mercoledì 17 ottobre 2018

La Frattura Del Bacino Nel Gatto

Le fratture del bacino sono comunemente riscontrate nel gatto e di solito sono il risultato di un grave trauma come un incidente automobilistico.

Il bacino nel gatto, come nel cane, è composto da tre principali parti ossee: l’ileo, il pube e l’ischio.

frattura del bacino 2 (2)

La frattura può interessare una di queste parti, due o tutte e tre, cambiando la gravità e la prognosi.

                                                                   frattura del bacino 3  

Quando ci troviamo davanti ad un animale fratturato la prima cosa da fare è assicurarsi che non ci siano lesioni a organi vitali che mettano a rischio la vita del gatto.

La valutazione della frattura dovrà avvenire solo dopo che il paziente è stato stabilizzato e valutato da un punto di vista generale.

Per questo motivo è molto importante eseguire anche radiografie del torace e dell’addome per escludere complicanze, legate al trauma e non, di entità più grave rispetto alla frattura del bacino.

La valutazione della frattura avviene mediante l’esecuzione di radiografie in proiezione VD (ventrodorsale, ad arti estesi quando si può) e LL (laterolaterale).

Importante eseguire anche un’accurata Visita Neurologica per verificare la permanenza delle funzionalità corporee fisiologiche come la deambulazione sugli arti posteriori, la sensibilità della coda, la capacità di minzione e defecazione; poiché nella regione del bacino vi sono strutture vascolo-nervose di vitale importanza come i Nervi del Plesso lombare, Arteria e Vena femorale.

La scelta del trattamento dipenderà dal tipo di frattura ma anche dall’indole ed età dell’animale, dalla presenza di malattie concomitanti che potrebbero interferire col processo di guarigione (diabete, malattie metaboliche…) e dalla collaborazione del proprietario.

Non potendo contare sulla collaborazione del paziente, i gatti andranno tenuti confinati ed il proprietario dovrà riferire qualunque problema al medico veterinario curante.

Nel caso in cui non venga interessata alcuna articolazione o non ci sia una completa alterazione dell’asse del bacino, la terapia sarà prettamente medica finalizzata alla guarigione spontanea della frattura mediante formazione di callo osseo.

In caso di coinvolgimento articolare e asse del bacino alterato il trattamento dovrà essere di tipo chirurgico per ottenere un riallineamento e una stabilizzazione dei monconi ossei mediante mezzi di sintesi (placche, viti, chiodi…) che porti ad una guarigione completa dell’osso nel minor tempo possibile.

A seconda del tipo di frattura e del metodo di fissazione utilizzato i tempi di guarigione sono di 8-12 settimane, durante le quali l’animale dovrà essere tenuto a riposo, evitando esercizio eccessivo. Nella maggior parte dei casi è sufficiente tenere i pazienti operati in una stanza o in un recinto, evitando che non corrano o saltino.

Solo in alcuni casi potrà essere necessario tenere gli animali confinati in gabbia per le prime settimane per assicurare una corretta guarigione.

Il processo di guarigione viene monitorato mediante la ripetizione dello studio radiografico ogni 3-4 settimane secondo la necessità ed il giudizio del Veterinario.

Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
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