martedì 23 ottobre 2018

La Rianimazione Cardiopolmonare nel Cane e nel Gatto

La rianimazione cardiopolmonare (RCP) è una serie di procedure d’emergenza volte a ripristinare e ottimizzare la perfusione cerebrale e cardiaca durante un periodo di arresto cardiopolmonare, nel tentativo di ottenere non solo il ripristino della circolazione spontanea ma, ancora più importante, di promuovere un esito neurologico favorevole per il paziente. Sebbene l'incidenza dell’arresto cardiopolmonare nei piccoli animali sia sconosciuta, la sopravvivenza alla dimissione è bassa, con gli esiti migliori che interessano i pazienti andati in arresto durante l’anestesia (1). Al contrario dell’uomo, l’arresto cardiopolmonare negli animali causa spesso ipossia e ossigenazione tissutale inadeguata, due condizioni che possono complicare le misure rianimatorie e spiegare la bassa incidenza della sopravvivenza alla dimissione ospedaliera.

rianimazione-cane

■ Riconoscimento dell’arresto cardiopolmonare

Il riconoscimento rapido dell’arresto cardiopolmonare è un passo essenziale per l'avvio della RCP. I segni comuni di arresto imminente comprendono cessazione della ventilazione spontanea, presenza di respiri agonici, pupille fisse e dilatate, o cambiamenti improvvisi nella frequenza o nel ritmo del cuore .
Si deve sospettare un arresto in ogni paziente che mostri mancanza di reattività, apnea, o ritmo respiratorio agonico.
Nei piccoli animali, i ritmi di arresto più comuni all’ECG includono l’asistolia o l’attività elettrica senza polso , anche se l’arresto cardiaco può essere preceduto dallo sviluppo improvviso di una bradiaritmia. Il monitoraggio ECG continuo nei pazienti "a rischio" è utile, e può consentire interventi salvavita prima ancora che la RCP si renda indispensabile. Il monitoraggio ECG continuo può inoltre aiutare a identificare le aritmie cardiache, il cui trattamento migliore è la defibrillazione elettrica, tra cui la tachicardia ventricolare senza polso e la fibrillazione ventricolare.

■ Supporto vitale di base

Il supporto vitale di base è il fondamento per il successo della RCP e nei casi di arresto cardiopolmonare i veterinari possono seguire l’espediente memonico "ABC" (Airway, Breathing, Compressions, vie aeree, respirazione, compressioni). La pervietà delle vie aeree deve essere garantita con l’intubazione endotracheale non appena possibile. In alcune circostanze, l’intubazione può essere complicata da qualcosa che ostruisce le vie aeree superiori. Si raccomanda la pronta disponibilità di tubi endotracheali di varie dimensioni, laringoscopi, mandrini e strumenti per l'aspirazione. Un laringoscopio può migliorare la visualizzazione della laringe, e l’operazione è facilitata se un assistente tiene aperta la bocca ed estende la lingua. Quando l'intubazione non è possibile per l’ostruzione completa delle vie aeree superiori, può essere necessario inserire un catetere tracheale percutaneo o eseguire una tracheostomia d’urgenza per scavalcare l'ostruzione e consentire la ventilazione e l'ossigenazione.
Il posizionamento corretto del tubo endotracheale può essere confermato mediante valutazione visiva, palpazione intraorale, o palpazione del tubo all'interno della trachea. Il veterinario può anche auscultare il torace per cercare di percepire i suoni respiratori. Il tubo deve essere fissato in sede e la cuffia gonfiata per impedire l’ingresso di fluidi o corpi estranei nelle vie aeree. Si preferisce l'intubazione in decubito laterale poiché consente di avviare allo stesso tem.Una volta garantite le vie aeree, si avvia la ventilazione con ossigeno al 100% alla velocità di 10-12 respiri/minuto (6). Questa può essere eseguita con un pallone Ambu, oppure con la sacca riserva di ossigeno su una macchina per anestesia. I palloni Ambu hanno una valvola di sovrappressione integrata per evitare il barotrauma durante la ventilazione.
Quando sono disponibili più soccorritori, può essere opportuno assegnare a uno di questi il compito di fornire un respiro ogni 6 secondi. Le compressioni toraciche devono iniziare il più presto possibile e vanno eseguite in decubito laterale, con il veterinario sopra il paziente che usa il peso del proprio corpo con le braccia tese per comprimere il petto. Per i pazienti che pesano meno di 15 kg, le mani sono poste direttamente sopra il cuore al 5° spazio intercostale, e comprimono direttamente i ventricoli cardiaci per promuovere il flusso ematico anterogrado nelle grandi arterie ("pompa cardiaca"). Per i pazienti che pesano più di 15 kg, le mani sono poste sopra la porzione più ampia del torace. La compressione diretta del torace aumenta la pressione intratoracica, spingendo il sangue in avanti ("pompa toracica") . Il torace deve essere compresso a circa 1/3-1/2 della sua larghezza e si raccomandano 100-120 compressioni/minuto.
Le compressioni toraciche esterne possono generare circa il 25% della gittata cardiaca normale. L’operatore addetto alle compressioni deve essere sostituito ogni due minuti per evitare la fatica e la breve pausa tra le compressioni diventa il momento opportuno per valutare il battito cardiaco o l'ECG. In ogni caso, le pause tra le compressioni devono essere minimizzate, poiché possono servire diversi minuti per ristabilire una perfusione coronarica adeguata dopo una pausa.

L’arresto cardiopolmonare è un riscontro comune nei piccoli animali e deve generare sospetti in ogni paziente che mostri mancanza di reattività, apnea, o ritmo respiratorio agonico. Le misure di supporto vitale di base, tra cui l’istituzione di vie aeree per l'ossigenazione e la ventilazione, e l’esecuzione accurata delle compressioni toraciche, devono essere avviate immediatamente quando si sospetta un arresto cardiopolmonare. Idealmente, alla presenza di un ritmo cardiaco adeguato, la somministrazione di farmaci per la rianimazione e la defibrillazione dovrebbero avvenire precocemente nel corso della RCP, ma quando sono disponibili pochi soccorritori, la ventilazione e le compressioni toraciche hanno la priorità. Dopo il successo della RCP, molti pazienti sperimentano la recidiva dell’arresto. Per questa ragione, dopo la rianimazione, è necessaria la terapia intensiva per ottimizzare l'esito del paziente.

Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
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