte.

Gli avvoltoi delle Isole Canarie sono più pesanti del 16 per cento e del  3 per cento più grandi di quelli della Spagna e del Portogallo. I ricercatori hanno osservato che i cambiamenti ambientali provocati dall’uomo possono portare a una diversificazione degli animali in circa 200 generazioni (valore stimato per questi uccelli).
Attualmente, gli esseri umani stanno facendo poco per salvaguardare la diffusione e la sopravvivenza delle popolazioni del Capovaccaio. L'uccello è indicato come in via d'estinzione (lista rossa) dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

Sembra che in India, l'uso del farmaco veterinario Diclofenac potrebbe essere in gran parte responsabile della diminuzione del numero di avvoltoi e di altre specie che si nutrono di carogne. La popolazione di Capovaccaio è diminuito del 90 per cento in India negli ultimi dieci anni. Il farmaco anti-infiammatorio, Diclofenac, si accumula nei corpi degli avvoltoi dopo aver mangiato carcassa di bovini trattati con il farmaco. Gli uccelli giungono poi a morte per probabile insufficienza renale. Questo ha causato numerosi problemi, tra cui l’aumento dei cani selvatici e quindi della rabbia che veicolano. La perdita dell’ avvoltoio ha anche implicazioni religiose per la comunità Parsi: la sepoltura avviene in “torri del silenzio” e gli avvoltoi si nutrono dei cadaveri.
Fortunatamente il diclofenac per i bovini viene abbandonato in India ma sembra che alcune società vogliano distribuirlo in Africa.

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