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martedì 14 aprile 2020

Il Mio Animale Urina Di Più: Devo Preoccuparmi?

L’aumento dell’urinazione nel cane e nel gatto è un sintomo abbastanza frequente ed è definito poliuria. Spesso per il proprietario è difficile distinguere un aumento effettivo del volume di urina da un aumento della frequenza di urinazione: questa ultima situazione infatti non sempre comporta un aumento della quantità di urina prodotta se durante l’urinazione vengono espulse solo modeste quantità. Allo stesso modo bisogna escludere una situazione di incontinenza, in cui l’animale perde inconsciamente urina durante l’attività quotidiana.

Nella maggior parte dei casi la poliuria è accompagnata da un aumento della sete, definita polidipsia: in questi casi una delle due condizioni è la causa scatenante dell’altra. Per accertarsi che effettivamente il nostro amico a quattro zampe beva di più è necessario calcolare il volume di acqua assunto in 24 ore dosando accuratamente quanta ne viene proposta all’animale. In condizioni di normalità il cane beve 90-100 ml per ogni kg di peso al giorno, mentre per il gatto il valore si aggira intorno ai 50 ml/kg/giorno.


Purtroppo, le cause di aumento dell’urinazione accompagnata da aumento della sete sono davvero varie e la diagnosi può risultare indaginosa: si annoverano cause metaboliche, cause ormonali, cause infettive, cause neoplastiche, somministrazione di farmaci o cambi alimentari. Per questo motivo è sempre consigliato affidarsi al parere di un medico veterinario che possa accertarsi, in base alla storia clinica e ad eventuali ulteriori sintomi, della reale gravità della situazione e conseguentemente proporre gli esami più indicati. Spesso il campanellino d’allarme per il proprietario può essere il fatto che l’animale presenti costantemente urine molto diluite, tendenti al trasparente, oltre che abbondanti.


L’aumento dell’urinazione non accompagnato ad aumento della sete è in genere sintomo di disordini a livello dell’ultimo tratto urinario. L’animale percepisce il costante stimolo all’urinazione nonostante il volume di urina prodotto non aumenti, atteggiandosi comunque per urinare ed espelle poca urina, tante volte durante la giornata. Anche in questo caso è bene affidarsi a un medico veterinario per escludere la presenza di infiammazione delle basse vie urinarie o problemi di irritazione a livello dello sbocco dell’uretra.

Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
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martedì 10 dicembre 2019

Miastenia Gravis nel Cane

La Miastenia Gravis è una patologia neuromuscolare conosciuta nell'uomo e riscontrata anche nei nostri animali.
Il sintomo principale è rappresentato dalla debolezza, esacerbata dallo sforzo fisico.
Il difetto riguarda il punto di giunzione e comunicazione tra nervo e muscolo.

A questo livello viene rilasciato un neurotrasmettitore: acetilcolina. L’acetilcolina una volta rilasciata deve essere captata dal muscolo e legarsi ai suoi recettori, in questo modo sarà possibile la contrazione muscolare.

Si conoscono due forme di Miastenia Gravis: una congenita e una acquisita. Nella forma congenita mancano i recettori per l’acetilcolina a livello muscolare e i primi segni clinici iniziano a manifestarsi in cani e gatti di circa 6-9 settimane di età.

La Miastenia Gravis è stata maggiormente segnalata in alcune razze come il Jack Russell Terrier, lo Springer Spaniel Inglese e il Fox Terrier a pelo liscio. Più rara nel gatto.

                            

Nel Bassotto è stata evidenziata una forma poco comune di Miastenia Gravis transitoria: i sintomi compaiono in giovane età e scompaiono con il raggiungimento della maturità.

La forma di Miastenia Gravis acquisita invece è a tutti gli effetti una malattia immunomediata infatti gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario agiscono contro i recettori per l’acetilcolina, rendendoli inutilizzabili ed impedendo la normale comunicazione tra nervo e muscolo scheletrico.

La forma acquisita è stata segnalata maggiormente in Retriever (Golden e Labrador), Bassotto e Pastore Tedesco ma si può evidenziare anche in altre razze.

Il sintomo principale è la debolezza della muscolatura che peggiora con l’esercizio e migliora con il riposo.
Spesso nella forma acquisita si evidenziano anche: cambio della voce, difficoltà a deglutire, minor tono della muscolatura facciale.
La Miastenia Gravis può essere generalizzata o focale, nel secondo caso è frequente riscontrare come segno clinico il megaesofago che sintomatologicamente si manifesta con il rigurgito.
E’ stata segnalata anche una forma di Miastenia Gravis acquisita fulminante in cui i sintomi sono molto gravi e la prognosi è sfavorevole.
Se si ha il sospetto di Miastenia Gravis è necessario effettuare un test su un campione di sangue che ricerca gli anticorpi contro i recettori per l’acetilcolina. Questo test è disponibile solo in laboratori altamente specializzati.
La terapia si basa sull’utilizzo di farmaci immunosoppressori e anticolinesterasici.
La prognosi varia da paziente a paziente a seconda della forma di Miastenia Gravis e degli organi coinvolti. Spesso la risposta alla terapia è buona se non è concomitante una forma di polmonite ab ingestis.
Nei pazienti affetti da Miastenia Gravis spesso sono concomitanti altre patologie immunomediate quali ipotiroidismo, ipoadrenocorticismo, polimiosite, per questo motivo è  molto importante eseguire un check-up completo.



Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
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giovedì 24 ottobre 2019

L'Istiocitoma Cutaneo Del Cane

L’istiocitoma cutaneo del cane è una patologia tipica del cane giovane che colpisce prevalentemente i soggetti al di sotto dei tre anni di età, non mostra predilezione di razza o di sesso e rappresenta circa il 12-14% delle masse cutanee. Clinicamente si presenta come un nodulo o una placca, generalmente di diametro inferiore ai 2,5 cm, di colore rossastro, edematoso, alopecico e a crescita rapida.



Generalmente solitario, occasionalmente può presentarsi con lesioni multiple. Le localizzazioni anatomiche preferite sono testa, collo, orecchie ed estremità, ma può comparire anche in altre regioni anatomiche.
Citologicamente è classificato come neoplasia a cellule tonde ed è caratterizzato da grosse cellule tonde, dal nucleo rotondeggiante e ben definito e citoplasma chiaro dai bordi distinti.


Ha la tendenza a regredire spontaneamente e può essere associato o meno a coinvolgimento dei linfonodi. L’eventuale linfoadenomegalia (aumento del volume dei linfonodi), tende a regredire, anch’essa spontaneamente, in seguito alla regressione della lesione primaria. In caso di eccessiva infiammazione o tarda regressione il trattamento prevede l’escissione chirurgica.


Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
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