lunedì 28 novembre 2011

Ulcera indolente: la terapia

Nell'ultimo articolo è stato affrontato il tema delle ulcere indolenti: vediamo ora come affrontare questa patologia da un punto di vista terapeutico.

Molte terapie sono state suggerite per velocizzare la guarigione delle erosioni epiteliali indolenti (o ulcere indolenti).
La terapia di tipo medico si basa sull'utilizzo di antibiotici somministrati topicamente e/o sistemicamente: la scelta ricade generalmente sulle tetracicline, anche per l'azione che questi antibiotici hanno nei confronti delle metalloproteinasi, implicate nella fisiopatologia della condizione.
Un altro antibiotico a largo spettro utilizzabile è, ad esempio, la tobramicina.
In caso di spasmo ciliare si può associare un midriatico cicloplegico, quale l'atropina, per ridurre il dolore.
Il protocollo medico viene associato a pulizia chirurgica (debridement) e cheratotomia. La pulizia consiste nell'asportazione dell'epitelio non adeso o lassamente adeso allo stroma sottostante con un cotton fioc asciutto: in alcuni casi lo scollamento dell'epitelio è così esteso da arrivare alla totale rimozione dell'epitelio corneale. Il debridement è una tecnica che può facilitare la guarigione corneale, soprattutto nei casi più recenti e che non hanno ancora una storia cronica del difetto.
Tale procedura è l'unica consigliata nel gatto, ove procedure più aggressive quali la cheratotomia punctata o radiata, potrebbero comportare l'insorgenza di complicazioni come i sequestri corneali.
Alla pulizia con cotton fioc può seguire la cheratotomia radiata (a griglia) o puntata: lo scopo di questa procedura è danneggiare lo strato superficiale dello stroma esposto per consentire il riattaccamento del nuovo strato epiteliale.cheratotomia a griglia

Per eseguire questa procedura può essere necessaria una leggera sedazione : la cheratotomia viene eseguita con un ago sterile 23-25G. Con la punta dell'ago vengono tracciati alcuni solchi superficiali paralleli che vanno almeno 1-2 mm al di là del margine disepitelizzato. Si eseguono poi una serie di solchi perpendicolari ai primi in modo tale da disegnare una griglia sulla superficie della cornea interessata dalla lesione.

La cheratectomia superficiale è una soluzione ideale, ma più invasiva, e viene pertanto riservata a quelle condizioni in cui la guarigione non avviene dopo le terapie standard.
Prima del ritorno a casa del paziente, occorre che il proprietario sia ben istruito riguardo l'insorgenza di eventuali segni di peggioramento nei giorni successivi, quali blefarospasmo, scolo, colorazione bluastra o giallastra della lesione: questo per poter affrontare in tempo eventuali complicazioni.

A cura della Dott.ssa Valentina Declame

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