Visualizzazione post con etichetta comportamento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta comportamento. Mostra tutti i post

giovedì 21 gennaio 2021

La comunicazione acustica nel cane

In questo articolo approfondiamo un argomento citato in precedenza nel tgvet che è la comunicazione del cane, cioè come comunica il cane con i suoi simili e con l'uomo attraverso l'emissione di suoni.

Sembra che la selezione fatta dall'uomo abbia favorito animali in grado di esprimere un numero maggiore di vocalizzi.

È possibile suddividere questi vocalizzi in suoni vocali, non vocali, e misti.

Suoni vocali:

  • gemiti: emessi durante i saluti con altri cani del gruppo, durante l'invito al gioco o in situazioni di contrasto.

  • Grida e urla: emesse in situazioni di pericolo; se emesse durante l'aggressione denotano paura.

    grida/urla

  • Ringhi: emessi durante la minaccia (prima fase del comportamento di aggressione). Vengono emessi per far mantenere la distanza ed evitare il conflitto. Possono essere emessi anche durante il gioco, ma in tal caso sono associati ad una postura di inchino. 

    Ringhio

  • Abbai: possono essere emessi come avvisi/allarme, come minaccia, come segnale di eccitazione, come richiesta o come richiamo. La frequenza e il tono indicano lo stato emozionale del cane.

    Abbaio

  • Ululati: indicano al gruppo la posizione di un individuo rimasto isolato o vengono emessi per coordinare la caccia. Possono essere emessi in risposta a vocalizzi di un altro cane.

    Ululato

Suoni non vocali:

  • uggiolii: esprimono desiderio di raggiungere un altro cane, un oggetto oppure possono indicare una richiesta di attenzione. 

    Uggiolii fra cani che si incontrano

  • Ansimi: possono indicare uno stato di stress come paura o eccitazione.

  • Schiocco delle mandibole: viene emesso durante la minaccia o come invito al gioco se associato alla postura di inchino.

Suoni misti:

- costituiti da numerosi vocalizzi di base che si susseguono l'un l'altro e indicano sfumature di linguaggio.


Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.  
Leggi tutto l'articolo...

martedì 11 agosto 2020

Girotondo: Gioco O Problema?

Capita molto spesso di vedere su internet video di animali che attuano comportamenti “strani”, inconsueti, in quanto i proprietari sono divertiti da questa situazione bizzarra. Parliamo sia di cani, sia di gatti e le manifestazioni in questione sono numerose, ma, facendo un esempio, soffermiamoci sul “girotondo” o “acchiappa-coda”.

«Quindi se il mio peloso gira su sé stesso ha un problema comportamentale?» Dipende!

Il girare in tondo, infatti, pur essendo definito un “comportamento” non sempre coincide con un problema comportamentale. Innanzitutto può esserefisiologico se avviene prima di evacuare o prima di dormire o ancora in momenti di eccitazione, ma se si verifica in altre circostanze andrebbe indagata l’eventuale causa.


Con l’aiuto del veterinario si andrà a capire se il paziente si gira perché ha male a un distretto posteriore del corpo (es: la coda), se è effettivamente un problema comportamentale o se può trattarsi di un problema neurologico. Queste, infatti, sono le principali diagnosi differenziali per tale atteggiamento.

È fondamentale riconoscere a casa una serie di indizi che saranno utili al vostro veterinario per emettere una corretta diagnosi, ossia:

  • come viene portata la coda;
  • presenza di lesioni;
  • traumi o risse effettuate precedentemente;
  • il paziente cerca di raggiungere una parte del corpo o gira senza mostrare   interesse per il posteriore;
  • in che occasione si verifica il comportamento (sempre, solo in determinate   occasioni, ogni tanto senza associazione con altri eventi etc…);
  • il giro avviene sempre verso lo stesso senso;
  • compresenza di altri atteggiamenti strani come camminare verso muri e angoli oppure vocalizzazioni afinalistiche.

È importante riconoscere ed analizzare questi atteggiamenti con il proprio veterinario in quanto se si trattasse di un problema neurologico potrebbe essere un campanello d'allarme per problematiche più importanti come ad esempio crisi convulsive.

Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.  
Leggi tutto l'articolo...

mercoledì 13 novembre 2019

Le emozioni del cane e del gatto



I cani e i gatti provano emozioni?

Ogni proprietario di un animale domestico risponderebbe subito a questa domanda dicendo "Certo che sì!"...ed avrebbe ragione.
Chi vive con un cane o un gatto sa di per certo che i nostri amici a quattro zampe sono in grado di provare emozioni e di manifestarle chiaramente agli umani.

Ma andiamo a scoprire cosa ci dice la scienza a riguardo.

Che cos'è un emozione?

Secondo i più recenti studi le emozioni sono definite come un processo complesso strutturato in una componente soggettiva (quello che l’animale prova),una componente espressiva (la risposta comportamentale) e una componente neurofisiologica (cosa succede all’organismo quando prova quella precisa emozione).

Gli studi affermano che le emozioni primarie ,ovvero gioia, paura, rabbia, tristezza e disgusto, siano universali e condivise da tutto il mondo animale (uomo compreso).
Esistono delle emozioni chiamate “secondarie” che a differenza delle primarie, non sono innate ma si sviluppano con la crescita, le esperienze e l’apprendimento sociale.
Esempi di emozioni secondarie sono la gelosia, la vergogna, la nostalgia e molte altre.


A cosa servono le emozioni?

Secondo la scienza le emozioni avrebbero un duplice scopo, una funzione adattativa (prepararsi all’azione per poter rispondere correttamente agli stimoli ambientali) e una funzione comunicativa/sociale.
Per esempio, a cosa serve la paura? La paura è molto utile per far sì che l’animale si renda conto del pericolo che sta correndo e che attivi di conseguenza una risposta comportamentale atta a  garantirgli la sopravvivenza.
Per quanto riguarda la funzione comunicativa/sociale, la lettura delle emozioni è riconosciuta come una capacità innata di tutti gli animali con delle importanti variabili soggettive legate all’esperienza e alla sensibilità individuale.
Nel cane l’espressività emotiva ha una variabilità anche legata alla razza di appartenenza. Spesso cani e gatti con una conformazione particolare (ad esempio i brachicefali) possono essere fraintesi e mal interpretati dagli altri animali e dall'uomo.



Le emozioni possono essere suddivise in emozioni positive o negative in base alla loro capacità di aumentare o diminuire il senso di piacere.
La gioia, ad esempio, inibisce i sentimenti negative e predispone l’organismo ad attività piacevoli, quali l’esplorazione, i comportamenti proattivi e le relazioni sociali.


Chiudiamo il nostro articolo ricordando che per una serena convivenza è importante saper riconoscere le emozioni del nostro amico a quattro zampe per poter modulare il nostro approccio, le gestione e le attività svolte insieme nella maniera più corretta possibile.

Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.


Leggi tutto l'articolo...

mercoledì 30 gennaio 2019

Alterazioni Comportamentali Legate Al Dolore

Spesso osserviamo nei nostri animali domestici alterazioni comportamentali improvvise o graduali che non sappiamo spiegarci.

Il dolore, definito dall’International Association for the Study of Pain (IASP) come “un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata ad un danno tissutale..”, spesso è causa di alterazioni comportamentali “inspiegabili”.

Le nuove teorie sul dolore prendono in considerazione l’organismo animale (mente+corpo) come un’unica entità e tengono conto oltre che dell’aspetto “fisico” dello stimolo dolorifico anche dell’interpretazione emozionale dell’esperienza dolorosa, ovvero come l’animale interpreta e affronta il dolore.


Un comportamento viene definito patologico quando l’animale perde la capacità di adattare le sue risposte agli stimoli ambientali. Questa capacità viene definita plasticità comportamentale ed è legata alla capacità delle aree cognitive del cervello di governare gli stati emozionali. Il dolore può andare ad alterare l’assetto emozionale del nostro amico a quattro zampe e di conseguenza minore sarà la sua plasticità comportamentale, minore sarà la capacità di risposta adeguata in presenza dello stimolo dolorifico.

Un’altra componente molto importante da tenere in considerazione è la memoria. I nostri animali sono in grado di ricordare le esperienze negative e in quale contesto sono avvenute (come ad esempio essere portato in un Ambulatorio Veterinario in un momento in cui stava male e aver subito delle iniezioni). Spesso se l’esperienza negativa si ripete i soggetti più paurosi o con meno capacità di adattamento possono sviluppare comportamenti di sensibilizzazione (aumento progressivo delle risposte di paura) e di anticipazione emozionale (generalizzazione degli stimoli come ad esempio l’atto di salire in macchina).

Gli studi degli ultimi anni hanno evidenziato come uno stato dolorifico cronico possa portare ad una riduzione della sostanza grigia della neocorteccia e di conseguenza possa favorire l’instaurarsi di patologie comportamentali.

Le patologie comportamentali che si possono riscontrare con maggiore frequenza sono la depressione acuta (legata spesso a traumi), la depressione cronica ( che può evolvere in perdita della capacità di apprendimento e alterazioni dei processi cognitivi), l’aggressività legata ad una patologia organica (infiammazione, neoplasie, malattie endocrine ecc) e la sindrome reattiva degli stati algici che si differenzia dalla precedente poiché in questo caso l’aggressività progredisce nel tempo (ad esempio si può passare dal ringhio al morso) e può progredire con l’instaurarsi di una vera e propria fobia sociale.

In tutti questi casi il consiglio è di contattare il vostro Medico Veterinario di fiducia che insieme ad un Medico Veterinario Esperto in Comportamento potrà valutare la situazione specifica e studiare un protocollo terapeutico personalizzato.

Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.  
Leggi tutto l'articolo...

martedì 11 dicembre 2018

Inseparabili: guida alla riproduzione

COPPIA

La maturità sessuale negli Agapornis viene raggiunta verso l’anno di età, ma ci può essere una certa variabilità di specie.

La coppia può necessitare di più o meno tempo per diventare affiatata. È più facile un accoppiamento precoce quando la coppia è stata formata da subito.

Possono anche capitare situazioni di ostilità fino ad aggressioni anche molto gravi. Per questo motivo l’inserimento di un nuovo soggetto deve sempre essere fatto gradualmente.

Quando due soggetti decidono di “scegliersi” e di formare una coppia le manifestazioni sono rappresentate da stazionamento sullo stesso posatoio, atteggiamento complice, fino poi all’accoppiamento vero e proprio.

Inseparabili Riproduzione - 1

ALLOGGIO

La gabbia dovrebbe essere più ampia possibile per permettere agli animali di volare anche al suo interno, meglio se con una maggiore estensione in senso orizzontale. Questa dovrebbe essere di acciaio, non di altri materiali che potrebbero causare intossicazioni se ingeriti.

La voliera dovrebbe essere posta al riparo da correnti d’aria od eccessive temperature e contro una parete in modo che un lato sia chiuso e che quindi i pappagallini abbiano un maggior senso di sicurezza.

Di notte l’ambiente dovrebbe essere buio e silenzioso per poter permettere 10 ore di sonno continuo ed evitare stress agli inseparabili.

All’interno vanno posti diversi posatoi (meglio rami di legno naturale, es. salice, pioppo, acacia) di diametro variabile per evitare patologie alle zampe ed una crescita eccessiva delle unghie, contenitori del cibo e dell’acqua (in numero almeno pari a quello degli animali; vicino ai posatoi) ed eventuali giocattoli.

Un altro elemento molto importante è una vaschetta per il bagno.

Per il fondo si possono tranquillamente utilizzare dei fogli di giornale da sostituire quotidianamente.

Una temperatura troppo alta o troppo bassa oppure un tasso di umidità elevato possono influire negativamente sulla fertilità.

NIDO

Gli inseparabili iniziano a produrre uova solo in presenza di un nido.

Il nido dovrebbe essere sviluppato orizzontalmente e dotato di uno sportellino in alto.

Sul fondo del nido si può mettere del tutolo di mais o della segatura, mentre sul fondo della voliera si può lasciare a disposizione del materiale utile per permettere alla coppia di preparare il nido, come rametti sottili (es. di salice od olivo), fogliame o fieno senza polvere.

ALIMENTAZIONE

Un’alimentazione corretta è fondamentale per favorire la riproduzione.

Durante il periodo della cova e dell’allevamento dei piccoli gli inseparabili necessitano di un maggior apporto calorico, di proteine e di calcio.

Molto importante è anche l’apporto di minerali, come calcio e fosforo, e vitamine (in particolare A, E e D).

ACCOPPIAMENTO

Durante il corteggiamento il maschio si gratta, fa delle piroette e rigurgita cibo predigerito alla femmina.

Quando la femmina decide di accettare il maschio quest’ultimo si pone sopra di lei.

L’accoppiamento si ripete più volte durante la giornata, fino alla deposizione delle uova.

DEPOSIZIONE

Le uova vengono deposte ad intervalli di circa 48 ore, praticamente a giorni alterni.

Il numero di uova per covata può variare da 4 a 6.

La schiusa avviene dopo circa 23 giorni ed i piccoli lasciano il nido intorno al 42° giorno di vita.

Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.

Leggi tutto l'articolo...

mercoledì 31 ottobre 2018

La Comunicazione del Coniglio



I conigli sono animali sociali e fortemente territoriali ed è quindi molto importante conoscere la maniera corretta di comunicare per evitare di rovinare la relazione coniglio-famiglia umana.
In natura i conigli selvatici vivono in gruppi di massimo 10 soggetti. All’interno del gruppo ognuno ha il suo ruolo: i maschi perlustrano il territorio per difenderlo da eventuali intrusi (soprattutto durante la stagione riproduttiva)  e il compito di gestire le interazioni tra i vari membri del gruppo sedando le “discussioni” prima che mi trasformino in liti aggressive.
Bisogna ricordare che il comportamento di difesa del territorio è strettamente legato agli ormoni sessuali.




I conigli domestici vivono in un ambiente in cui le ore di luce sono  molte anche d’inverno e per questo motivo la loro stagione riproduttiva spesso non termina in autunno (come in natura) ma prosegue per tutto l’anno. Per questo motivo difendono il  loro territorio allo stesso modo tutto l’anno.
La maggior parte dei conigli (sia maschi che femmine)  dopo la pubertà cominciano a marcare con l’urina persone e oggetti. Questo comportamento può essere interrotto con la sterilizzazione (soprattutto se è passato poco tempo dall’inizio dell’emissione di marcature urinarie).
A volte il comportamento può persistere se esistono conflitti con persone o altri animali all’interno del gruppo famigliare, se la sterilizzazione è stata tardiva o se sono presenti altre patologie comportamentali.
Le marcature sono una modalità di comunicazione molto utilizzata dai conigli (come in altre specie) e possiamo distinguerle in:

·         Marcature urinarie: su oggetti, luoghi, persone e animali.
·         Marcature fecali: feci depositate in luoghi ben visibili in determinati luoghi.
·         Marcature attraverso le secrezioni della ghiandola inguinale: escrete con le feci.
·         Marcature attraverso le secrezioni della ghiandola del mento: oggetti, luoghi, membri del gruppo.




Essendo i conigli animali fortemente territoriali è molto difficile inserire un nuovo coniglio in casa quando ne è presente già uno. Bisogna infatti stare attenti a valutare con attenzione l’adozione di un altro coniglio.
Un’altra caratteristica del coniglio è quella di essere un animale crepuscolare ( anche se spesso si adattano ai ritmi circadiani della famiglia umana) e possono avere dei picchi di attività soprattutto al mattino presto e alla sera.
Molto importante è insegnare al coniglio che esiste la possibilità di allontanarsi quando non gradiscono l’interazione e il proprietario deve essere in grado di capire quando il coniglio esprime disagio.
La comunicazione verbale nel coniglio è molto scarna.
La loro comunicazione si basa prevalentemente sulla prossemica e sulle posture ( comunicazione non verbale).
La comunicazione del coniglio è molto complessa e si basa su segnali sottili e difficilmente percepibili  per l’essere umano ma è fondamentale che il proprietario impari a cogliere i suoi segnali per evitare l’instaurarsi di patologie comportamentali legate alla relazione uomo-coniglio.


Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.  
Leggi tutto l'articolo...

mercoledì 10 ottobre 2018

Consigli Di Viaggio Essenziali Per Il Proprio Gatto

Quando portate il gatto dal veterinario o quando quest’ultimo deve affrontare un viaggio è opportuno seguire dei consigli essenziali affinché il proprio animale subisca il minor stess possibile.
Vediamo ora insieme i suggerimenti utili che ciascun proprietario dovrebbe conoscere:
- Non viaggiate mai con il gatto libero nel veicolo poiché molto pericoloso: l’animale potrebbe spaventarsi eccessivamente ed alla prima occasione tentare la fuga.
- Scegliete un trasportino robusto, apribile frontalmente e con la parte superiore rimovibile in modo da facilitare la sua uscita o per i gatti più ansiosi permettere al veterinario di visitarlo lasciandolo all’interno.

Consigli-utili-trasporto-gatto
- A casa, lasciate il trasportino aperto in un luogo dove possa essere considerato dal gatto come “parte dell’arredamento”, così da evitare che esso lo associ solo al momento in cui si reca dal veterinario.
- Rendete il trasportino più confortevole e familiare possibile mettendoci dentro un capo di vestiario con il vostro odore o un giochino appartenente al vostro animale. E’utile spruzzare sull’indumento o sui giochi prodotti presenti in commercio a base di ferormoni sintetici. Infine ponete sul fondo del trasportino una traversina o della lettiera.
- Per mettere il gatto nel trasportino (quando non vi entra spontaneamente) prendetelo con delicatezza e calatelo dall’apertura superiore. In alternativa, potete rimuovere la metà superiore e rimetterla in sede dopo che avrete appoggiato l’animale. Per le circostanze più difficili è possibile ripetere l’operazione sopra descritta ma avvolgendo il gatto in un’asciugamano.
trasporto-gatto-consigli-utili

- Una volta nel veicolo evitate che il trasportino subisca scosse: potete incastrarlo sul pavimento dietro un sedile anteriore, oppure bloccarlo con cinture di sicurezza. E’ importante poi non viaggiare con musica alta, mantenere un tono di voce basso e coprire il trasportino con un lenzuolo.

- Nel tragitto a piedi dal veicolo alla sala d’attesa della clinica, cercate di non scuotere il trasportino o farlo rimbalzare sulle gambe.

- Una volta arrivati alla reception, chiedete al personale di mostrarvi dove accomodarvi e collocare il trasportino. La Clinica Veterinaria Borgarello gode di un’area apposita attrezzata ed è certificata Cat Friendly.

- Se avete più di un gatto, è bene adottare alcune precauzioni extra quando riportate a casa uno di essi. Lasciate il gatto nel trasportino per qualche minuto e osservate come reagiscono gli altri gatti. Se percepite tensione, è dovuto probabilmente al fatto che l’animale porta su di sé gli odori della clinica. In tal caso, tenetelo in una stanza separata, con lettiera e ciotole, per circa 24 ore in modo che riprenda un odore familiare.
Articolo a cura dello Staff della Clinica Veterinaria Borgarello
Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.  
Leggi tutto l'articolo...

sabato 11 agosto 2018

Lo sviluppo comportametale dei conigli e la socializzazione con l'uomo.

Il coniglio è una specie definita nidicola, ovvero i coniglietti appena nati sono nudi, con occhi e orecchie chiusi e incapaci di spostarsi da soli. Gli unici sensi funzionanti alla nascita sono il tatto e l’olfatto.
Lo sviluppo dei coniglietti si verifica più velocemente rispetto ad altre specie nidicole: cominciano a sentire già ad una settimana di vita e ad aprire gli occhi a circa dieci giorni dalla nascita.
A differenza di molte specie nidicole la coniglia non passa molto tempo nel nido con i suoi piccoli ma rimane giusto il tempo di allattare per 1-2 volte al giorno.


I coniglietti neonati passano circa 22 ore al giorno a dormire nella tana stando molto vicini tra loro per mantenere stabile la temperatura corporea e si svegliano solo per mangiare e urinare.
Durante i primi 11 giorni di vita i coniglietti prendono molto peso e inizia a formarsi la pelliccia per poter mantenere la temperatura corporea autonomamente. Sempre intorno agli 8-12 giorni dalla nascita cominciano a mangiare le feci lasciate dalla madre nel nido e cominciano quindi a costruirsi una buona flora intestinale e a riconoscere le piante da mangiare dall'odore che emanano nelle feci.
La prima uscita dal nido si verifica di solito intorno alle due settimane di vita.

Intorno alla terza settimana comincia lo svezzamento: i coniglietti iniziano a mangiare erba e piante finché, intorno alla 5-6 settimana la madre smetterà di nutrirli e lo svezzamento sarà concluso.
Nei nostri conigli domestici le cure parentali spesso vanno oltre le sei settimane dalla nascita dei coniglietti e la madre arriva ad allattare fino al doppio delle volte rispetto alla coniglia selvatica.

Come avviene quindi lo sviluppo comportamentale dei coniglietti domestici e quali sono gli errori da evitare?

Il primo errore da evitare è di toccare i coniglietti e manipolare troppo il nido nelle prime tre settimane di vita. I conigli hanno un olfatto molto sviluppato e spesso un odore diverso nel nido può indurre la coniglia ad abbandonarlo o addirittura ad uccidere i suoi cuccioli.
Il periodo che va dalle quattro settimane di età al terzo mese di vita è molto importante per la socializzazione interspecifica uomo-coniglio. In questo periodo bisognerà proporre ai coniglietti dei contatti frequenti e di buona qualità con l’uomo per permettere una buona socializzazione alla nostra specie e avere quindi delle buone relazioni coniglio adulto /proprietario in futuro.



Il comportamento del coniglio può variare notevolmente dopo la pubertà. Nel periodo che la precede non presentano quasi mai comportamenti aggressivi ( se non durante il gioco) e spesso assumono un atteggiamento chiamato freezing (si immobilizzano e si irrigidiscono) se sottoposti a forti tensioni o a paura. In questa fase è importante non confondere il comportamento di freezing con un piacere al contatto con l'uomo. Spesso ,infatti, i coniglietti non apprezzano essere presi in braccio forzatamente , soprattutto se non vengono sostenuti gli arti, causando nel coniglio una sensazione di vuoto sotto le zampe.
Un altra paura tipica del coniglio è l'incombere della figura umana dall'alto. Questo atteggiamento dell'uomo, infatti, mima il predatore (spesso rapaci) che catturano le loro prede in volo.
Inoltre i conigli temono i rumori forti e improvvisi e i movimenti troppo veloci e a scatti. Si consiglia quindi di evitare toni di foce troppo alti e di muoversi lentamente in prossimità del coniglio.
Subito dopo la pubertà (che comincia intorno a 3 mesi per il maschio e ai 4 per la femmina) compaiono i comportamenti legati alla sfera sessuale come il corteggiamento e la copula ( spesso rivolti verso il compagno umano) per il maschio e la pseudogravidanza per la femmina. In entrambi i sessi spesso si verifica un aumento della motivazione competitiva e territoriale che può portare a conflitti nella relazione con il proprietario. Solitamente per evitare le alterazioni comportamentali legate alla produzione ormonale e patologie dell'apparato genitale si consiglia la sterilizzazione sia nei maschi che nelle femmine.


Risulta quindi importante lavorare in prevenzione, cercando di non commettere errori nelle prime fasi dello sviluppo comportamentale (fino ai 3-4 mesi) per evitare problematiche comportamentali nel coniglio adulto e ,se ciò non dovesse bastare, intervenire consultando un Medico Veterinario non appena il coniglio cominci a mostrare alterazioni del comportamento.

Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie. 



Leggi tutto l'articolo...

venerdì 25 maggio 2018

Le minzioni inappropriate e le marcature urinarie del gatto

Le minzioni inappropriate e le marcature urinarie del gatto sono spesso motivo di consulto per un medico veterinario esperto in comportamento.



Come possiamo distinguere tra le due e capirne la causa?

Per minzioni inappropriate si intende l’emissione di urina in grande quantità al di fuori della lettiera su un substrato orizzontale. In questo caso possiamo vedere il gatto accucciarsi (come in lettiera) ed eliminare completamente l’urina presente in vescica.

Per marcature urinarie si intendono gli spot di urina emessi su substrato verticale atti a lasciare un segnale visivo ed olfattivo in determinati punti prescelti. In questo caso il gatto non svuota la vescica ma emette solo una piccola quantità di urina.

Quali sono le cause che possono determinare le minzioni inappropriate e le marcature urinarie?

Le minzioni inappropriate possono derivare da patologie organiche (come le cistiti, le ostruzioni o la presenza di calcoli) che causano dolore o fastidio durante la minzione o da patologie del comportamento. Spesso nel primo caso i sintomi insorgono improvvisamente e senza una correlazione a traumi, cambiamenti ambientali  o di vita del gatto.
Nel secondo caso spesso l’insorgenza è graduale o correlata ad eventi specifici ed associata a situazioni di stress, ansia, paure, errori gestionali o invecchiamento.
Gli errori gestionali più comuni riguardano la posizione della cassetta igienica, il numero delle cassette (specialmente se sono presenti più gatti in casa), la tipologia di lettiera utilizzata o la frequenza con cui viene pulita.
Esistono anche situazioni in cui il gattino orfano può non aver appreso correttamente la sequenza eliminatoria e/o il corretto substrato da utilizzare (sabbietta) e di conseguenza non la applichi nella maniera corretta.


Anche per le marcature urinarie è possibile identificare alcune cause organiche o comportamentali alla base della sintomatologia.

Il gatto infatti suddivide il suo territorio domestico in diverse zone, ciascuna con un’utilità diversa, attraverso le marcature facciali, urinarie e visive (graffi). Ogni zona quindi viene utilizzata per un’attività specifica come dormire, mangiare, eliminare feci ed urine, cacciare o giocare.
Nel caso di problematiche puramente comportamentali spesso esistono degli stati di malessere legati alla presenza di altri gatti, agli ambienti chiusi o a modificazioni ambientali che possono destrutturare il territorio rompendo l’equilibrio emotivo del gatto. Di conseguenza il gatto cercherà di ristabilire il suo l’equilibrio utilizzando le marcature ( di tutte le tipologie viste in precedenza). Spesso il tentativo dei proprietari di cancellare le tracce delle marcature urinarie possono generare nel gatto ancora più malessere e potranno essere la causa di un aumento  esponenziale del comportamento indesiderato.

Come abbiamo visto in entrambe le situazioni le cause possono essere ricercate  sia tra le patologie organiche che tra quelle comportamentali. Saranno i sintomi, l’insorgenza e l’evoluzione della patologia ad indirizzare il medico veterinario verso una strada o l’altra e scegliere la terapia farmacologica e/o comportamentale più adatta ad ogni caso.

Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.  
Leggi tutto l'articolo...

mercoledì 8 novembre 2017

Il gattino: manuale d'uso



L’arrivo di un gattino a casa, così come di qualsiasi altro animale, dovrebbe sempre essere una scelta consapevole e meditata perché richiede responsabilità e conoscenza di poche ma fondamentali nozioni volte a garantire sia il benessere nel nuovo amico a quattro zampe, sia una serena convivenza. Bisogna innanzitutto imparare una prima e imprescindibile regola per entrare col piede giusto nel mondo felino ossia: il gatto NON è un piccolo cane. Personalmente invito a non dimenticarlo mai, il vostro micio difficilmente tollererà fraintendimenti in tal senso... Principalmente sono due gli aspetti che ci si trova a dover gestire: la creazione di un ambiente “a misura di gatto”, inteso non soltanto come organizzazione logistica degli spazi, ma anche come corretta interazione sociale col nuovo co-inquilino e, non meno importante, la sua salute.
Per comprendere appieno le esigenze dei felini bisogna conoscerne la natura, rimasta invariata nonostante il processo di domesticazione. I gatti sono animali profondamente territoriali, abitudinari, amanti della prevedibilità e della familiarità, cacciatori solitari, in grado di badare a se stessi in ogni condizione e, pertanto, estremamente bravi a mascherare qualsiasi segno di malessere o stress. In situazioni di ansia o di pericolo percepito istintivamente prediligono il nascondersi piuttosto che lo scontro diretto; hanno un sistema sociale flessibile, non escludono la possibilità di convivenza con altri gatti con predilezione verso i “consanguinei”, cosa da tener presente se si vuole adottare più di un felino. Tendono a comunicare sia mediante il contatto che l’olfatto, rilasciando feromoni attraverso il muso e le zampe. Quanto descritto è insito nel DNA del gattino ma non ancora espresso, quindi spetta a noi garantirgli un ambiente adatto a crescere e sviluppare il proprio “potenziale  felino” nel modo più corretto ed equilibrato possibile.


All'arrivo a casa, buona norma sarebbe consentire al piccolo di accedere solo ad una stanza per qualche giorno, allestita con tutto il necessario (ciotole, lettiera, luogo di ricovero, giochi). La voglia di esplorare appartiene al normale processo di crescita del giovane felino, sebbene non abbia ancora tutte le risorse necessarie per gestire eventuali pericoli o nuovi incontri, pertanto la scoperta dell'abitazione e di eventuali conviventi animali dovrebbe procedere per gradi e, almeno inizialmente, sotto controllo del proprietario.
Un ambiente “a misura di gatto” va allestito secondo criteri piuttosto precisi:
1. disponibilità di luoghi sicuri: scatole, cucce chiuse, palestrine a più piani dotate di almeno una cuccia su un piano, amache rialzate e tutto ciò che può garantire al gatto la possibilità di “nascondersi” o controllare indisturbato il territorio qualora lo reputi necessario
2. disponibilità di risorse multiple e separate (soprattutto se ci sono più gatti): per risorse si intende cibo, acqua, aree di toelettatura, aree per le marcature mediante graffi, aree di gioco, aree di riposo e sonno: sono tutte ideali “zone” in cui il gatto suddivide il proprio territorio, ciascuna fondamentale per vivere “secondo natura” e ridurre lo stress dell'animale.
3. possibilità di esprimere l’istintivo predatorio: il gatto di casa non ha dimenticato cosa significa essere felino, ed il gioco rappresenta per lui un modo attraverso cui può esprimere le proprie capacità predatorie. Questo è realizzabile se si fornisce al nostro amico a quattro zampe giochi e/o se si rende “dinamico” l’atto di nutrirsi, ad esempio, lanciandogli crocchette da rincorrere o ponendo la ciotola in luoghi che richiedono una certa strategia per esser raggiunti
4. opportunità di sperimentare relazioni positive, prevedibili e frequenti con gli umani: le interazioni con gli umani dovrebbero essere incentivate sin da piccoli e condotte sempre con gentilezza, toni pacati ed non durare troppo a lungo. Ogni gatto ha la propria personalità e preferenze, mutevoli nel tempo, che bisognerebbe imparare a conoscere e rispettare: non forzare mai il contatto, è meglio lasciare all’animale l’iniziativa. Abituarlo da subito a essere manipolato e toccato in tutte le parti del corpo, attraverso brevi “sessioni” giornaliere ricordando che i felini prediligono essere accarezzati dietro le orecchie e sulla testa, meno sulla pancia.

Un discorso a parte merita il trasportino: questo dovrebbe diventare una sorta di “trait d'union” tra l'ambiente rassicurante e conosciuto in cui vive il gattino (casa ed eventuale giardino) e l’ignoto mondo esterno. I felini sono molto restii a ogni genere di cambiamento, hanno bisogno di avere tutto sotto controllo, di conoscere ogni millimetro del territorio che li circonda. Portarli “altrove” risulta sempre stressante ed è qui che entra in gioco il trasportino come “pezzo di casa” che viaggia col gatto, dandogli sicurezza e tranquillità qualora lo si debba spostare in altri luoghi, a maggior ragione dal veterinario!. Buona norma, quindi, è lasciare sempre il trasportino a disposizione del nostro amico a quattro zampe, riempendolo con indumenti, coperte o asciugamani dall'odore familiare e qualche gioco e/o bocconcino per renderlo più “attrattivo”.
Per quanto riguarda la gestione “sanitaria” del gattino, le prime vaccinazioni andrebbero eseguite minimo dopo le 9 settimane  ed il corretto protocollo viene stabilito insieme al medico veterinario in base allo stile di vita dell'animale, ossia alla possibilità o meno che questi possa entrare in contatto con altri gatti di cui non si conosce la situazione sanitaria. Essenzialmente esistono due tipi di vaccini: uno protettivo nei confronti delle malattie respiratorie e gastro intestinali ed uno verso la leucemia felina, patologia invariabilmente mortale. Entrambi richiedono due iniezioni distanziate 3-4 settimane ed un richiamo entro i 12 mesi di vita: da qui in avanti, , come già detto, i protocolli varieranno a seconda dello stile di vita del gatto. Nel caso in cui si dovesse poi portarlo all'estero, lo si deve sottoporre alla vaccinazione antirabbica e, contestualmente, all’applicazione del microchip, requisiti necessari per richiedere il passaporto.  Un fondamento imprescindibile della medicina felina è quello di verificare mediante test ambulatoriale, indipendentemente dalla provenienza del soggetto, che questi sia esente da leucemia (FeLV) ed immunodeficienza felina (FIV): l’indagine può esser svolta a partire dai due mesi di vita e, in ogni caso, prima di procedere con la vaccinazione contro la leucemia felina.

I parassiti intestinali richiedono trattamenti una volta al mese, a partire dalle 8 settimane, per almeno 3 volte poi in base allo stile di vita: per gatto outdoor ogni 4 mesi; i parassiti esterni (pulci e zecche) prevedono trattamenti tutto l’anno, mensili se si usano prodotti spot on oppure con collari specifici per gatti, la cui durata è variabile. Per quanto concerne la castrazione/sterilizzazione, l’età minima per eseguirla è 6 mesi di vita nel maschio, dopo il primo calore per la femmina.
In ultimo, ma non meno importante, l’alimentazione considerata fondamento per un corretto accrescimento: una corretta abitudine è lasciare crocchette a disposizione tutto il giorno e dare cibo umido mattina e sera, utilizzando linee gattino (kitten) secondo consiglio del proprio veterinario. Andrebbe evitato dare avanzi dal tavolo, soprattutto se contenenti carboidrati (pane, biscotti, dolci), poiché i gatti sono carnivori puri il che significa che non hanno alcuni enzimi in grado di digerire correttamente i suddetti. Dopo lo svezzamento, il latte non rappresenta più un alimento necessario e può persino diventare deleterio causando gravi diarree a causa proprio dell’incapacità di molti di digerirlo.
Vuoi maggiori informazioni? Clicca e contatta la Clinica Borgarello oppure compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.


Leggi tutto l'articolo...

lunedì 30 ottobre 2017

La feromonoterapia

  • Che cosa sono i feromoni?

I feromoni sono sostanze chimiche utilizzate come mezzo di comunicazione sia nel mondo animale che vegetale. Nel mondo animale questa tipologia di comunicazione viene utilizzata da insetti,pesci ,rettili e mammiferi. I feromoni vengono escreti nell'ambiente esterno e sono in grado di modificare il comportamento di un altro animale ricevente appartenente alla stessa specie. Tra i mammiferi i carnivori possiedono il maggior numero di strutture adibite alla produzione di feromoni. Nonostante i numerosi studi a riguardo è ancora in parte sconosciuto il meccanismo fisiologico attivato dalle secrezioni feromonali.


Nei mammiferi sono secreti in maniera involontaria ed escreti da ghiandole distribuite nell'epidermide e dalle mucose attorno agli orifizi (bocca,ano ecc).
Nel cane e nel gatto i feromoni vengono escreti principalmente dalle ghiandole periorali, dalle ghiandole sebacee del solco intermammario, dalle ghiandole ceruminose del padiglione auricolare, dalle ghiandole anali, dalle ghiandole sottocaudali e sopracaudali della coda e dalle ghiandole podali. Oltre alle ghiandole citate è possibile trovare feromoni anche nella saliva, nelle urine,nel liquido amniotico e nelle feci.
I feromoni possono essere trasmessi attraverso l'aria e l'acqua oppure depositati su superfici o sul suolo. La percezione nel cane avviene attraverso un comportamento denominato flehmen o lip-curl ,che consiste nel sollevamento del labbro superiore a bocca leggermente aperta in fase inspiratoria con successivo leccamento e arricciamento del tartufo. Nel gatto si manifesta con movimenti della lingua.




  • La feromonoterapia

L'idea che i feromoni potessero essere utilizzati nella terapia comportamentale nacque negli anni novanta con gli studi sul comportamento di marcatura facciale e urinaria del gatto. In seguiti a questi studi sono stati creati feromoni di sintesi per cani e gatti contenuti nei più famosi prodotti in commercio sotto forma di diffusori,collari,vaporizzabili.



La feromonoterapia può svolgere un ruolo importante in cane e gatti che presentano uno stato patologico ansioso,fobico o depressivo ed è da utilizzare sempre in associazione ad un progetto riabilitativo e in alcuni casi ad altri strumenti terapeutici (farmacologici ad esempio). In particolare nel gatto è molto importante la valutazione del territorio in cui vive e la sua ristrutturazione oltre al riequilibro delle relazioni familiari.



Leggi tutto l'articolo...

martedì 8 agosto 2017

L’importanza del gioco per il cane

Il gioco è una sequenza di azioni eseguite in maniera teatrale e senza uno scopo preciso se non quello di divertirsi. Durante la sessione di gioco il cane può mettere in atto diversi comportamenti come la lotta, la fuga, la caccia ecc. Le caratteristiche che contraddistinguono il gioco sono l’assenza di regole fisse ( o quasi), la sua imprevedibilità , la possibilità di cambiar ruolo durante la sessione , l’apprendimento e il divertimento.
cane_gioco
Perché il cane possa dedicarsi al gioco i suoi bisogni primari devono essere soddisfatti.
Oltre ad essere un mezzo attraverso il quale divertirsi il gioco ha una forte valenza sociale. Infatti durante le sessioni il cane può imparare ad utilizzare diverse intelligenze, come quella olfattiva e quella visiva, e imparare a riconoscere le intelligenze e le predisposizioni altrui, può allenare la propria capacità di movimento, può apprendere gli autocontrolli e sviluppare le capacità comunicative intra ed inter-specifiche.
Oltre ad essere un importante strumento di apprendimento , il gioco è utilissimo per la costruzione delle relazioni del sistema famiglia, per accrescere la complicità e la collaborazione con il partner umano.
Per queste sue caratteristiche il gioco è fondamentale per lo sviluppo cognitivo del cucciolo.
Altro aspetto importante è che attraverso il gioco si riesce ad intuire quali siano le predisposizione del cane, le sue preferenze, la sua indole , le sue conoscenze, la sua capacità di gestione delle emozioni e le caratteristiche della relazione proprietario-cane.
cane_lotta
Esistono diverse tipologie di gioco:
- Gioco individuale: si svolge con oggetti o senza. Di solito si tratta di giochi di predazione rivolti ad un oggetto oppure di corse, salti, giochi con l’acqua ecc.
- Gioco sociale: si svolge con o senza oggetti. In questo sottogruppo distinguiamo la lotta, la competizione( ad esempio il tira e molla), la predazione a turno e i giochi di collaborazione ( il riporto, la ricerca olfattiva ecc.).
- I giochi cognitivi: utili per allenare la memoria e l’elasticità mentale ( ad esempio il problem solving).
cane_treccia
Quindi in che modo dovremmo giocare con il nostro cane?
Per giocare con il cane nella maniera corretta l’ideale è spaziare tra le diverse tipologie di gioco e non utilizzare sempre la stessa, verificare sempre la sua disponibilità al gioco e valutare in maniera adeguata il contesto ( ad esempio non giocare al riporto o a rincorrersi in casa o sotto il sole estivo ) . In questo modo il nostro cane apprenderà e si divertirà sfruttando al massimo le capacità cognitive e sensoriali che ha a disposizione.
Vuoi maggiori informazioni? Compila il modulo sottostante. Se ti è piaciuto l'articolo condividilo con i tuoi amici e/o posta un commento, grazie.

Leggi tutto l'articolo...

Cerca in TGVET.net



clinica veterinaria torino


Ultimi 10 articoli pubblicati

Gli autori degli articoli