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giovedì 29 ottobre 2020
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martedì 6 ottobre 2020
La Displasia della Tricuspide nel Cane
Le malformazioni congenite a carico dell’apparato valvolare tricuspidale possono essere caratterizzate da diverse anomalie strutturali: ispessimento focale o diffuso dei lembi valvolari, ipoplasia dei muscoli papillari e delle corde tendinee o loro agenesia, incompleta separazione dei lembi valvolari della parete ventricolare, agenesie focali del tessuto valvolare. Tali anomalie si possono presentare singolarmente o in associazione. Condizione più rara una inserzione distale dei lembi valvolari, normali o displasici, nella camera ventricolare destra con conseguente atrializzazione del ventricolo e definita anomali di Ebstein, dalla patologia descritta nell’uomo.
Nei cani di razza Labrador Retriever è stata dimostrata la trasmissione ereditaria di tipo autosomico dominante con penetranza incompleta, è comunque possibile riscontrarla anche in altre razze come: Boxer, Pastore Tedesco, Bulldog Inglese, Golden Retriever.
Queste anomalie causano comunemente un’insufficienza valvolare che porta a una dilatazione atriale destra e a un’ipertrofia eccentrica del ventricolo destro, il sovraccarico volumetrico permette al ventricolo di mantenere una gittata anterograda e molti soggetti possono rimanere asintomatici per molto tempo. Generalmente quando raggiungono lo scompenso cardiaco si presentano con quadri di importante cardiomegalia.
La presentazione clinica è estremamente variabile da soggetti asintomaci, con o
senza soffi udibili, a soggetti con segni di insufficienza cardiaca congestizia
destra.
La vena giugulare può apparire pulsante o può essere distesa: questo segno indica
aumento della pressione atriale destra e generalmente precede la comparsa di
epatomegalia e ascite. Il polso femorale è normale ad eccezione delle forme più
gravi, le mucose sono generalmente normali, quando si osserva cianosi deve
essere ricercato uno shunt destro sinistro.
Il riscontro elettrocardiografico più comune in soggetti con displasia
tricuspidale è la presenza del complesso QRS con alterata morfologia.
I riscontri radiografici dipendono essenzialmente dal grado di sovraccarico
volumetrico presente.
La diagnosi ecocardiografica di displasia della tricuspide è molto semplice
nelle formi gravi. Risulta più difficile invece identificare le forme molto
lievi in cui si possono avere solo alterazioni dell’apparato valvolare con
lembi che non arrivano a raggiungere il piano valvolare in sistole.
Nelle forme più gravi le alterazioni dell’apparato valvolare sono più evidenti:
i lembi appaiono rudimentali, ispessiti, fenestrati, ipomobili. Anche le corde
tendine ispessite, fuse tra loro o ipoplastiche.
Nella maggior parte dei casi la terapia medica si intraprende all’instaurarsi
di segni di scompenso destro: ascite o meno frequentemente versamento pleurico.
Tuttavia è consigliabile anche nei casi più lievi intraprendere una terapia con
furosemide a bassa dose ( 1mg/kg )e spironolattone a 2 mg/kg die, questa
riducendo il volume circolante potrebbe ridurre la progressione della
dilatazione del ventricolo destro e dell’anulus tricuspidale e quindi la quota
di rigurgito rallentando la progressione del rimodellamento e la progressione
verso lo scompenso destro.
Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
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sabato 3 ottobre 2020
OSTEOARTROSI NEL CANE
L’artrosi è la più frequente patologia articolare del
cane e del gatto.
E’ una patologia progressiva ed irreversibile che colpisce le articolazioni,
caratterizzata da un processo distruttivo che si auto alimenta e che provoca:
- Degenerazione
della cartilagine articolare con comparsa di erosioni e ulcerazioni.
- Sinovite
(processo infiammatorio della membrana sinoviale)
- Modificazione
dell’osso subcondrale
- Formazione
di osteofiti (proliferazioni irregolari di tessuto osseo)
- Fibrosi della capsula articolare
Le artrosi vengono suddivise in primarie e secondarie.
L’artrosi primaria è legata ad un processo di invecchiamento della cartilagine
che degenerando innesca il processo artrosico. E’ la comune artrosi senile
umana, nel cane si riscontra raramente.
L’artrosi secondaria ha maggior incidenza ed è la conseguenza di processi vari
che causano infiammazione articolare.iDi solito si verifica in concomitanza
con:
- traumi
- ostecondrite
- infezioni
- instabilità
- fratture
- rottura di legamenti
- displasie
Può colpire tutti i soggetti ma si manifesta maggiormente in quelli anziani e in quelli in sovrappeso;
per quanto riguarda i cani sono soprattutto colpiti quelli di taglia grande e
gigante..
Le articolazioni più frequentemente affette sono l’anca, il ginocchio e il
gomito.
La prima evidenza che porta all’artrosi è rappresentata da una una lesione
superficiale e diffusa della cartilagine che porterà a coinvolgimento dell’osso
sub condrale.
Qualora non venga trattata la causa primaria. La liberazione di mediatori
dell’infiammazione amplificano molto precocemente il processo in atto, coinvolgendo
sia la membrana sinoviale che la cartilagine.
In seguito al processo degenerativo la cartilagine si frammenta e non essendo
in grado di rigenerarsi viene sostituita da tessuto fibrocartilagineo meno
resistente. La perdita di ulteriore materiale porta all’esposizione del tessuto
osseo sottostante con progressione della malattia.
SEGNI CLINICI
L’artrosi si manifesta con differente gravità:
- Leggero con
dolore lieve, rigidità, riduzione della motilità e zoppia.
- Moderato con
dolore abbastanza forte, zoppia, riduzione della massa muscolare
(atrofia), rigidità e difficoltà ad alzarsi.
- Grave con
intenso dolore, presenza di zoppia, riduzione dell’ampiezza dei movimenti
articolari, atrofia, difficoltà ad alzarsi, crepitii durante i movimenti
articolari passivi e inattività.
DIAGNOSI
L’artrosi è una patologia frequentemente dolorosa con andamento progressivo
pertanto una diagnosi precoce è estremamente importante in quanto permette di
trattare sia la causa che ha innescato l’artrosi (per esempio la displasia del
gomito), sia i processi ad essi associati (lesione cartilaginea, sinovite
infiammatoria), arrestando o rallentandone in modo significativo l’evoluzione.
Per effettuare una corretta diagnosi serve una attenta visita ortopedica
eventualmente associata ad ulteriori indagini radiografiche e/o esame del
liquido sinoviale.
PREVENZIONE
Esistono prodotti specifici che aiutano nella prevenzione, come i prodotti
Condroprotettori.
TERAPIA
Il trattamento è specifico per ogni singolo paziente ed è correlato alla
gravità dell’artrosi ed al numero di articolazioni colpite. L’approccio
all’artrosi deve essere multimodale e prevedere una attenta combinazione di
diverse terapie farmacologiche e non. L’aspetto più importante è una diagnosi
precoce.
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mercoledì 19 agosto 2020
La Malattia Ossea Metabolica (MOM) Nei Rettili
La malattia ossea
metabolica (MOM oppure MBD, Metabolic Bone Disease) nei rettili è una condizione molto
frequente, legata ad errori gestionali ma non solo. Svolgono un
ruolo nella patogenesi le radiazioni ultraviolette (UV-B), il calcio, il
fosforo e la vitamina D3. Questa patologia classicamente si osservava nelle
iguana e nei rettili erbivori, però si è visto che diverse specie di rettili,
tra cui sauri e cheloni possono ugualmente manifestarla (ad esempio, gechi
leopardini oppure testuggini).
La MOM viene
anche definita iperparatiroidismo nutrizionale secondario. Spesso gli animali
che si ammalano hanno a disposizione una dieta carente in calcio oppure con un
eccesso di fosforo. Inoltre la vitamina D3 è fondamentale per l’assimilazione
del calcio alimentare. Senza di essa, anche con l’assunzione di quantità
corrette di calcio, si arriva ad una condizione di ipocalcemia. Questa vitamina
può essere in parte fornita con la dieta (in alcuni rettili), in parte liberata
grazie all’esposizione ai raggi UV-B.
Non va
sottovalutata anche la temperatura ambientale. Per poter funzionare l’organismo
dei rettili ha bisogno di essere mantenuto ad una temperatura corretta per la
specie. In caso contrario, la capacità digestiva dell’animale viene meno e con
essa la possibilità di assunzione di nutrienti con la dieta.
Quando l’animale
non ha in circolo livelli adeguati di calcio, compensa con la liberazione di un
ormone, il paratormone. Questo tenta di rimediare alla carenza con il rilascio
di calcio dalle ossa e contemporaneamente con il riassorbimento di calcio da
parte dei reni.
I segni clinici
sono in primo luogo problemi ossei: si possono manifestare fratture a carico
delle ossa lunghe della zampe, debolezza nella deambulazione, incapacità a
mantenere la stazione, fino a raggiungere la paralisi. Altro segno tipico può
essere un gonfiore a carico degli arti sia anteriori che posteriori.
Similmente, un osso che può subire i danni della MOM è la mandibola; perciò
sono riportate fratture e possibile gonfiore anche a questo livello. Nelle
tartarughe è frequente osservare un rammollimento o una deformazione del
carapace. In altri rettili si può verificare una scoliosi a livello del dorso della colonna vertebrale.
Queste deformità risultano essere irreversibili anche dopo risoluzione della
problematica gestionale/nutrizionale.
Poiché il calcio
interviene anche a livello della contrazione muscolare, in alcuni casi i
proprietari possono rilevare tremori a carico delle dita oppure tremori diffusi
(tetania). Inoltre si può manifestare crescita rallentata oppure anoressia per
incapacità o impossibilità ad alimentarsi. Nei casi più gravi l’animale può
arrivare a morte.
Molto spesso il
veterinario esperto di animali esotici può sospettare una condizione di MOM in
base alle informazioni gestionali riportate dal proprietario. La conferma
spesso si ha grazie ad un esame radiografico, in cui si osserva una densità
ossea inadeguata oppure tramite l’esecuzione di esami del sangue.
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martedì 11 agosto 2020
Girotondo: Gioco O Problema?
Capita molto spesso di vedere su internet video di
animali che attuano comportamenti “strani”, inconsueti, in quanto i proprietari
sono divertiti da questa situazione bizzarra. Parliamo sia di cani, sia di
gatti e le manifestazioni in questione sono numerose, ma, facendo un esempio,
soffermiamoci sul “girotondo” o “acchiappa-coda”.
«Quindi se il mio peloso gira su sé stesso ha un problema comportamentale?» Dipende!
Il girare in tondo, infatti, pur essendo definito un “comportamento” non sempre coincide con un problema comportamentale. Innanzitutto può esserefisiologico se avviene prima di evacuare o prima di dormire o ancora in momenti di eccitazione, ma se si verifica in altre circostanze andrebbe indagata l’eventuale causa.
Con l’aiuto del veterinario si andrà a capire se il
paziente si gira perché ha male a un distretto posteriore del corpo (es: la
coda), se è effettivamente un problema comportamentale o se può trattarsi di un
problema neurologico. Queste, infatti, sono le principali diagnosi
differenziali per tale atteggiamento.
È fondamentale riconoscere a casa una serie di indizi
che saranno utili al vostro veterinario per emettere una corretta diagnosi,
ossia:
- come viene portata la coda;
- presenza di lesioni;
- traumi o risse effettuate precedentemente;
- il paziente cerca di raggiungere una parte
del corpo o gira senza mostrare interesse per il posteriore;
- in che occasione si verifica il
comportamento (sempre, solo in determinate occasioni, ogni tanto senza
associazione con altri eventi etc…);
- il giro avviene sempre verso lo stesso senso;
- compresenza di altri atteggiamenti strani come camminare verso muri e angoli oppure vocalizzazioni afinalistiche.
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martedì 28 aprile 2020
Patologie Nutrizionali Negli Uccelli

I semi, che troppo spesso sono ritenuti essere la base dell’alimentazione di queste specie, possono portare ad effetti diretti ed indiretti molto gravi. Ad esempio, i semi di girasole sono una vera delizia per i pappagalli, ma sono ricchissimi di grassi. Una conseguenza è l’insorgenza dell’obesità che a sua volta esita in arteriosclerosi e patologie epatiche.
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martedì 21 aprile 2020
Discopatie Nel Bassotto… Ma Non Solo!
Le ernie sono patologie tipiche di tutte le razze dette
condrodistrofiche, ossia con difetti di sviluppo scheletrico che esitano in un
aspetto basso e allungato. Il bassotto ne è l’esempio classico, ma lo sono anche:
jack russel, basset hound, pechinese, beagle, shih-tzu, maltese, bouledogue
francese etc. Inoltre non possono esserne afflitti solo i cani di razza, ma
anche tutti i meticci con la stessa conformazione fisica. Tutti i cani non
condrodistrofici, invece, possono tendenzialmente essere colpiti dalle
protrusioni discali.Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
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sabato 28 marzo 2020
Paralisi Del Nervo Facciale nel Cane e nel Gatto
Come facciamo ad accorgerci se il nostro pet è affetto da questa patologia? I sintomi che primariamente ci colpiscono sono rappresentati dall’impossibilità per il nostro animale di eseguire movimenti facili e naturali come:
- chiudere le palpebre e ammiccare
- direzionare le orecchie verso lo stimolo acustico
- muovere le labbra
Più raramente si sono osservati sintomi quali blefarospasmo, retrazione del labbro e spasmi facciali.
E’ importante al fine di diagnosticare correttamente la patologia portare il proprio animale in visita così da poter valutare eseguendo un esame neurologico l’effettiva risposta dei nervi cranici e indagare la possibile causa.
Quali possono essere le cause di una paralisi del nervo facciale? Per molto tempo si è ritenuto che la causa primaria di paralisi del nervo facciale fosse IDIOPATICA, oggi sappiamo che le cause in realtà possono essere diverse:
-infezioni o infiammazioni dell’orecchio medio oppure corpi estranei che portano a lesione del nervo facciale
-polipi nasofaringei (nel gatto soprattutto)
-neoplasie dell’orecchio
-neuropatie (da ipotiroidismo, sindrome di Cushing)
-traumi
Il veterinario neurologo eseguirà l’esame neurologico completo, l’esame otoscopico associati eventualmente alla diagnostica per immagini (radiografia, TC ed RMI).
Quale potrà essere la terapia?
A seconda della causa il medico propenderà più per una terapia medica (con utilizzo di antibiotici ed antinfiammatori) o per una terapia chirurgica (come nel caso dell’asportazione di un corpo estraneo, di un polipo o di una neoplasia).
Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
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mercoledì 19 febbraio 2020
Terapia d'emergenza del Paziente con Distress Respiratorio Acuto
Se viene diagnosticata un’ostruzione completa delle vie aeree, sono indicate in rapida sequenziale seguenti misure: sedazione, intubazione e possibilmente , ventilazione.
Molti pazienti dispnoici, soprattutto i gatti, sono intolleranti alla manipolazione. E’ quindi fondamentale l’ossigenoterapia in tutti i pazienti con compromissione respiratoria , a prescindere dalla causa del distress respiratorio. Se possibile inserire subito un catetere endovenoso periferico per fornire l’accesso vascolare.
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lunedì 30 dicembre 2019
365 Giorni Con il Tuo Pet
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giovedì 5 dicembre 2019
Veterinario Torino
Nell'immagine potete vedere i plus: ortopedia, riproduzione, oncologia, laparoscopia, cardiologia, neurologia e tanto altro.
La filosofia:
"Il loro benessere è la nostra missione: tu rendilo felice, noi pensiamo alla sua salute"
Una Clinica Veterinaria al tuo fianco 24 ore su 24 e 365 giorni all'anno, sempre reperibili al 337200200.
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