Visualizzazione post con etichetta displasia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta displasia. Mostra tutti i post

sabato 3 ottobre 2020

OSTEOARTROSI NEL CANE

L’artrosi è la più frequente patologia articolare del cane e del gatto.
E’ una patologia progressiva ed irreversibile che colpisce le articolazioni, caratterizzata da un processo distruttivo che si auto alimenta e che provoca:

  • Degenerazione della cartilagine articolare con comparsa di erosioni e ulcerazioni.
  • Sinovite (processo infiammatorio della membrana sinoviale)
  • Modificazione dell’osso subcondrale
  • Formazione di osteofiti (proliferazioni irregolari di tessuto osseo)
  • Fibrosi della capsula articolare


Le artrosi vengono suddivise in primarie e secondarie.
L’artrosi primaria è legata ad un processo di invecchiamento della cartilagine che degenerando innesca il processo artrosico. E’ la comune artrosi senile umana, nel cane si riscontra raramente.
L’artrosi secondaria ha maggior incidenza ed è la conseguenza di processi vari che causano infiammazione articolare.iDi solito si verifica in concomitanza con:
- traumi
- ostecondrite
- infezioni
- instabilità
- fratture
- rottura di legamenti
- displasie
Può colpire tutti i soggetti ma si manifesta maggiormente in quelli anziani e in quelli in sovrappeso; per quanto riguarda i cani sono soprattutto colpiti quelli di taglia grande e gigante..
Le articolazioni più frequentemente affette sono l’anca, il ginocchio e il gomito.
La prima evidenza che porta all’artrosi è rappresentata da una una lesione superficiale e diffusa della cartilagine che porterà a coinvolgimento dell’osso sub condrale.
Qualora non venga trattata la causa primaria. La liberazione di mediatori dell’infiammazione amplificano molto precocemente il processo in atto, coinvolgendo sia la membrana sinoviale che la cartilagine.
In seguito al processo degenerativo la cartilagine si frammenta e non essendo in grado di rigenerarsi viene sostituita da tessuto fibrocartilagineo meno resistente. La perdita di ulteriore materiale porta all’esposizione del tessuto osseo sottostante con progressione della malattia.




SEGNI CLINICI
L’artrosi si manifesta con differente gravità:

  • Leggero con dolore lieve, rigidità, riduzione della motilità e zoppia.
  • Moderato con dolore abbastanza forte, zoppia, riduzione della massa muscolare (atrofia), rigidità e difficoltà ad alzarsi.
  • Grave con intenso dolore, presenza di zoppia, riduzione dell’ampiezza dei movimenti articolari, atrofia, difficoltà ad alzarsi, crepitii durante i movimenti articolari passivi e inattività.

DIAGNOSI
L’artrosi è una patologia frequentemente dolorosa con andamento progressivo pertanto una diagnosi precoce è estremamente importante in quanto permette di trattare sia la causa che ha innescato l’artrosi (per esempio la displasia del gomito), sia i processi ad essi associati (lesione cartilaginea, sinovite infiammatoria), arrestando o rallentandone in modo significativo l’evoluzione. Per effettuare una corretta diagnosi serve una attenta visita ortopedica eventualmente associata ad ulteriori indagini radiografiche e/o esame del liquido sinoviale.

PREVENZIONE
Esistono prodotti specifici che aiutano nella prevenzione, come i prodotti Condroprotettori.

TERAPIA
Il trattamento è specifico per ogni singolo paziente ed è correlato alla gravità dell’artrosi ed al numero di articolazioni colpite. L’approccio all’artrosi deve essere multimodale e prevedere una attenta combinazione di diverse terapie farmacologiche e non. L’aspetto più importante è una diagnosi precoce.




Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.  
Leggi tutto l'articolo...

martedì 27 marzo 2018

Come si ottiene il PRP nel cane e nel gatto?

Il PRP si ottiene con un semplice prelievo di sangue venoso simile a quello che si ottiene con una normale analisi del sangue. Il sangue viene poi, con apposita strumentazione ed in totale sterilità, centrifugato e filtrato fino ad ottenere un’ elevata selezione e separazione delle varie componenti corpuscolate e del plasma.

Si distinguono due grosse categorie di PRP: quello puro o a basso contenuto di leucociti (P-PRP) e il leucocyte and platelet rich plasma (L-PRP), contenente invece tutto il buffy coat e residui di eritrociti.

Il PRP, anche nella medicina veterinaria, può essere preparato sottoforma di gel, quindi più maneggevole, e risulta efficace nel ridurre il sanguinamento postoperatorio e nel favorire la guarigione dei tessuti molli, stabilizzare gli innesti ossei (ai quali infatti viene spesso accoppiato) e indurne la vascolarizzazione.

Qual è la differenza tra il prp e le cellule staminali?

Per capire la reale utilità di queste sostanze (fattori di crescita del prp) è importante ricordare che esse agiscono solo modulando e stimolando un processo naturale di guarigione a differenza delle cellule staminali che sono direttamente responsabili della guarigione stessa. Di qui l’importanza della sede dove vengono iniettate i fattori di crescita. Per agire infatti, i fattori di crescita, devono essere iniettati in un tessuto ricco di vascolarizzazione dove hanno modo di diffondersi e di esercitare il loro ruolo di richiamo e modulazione delle cellule proposte alla guarigione. Le cellule stimolate dal PRP rilasciano fattori di crescita che richiamano le cellule staminali. Queste ultime a loro volta avviano la rigenerazione dei tessuti. Si tratta di un biostimolatore naturale perché deriva da sangue autologo, cioè prelevato e reimmesso nello stesso paziente, in questo modo si evita ogni forma di allergia.

image

Cosa si può curare con il PRP?

-Lesioni cutanee: La storia del trattamento con gel piastrinico autologo rivela che i primi utilizzatori sono stati i chirurghi plastici per stimolare la rigenerazione tissutale e la guarigione di ulcere cutanee.

-Procedure cosmetiche: recentemente è stato introdotto l’utilizzo del prp per i trattamenti estetici antirughe.

-Implantolgia odontoiatrica: è stato impiegato dagli odontoiatri nella chirurgia implantologica e nel riempimento di deficit ossei.

-Ricrescita dei capelli: utilizzato dai dermatologi, in quanto gli studi evidenziano una capacità del PRP di stimolare la vascolarizzazione e la formazione di nuovi vasi a livello del follicolo con una concomitante stimolazione del capello a passare in fase anagen (la fase di crescita) e a rimanervi più a lungo, il tutto grazie all’attivazione di particolari vie di stimolo alla proliferazione e alla differenziazione cellulare (Wnt beta catenine, protein kinasi) esercitata dai fattori di crescita piastrinici.

-Ortopedia: Relativamente più recente è l’impiego nel trattamento di patologie ortopediche anche se oramai si impiegano anche in questo campo da oltre un decennio.

Attualmente il PRP trova la sua indicazione ortopedica ambulatoriale in due principali gruppi di patologie:le tendinopatie e le artrosi iniziali.

Le tendinopatie

Con questo termine si intendono le patologie del tessuto tendineo sia a livello dell’inserzione sull’osso sia nel corpo del tendine. Si utilizza il termine tendinite quando, nelle fasi inziali della sintomatologia, il problema è di tipo infiammatorio. Si parla invece di tendinosi quando il processo si cronicizza e si riscontra un vero e proprio danno strutturale del tendine che appare in alcune zone ingrossato e necrotico.

Artrosi iniziale

L’artrosi è una malattia degenerativa della cartilagine articolare che riconosce una origine multifattoriale. Colpisce prevalentemente le articolazioni esposte al carico da parte dell’organismo e con particolare frequenza l’anca e il ginocchio. E’ caratterizzata dalla degradazione progressiva della superficie articolare con alterazione dell’osso sottostante. Ha sempre un’ evoluzione peggiorativa nel tempo anche se la velocità di progressione ha una grande variabilità e può essere influenzata e rallentata da un opportuno approccio terapeutico. Il trattamento delle fasi iniziali dell’artrosi è conservativo e consiste nella fisioterapia, nell’esercizio terapeutico, il calo ponderale, l’uso di condroprotettori e/o di farmaci anti infiammatori e la terapia infiltrativa. Quest’ultima può essere eseguita con cortisonici che, tuttavia, pur avendo una potente azione antinfiammatoria ed analgesica, possono avere un effetto negativo sulla struttura della cartilagine residua e quindi condrolesivo.

In questo ambito, sono stati sviluppati e proposti prodotti “biologici” come il prp con il proposito e l’ambizione di indurre ed accelerare la rigenerazione tissutale anche in ambiente articolare e quindi per la “guarigione” dell’artrosi iniziale.

Presso la Clinica Veterinaria Borgarello troverete due Dottoresse formate specificatamente sulla preparazione del Concentrato Piastrinico (PRP) per il cane e per il gatto.

Grazie a loro ed ai nostri specialisti valutiamo ogni singolo caso per fornire la miglior cura personalizzata. Chiama Ora o Invia una mail.

Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.



Leggi tutto l'articolo...

venerdì 6 marzo 2015

Displasia Anca Cane

La displasia nel cane è un problema assai diffuso e può colpire i cani di tutte le razze. Col termine generico displasia si intende generalmente la displasia dell' anca nel cane: esistono molte altre displasie ma sono meno frequenti e meno conosciute dai proprietari.
La displasia colpisce l'articolazione coxo femorale, cioè l'articolazione che unisce le zampe posteriori al tronco, provocando un artrosi che peggiora nel tempo e provoca DOLORE e DIFFICOLTA' al movimento.



Quante persone, generalmente anziani, conoscete che hanno subito un intervento di protesi d'anca? 

La patologia è simile a quella del cane ma le soluzioni che vengono proposte sono molto differenti.
Nei neonato viene eseguita una ecografia per avere una diagnosi precoce e correggere il difetto con appositi pannoloni, questo nel cucciolo non è possibile perché la displasia non è presente quando il cane nasce.
L'evoluzione avviene durante i primi mesi di vita e il sospetto di displasia si può fare a partire dai tre mesi e mezzo.
In questo articolo trovi tutti gli approfondimenti per conoscere meglio cos'è " la displasia dell' anca nel cane ".
E' importantissimo conoscere se il nostro amato "Ettore"  potrà avere o meno la displasia, nei primi 6 - 8 mesi si possono attuare molte terapie correttive: alcune di tipo chirurgico ma moltissime di tipo medico-fisioterapico.
Vediamo quali sono le razze più a rischio:

  • Boxer
  • Cane Corso
  • Pastore Tedesco
  • Labrador e Golden Retriever
  • Rottweiler
  • Terranova 
  • San Bernardo
  • Bovero Bernese
  • Dougue de Bordeaux
  • Border Collie


Hai un cucciolo di queste razze e vuoi sapere quando e cosa fare? Leggi attentamente questo articolo "La displasia nel cucciolo", poi contatta il tuo Veterinario o la nostra Clinica per avere un aiuto, un parere o prendere un appuntamento per una visita.


Al raggiungimento dell'età adulta, 1 anno in quasi tutte le razze, possiamo fare una radiografia e stabilire se il cane è esente da displasia: SE NON C'E' ORA NON VERRA' PIU'!

L'indagine radiografica può avere due scopi, per i cani con il pedigree può essere "ufficiale" e certificata, per tutti gli altri cani la certificazione sarà "ufficiosa" ma saremo sicuri che i nostri amici "Ettore o Fido" non avranno problemi per tutta la vita.

Non abbiamo fatto nessuna radiografia?

La displasia, generalmente, non provoca segni evidenti nei cuccioli o nei cani giovani, anche se è già presente, iniziando a manifestarsi in fasi più avanzate della vita a seconda della gravità della malattia.
I primi segni saranno presenti a freddo e potranno manifestarsi con difficoltà ad alzarsi o a coricarsi, magari minor voglia di fare esercizio fisico, difficilmente con zoppie evidenti. Considerate che anche con assenza di segni evidenti il dolore può essere presente 24 ore su 24!

Abbiamo fatto la radiografia e "Ettore" ha la displasia? 

Purtroppo raggiunta l'età adulta non possiamo far sparire la displasia ma abbiamo moltissime strada da poter seguire sia di tipo medico che chirurgico.
A seconda del tipo di cane e del suo stile di vita si potrà valutare la soluzione migliore: nelle persone la protesi viene solitamente effettuata dopo i 50 anni per problemi di durata, nel cane non è così e questo offre il suo utilizzo come una delle tante soluzioni già a partire dall'anno di vita (in alcuni casi anche prima).
Vuoi conoscere tutte le soluzioni possibili? clicca e leggi gli articoli "La displasia dell'anca", vedi tutte le possibilità.



Guarda il video imparerai ancora qualcosa sulla displasia.
La Clinica Veterinaria Borgarello si occupa di displasia da più di vent'anni con un approccio orientato al benessere del paziente, sceglie con voi la soluzione migliore per "Ettore", vi accompagna per tutta la durata della sua vita.

Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed o alla newsletter per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti di TGVET.net.
Lascia un commento per dire la tua o per chiedere informazioni

Leggi tutto l'articolo...

giovedì 15 maggio 2014

Duplice Osteotomia Pelvica DPO nel Cane

La duplice osteotomia pelvica DPO nel cane trova indicazione nelle diagnosi precoci di displasia dell’anca del cane.
E' un intervento chirurgico che è possibile effettuare in casi ben selezionati per evitare lo sviluppo della displasia dell'anca in cuccioloni che hanno elevato rischio di svilupparla. La tecnica chirurgica è caratterizzata da un'osteotomia del bacino che ha lo scopo di far ruotare la pelvi per fornire una maggiore copertura e congruenza dell'articolazione dell'anca.

Duplice-osteotomia-pelvica

Mentre è molto facile trovare articoli su quando fare la DPO o duplice osteotomia pelvica voglio proporre un articolo riferendomi a un caso in cui non c’erano le caratteristiche necessarie all’intervento e una sua esecuzione avrebbe portato ad un fallimento.
Parliamo di King un cucciolone di Pastore Tedesco di 7 mesi portato alla visita per una zoppia su un arto anteriore. Ad un indagine radiografica completa abbiamo scoperto che presentava un problema anche sul posteriore: Dalla radiografia del bacino in una proiezione DV1 si può facilmente intuire che è presente una sub lussazione del femore sinistro e iniziano ad essere presenti alterazioni a livello della testa femorale.

DPO-cane

Mi è capitato di vedere che alcuni colleghi a questo punto i propongono una soluzione chirurgica che può essere una DPO, un ostectomia o una Protesi.
Ma per poter conoscere quale sia la giusta soluzione al problema è necessario eseguire altre indagini: Radiografia Stressata: si nota chiaramente la grave sublussazione dell’anca sinistra, in queste situazioni non serve calcolare l’indice di distrazione che inevitabilmente risulterà molto elevato.
Non bisogna fermarsi a questo punto ma occorre valutare:
Test di Ortolani – King presentava a destra un ortolani assente e a sinistra un angolo di riduzione di 35 ° e un angolo di sub lussazione di 30 ° gradi molto difficle da determinare in sembrava quasi un angolo di traslazione in cui non si sente più il passaggio.
Proiezione DAR: questa proiezione associata alla proiezione a Rana permettono di valutare la fattibilità della duplice osteotomia pelvia. Il potero King aveva oramai perso l’indicazione per poter trovare giovamento da questo tipo di chirurgia: nella proiezione a Rana si vede che la testa del femore non è in grado di rientrare completamente nella cavità acetabolare e nella proiezione DAR che il bordo acetabolare dorsale è completamente eroso.

Duplice-osteotomia pelvica-DPO


Conclusioni: nel caso di KING non abbiamo nessuna opzione terapeutica in grado di prevenire o limitare lo sviluppo di artrosi e si dovrà indirizzare su tecniche di sostituzione come la protesi d’anca. In passato avrebbe trovato indicazione anche la Dartroplastica ma con la diffusione degli impianti protesici ha perso notevolmente di importanza.

Duplice-osteotomia-cane


King attualmente non manifesta sintomatologia e si muove con estrema disinvoltura, sicuramente in futuro sarà da sottoporre a qualche chirurgia ma per il momento è purtroppo importante aver escluso la possibilità di chirurgie correttive che vanno effettuate sui cuccioli.
Il caso di King è un esempio dell’attenzione che bisogna prestare nella valutazione ortopedica del cane in accrescimento e che nulla va trascurato per poter scegliere la terapia più indicata.
King saluta tutti e vi farà sapere come finirà!
Articolo a Cura del Dott. Borgarello

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed o alla newsletter per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti di TGVET.net. 
Lascia un commento per dire la tua o per chiedere informazioni
Leggi tutto l'articolo...

lunedì 25 novembre 2013

Laser Terapia nella Displasia dell'Anca

In questo articolo affronteremo l’argomento displasia dell’anca e laser terapia MLS.
La displasia dell’anca è un’anomalia dell’articolazione coxo-femorale che può colpire due popolazioni di animali: i pazienti di età compresa tra i 5 ed i 10 mesi ed i pazienti adulti affetti da artropatia degenerativa cronica (DJD, acronimo di Degenerative Joint Disease).
Nei pazienti giovani la patologia è caratterizzata dalla sublussazione o dalla lussazione completa della testa del femore, mentre in quelli più anziani da un’artropatia degenerativa di grado variabile da lieve a grave.



L’anamnesi ed i segni clinici dipendono dell’età del soggetto: i sintomi nei pazienti giovani includono la difficoltà ad alzarsi dopo il riposo, l’intolleranza all’esercizio, la zoppia intermittente o continua, il dolore durante la rotazione esterna e l’abduzione dell’articolazione dell’anca e lo scarso sviluppo della muscolatura pelvica. Nei cani giovani il dolore provocato dalla displasia dell’anca è legato all’erosione della cartilagine articolare, con conseguente esposizione delle terminazioni nervose dell’osso subcondrale, e dall’eccessiva trazione sui tessuti molli provocata dalla lassità dell’articolazione.


Nei cani adulti il quadro clinico è invece legato all’osteoartrosi, una degenerazione cartilaginea lenta e progressiva con produzione di osteofiti marginali e sclerosi subcondrale. Il sintomo principale è il dolore, che si manifesta maggiormente con l’uso della parte e che si allevia con il riposo. I sintomi clinici possono essere progressivi oppure insorgere improvvisamente in seguito ad un’attività fisica intensa durante la quale si sia verificata una lacerazione oppure una lesione di altro tipo a carico dei tessuti molli circostanti l’articolazione alterata. 
I segni attribuibili alla dolorabilità dell’articolazione sono rappresentati da difficoltà nel passaggio alla stazione (si alza a fatica e con lentezza), intolleranza all’esercizio (il soggetto preferisce sedersi piuttosto che camminare), zoppia monolaterale o, più frequentemente, bilaterale a caldo (dopo l’esercizio), atrofia della muscolatura pelvica (soprattutto dei muscoli della coscia) associata ad ipertrofia dei muscoli della spalla (determinata dallo spostamento anteriore del peso e dal maggior sforzo compiuto dagli arti anteriori), andatura ondeggiante, dolore e riduzione della possibilità di estensione dell’articolazione.


Il trattamento della displasia dell’anca può essere di tipo medico o chirurgico, e la scelta dipende dall’età del paziente, dal grado di disagio, dai rilievi all’esame obiettivo e radiografico e dalle aspettative del proprietario.
Un caso esemplificativo di successo della laser terapia MLS è quello di Teresa, una cagna anziana portata in clinica per problemi di deambulazione ed incontinenza urinaria notturna. Teresa, affetta da nocturia (urgenza di minzione che causa l’interruzione del sonno), pur essendo abituata a svegliare la proprietaria durante la notte per essere portata fuori, da qualche tempo aveva smesso di farlo ed urinava in casa.
La visita clinica ha evidenziato la presenza di dolore agli arti posteriori, e l’indagine radiografica ha consentito di formulare la diagnosi di grave artrosi sia all’anca sia al gomito con la presenza di osteofitosi ed eburneazione ossea. La diagnosi è stata di grave artrosi degenerativa a livello delle anche e dei gomiti.
Si è quindi deciso di sottoporre Teresa ad una terapia medica multimodale appositamente studiata, che comprendeva: l’analisi del regime alimentare, integrazione con vitamine e “condroprotettori” calibrati per Teresa, gestione del dolore e dell’infiammazione con FANS e laser terapia MLS.
In questo caso la laser terapia MLS è stata scelta per il duplice scopo di sfruttare i benefici per l’artrosi e per il controllo del dolore. L’apparecchio per la laser terapia MLS presente nella nostra struttura, MLS Multiwave locked system, consente di utilizzare due protocolli differenti, uno a punti ed uno a zona, e ci ha permesso di studiare per Teresa un protocollo che comprendeva sedute di laser terapia a giorni alterni per tre settimane.



Con grande soddisfazione della proprietaria, grazie alla terapia è aumentata la mobilità oggettiva di Teresa, ed il cane riesce nuovamente a trattenere l’urina per il tempo necessario a svegliarla per essere accompagnata fuori.
Alla luce di quanto esposto e degli ottimi risultati ottenuti riteniamo che la laser terapia MLS possa essere un valido aiuto nel trattamento della displasia dell’anca nel cane anziano.


Se vuoi approfondire l’argomento leggi tutti gli articoli già pubblicati sulla Displasia dell'Anca o sulla Laser Terapia 
Articolo a cura della Dott.ssa Claudia Gaviglio e del Dott. Bartolomeo Borgarello, Clinica Veterinaria Borgarello
Se ti servono maggiori informazioni e vuoi inviare una mail: info@clinicaborgarello.it
Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed o alla newsletter per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti di TGVET.net.
Lascia un commento per dire la tua o per chiedere informazioni
Leggi tutto l'articolo...

martedì 26 febbraio 2013

Cura della Displasia dell’Anca

Parliamo per una volta di Cura della Displasia dell’anca, volendo in questo modo offrire un punto di vista diverso e complementare dell’approccio tipicamente chirurgico di questa patologia.

Cura-displasia-anca

Quella che vi racconto è la storia di Pavel, un giovane Pastore Tedesco affetto da lassità articolare che risulta essere un possibile candidato per una duplice osteotomia pelvica. Pavel viene sottoposto a un indagine preventiva per la displasia dell’anca e del gomito intorno ai sei mesi di età, da cui risultano gomiti perfetti ma a livello delle anche è presente una forte lassità articolare con un alto indice di distrazione.

Considerando i dati ottenuti dalla visita clinica e dall’indagine radiografica Pavel può essere un candidato per un eventuale intervento correttivo di duplice asteotomia pelvica.

Pavel è un cane super attivo, un continuo saltare e correre. Alla luce dei dati anamnestici e clinici si decide di comune accordo con i proprietari di procedere con un approccio conservativo e di attuare una terapia multimodale in attesa di rivalutare dopo breve periodo un eventuale intervento correttivo di DPO previa ripetizione dell’indagine radiografica.

Indice-distrazione-anca

L'obiettivo è quello di instaurare la miglior terapia per Pavel basata sulla combinazione di multimodale di farmaci, integratori e procedure correttive.

Lo schema terapeutico utilizzato per Pavel si base sull’utilizzo di un mix di procedure mediche e non mediche. Le prime comprendono una scelta di farmaci atti a limitare l’insorgere del processo infiammatorio e degenerativo articolare (vanno selezionati caso per caso). La parte non medica comprende, tra l’altro, il controllo del peso e dell'esercizio fisico, una dieta arricchita in acidi grassi (EPA) e una eventuale fisioterapia riabilitativa.

La scelta di adeguati protocolli per la gestione nel breve periodo in vista di un controllo radiografico a distanza di 40 giorni inizialmente non ha portato a una significativa riduzione della lassità articolare e Pavel è stato candidato per essere sottoposto a un intervento di DPO dopo un ulteriore periodo di terapia.

Fortunatamente per Pavel ad un ulteriore controllo pre-chirurgico della lassità articolare si è avuto un netto miglioramento e abbiamo potuto evitare la seduta chirurgica!

Il caso di Pavel mi porta a fare una considerazione del tutto personale e non supportata da dati scientifici: l’applicazione di rigorosi protocolli conservativi basati su terapie multimodali possono portare, in alcuni casi, a miglioramenti della lassità articolare tali da poter riconsiderare il quadro complessivo del paziente.

Displasia-cane

Pavel dal suo canto è contento che per ora non è stato sottoposto a chirurgia, continua con la sua terapia multimodale ed è pronto ad affrontare i successivi controlli radiografici. La scelta della migliore terapia, sia conservativa che chirurgica va valutata caso per caso e discussa attentamente con i proprietari: a volte l’una non esclude l’altra e spesso possono agire in modo sinergico.

Se vuoi approfondire l’argomento leggi tutti gli articoli già pubblicati sulla Displasia dell'Anca o guarda la mini guida video Displasia dell'anca video

Articolo a cura del Dott. Bartolomeo Borgarello, Clinica Veterinaria Borgarello

Se ti servono maggiori informazioni e vuoi inviare una mail: info@clinicaborgarello.it

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed o alla newsletter per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti di TGVET.net.
Lascia un commento per dire la tua o per chiedere informazioni

Leggi tutto l'articolo...

venerdì 23 novembre 2012

Classificazione FCI e Classificazione Club di Razza

Continuiamo il nostro viaggio nel variegato mondo della Displasia dell’Anca nel Cane e prendiamo in considerazione una semplice tabella comparativa tra le denominazioni ufficiali della FCI e le nomenclature utilizzate all’interno dei club di razza.

Displasia Cane


Si può facilmente comprendere come tutto questo crei confusione e mancanza di chiarezza: pur parlando dello stesso argomento e utilizzando gli stessi termini si rischia di riferirsi a due situazioni estremamente diverse.
Immaginate l’incontro tra un proprietario di Dobermann uno di Boxer e uno di Rottweiler che intrattengano un dialogo sulla possibilità di far riprodurre il loro bellissimo soggetto di razza: il proprietario del Boxer potrebbe esordire con “Il mio cane ha due di displasia e non so se farlo riprodurre” cosa pensano gli altri due?
Il proprietario del Dobermann sa che il suo cane può andare in riproduzione solo con 1 o 2 di displasia quindi non si porrebbe il problema, quello del rottweiler (che nel suo gergo non è due ma due+ ) pensa il mio con ++ ha una media displasia e non mi sogno di farlo accoppiare.
Come potete vedere il discorso è molto  complesso.

Oltre a questo esiste il problema di classificazioni diverse delle varie associazioni internaziolali: come abbiamo spiegato in questo articolo: “classificazioni della displasia dell’anca”


I nuovi disciplinari e le nuove linee guida fortunatamente usano termini univoci e hanno definito che in Italia vengono riconosciute solo le certificazioni con standard FCI.
Passeranno comunque diversi anni prima che tutti parlino la stessa lingua e si possa uscire dalla “Babele della displasia”

Se vuoi approfondire l’argomento leggi tutti gli articoli già pubblicati sulla Displasia dell'Anca o guarda la mini guida video Displasia dell'anca video

Se ti servono maggiori informazioni e vuoi inviare una mail: info@clinicaborgarello.it

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed o alla newsletter per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti di TGVET.net.
Lascia un commento per dire la tua o per chiedere informazioni
Leggi tutto l'articolo...

martedì 30 ottobre 2012

Classificazione FCI displasia dell’anca

La classificazione ufficiale della displasia dell’anca del cane della FCI (Federation Cynologique Internationale) prevede la suddivisione dei soggetti in 5 classi. Vediamo nel dettaglio quali sono i 5 gradi di displasia dell’anca della classificazione FCI. Per maggiori informazione su tutte le Classificazioni ti consigliamo la lettura di Classificazioni della displasia dell'anca

Grado A: 
La testa del femore e l'acetabolo sono congruenti. Il bordo craniolaterale appare netto e/o leggermente arrotondato. Lo spazio articolare risulta limitato, netto ed uniforme.
L'angolo acetabolare secondo Norberg è pari a 105° o superiore. Si può definire un sottogrado A1 ossia perfetta quando il margine cranio laterale dell’acetabolo abbraccia la testa del femore un poco più in direzione latero caudale.
displasia-grado-a


Grado B:
Possiamo avere due situazione: La testa del femore e l'acetabolo appaiono leggermente incongruenti ma l’angolo di norberg è maggiore di 105°. L’angolo acetabolare secondo Norberg è di circa 105° e il centro della testa del femore si trova medialmente al bordo acetabolare dorsale con buona congruità della testa del femore e dell'acetabolo.
displasia-grado-b

Grado C:
La testa del femore e l'acetabolo appaiono incongruenti. L'angolo acetabolare secondo Norberg è maggiore di 100° e/o il bordo cranio laterale risulta appena appiattito. Possono essere presenti irregolarità o segni minori di modificazioni osteoartrosiche a carico del margine acetabolare craniale, caudale o dorsale o della testa e del collo del femore.

displasia-grado-d

Grado D:
Incongruità evidente tra la testa del femore e l'acetabolo con sublussazione. L'angolo acetabolare secondo Norberg è superiore a 90°. Saranno presenti un appiattimento del bordo craniolaterale e/o segni di osteoartrosi.
displasia-grado-d

Grado E:
Sono presenti modificazioni marcate di tipo displastico delle anche, come lussazione o sublussazione distinta. Angolo acetabolare secondo Norberg inferiore a 90°. Evidente appiattimento del bordo acetabolare craniale. Deformazione della testa del femore (a forma di fungo o appiattita) o la presenza di altri segni di osteoartrosi.
displasia-grado-e


Ma ora che conosco i vari gradi FCI come faccio a capire se il mio Pastore Tedesco che come giudizio ha “ancora ammesso” posso farlo riprodurre o meno? Continua a seguirci nel prossimo articolo parleremo della classificazione dei club di razza e quali sono i soggetti ammessi alla riproduzione.

Se vuoi approfondire l’argomento leggi tutti gli articoli già pubblicati sulla Displasia dell'Anca o guarda la mini guida video Displasia dell'anca video

Articolo a cura del Dott. Bartolomeo Borgarello, Clinica Veterinaria Borgarello
Se vuoi inviare una mail: info@clinicaborgarello.it


Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed o alla newsletter per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti di TGVET.net.
Lascia un commento per dire la tua o per chiedere informazioni

 
Leggi tutto l'articolo...

domenica 14 ottobre 2012

Classificazioni della Displasia dell’Anca

Quali sono le classificazioni ufficiali della displasia dell’anca? Esiste una classificazione univoca?

Purtroppo a livello mondiale esistono diverse classificazioni ufficiali della displasia dell’anca del cane e ognuna di esse suddivide i soggetti in gradi di displasia diversi. Anche i parametri seguiti per determinare il grado di displasia è diverso.

Le tre principali classificazioni sono quelle di:

-       FCI Federazione Cinologica Internazionale

-       OFA Orthopedic Foundation for Animal

-       BVA/KC British Veterinary Association / Kennel Club

La classificazione FCI è accettata in tutto il mondo tranne USA, UK, Australia e Nuova Zelanda.
Negli Usa si segue la classificazione OFA, mentre la BVA/KC adottata nel Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda.

classificazione-displasia-anca-cane

Queste tre classificazioni suddividono la displasia in gradi diversi:
FCI prevede 5 gradi di displasia (normale, quasi normale, leggera displasia, media displasia, grave displasia).
La classificazione OFA prevede la suddivisione in 7 gradi: eccellente, buono, scarso, di transizione o borderline,  leggera displasia, media e grave.
La classificazione BVA/KC prevede una scala a punti: ogni anche può totalizzare fino a 53 punti, per un totale di 103. Un soggetto perfetto avrà “0” uno gravemente displasico  “103”.
Oltre a queste classificazioni ufficiali della displasia dell’anca esistono poi quelle dei club di razza che denominano i vari gradi in modo diverso. Immaginate che per definire un grado A dell’FCI possiamo trovare: nel Pastore Tedesco la definizione “normale”, nel Boxer la sigla HD0, nel dobermann la sigla HD1 e nel rottweiler la sigla HD-.
Come potete facilmente comprendere non è semplice capire se un cane appartenente ad un’altra classificazione ha o meno i requisiti per potersi definire un riproduttore senza difetti. Per cercare di far un po’ di luce su questo aspetto possiamo avvalerci della tabella di comparazione dei gradi di displasia e continuare a leggere i prossimi articoli in pubblicazione in cui tratteremo dettagliatamente ognuna delle classificazioni.

Se vuoi approfondire l’argomento leggi tutti gli articoli già pubblicati sulla Displasia dell'Anca o guarda la mini guida video Displasia dell'anca video

Se vuoi inviare una mail: info@clinicaborgarello.it
Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed o alla newsletter per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti di TGVET.net.
Lascia un commento per dire la tua o per chiedere informazioni
Leggi tutto l'articolo...

venerdì 20 aprile 2012

Displasia dell’anca: duplice osteotomia pelvica

La duplice osteotomia pelvica per la correzione della displasia dell’anca nasce dal suo antesignano la triplice osteotomia pelvica, questa tecnica rispetto alla precedente presenta diversi vantaggi.

displasia cane
La duplice osteotomia pelvica è un intervento che mira a neutralizzare le forze che tendono a far lussare l’anca per l’inclinazione del bordo acetabolare dorsale mediante la rotazione di una parte del bacino.
Abbiamo già visto negli altri articoli come effettuare una diagnosi precoce di displasia, riprendiamo i punti salienti e poi vediamo la tecnica chirurgica.

-Età: dai 5 mesi in poi
-Angolo DAR: eccessivo maggiore di 10°
-AR: tra 25° e 40°
-AS: inferiore a 25°
-Bordo Acetabolare dorsale conservato
-Riempimento Acetabolare assente
-Sublussazione delle teste femorali senza artrosi

La presenza di questi rilievi consente di inserire il cucciolo in un protocollo che prevede la duplica osteotomia pelvica.
La tecnica chirurgica prevede due tagli (osteotomie) uno a livello del pube con accesso a livello dell’inguine e uno a livello dell’ileo con accesso dalla coscia.
L’osteotomia a livello iliaco deve avere una determinata angolazione che permetterà, con l’inserimento di una placca e la rotazione assiale del bacino.
La rotazione del bacino determinerà una maggiore copertura della testa del femore da parte dell’acetabolo e una riduzione dell’angolo DAR.
Esistono diversi tipi di placche per la chirurgia, prodotte da diverse case, ma la minor morbilità rispetto alla vecchia triplice osteotomia pelvica ha ridotto, secondo me, la differenza di resa dei diversi modelli.
Le placche inoltre possono avere inclinazioni diverse per determinare una maggiore o minore rotazione del bacino.
La scelta deve essere effettuata caso per caso considerando il paziente nel suo insieme a partire dall’angolo DAR rilevato.
Con questo intervento si ottiene una maggior copertura acetabolare della testa femorale riducendo così la tendenza alla sublussazione e a sviluppare la displasia.
La selezione del paziente riveste una notevole importanza come importante è la collaborazione del proprietario nel periodo post chirurgico.
La duplice osteotomia pelvica, se correttamente eseguita, garantisce una rapida ripresa del paziente, richiede un controllo del movimento per i 40 giorni successivi alla chirurgia. Delle belle passeggiate al guinzaglio garantiscono una buona ripresa e non stressano la sede dell’intervento.
Nei prossimi articoli approfondiremo vari aspetti di questo approccio chirurgico alla displasia dell’anca.

Se vuoi leggere tutti gli articoli sulla displasia clicca qui.

Articolo a cura del Dott. Bartolomeo Borgarello, Clinica Veterinaria Borgarello

Se vuoi inviare una mail: info@clinicaborgarello.it

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed o alla newsletter per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti di TGVET.net.
Lascia un commento per dire la tua o per chiedere informazioni

Leggi tutto l'articolo...

lunedì 26 marzo 2012

Displasia dell’anca: terapia medica del cucciolo

Questa volta affrontiamo un argomento molto dibattuto e controverso: la terapia medica conservativa nella displasia del cucciolo. 

displasi-anca-cucciolo  
Cosa si intende e quando vanno utilizzate queste terapie?
Nei cuccioli possiamo trovarci di fronte a quadri estremamente differenti e ognuno di essi va valutato nel complesso: età, razza, sesso, sintomi, rilievi radiografici e clinici ecc..
L’utilizzo della terapia medica può essere utilizzato quando non ci sono le indicazioni per un approccio chirurgico oppure quando prima dell’approccio chirurgico si vuole rivalutare a breve distanza di tempo il cucciolo.
Sono terapie multi modali e per avere successo vanno attuate con attenzione dal proprietario.
Le cure mirano da una parte a rimuovere tutte quelle componenti (viste in questo articolo) che favoriscono l’espressione fenotipica della displasia e dall’altra si avvalgono di presidi medici per ridurre l’infiammazione e rinforzare le cartilagini.
Vediamo insieme tutti i punti:

Riduzione del peso: una delle cause che maggiormente incidono su un alterato sviluppo del cucciolo è sicuramente il sovrappeso. Esistono delle razze che sono più predisposte all’obesità e altre meno. Se il vostro cucciolo fa parte di queste è bene prestare molta attenzione. I primi segno di sovrappeso sono rappresentati da depositi adiposi visibili sulle costole e sulle vertebre lombari ed il giro vita inizia a  essere scarsamente apprezzabile.

displasia-cane 
Controllo dell’esercizio fisico: altro punto molto importante è il controllo dell’esercizio fisico che da una parte deve stimolare uno sviluppo muscolare corretto e dall’altra non sollecitare in modo anomalo le articolazioni. Un cane in sovrappeso che salta dal mattino alla sera determina una eccessiva sollecitazione alle capsule articolari. In caso di terapia conservativa è indicata una limitazione dello spazio a disposizione e delle belle passeggiate al guinzaglio.

Controllo degli integratori alimentari: oramai da anni si è appreso che un eccesso di integrazione con vitamine e sali minerali è dannoso.
Alimentazione bilanciata: in questa fase della vita del cucciolo è molto importante utilizzare un alimentazione bilanciata, il mio consiglio è quello di utilizzare alimenti per cuccioli specifici per la taglia. L’alimentazione casalinga, per quanto allettante, non è in grado di fornire una pari qualità.

Condroprotezione: è dimostrato che glucosamina e condroitinsolfato sono componenti base della matrice cartilaginea e contribuiscono al mantenimento della funzionalità e mobilità articolare, aiutando a rallentare la degenerazione cartilaginea sia nei cuccioli che nei cani adulti predisposti per razza, peso e tipo di attività. Ci sono molti lavori in letteratura che dimostrano l’utilità dell’integrazione con questi principi attivi. Il beneficio ottenuto con cicli ripetuti di somministrazioni aiuta a ridurre la degenerazione articolare.
Antiinfiammatori: l’utilizzo di FANS deve essere limitato a quei cuccioli con una sintomatologia algica da gestire e vanno limitati a brevi periodi.

Cerchiamo di capire insieme quali sono i cuccioli che possono rientrare in questa categoria terapeutica: tendenzialmente tutti quei cuccioli che non presentano le indicazioni per un approccio chirurgico ma hanno un eccesso di lassità articolare oppure cuccioli che pur presentando già le indicazioni per un trattamento chirurgico si vogliano rivalutare dopo un breve periodo 30- 40 giorni per valutare gli effetti della terapia conservativa.
Un cardine fondamentale per attuare queste terapie è la diagnosi estremamente precoce, se si sottopongono ad esame soggetti di 7 – 8 mesi è ormai tardi per farli rientrare in questi protocolli.

Se vuoi leggere tutti gli articoli sulla displasia clicca qui.

Articolo a cura del Dott. Bartolomeo Borgarello, Clinica Veterinaria Borgarello

Se vuoi inviare una mail: info@clinicaborgarello.it

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed o alla newsletter per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti di TGVET.net.
Lascia un commento per dire la tua o per chiedere informazioni

Leggi tutto l'articolo...

martedì 6 marzo 2012

Sinfisiodesi giovanile 2° parte

L’intervento di sinfisiodesi pubica giovanile può essere eseguito in cuccioli che abbiano determinate caratteristiche e in una finestra temporale molto ristretta.

sinfisiodesi-pubica-giovanile

Voglio ricordare l’assoluta necessità di non far riprodurre i cuccioli sottoposti a questo intervento per i motivi già illustrati in questo articolo (articolo sinfisiodesi).

I cuccioli che devono prendere in considerazione questo intervento hanno tra 3,5 e i 4,5 mesi (a seconda della razza), hanno il segno di ortolani positivo, hanno valori dell’angolo di riduzione tra 15° e 30° (AS <15°), hanno un angolo DAR tra 7 e 15 gradi e un indice di distrazione maggiore di 0,5 ma minore di 0,9. Devono inoltre avere il margine del bordo acetabolare dorsale conservato.

La riuscita dell’intervento e quindi una buona prognosi è legata al range dei valori citati, più il cucciolo presenta dei valori border-line minore sarà la prognosi.

L’appartenere a razze giganti permette di allargare fino alle 22 settimane la finestra temporale: ma più in avanti si va minore è il risultato.

Ognuno dei parametri citati è collegato con un link ad un articolo che lo spiega dettagliatamente.

Ma vediamo ora nel dettaglio la tecnica chirurgica. La sinfisiodesi pubica giovanile è un intervento mini-invasivo a livello del pube. La procedura consiste nel cauterizzare la cartilagine di accrescimento della parte craniale della sinfisi pubica, in prossimità dei rami del pube.

Sul disegno potete vedere la porzione del pube interessata dall’intervento.

sinfisiodesi-pubica

Pur essendo un intervento mini-invasivo deve essere condotto con molta perizia per non incorrere in complicazioni: molta attenzione va posta nel proteggere dall’insulto termico le strutture che si trovano sotto il pube. L’introduzione di una spatola isolante permette di evitare accidentali lesioni uretrali o intestinali provocate dalla cauterizzazione.

L’intervento viene eseguito in day-hospital e al paziente viene assicurata un’ottima terapia del dolore.

La convalescenza consiste nel limitare l’attività sportiva del cucciolo per almeno due mesi assicurandogli nel contempo del movimento mediante passeggiate al guinzaglio. La convalescenza è parte integrante dell’intervento e indispensabile per non vanificare quanto prodotto dalla chirurgia.

Una delle complicanze a lungo termine della chirurgia può essere la difficoltà al parto per una gravidanza indesiderata: abbiamo più volte ricordato che questi soggetti non devono riprodursi.

Se vuoi leggere tutti gli articoli sulla displasia clicca qui.

Articolo a cura del Dott. Bartolomeo Borgarello, Clinica Veterinaria Borgarello

Se vuoi inviare una mail: info@clinicaborgarello.it

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed o alla newsletter per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti di TGVET.net.
Lascia un commento per dire la tua o per chiedere informazioni

Leggi tutto l'articolo...

mercoledì 22 febbraio 2012

Displasia dell’anca: sinfisiodesi pubica

Iniziamo con questo articolo a parlare delle soluzioni terapeutiche che si possono adottare per contrastare l’insorgere della displasia dell’anca. Partiamo in ordine temporale con la crescita del cucciolo e iniziamo dalla sinfisiodesi pubica.

La sinfisiodesi è un intervento miniinvasivo introdotto da pochi anni nella pratica comune per contrastare la displasia nel cucciolo in una fase molto iniziale. Questa tecnica applicata in casi ben selezionati è in grado di correggere o limitare in maniera efficace lo sviluppo della displasia dell’anca. Eseguita in età precoce previene la degenerazione artrosica che consegue alla displasia.

clip_image002

In cosa consiste: l’obiettivo è quello di ottenere una riduzione dell’inclinazione del tetto acetabolare (l’angolo DAR di cui abbiamo già parlato). Questa rotazione degli acetaboli viene ottenuta in modo naturale durante la rimanente crescita del cucciolo. Tecnicamente è causata dalla spinta dei rami dell’ileo associata all’arresto di crescita dei rami del pube.

La rotazione dell’acetabolo determina una maggior copertura della testa femorale con aumento della stabilità articolare e minor tendenza alla sublussazione: chiare cause di sviluppo della displasia (come spiegato in questo articolo).

L’intervento di sinfisiodesi come tutti gli altri interventi effettuati sui cuccioli per correggere o rallentare la displasia presuppone l’esclusione del cane (maschio o femmina) dalla riproduzione. L’intervento modifica la manifestazione della displasia (il fenotipo) rendendo il soggetto a volte completamente esente, ma non altera il suo DNA per cui continua ad essere un portatore del carattere.

La sinfisiodesi pubica, anche per questo motivo, non può essere eseguita in maniera indiscriminata in ogni cucciolo che presenti segni iniziali di displasia; occorre una rigorosa selezione del paziente. I pazienti con forme lievi in cui potrebbe bastare una terapia medico/conservativa e i soggetti con displasia troppo grave non sono dei candidati per questo intervento.

Se vuoi leggere tutti gli articoli sulla displasia clicca qui.

Articolo a cura del Dott. Bartolomeo Borgarello, Clinica Veterinaria Borgarello

Se vuoi inviare una mail: info@clinicaborgarello.it

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed o alla newsletter per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti di TGVET.net.
Lascia un commento per dire la tua o per chiedere informazioni

Leggi tutto l'articolo...

venerdì 10 febbraio 2012

Displasia dell’anca, la proiezione a “rana”

Parliamo ora dell’ultima proiezione radiografica che utilizziamo nell’indagine per la ricerca precoce della displasia dell’anca: la proiezione “a rana”.

La proiezione a rana serve per determinare lo riempimento della cavità acetabolare da parte di proliferazioni osteofitiche. In condizioni normali la testa del femore è ben contenuta all’interno dell’acetabolo. Nell’anca displasica per la presenza di materiale reattivo la testa non trova spazio all’interno dell’acetabolo. Tale condizione è indice di riempimento acetabolare o ipertrofia del legamento rotondo.

clip_image002clip_image004

Questa proiezione permette inoltre di vedere precocemente la presenza di reazioni osteofitiche.

Viene utilizzata per valutare la capacità dell’acetabolo di accogliere la testa del femore e quindi la fattibilità o meno di interventi come la duplice osteotomia pelvica.

In caso di riempimento della cavità acetabolore si viene a perdere l’indicazione per effettuare questi interventi chirurgici e si deve indirizzare la scelta verso trattamenti correttivi che correggono il difetto ormai presente.

Con questo articolo terminiamo tutta la parte riguardante le indegini da effettuare, dal prossimo passeremo ad analizzare tutti i trattamenti necessari per limitare la manifestazione della displasia dell’anca.

Se vuoi leggere tutti gli articoli sulla displasia clicca qui.

Articolo a cura del Dott. Bartolomeo Borgarello, Clinica Veterinaria Borgarello

Se vuoi inviare una mail: info@clinicaborgarello.it

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed o alla newsletter per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti di TGVET.net.
Lascia un commento per dire la tua o per chiedere informazioni

Leggi tutto l'articolo...

martedì 31 gennaio 2012

Proiezione DAR: displasia dell’anca

Passiamo ora a parlare di un indagine radiograficaconsiderata avanzata: la proiezione DAR. Questa proiezione fornisce moltissime informazioni e va effettuata per valutare attentamente soggetti con predisposizione a forme evolutive di displasia e/o per valutare il trattamento più indicato da intraprendere in caso di displasia.

Vediamo in cosa consiste: è una radiografia in cui il cane viene posizionato in modo che i raggi colpiscono il bacino longitudinalmente in modo da mettere in evidenza il bordo acetabolare dorsale.

 clip_image002

Questa è la parte dell’acetabolo in cui si appoggia la testa del femore quando il cane è in piedi o cammina. Cerchiamo ora di capire come si misura e cosa significa l’angolo DAR.

Con questo studio otteniamo un numero che indica l’angolo DAR. L’inclinazione del DAR si calcola tracciando la tangente all’acetabolo nel punto di contatto più laterale con la testa del femore e misurando l’angolo che si forma con il piano orizzontale.

clip_image004clip_image006

Radiografie di un soggetto normale. Le fraccie in rosso indicano come viene effetuata la misura del DAR.

I valori ottenuti possono indicare una situazione normale con un DAR minore di 7,5° e un margine laterale netto, vanno invece considerati patologici gradi maggiori di 7,5°. Gradi molto maggiori (15 – 30°) con margini laterali arrotondati e/o erosi sono da considerare gravemente patologici.

clip_image008clip_image010

In queste immagini si può vedere una situazione grave in cui il DAR di sinistra è completamente eroso, mentre quello di destra presenta un angolo DAR molto elevato

L’angolo DAR indica la tendenza a far scivolare verso l’esterno la testa del femore: più alto è l’angolo maggiore sarà la tendenza a far scivolare verso l’esterno la testa del femore. Aumenter quindi la spinta alla sublussazione con aumento della lassità articolare e precoce erosione del margine laterale (articolo di approfondimento: la lassità articolare).

clip_image012clip_image014

Queste due radiografie mostrano un paziente con le anche entrambe sub-lussate e margini acetabolari dorsali completamente appiattiti: situazione estremamente grave.

I dati forniti da questo studio, associati ai dati rilevati dalle indagini standard, consentono di emettere una corretta prognosi e di scegliere l’intervento più indicato.

L’esecuzione di questo studio radiografico richiede oltre all’esperienza dell’operatore una tecnica radiografica ineccepibile: negli ultimi anni con l’avvento della radiologia digitale la lettura di questi radiogrammi è migliorata di molto.

Se vuoi leggere tutti gli articoli sulla displasia clicca qui.

Articolo a cura del Dott. Bartolomeo Borgarello, Clinica Veterinaria Borgarello

Se vuoi inviare una mail: info@clinicaborgarello.it

Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed o alla newsletter per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti di TGVET.net.
Lascia un commento per dire la tua o per chiedere informazioni

Leggi tutto l'articolo...

Cerca in TGVET.net



clinica veterinaria torino


Ultimi 10 articoli pubblicati

Gli autori degli articoli