martedì 15 febbraio 2011

Il gatto nella storia

Lo straordinario viaggio del gatto, dalle terre selvagge egiziane al comodo divano di casa nostra, ha inizio 5000 anni fa con il gatto africano, che mostrava la curiosità tipica dei gatti che conosciamo oggi come l'interesse verso i topi e i serpenti. La possibilità di avere abbondante cibo sempre a disposizione ha soppresso nel gatto l'istinto aggressivo nei confronti dell'uomo, favorendo la strada alla convivenza. Già nel 1500 AC in Egitto il gatto era considerato un animale sacro: la sua capacità di proteggere i granai era molto apprezzata ed in seguito venne considerato, grazie ai suoi magnifici occhi, come manifestazione terrena di importanti divinità, per questo fu consacrato prima alla dea Iside poi a Bast (la dea gatto) quindi venerato, coccolato, nutrito con cibi raffinati e ornato con pietre preziose. Chi osava ucciderlo rischiava molto, era prevista la pena di morte. E quando abbandonava la vita terrena veniva addirittura imbalsamato e sepolto come una persona. Intorno al 1850 fu scoperto un cimitero che ospitava oltre 3000 mummie feline. Nel corso dei 2000 anni successivi ha avuto luogo il processo di addomesticamento: i gatti più mansueti si sono insediati nei centri abitati. Il gatto è passato da semplice cacciatore di roditori a divinità, come viene spesso raffigurato sui resti archeologici. Questo lungo percorso di insediamento nella civiltà è durato nel tempo. storia del gatto

Tuttavia alla fine del XIV secolo l'ignoranza ha causato la persecuzione dei gatti, tanto da rischiare l'estinzione del gatto domestico; infatti il gatto veniva considerato come strega tramutato in animale. L'istinto di sopravvivenza prevalse le persecuzioni e, quando la peste nera colpì l'Europa, furono proprio i gatti a contribuire allo sterminio dei roditori, che fruivano da vettori pestilenziali.

Nel XVIII e XIX secolo con la diffusione delle fabbriche, il processo di urbanizzazione e la crescita delle città hanno favorito la riproduzione massiccia di roditori; anche in questo contesto il gatto è tornato ad essere utile all'uomo. Le mogli dei pescatori usavano tenere un gatto nero in casa per scongiurare i disastri in mare. Di conseguenza, questi animali divennero preziosi e oggetto di furto.image

Nel periodo tardo vittoriano l'adorazione verso i felini è al suo apice; infatti si è cominciato ad apprezzare il gatto al di là delle sue capacità di cacciatore e si iniziò a registrare i pedigree degli esemplari di pura razza, come si continua a fare oggi. Il 13-07-1871 fu organizzata a Londra la prima esposizione.

Da allora il gatto diventa vero e proprio animale domestico, diventando parte della famiglia.

A cura di Romina Zallio

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